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Una poesiaccia nella notte

La solitudine cavalca muri
illuminata da un fanale a vento.
Raccoglie parole scritte
le mette una dietro l'altra
le legge con una certa premura
e paura di essere scoperta.
L'ipocrisia arrampicata alle maniglie di un tram
legge ad alta voce un messaggio sconcio
scritto da un vandalo nella notte.
<<Via gli extracomunitari >>.
La disperazione mette in evidenzia l'impotenza altrui,
celando la propria che si sta ricreando
nel leccare un gelato a vaniglia e cioccolato.

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 03/08/2012 16:21
    Un tena dekucato toccato con note di una poesia che accia non è.
    C'è nel testo riflessione e partecipazione sociale e tutto ciò basta per dire che ho letto una bella composizione.
    Ciao
    Aurelio

4 commenti:

  • nazzarenodibenedetto il 04/08/2012 11:54
    Voglio dire all'amico Vincenzo Capitanucci, ma prima di dirgli 'sta cosa voglio che mi perdonasse, quando gli dico, che il gelato a vaniglia e cioccolato è una metafora, Vi è gente che gode di quei colori, quei colori sono i colore della pelle di un bianco e di un negro. Un po' come la pubblicità dei biscotti Ringo. Ciao Vincenzo, scusami di questo mio intevento, potevo pure lasciarti credere che era un gelato, ma non è un gelato; è ben tutt'altra cosa.
  • Vincenzo Capitanucci il 04/08/2012 07:57
    Un'ascia nella notte... in uno spaccato di società...

    Bravo Nazzareno... ricrearsi in un gelato di vaniglia e cioccolato.. che lentamente nel sole... si scioglie e si confonde...
  • loretta margherita citarei il 03/08/2012 16:31
    molto originale apprezzata
  • Anonimo il 03/08/2012 16:25
    È una bella composizione profonda e anche amara. ciao

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