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Da mio padre

Sono Tuo padre
e, Tu,
mi stai pensando
... Ti ho sentita morente...

-"Papà... Ti sento.
Sono in quella casa,
ancora presso i bunker.
Ogni mio cedimento
non mi assolve;
ogni messaggio
genera la colpa di
infastidire e provocare.
Pure Voi mi parlate...

Sento il mio cedimento
e le mie forze...
a strappi abbandonarmi.
Papà, perdono."

-Figlia,
Ti assolvo
Non abbandonarti.
Oggi si infrange il dogma.
Ogni credente
saprà di quel mistero.

Eravate Voi soli
a non sapere
Che non c'era nessuno al cimitero,
Che gli ospedali furono sbarrati,
Che per le vie di Brescia,
non c'era più un passante.
Quanti avvertirono lezzo di bruciato,
se la diedero a gambe.
Nessuno ebbe il buon senso...
Il dovere morale
di avvisare il vicino.
"Ai cuori infranti,
non si offra il vino,
del vicino banchetto."

Reclamavate un fior
per Noi, defunti;
ma non c'eran negozi.
Nei grigi sgabuzzini,
del fioraio,
non trovaste che nacchere ed orpelli.
Eravate voi soli
a non sapere che,

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 05/08/2012 21:09
    generosi tenerissimi versi.. bella composizione
  • Anonimo il 05/08/2012 14:50
    generosi tenerissimi versi.. bella composizione

3 commenti:

  • Anonimo il 05/08/2012 21:08
    Di una dolcezza infinita. questo scritto
  • loretta margherita citarei il 05/08/2012 16:57
    molto bella, toccante complimenti pina
  • Anonimo il 05/08/2012 07:45
    mi hai toccato il cuore... un bacio giusy... asempre complimenti

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