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Accidia e invidia

Fermato il capo tra la mano ed il cuscino
ammazzo d'accidia le ore del mattino.
Noiosa come una zanzara
con rumore di scopa elettrica,
spalanchi le finestre cantando la tua invidia.
Trucchi e profumi, acceleri il phon,
(conta la presenza per sentirsi meglio).

Sospiro di sollievo al tacchettio
che richiude il portone.
Vai dentro la parentesi di atti formali
e numeri complessi di bilanci razionali.

Finalmente solo a distillare
dall'accidia
gocce di poesia.

S'avvicina il rientro...

riecco l'elenco
dei lavori utili
che non ho fatto.

 

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Antonio Garganese il 18/08/2012 07:49
    Poesia carina e anticonformista: un quadro di una giornata come tante altre con i vari doveri quotidiani rischiarata da qualcosa di diverso, una goccia di poesia.

1 commenti:

  • Ellebi il 17/08/2012 22:44
    Come potrebbe non piacermi questa poesia sulla dolcezza dell'accidia alla quale anch'io spesso mi abbandono. È un peccato che questo "peccato" comporti secoli di purgatorio se non di peggio. Un saluto.

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