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Per questo, e solo per questo, tu devi essere impiccato

Estratto dal libro "La banalità del male, Eichmann a Gerusalemme"

... tutti avrebbero visto che il processo di Gerusalemme era giusto se i giudici avessero avuto il coraggio di rivolgersi all'imputato più o meno come segue:
"Tu hai ammesso che il crimine commesso contro il popolo ebraico nell'ultima guerra è stato il più grande crimine della storia, ed hai ammesso di avervi partecipato. Ma tu hai detto di non aver mai agito per bassi motivi, di non aver mai avuto tendenze omicide, di non aver mai odiato gli ebrei, e tuttavia hai sostenuto che non potevi agire altrimenti e che non ti senti colpevole. A nostro avviso e difficile, anche se non del tutto impossibile, credere alle tue parole; in questo campo di motivi e di coscienza vi sono contro di te alcuni elementi, anche se non molti, che possono essere provati al di la di ogni ragionevole dubbio.
Tu hai anche detto che la parte da te avuta nella soluzione finale fu casuale e che, più o meno, chiunque altro avrebbe potuto prendere il tuo posto: sicche' quasi tutti i tedeschi sarebbero ugualmente colpevoli, potenzialmente. Ma il senso del tuo discorso era che dove tutti, o quasi tutti sono colpevoli, nessuno lo è.
Questa è in verità un'idea molto comune, ma noi non possiamo accettarla. E se tu non comprendi le nostre obiezioni, vorremmo ricordarti di Sodoma e di Gomorra di cui parla la Bibbia: due città vicine che furono distrutte da una pioggia di fuoco perche' tutti gli abitanti erano ugualmente colpevoli.
Tutto questo, sia detto per inciso, non ha nulla a che vedere con la nuova idea della colpa collettiva, secondo la quale gli individui sono o si sentono colpevoli di cose fatte in loro nome ma non da loro, cose a cui non hanno partecipato e da cui non hanno tratto alcun profitto. In altre parole, colpa e innocenza dinanzi alla legge sono due entità oggettive, e quand'anche ottanta milioni di tedeschi avessero fatto come te, non per questo tu potresti essere scusato. "
Fortunatamente non è così. Tu stesso hai affermato che solo in potenza i cittadini di uno Stato che aveva eretto i crimini più inauditi a sua principale finalita' politica erano tutti ugualmente colpevoli; non in realtà. E quali che siano stati gli accidenti esterni o interiori che ti spinsero a divenire un criminale, c'è un abisso tra ciò che tu hai fatto realmente e ciò che gli altri potevano fare, tra un'attuale e il potenziale. Noi qui ci occupiamo soltanto di ciò che tu hai fatto, e non dell'eventuale non criminalità della tua vita interiore e dei tuoi motivi, o della potenziale criminalità di coloro che ti circondavano.
Tu ci hai narrato la tua storia presentandocela come la storia di un uomo sfortunato, e noi, conoscendo le circostanze, siamo disposti fino a un certo punto ad ammettere che in circostanze più favorevoli ben difficilmente tu saresti comparso dinanzi a noi o dinanzi a qualsiasi altro tribunale.
Ma anche supponendo che soltanto la sfortuna ti abbia trasformato in un volontario strumento dello sterminio, resta sempre il fatto che tu hai eseguito e perciò attivamente appoggiato una politica di sterminio. La politica non e un'asilo: in politica obbedire e appoggiare sono la stessa cosa. E come tu hai appoggiato e messo in pratica una politica il cui senso era di non coabitare su questo pianeta con il popolo ebraico e con varie altre razze (quasi che tu e i tuoi superiori aveste il diritto di stabilire chi deve e chi non deve abitare la terra), noi riteniamo che nessuno, cioé nessun essere umano desideri coabitare con te.
"Per questo, e solo per questo, tu devi essere impiccato."

 


17 commenti:

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  • il 18/03/2014 01:15
    tutto giusto: le responsabilità penali sono personali, quindi nessuno spazio per generalizzazioni. Resta da capire cosa fossero le fiamme sotto cui furono sommerse Gomorra e quell'altra!
  • Stefano Milighetti il 14/09/2011 09:11
    Estretto significativo che però è bene contestualizzare all'interno dell'intera opera. Hannah Arendt è stata una grande pensatrice della quale ho letto molte opere (consiglio il suo libro dal titolo Sulla Violenza).
  • VANNA CAVACIOCCHI il 06/08/2011 12:50
    Rispetto a quello che giustamente Hanna Arendt ha chiamato la banalità del male vorrei consigliare a chi non l'ha letto il libro tremendo e bellissimo di Simon Wiesenthal Il Girasole.
  • VANNA CAVACIOCCHI il 06/08/2011 12:44
    Non possiedo il vostro bagaglio culturale per disquisire a fondo se per legge Heichmann doveva essere o non essere terminato. Il mio sentimento dice di si, dice anche che ci sono state connivenze terribili per salvare nazisti orribili come lo stesso, uno su tutti MENGELE, che è transitato impunemente sul nostro territorio aiutato dal Vaticano, capito Vaticano, per poi espatriare nei Paesi Sudamericani dove ha vissuto una lunga e bella vita. Migliaia di SS hanno costruito intere cittadine in Argentina aiutate con amorevole assistenza da Peron. E ora vorreste, avreste voluto che l'assassino TIPO andasse libero? Lui che ha spiato mille e mille volte la morte atroce dei nostri fratelli ebrei dagli oblò delle camere a gas, prendendo i tempi per ottimizzare il lavoro? Su signori fatevene una ragione!!
  • ELISA DURANTE il 04/07/2011 17:54
    Un'argomentazione serrata, da un testo di una delle poche filosofe del '900
  • Donato Delfin8 il 20/02/2011 17:34
    vero Nicola
  • il 14/02/2011 14:26


    Suz
  • il 26/07/2010 17:33
    Niente da dire. Un libro che ha creato un pezzo di storia della letteratura mondiale..
  • Donato Delfin8 il 22/04/2010 17:15
    Già come diceva Gandhi.
  • Ettorina Gerbelli il 22/04/2010 16:20
    Non so se centri molto il brano che ho letto con le vessazioni che oggi Isdraele sta facendo subire al popolo palestinese. Ogni volta la storia si ripete. Non parteggio per l'uno o per l'altro popolo; vorrei ci fossero da ambe le parti uomini e donne di buona volontà.
  • eugenio maiolo il 17/04/2009 16:16
    la prove addotte, ovviamente, incriminano i responsabili. ed aprono nello stasso momento nuovi, colossali scenari. la domanda che pongo, sopratutto a me stesso, è se sia più efferato il crimine di voler eliminare uno pseudo-nemico della razza e della moralità ariana, oppure l' uso utilitaristico della storia e della realtà, da parte della cultura occidentale, nascondendo gli stessi efferati crimini, le stesse procedure, con l' aggravante di sfruttare il nemico, soggiogarlo alle pressioni dei nostri omologanti valori. chi si rivolta contro lo sterminio degli ebrei, come me, ma che, nello stesso tempo chiude un occhio e rifiuta di impegnarsi in una riflessione seria su come gli eventi si sono sviluppati dopo l' abominevole Olocausto, è un prodotto acritico della "fabbrica del consenso". bisogna chiedersi se davvero il connubbio democrazia-mercato sia l' optimum, e la strada da seguire. il progresso non è lineare, è vero, ma a ben guardare, il nostro sistema di valori nega alla base sociale li diritto alla libertà ed all' autodeterminazione. ma a noi, in genere, ci basta averla scritta su un foglio costituzionale. com'è possibile che l' uomo comune non si interroghi sul perchè alla società degli uomini non sia permesso il comunismo e l' aggregazione sociale, e invece le multinazionali, ed ogni società per azioni adotti al loro interno un modello prettamente comunista? la juve ha ancora i piani quinquiennali di stliniana memoria... e poi cos' altro può significare il termine "azionista di riferimento" se non, concretamente, "dittatore di riferimento?"
    mi si risponderà che la Storia ha decretato il fallimento di quell' esperienza: è falso.
    non è opinabile il fatto che a sgrtolare gli ideali della comune siano state le continue infiltrazioni del mercato, che per sua stessa natura è drogato.
    è per queste ragioni che al bancone degli imputati dovremmo fare i turni, titti indistintamente, se nelle vene scorre la falsa idea dell' occidente paladino di libertà e opportunità. mai come in questo caso dovremmo far riferimento alla parabola della pietra da scagliare solo se si è senza colpa
  • il 17/04/2009 15:24
    L'impiccagione di Eichmann di cui tratta il volume tutto della Arendt non è un inno alla malvagità, anzi proprio il suo titolo, "La banalità del male", si staglia come freccia infuocata contro ogni sorta di crimine. Ma, se è vero se Eichmann e i nazisti non volevano condivedere il mondo con chi era ebreo e semplicemente divero, perché dovemmo noi voler dividerlo con loro?
  • eugenio maiolo il 16/04/2009 22:27
    Donato, era riferito a me?
    ho compreso adesso di aver parlato ad un muro, resto comunque fermo nelle mie idee. è facile, troppo facile accusare l' evidenza. ma se facessimo introspezione troveremmo, in tutti gli aspetti della vita umana, molti più colpevoli dei colti in fallo, alcuni di questi nuovi, addiritura impensabili
  • Donato Delfin8 il 16/04/2009 20:09
    ???
  • eugenio maiolo il 16/04/2009 20:06
    mi domando se hai mai ascoltato wagner, e se poi lo hai capito.
    sopratutto mi preme dire che, se anche tu possa ritenerlo assurdo in seguito al mio commento, credo sia spaventoso e inumano ciò che è accaduto. anzi, umano, troppo umano.
    con stima
  • eugenio maiolo il 16/04/2009 19:58
    occhio per occhio, e il mondo è cieco. se bisognerà impiccare ogni uomo reo di crimini contro l' umanità, l' occidende inteso dovrebbe perire. dagli albori del colonialismo, e del, se possibile, ancora più spregevole neo-colonialismo, siamo carnefici di chi non è come noi. lo siamo tutti indistintamente.
    da chi ha passato l' adolescenza ooseessionato dall' idea olocausto, disgustato e distrutto, ma cercando di essere lucido
    bisogna guardare più a fondo. avere sensibilità maggiori, e sopratutto aver la voglia di rompere il sottilissimo, e tenace strato di moralità che avvolge una storia che, per dirla con un Nobel portoghese, "andrebbe studiata al contrario"
  • il 13/03/2009 22:03
    Un passo meraviglioso, la cui conclusione dura, tagliente, vera, rivela tutta la forza del male. Anche se nella sua "banalità".