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Lo statuto del nuovo millennio

1. Gli uomini sono tutti diversi. E devono fare il possibile per continuare a esserlo.
2. A ogni essere umano sono stato concessi due tipi di comportamento: l'azione e la contemplazione. Entrambi conducono alla stessa meta.
3. A ogni essere umano sono state concesse due proprietà: il potere e il dono. Il potere porta l'uomo all'incontro con il proprio destino; il dono lo obbliga a condividere con gli altri ciò che di meglio ha dentro di sé.
4. A ogni essere umano è stata donata una grande virtù: la capacità di scegliere. Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione - e altri sceglieranno per lui.
5. Ogni essere umano ha diritto a due benedizioni: quella di essere nel giusto e quella di sbagliare. La seconda prevede sempre un apprendistato che lo condurrà sulla strada giusta.
6. Ogni essere umano possiede un proprio codice sessuale e deve praticarlo senza sentirsi in colpa, purché non obblighi altri ad attuarlo insieme a lui.
7. Ogni essere umano ha una leggenda personale da compiere, e questa è la ragione della sua esistenza nel mondo. La leggenda personale si manifesta nell'entusiasmo per il proprio compito.
Una postilla. Si può abbandonare la propria leggenda per un certo tempo, purché non la si dimentichi e ci si prodighi affinché riassuma il proprio ruolo appena possibile.
8. Ogni uomo possiede una componente femminile e ogni donna ha un elemento maschile. È necessario usare la disciplina con intuizione e l'intuizione con obbiettività.
9. Ogni essere umano deve conoscere due linguaggi: il linguaggio della società e quello dei segnali. Il primo serve per comunicare con il prossimo; il secondo, per comprendere i messaggi di Dio.
10. Ogni essere umano ha il diritto di perseguire la gioi. Per “gioia” s'intende ciò che lo rende felice - non necessariamente quello che fa felici gli altri.
11. Ogni essere umano deve mantenere viva dentro di sé la sacra fiamma della follia. E deve comportarsi come una persona normale.
12. Soltanto le seguenti mancanze sono considerate gravi: non rispettare il denaro del prossimo, lasciarsi paralizzare dalla paura, sentirsi colpevole, ritenere di non meritare il bene e il male che caratterizzano la vita e mostrarsi codardo.
Prima postilla. Ameremo i nostri nemici, ma non stringeremo mai alcuna alleanza con loro. Sono stati posti sul nostro cammino affinché saggiassimo la nostra spada e meritano il rispetto della nostra lotta.
Seconda postilla. Avremo la facoltà di scegliere i nostri nemici.
13. Tutte le religioni conducono allo stesso Dio, e meritano il medesimo rispetto.
Postilla. Nella scelta di una religione, in realtà un uomo sceglie anche una forma collettiva di adorare e condividere i misteri. Tuttavia egli è l'unico responsabile delle proprie azioni durante il cammino e non ha alcun diritto di riversare sulla religione la responsabilità delle proprie decisioni.
14. Si decreta l'abbattimento del muro che separa il sacro dal profano: d'ora in poi, tutto è sacro.
15. Tutto ciò che viene fatto nel presente riguarda il futuro come conseguenza e il passato come redenzione.
16. Sono revocate tutte le disposizioni contrarie.

 


4 commenti:

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  • Daniele Picardi il 04/09/2009 15:13
    paulo celho e' vero che sembra voglia un po' troppo "imboccare" le cose e banalizza la funzione della letteratura, pero' sono pur sempre idee, non ha la pretesa di dare dei precetti, quindi, al di la' se piace o non piace, ed anche se a me personalmente non piace molto, penso sia fuori di discussione che la sua opera non deve essere considerata pericolosa, in quanto pericolose sono solo le opere che impongono le idee e che istigano il fanatismo, mentre un'opera del genere funge solo da proposta e suggerimento di idee.
  • giancarlo milone il 13/08/2009 16:57
    massimo, non condivido molto di quello che hai scritto, inanzitutto consideri Coelho pericoloso, rispetto all' etica le opinioni quando libere e sincere non lo sono mai, possono essere giuste, o sbagliate, condivisibili, o meno, ma è pericoloso appiattirsi su una teoria... non negoziarla e confrontarla con altre.
    poi parli di verità... io non la conosco, nessuno la conosce, le nostre verità rimangono sempre e comunque opinioni, più, o meno sostenibili, più o meno discutibili.

    parliamo poi di libertà? dove sono le basi su cui costruirla, quali sono i limiti del suo esercizio...
    personalmente credo che dovremo agire a ricerca di due felicità, una personale, l' altra sociale, nei modi che riteniamo più opportuni e che mai per una si possa dimenticare l' altra... penso che all' interno di questo schema la nostra libertà sia assoluta... ma in fondo è solo un altra teoria... discutibile chiaramente... ma non credo che esprimere idee sia pericoloso...
  • il 05/07/2009 15:53
    Coelho si spaccia per individuo di conoscenza, ma non basta aver letto le sacre scritture delle diverse tradizioni per essere in grado di farne una sintesi e non un bigino di banalità che entusiasmano gli ingenui. Come si può dire che l'uomo ha diritto di perseguire la propria gioia che è felicità, a patto che non coinvolga, necessariamente, la felicità del suo prossimo? Ci sono individui che gioiscono nel creare le condizioni invisibili a che il resto del mondo non sappia mai cosa si è ordito, nell'ombra, alle sue spalle. È impossibile qualsiasi azione che sia slegata dal causare effetti sulle altre persone.
    E in riferimento alla "sacra fiamma della follia"?
    La follia non è un atto creativo nel quale si esercita la propria libertà, ma costituisce l'inversione della saggezza la quale è l'insieme dei comportamenti che chiariscono la propria via verso la consapevolezza dei principi universali e la loro conseguente applicazione, che sancisce e consacra il sacrificio di un io individuale a favore dell'identificazione con il Sé universale. Quest'uomo è un truffatore, capace di vestire i suoi scritti di banalità insensate anche quando ha copiato delle verità indiscutibili dall'eredità di una conoscenza tradizionale e metafisica custodita dai popoli del pianeta, nei loro libri di pregio e nelle esperienze degli uomini santi che sono più che semplici esseri, come il loro sapere è più di ciò che può avere un nome comunicabile.
    Tutto è già sacro, indipendentemente dal credere umano, ma non si può abbattere un muro profano quando quel muro è nell'anima stessa dell'umanità, e c'è perché è la libertà che le è stata donata che lo consente. I libri di Coelho sono tanto pericolosi perché utilizzano delle verità stravolgendone il senso superiore. L'Assoluto può, evidentemente, tutto, eccetto il contraddire le Sue proprie leggi universali, quindi Sé stesso, e di questi principi il più evidente è la Libertà che ci lascia di poter scegliere.
  • loretta margherita citarei il 14/03/2009 16:01
    bellissimo scritto che invita a profonde riflessioni