username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Racconti di Seneca

Ti piace Seneca?  


La vecchiaia

Poco tempo fa
dicevo che ero in vista della vecchiaia,
ora temo di essermela già lasciata alle spalle.
A questi miei anni
e certo a questo mio corpo
conviene ormai un altro nome
poiché la vecchiaia è un nome
che si addice a un'età stanca
ma non sfinita:
annoverami pure tra gli uomini
sopravvissuti a se stessi.
Ti dirò
tuttavia
che sono grato a me stesso
nell'animo non sento i danni dell'età
come li avverto nel corpo.
Soltanto i vizi e i loro servitori
sono invecchiati
l'animo è forte
e si compiace
di non avere molto a che fare con il corpo
ha ormai deposto gran parte del suo peso
e nel grande giardino della vita
non dimenticare mai
che anche la vecchiaia è un fiore
gradito
utile
desiderabile
fosse anche solo per qualcuno.

   5 commenti     di: Seneca


A Lucilio

Caro Lucilio,
fai così, Lucilio mio, rivendica la proprietà di te stesso, e raccogli e conserva il tempo che finora ti veniva portato via o andava perduto. Convinciti che è così come ti scrivo: il tempo ci viene portato via, a volte con la forza, a volta con abilità, altre volte se ne va senza che noi nemmeno ce ne accorgiamo. Ma la vergogna peggiore è perdere tempo per la nostra negligenza. Se ci pensi bene: gran parte della nostra vita se ne va nel fare male, ancora di più nel non fare niente e tutta quanta la perdiamo nel fare cose che non vorremmo fare. Puoi indicarmi qualcuno che impieghi ingiustamente il suo tempo e la sua giornata, che capisca di morire giorno dopo giorno? Questo è il nostro sbaglio, che consideriamo la morte come un avvenimento futuro, mentre per gran parte essa è già alle nostre spalle ed è padrona del nostro passato. Fai dunque, Lucilio mio, quello che mi scrivi, e sfrutta ogni ora. Se sarai padrone del presente, sarai meno schiavo del futuro. Tra tanti rinvii la vita scorre via. Solo il tempo è il nostro, nient'altro. Solo di questa cosa, fuggente e incerta, la natura ci ha fatto padroni, e chiunque, se vuole, ce ne può privare. La stupidità degli uomini è tale che accettano vanga loro messo in conto l'acquisto di cose insignificanti e senza valore, sempre compensabili, e nessuno invece si sente in debito per il tempo che prende agli altri, proprio il tempo, l'unica cosa che anche le persone più riconoscenti non possono restituire. Ti chiederai forse come mi comporto io che ti do questi consigli. Sarò sincero: amo spendere ma senza esagerare, so fare i miei conti. Non posso dire di non perdere niente, ma tengo sempre il conto di quello che perdo, di perché e di come lo perdo. So perché sono povero. Mi succede quello che succede a quelli caduti in miseria senza averne colpa: tutti sono pronti a giustificarli, ma nessuno li aiuta. E allora? Non considero povera una persona che ha quello che le basta, però penso che tu d

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: Seneca


Solo la filosofia

Devi sapere che Ulisse non affrontò tante peripezie nella navigazione perché era perseguitato da Nettuno: egli soffriva di mal di mare. Proprio come lui, dovunque dovrò andare per mare, vi giungerò dopo vent'anni. [...] Una leggera febbretta può sfuggire all'attenzione, ma, se aumenta e diventa un'autentica febbre che brucia, anche l'uomo più resistente e più avvezzo alle sofferenze è costretto a confessare l'infermità. [...] Il contrario avviene nelle infermità che colpiscono l'animo: quanto più uno sta male, tanto meno se ne accorge. Non te ne devi meravigliare, carissimo Lucilio. Infatti, chi è appena assopito, anche durante il sonno percepisce le immagini dei sogni; e talvolta, dormendo, si rende conto di dormire. Ma un sonno pesante estingue anche i sogno e sommerge l'anima in una completa incoscienza. Perché nessuno confessa i suoi vizi? Perché è ancora sotto il loro dominio. Può raccontare i propri sogno solo chi ne è guarito. Perciò, svegliamoci, per poter prendere coscienza dei nostri errori. Solo la filosofia riuscirà a destarci, e a scuoterci dal pesante sonno: consacrati tutto a lei. Tu sei degno di lei ed ella è degna di te: abbracciatevi.

   1 commenti     di: Seneca


Lucilio carissimo

Ti prego, Lucilio carissimo, fa la sola cosa che può renderti felice: distruggi e calpesta questi beni splendidi solo esteriormente, che uno ti promette o che speri da un altro; aspira al vero bene e godi del tuo. Ma che cosa è "il tuo"? Te stesso e la parte migliore di te. Anche il corpo, povera cosa, benché non se ne possa fare a meno, stimalo necessario più che importante; ci procura piaceri vani, di breve durata, di cui necessariamente ci pentiamo e che, se non li frena una grande moderazione, hanno un esito opposto. Questo dico: il piacere sta sul filo, e si muta in dolore se non ha misura; ma è difficile tenere una giusta misura in quello che si crede un bene: solo il desiderio, anche intenso, del vero bene è senza pericoli. Vuoi sapere che cosa sia il vero bene o da dove venga? Te lo dirò: dalla buona coscienza, dagli onesti propositi, dalle rette azioni, dal disprezzo del caso, dal tranquillo e costante tenore di vita di chi segue sempre lo stesso cammino.

   3 commenti     di: Seneca


L'onestà

L'onestà è un bene unico
i più sono beni falsi o ingannevoli.
Se ti convincerai di questo
e amerai appassionatamente la virtù
"amarla soltanto
infatti sarebbe troppo poco"
tutto ciò che essa toccherà
sarà per te ricchezza e felicità
comunque la pensino gli altri.
Sia chiaro che niente è buono
se non è onesto
e che tutti i guai a ragione
saranno chiamati beni
se baciati dalla virtù.
Gli uomini onesti sanno
che le ricchezze si trovano
in un luogo diverso
da quello in cui vengono ammucchiate
sanno che si deve riempire l'anima
non il forziere.
Se potessimo vedere l'anima di un uomo
onesto e virtuoso
che bella figura
che splendore di magnificenza
e serenità vedremmo.
Da una parte
risplendono la giustizia e la fermezza
dall'altra
la temperanza e la prudenza.
E oltre a queste la pazienza
la generosità
l'affabilità
e bene raro in un uomo
l'umanità.

   3 commenti     di: Seneca




Potrebbero interessarti anche