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Racconti sull'amicizia

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a te...

... il sogno di un amore che vivi giorno per giorno, attimo per attimo... ma che come un condannato a morte sai la fine, e nn ce cosa piu brutta che spezzare le ali ad un sogno prima ancora che abbia preso il volo... ti amerò sempre.

   3 commenti     di: per_ sempre


A Vincenzo Capitanucci

Era un po' che ci pensavo: fare un viaggio, respirare altro per ritemprarmi.
Sono andata ad Arcachon, Sud-Ovest della Francia; è un bacino di mare interno che comunica con l'oceano Atlantico. Non solo verde e azzurro, flora la più variopinta, spiagge candide accecanti al sole, ma anche vere e proprie dune fanno di questo posto un paesaggio mozzafiato.
Sono andata nell'ile aux oiseaux, dove ogni giorno c'è un alternarsi di alta e bassa marea tanto da portare allo scoperto le fondamenta di palafitte moderne, ma prive di energia elettrica, abitazioni dei coltivatori di ostriche.
Avevo l'acqua che mi arrivava solo alle caviglie e la possibilità di camminare nel mare, godermi tutta quella luce e quelle sensazioni da sogno.
Ho potuto scambiare qualche frase nel mio stentato francese con qualche ostricoltore.
Un lavoro il loro che è nato con il mare: ostriche da gustare e da cui trarre perle preziose ma qualcuno di loro mi ha detto anche che pian piano tutto è destinato a scomparire, per i muri di cemento costruiti ad arginare opere dell'uomo.
Il mare imprigionato si vendicherà.
Io non ho forza per abbattere certi muri ma i miei muri di fragilità si e mi sono allora ricordata... di essere andata via dal mare di parole di PR che invece è libero ma soprattutto di aver lasciato sulla riva una stella lucente e tante conchiglie splendenti, raccolte lungo questo breve tratto della mia vita.
Ultimamente è in burrasca PR ma ripeto, è libero e se qualcuno abusa di questa libertà è poca cosa in confronto a ciò che di emozionante regala.
I cloni?! Quasi quasi li ritengo geniali quando riescono perfino a cambiare registro al loro solito modo di scrivere: doppia, tripla personalità, perché no se per loro è meglio di sedute psicoterapeutiche o addirittura mero divertimento?!
Mi ripeterò ogni tanto che sono solo parole e che basta evitare scogli, schivare freccette varie, ma ne varrà sempre la pena purché PR continui ad esserci con la sua LIBERTà

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   4 commenti     di: Chira


regalo di compleanno

Luglio 2005, un paese ai confini con Torino, al mattino già un caldo afoso. Io ed Ale, mia figlia, avevamo invece i brividi per l'eccitazione, pensando a ciò che sarebbe successo la sera. U2 in concerto e noi saremmo state presenti.
Stadio Meazza, a Milano:un evento eccezionale per noi, per Ale sicuramente perchè era al suo primo concerto ed io quasi cinquantenne, non me ne ricordavo uno dall'età adolescenziale.
Il biglietto del concerto era il regalo della mia amica per il mio compleanno e mai fu più gradito... C'era anche lei quella sera, un amore, una passione sviscerati per quel gruppo e per me è stato subito contagio. Un'emozione nell'ascoltare i loro brani, le luci, lo spettacolo, i cori, le ola... un'emozione grande ancora dentro me per quel regalo di compleanno che porterò sempre nel cuore e custodirò per i giorni che verranno.
L'amicizia, quella vera, compie di questi prodigi.

   13 commenti     di: terry Deleo


La lunga breve vita di Ciccio

Qualche tempo fa, pubblicai una poesia che, una volta scrissi per il mio amico Ciccio. In seguito ad un incidente con il suo amatissimo trattore è morto il primo di dicembre dopo un lungo gioco di tiro alla fune tra la morte e la vita. Forse quest' ultima, rendendosi conto che vincendo sarebbe stata meno della metà di quello che già era, ha deciso di allentare la presa e farla finita. Non so.
Ciccio era un uomo semplice, dalla salute un pochino cagionevole, poco istruito, certe volte irascibile, ma di buon cuore e generosissimo. Curava la dozzina di giardini delle villette di "professionisti" in un piccolo centro dove si trascorre il periodo estivo. Anche il mio. Al contrario, però, lui mi aveva visto crescere e con me, l'unico, tra i "professionisti" a cui poteva dare del TU, si apriva completamente. Forse in considerazione del fatto che mi ricordava da piccolo e anche per la mia semplicità nel pormi con lui. Sostanzialmente riuscivo a metterlo a suo agio. E lui parlava e parlava tra una sigaretta e l'altra, sorseggiando un bacardi breezer, di cui, prima che glielo facessi assaggiare, non sapeva nemmeno l'esistenza.
Non si è mai sposato. Le uniche donne che conobbe nella sua vita erano delle signore che danno piacere, non illudono nessuno e non promettono nient'altro che va al di là di quello per cui sono pagate.
Quando si rese conto di questo, grazie anche alle mie discussioni, non andò mai più a cercarne una. Per rispetto verso se e verso quelle donne che fino a poco tempo prima aveva guardato con occhi diversi."Sono vecchio ormai per queste cose, Antonello. I soldi meglio metterli di lato per il matrimonio di mia nipote. Mia sorella non se la passa tanto bene... Lo sai. Voialtri giovani dovete farlo l'amore."Cosi diceva.
Al suo funerale, di quelli i cui giardini Ciccio li teneva alla perfezione, c'ero soltanto io e mia mamma che ha sinceramente sofferto per la sua scomparsa.
Eppure lui, i frutti, le verdure, i funghi di campagna li portava a tut

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L'equivoco

Che serata quella del tredici agosto per noi interisti, battere il Milan e la Juve e vincere il trofeo Tim, una serata iniziata bene ma finita in modo piuttosto strambo.
Non volevo parlarne ma, alla fine, preso il coraggio a due mani lo faccio, senza omettere nulla. In fondo non è successo niente, a patto che quanto vi racconto resti confinato tra noi. Lo avete giurato? Bene, allora ecco a voi la cronaca di una giornata a dir poco insolita.
Le premesse risalgono ad una decina di giorni prima quando Giulio, il mio medico di famiglia, un buontempone che avete già avuto modo di conoscere, lancia l'idea di andare a Bari per vederci il trofeo Tim 2010. ovviamente l'idea piace a tutto il gruppo, alias le altre due persone del famigerato quartetto degli ex compagni di scuola (Asilo. Elementari e medie), tutti patiti interisti.
Per Antonio, il meccanico che in passato si è sobbarcato trasferte anche lontane, come quella a Madrid per la finale di coppa campioni, quella di Bari è una scampagnata fuori le mura e per Rocco, consulente finanziario, l'idea è addirittura superba.
"Ragazzi, lo sapete che ho ancora un bilocale in via Roma? Dopo la partita ci prendiamo delle pizze a ce ne andiamo a casa mia. Ripartiamo sabato mattina con calma, che ne dite?"
Giulio, come al solito è quello che non si tira mai indietro e propone tutte le trasgressioni possibili immaginabili tanto che per la precarietà delle sue coronarie lo chiamiamo Cuore Matto, auspica addirittura di ritornare la domenica pomeriggio.
"Tanto l'indomani della partita è sabato e non si lavora, poi viene la domenica e quindi..."
"Uhm, mica fesso Cuore Matto!" commenta Antonio, poi rivolto a Rocco, il padrone di casa chiede se si può fare. Risposta secca ed eccitata " C'è bisogno di chiederlo?"
E vai! Alla grande! Fioccano i preparativi, ovviamente di tipo coniugale, che vengono accettati con mugugni, direi quasi di sollievo. "Così questi quattro rompiscatole si tolgono dai piedi!" è

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   9 commenti     di: Michele Rotunno


Messaggio nella bottiglia

Scrivo queste righe, che mi sorgono dal cuore, in questo bellissimo sito, con la certezza che Sabrina non le leggerà mai (non credo neppure che sappia della sua esistenza e tanto meno che io ci scriva in esso), ma lascio questa testimonianza a futura memoria e a beneficio di tutti coloro che avranno la pazienza di leggere queste modeste parole, che tuttavia sono impregnate di un affetto che non credevo di poter più provare.
Potrei iniziare a parlare del rancore che ho provato (e che a ben vedere provo ancora) per Sabrina, per le ferite profonde che ha inferto al mio animo, ai miei sentimenti. Ma sarebbe come iniziare un racconto dalla frase "e tutti vissero felici e contenti". Sarebbe un'operazione inutile, sterile, fine a se stessa.
Voglio invece parlare della delusione provata sul fatto di come l'egoismo umano non riesca a far vedere le cose come stanno, come non si riesca a capire quali sono i sentimenti di chi ti sta davanti, di colui che pensi di conoscere e supponi di poter giudicare. E tutto quanto è intriso da falsità e menzogne. Quando si crede di essere più forti dell'altro, quando si pensa di poterci muovere autonomamente con le nostre gambe, bisogna sempre ricordarsi di quando non era così, di quando avevamo bisogno dell'altra persona per non incespicare o addirittura per non precipitare. Quando dicevi "ti voglio tanto bene" e non erano solo parole gettate al vento o vuote ipocrisie, ma ci credevi veramente e sapevi di poter contare su di me.
E quando sei "vincitore", invece, diventi cattiva, egoista, vuoi vendicarti. Di cosa poi? Dell'affetto che l'altro prova per te?
Come dicevo, c'è rimasto solo il senso di delusione, perché hai pensato di avere di fronte una persona che quando fosse stato il tuo turno di avere bisogno di aiuto, si sarebbe dimostrata generosa e ti sarebbe stata vicino a qualunque costo anche di fronte al mio pianto, al mio dolore, alla mia tristezza.
Perché è questa l'amicizia, quella che - anche sotto altre spoglie - h

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   5 commenti     di: Stefano Bacci


In morte del fratello Giovanni

Era l'estate dell'ottantanove, mio figlio Marco aveva poco più di un anno e mi sembrava che il mondo tutto intorno fosse a colori. Eravamo in ferie e faceva un gran caldo.
La città si era spopolata, come accadeva allora in modo evidentissimo e in certe ore del primo pomeriggio, sembrava di esserne gli unici abitanti. Giovanni mi aveva invitato a casa sua per parlare un poco; erano le tre e non trovai anima viva sul percorso, mentre raggiungevo la graziosa villetta dei suoi genitori, con cui viveva da ventisette anni. Appena varcato il piccolo cancelletto in ferro battuto nero, mi venne incontro e mi abbracciò fraternamente, come faceva sempre. Ci sorridemmo a vicenda e accomodandoci all'ombra della grande altalena che ondeggiava lenta in giardino, gli mostrai orgoglioso il regalo che mi aveva appena fatto mia moglie Luisa in occasione del mio ventiseiesimo compleanno: un orologio da vela con cassa in acciaio, fondo bianco, ghiera blu oceano e cinturino dello stesso colore. Un piccolo gioiello della Seiko che entrambi apprezzavamo molto. Lo guardò con ammirazione e mi fece i complimenti; lo studiammo insieme, poi mi chiese:
"quante atmosfere?"
"quindici credo, appena sufficienti per me!" e ci mettemmo a ridere. Subito dopo mi disse che era quasi terminato il suo periodo di vacanza e che voleva trovare un posto per sé e la sua ragazza in cui andare a pescare e rilassarsi:
" Due settimane sarebbero l'ideale, anche perché non mi rimane molto di più. "
Gli altri amici erano tutti fuori, prevalentemente nelle spiagge limitrofe. Per gente come noi che viveva di mare, era difficile sopportare la permanenza forzata in città, soprattutto sapendo che le condizioni meteo portavano bel tempo e mare calmo ancora per molto. Così Giovanni mi propose Lampedusa. Io gli risposi che per me e la famiglia era impossibile:
"Giova', ma perchè incaponirsi nel voler partire a tutti i costi, dal momento che ciò significherebbe pescare da solo?"
" Vabbe', ma t

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