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Racconti amore

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Dopo l'esperienza

Col passare del tempo il <fantasma> della donna cresce nel mio cervello. E la donna diventa sempre più importante, più necessaria, più sublime e divina
L'attrazione dell'uomo verso la donna assomiglia all'attrazione del maschio verso la femmina, negli animali inferiori, dove il maschio muore dopo l'accoppiamento. Amore e morte si confondono. E il maschio corre verso l'amore sapendo che per lui significa annientamento.
Così, dopo essermi stancato dell'amore e delle donne, io desidero ancora l'amore e le donne.
Eppure in passato ho fatto ripetutamente queste esperienze e adesso so come vanno a finire. Adesso so che se mi sposo rimpiangerò per il resto della vita di averlo fatto; odierò quella donna, la detesterò. Se invece non mi sposo rimpiangerò per il resto della vita la donna perduta.
Adesso so che la donna che scelgo in un periodo della vita, non è la stessa che sceglierei in un altro periodo della vita. Perché i gusti cambiano, le necessità cambiano, i modelli estetici cambiano con l'età.
Adesso so che non è possibile andare d'accordo fra maschio e femmina.
Adesso so che è meraviglioso fare l'amore da fidanzati, quando è proibito. Invece, dopo sposati, quando in casa non c'è nessuno che disturba, allora mi passa la voglia di fare l'amore.
L'esperienza mi ha insegnato che quando sono felice in un paese con una donna, io progetto di sposarla e di vivere insieme per sempre. Allora la felicità svanisce, poiché la felicità è il piacere della novità.
L'esperienza mi ha insegnato che dopo un po' è noioso frequentare sempre la stessa donna. Allora desidero andare in paesi nuovi, dove ci sono donne sconosciute, nuove avventure da vivere, nuove emozioni da provare. Però so che in posti nuovi e con donne sconosciute, dovrò ripetere il faticoso rito del corteggiamento, fatto di sottigliezze e tormenti.
Adesso so come vanno a finire queste cose e dovrei stare lontano dalle donne. E invece no. Nonostante tutte le esperienze negative

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   1 commenti     di: sergio bissoli


Il poeta

Un amico antiquario mi ha fatto conoscere un vecchio professore in pensione che ha pubblicato un libretto di poesie. Questo uomo da giovane scriveva poesie e faceva una vita dissipata. Poi, a trenta anni ha cambiato vita; ha ripreso gli studi, si è sposato e si è fatto una famiglia.
Poiché mi interessa molto la letteratura, un giorno vado a casa sua. Il professore è un uomo grasso con la voce grave e la barba bianca. Mi fa entrare in uno studio con le pareti occupate da scaffali zeppi di libri e per due ore parliamo di scrittori. Il professore è un bibliofilo esperto e appassionato. Prima di lasciarlo egli mi invita a frequentare le sue riunioni settimanali a cui partecipano i cultori della letteratura.
Alcuni giorni dopo, in un pomeriggio freddo e nebbioso, mi trovo nuovamente nello studio del professore insieme ad altri studiosi: un giornalista, un mercante d'arte, due collezionisti di libri e un vecchio pittore.
Mentre siamo lì riuniti a discutere di libri e di letteratura, qualcuno suona alla porta. Arriva un giovane appassionato, attirato dalla fama del professore. Pietro, questo è il suo nome, è magro, ha i capelli lunghi e veste poveramente; quando parla di poesia i suoi occhi brillano e sembra che gli manchi la voce.
Il professore gli fa alcune domande e Pietro risponde in modo profondo e originale. Conosce a memoria il pensiero di Bertrand Aloysius, Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Breton, Trakl, Jozsef
Poi, cambiando argomento, il professore gli chiede:
"Ma tu quanti anni hai?"
"Trentadue."
"E che lavoro fai?"
"Il poeta."
"E niente altro?"
"No. La poesia richiede dedizione completa e non lascia tempo per altre cose."
"Ah! Che disgrazia, che disgrazia!" esclama il professore. Poi dopo una pausa riprende: " Perché, lo capisci vero, che è una disgrazia nascere poeta. Sei condannato a rimanere senza denaro, le donne fuggiranno da te vivrai in miseria e senza sesso! Ti pare una vita piacevole questa?"
"Ma io ho la poesia e quest

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   0 commenti     di: sergio bissoli


Relazioni difficili

Sono sempre difficili, le relazioni con le donne. È difficile parlare con loro, avere relazioni di affari, amicizia, parentela o di qualunque altro tipo.
Dietro c'è sempre il sesso, implicito, immaginato, desiderato o temuto.
Nel rapporto con le donne, le parole non hanno lo stesso significato che con gli uomini. Le relazioni con gli uomini sono molto più facili, limpide e lineari (ad eccezione degli omosessuali). Gli uomini mirano al denaro, ma ci possono essere delle amicizie abbastanza sicure, fondate sulla stessa passione; a meno che non nasca l'invidia o la rivalità.
Però la compagnia delle donne è migliore, è più attraente e piacevole. Anche quando il sesso è impossibile, perché sposate, sconosciute, di differente età o ceto sociale.
E allora frequento le donne, senza chiedere nulla, senza fare avances. Prendo lo zucchero della vita. Niente relazioni impegnative, niente conseguenze indesiderabili. Resto in superficie ed è già bello così.
La vita di un uomo è dominata dalle donne: sia che si chiami amore, sesso, estetismo, arte, letteratura, religione e perfino ascesi. Con lei o contro di lei, la donna è il perno attorno cui gira il mondo: la Femmina, la Nemica, la Dea.
L'uomo, prima o poi ha bisogno della donna, corre verso le donne, insegue una donna, la ama o la odia. E il sesso per l'uomo è come la sete: se non lo placa ogni tanto, diventa enorme, irreale, sproporzionato.
Adesso che conosco tutte queste trappole, resto seduto all'ombra a pensare e guardare. Ecco che passa un'altra bella ragazza: tettine, culetto, fichetta. Una perfetta macchinetta per attirare gli uomini e per fare i figli.

Luglio 2003

   2 commenti     di: sergio bissoli


IL SOLE E LA LUNA

Quando il Sole e la Luna si incontrarono per la prima volta si innamorarono perdutamente e da quel momento cominciarono a vivere un grande amore...
Dopo la creazione del mondo, Dio si accorse che mancava qualcosa di essenziale, completò così la sua opera donando la Bellezza. E decise anche che il Sole avrebbe illuminato il giorno e la Luna la notte, obbligandoli senza volerlo a vivere separati.
I due si intristirono molto quando capirono che non si sarebbero più incontrati. La Luna diventava sempre più triste malgrado la luminosità che Dio le aveva donato; lei soffriva di solitudine... il Sole a sua volta, si era meritato il titolo di "Re degli astri", ma anche questo non lo rendeva felice...
Dio li chiamò e disse loro: "Non avete nessun motivo per essere tristi, possedete entrambi una brillantezza che vi distingue l'uno dal'altra... Tu, Luna, illuminerai le notti fredde e calde.. sarai motivo di poesia per molti innamorati... quanto a te, Sole, porterai questo nome perchè sei il più importante degli astri, illuminerai la terra durante il giorno, sarai fonte di calore per gli esseri umani e la tua semplice presenza renderà le persone più felici".
La Luna si intristì molto per il suo terribile destino e trascorreva le notti piangendo. Il Sole soffriva per la tristezza della Luna, ma non poteva lasciarsi andare perchè doveva darle la forza di accettare il destino che Dio le aveva riservato.
La sua preoccupazione era tanto grande che pensò di chiedere un favore a Dio: "Signore, aiuta la Luna per favore, lei è più fragile di me, non sopporterà la solitudine..." e Dio con la sua bontà creò le stelle per tenere compagnia alla Luna.
La Luna quando è molto triste ricorre all'aiuto delle stelle, che fanno di tutto per consolarla, ma raramente riescono nel loro intento.
Oggi il Sole e la Luna vivono così... separati.
Il Sole finge di essere felice e la Luna non riesce a nascondere la sua tristezza.
Il Sole è ancora caldo di passione per

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   3 commenti     di: Claudia Costa


Amo

Una piccola fiamma nel buio, di notte, nel pieno silenzio. Ti riscalda dentro, ti accende. È come un vento che ti scompiglia i capelli, magari rendendoti meno ordinato, meno preciso e "perfetto" (d'altronde, cosa vuol dire essere Perfetti?). Ma ti fa sorridere. Un sorriso incantevole, dolce, da proteggere e mantenere sempre e comunque. Eccola lì la perfezione, allora. E quel sorriso e quella fiamma, a riscaldarti... Non ti importa di nient'altro, hai tutto ciò che serve per stare bene. Le emozioni ti scorrono dentro, iniziando ad inebriarti i sensi. Inizi a fantasticare con la mente, immaginando scenari come scogliere frastagliate e morbida spuma di mare, boschi autunnali, colline toscane insolitamente innevate. Vorresti essere lì, lì e anche lì. Sentire il profumo delle onde, la freschezza della neve tra le mani nude e le foglie secche sotto ai piedi. Hai la tua piccola fiammella a proteggerti: sei sicuro! Così, piano piano, inizi a realizzare che hai molto più di questo: non sono gli occhi a raccontarti la vita, ma la provi sulla tua stessa pelle. Hai un libro intero da sfogliare, leggere e scoprire. Un libro che forse non credevi nemmeno esistesse. Realizzi che non importa tenere le mani semi-chiuse vicino a quell'arancione acceso, cercando di evitare che il minimo spostamento d'aria lo spenga e te lo porti via, riducendolo in un sottile rivolo di fumo. Non serve a nulla proteggerlo. Continuerebbe a vivere dentro di te. Con te e per te. Anzi, l'uno per l'altro. E allora fai un profondo respiro, soffiando via dalle labbra dischiuse un poco d'aria: quanto basta per spegnere il tutto e creare la sottile scia di fumo, che muore nel buio. Ti lasci cullare dalla Notte, che in punta di piedi scivola nella stanza. Ti addormenti. Sogni l'alba di domani mattina, e quel sole quasi rosa che, sicuramente, ti riscalderà più di adesso. Senza accorgertene, il sorriso continua a dipingerti le labbra. Sei felice. Ami.

   1 commenti     di: Iacopo M.


La ragazza facile

L'amico Nicola ha conosciuto Loredana, una ragazza facile e ha promesso di presentarmela. Due giorni fa ho visto Nicola insieme a questa ragazza e voglio conoscerla anch'io.
Alla fiera di Morubio, ultima domenica di agosto, incontro Loredana che arriva in bici. Mi presento, dico che sono amico di Nicola e la invito al bar.
Loredana è una brunetta insignificante con capelli corti e gesti nervosi. Lei mi dice che ha appuntamento con un altro ragazzo, il quale poco dopo arriva. È un grassone volgare che prende sottobraccio la ragazza e la porta al cinema.
Rimasto solo immagino Loredana al cinema, insieme al suo amico che al buio la bacia e accarezza. Questa ragazza è fin troppo facile.
Pazientemente aspetto tutto il pomeriggio. Alla sera finalmente la coppia ritorna; il grassone va via e la ragazza si avvia in bici verso casa.
Io prendo l'altra strada e incontro Loredana in campagna, fingendo di passare di lì per caso. Ci fermiamo, restiamo a parlare. Ho con me un campionario di cosmetici che mi ha dato un amico rappresentante, e li mostro a Loredana invitandola a sceglierne qualcuno.
Mentre lei guarda affascinata le ciprie e i rossetti, io approfitto per accarezzarle le braccia, poi i seni e le cosce. Ho sollevato la gonna e scoperto le mutandine nere, ma lei protesta e allora smetto.
Mi faccio spiegare dove abita e poi le dò appuntamento domenica prossima, a Roverchiara, davanti a casa sua.
Una settimana di attesa durante la quale penso continuamente a lei. Verrà? Non verrà? Ci sarà un altro ragazzo?
Arriva la domenica. Alle prime ore del pomeriggio vado a Roverchiara e vedo Loredana alla finestra della sua vecchia casa. Dopo un po' lei esce, sale in macchina e partiamo. La ragazza parla volentieri e appare allegra e disponibile. Io percorro una strada di campagna e arrivato all'argine di un fiume fermo la macchina. Qui, all'ombra dei pioppi la abbraccio, la bacio e provo a spogliarla.
Ma Loredana non vuole! Incomincia a gridare: "No" s

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   0 commenti     di: sergio bissoli


L'amore clandestino

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   1 commenti     di: sergio bissoli



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