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Racconti amore

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Felice di esserti vittima

Amore giocherellone, che tenti la mia confusione, credi davvero di aver soddisfatto il tuo desiderio? Credi davvero che Caos abiti ora nella mia mente? Credi bene, sommo sentimento, virus trasformatore. Credi bene, perché ammetto la tua indefinibilità. Ora assassino. Ora generatore. Ma dove stai Amore? Quale sei dei tanti? O sei forse tutti quanti? Sei il bacino universale di vite e morti. Sei certezza di contraddizione. Amore onnipotente, continua a sovrastarmi, a dominarmi e sopraffarmi: sarò felice di esserti vittima.

   1 commenti     di: Giacomo Donelli


Come il lume di candela

sono le dieci, fa un po' fresco. Non c'è niente di più romantico di un uomo che vede la sua donna vestita da sposa... che va via perchè l'hanno messa in nomination... e lui, in quel momento, sente di essere innamorato al cubo.
Però è un gioco. Il vestito da sposa.. la nomination.. è un gioco.
Però lui è innamorato al cubo, per questa cosa qui. E piange.
un uomo che piange, farebbe crollare le mura di Gerico, senza l'intervento di... chi le fece crollare le mura di Gerico?
Sono le dieci e dieci, e fa un po' fresco.
Ma è troppo romantica.. questa cosa... come il lume di candela.. come una luna piena...



Montgolfier

Borgo Castello, 26 maggio 1981

L’ho trovata! L’ho trovata! L’ho trovata! Sono sicuro, è lei, è LEI, e oggi mi vergognerò un po’ meno nel lasciare su questo mio personale diario le tracce dei miei pensieri.
Anzi, non mi vergognerò affatto, se impugnando la penna mi siedo per riempire febbrilmente le pagine di questo quaderno. Non mi vergogno perché sono al settimo cielo! CARO DIARIO!
Al settimo cielo ci sono andato veramente, ed è lì, sospeso a mezz’aria, che ho trovato la persona che da tempo stavo cercando. Senza saperlo, intendiamoci, non sapevo di cercare lei, come non sapevo di stare cercando qualcosa, qualsiasi cosa.
Quando Paolo mi ha proposto questa piccola avventura, una giornata in mongolfiera per un sorvolo delle colline toscane, non immaginavo minimamente che di cose ne avrei trovate addirittura due. Avrei trovato la passione, lo sviscerato senso dell’aria, un benessere addirittura terapeutico nel trovarmi a centinaia di metri dalle cose di cui normalmente dispongo.
E avrei trovato lei, ovviamente.
Quasi ho paura a scrivere il suo nome su queste pagine, come se qualcuno me le dovesse rubare stanotte e con le pagine l’immagine di lei. Non lo scriverò, anzi; ho deciso di tenerlo per me.
La chiamerò…Aria, ecco sì, la chiamerò Aria, con una bella maiuscola perché si capisca che sto parlando di una persona viva e stupenda!
Ed io nemmeno sapevo, giuro, che universo potesse celarsi dietro ad un pomeriggio in mongolfiera.
Certo, sapevo quello che ti insegnano a scuola, quando la maestra ti mostra una stampa settecentesca che raffigura un pallone ricamato con cui si librano i celebri fratelli Montgolfier.
La mongolfiera moderna non l’avevo mai veramente considerata, confinandola ad una immagine un po’ patinata, pubblicitaria.
Ci siamo trovati ieri mattina, di buon ora, in modo da evitare le turbolenze generate dall’aria che si scalda, come mi ha spiegato Paolo. L’ho aiutato a scaricare tutto il materiale (e quanto

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la luna e il sole

guardavo la vita sempre a modo mio, facevo le cose più semplici per non avere dolori. non mi innamoravo mai del primo che passava, ma aspettavo che arrivasse quello giusto. e la sera mia confidavo con la luna, quella che davvero brilla nel cielo, e che ha almeno un cuore. sogno solo il meglio dalla vita, ma come sempre lei mi da solo il peggio. ma allora dimmi perchè, tu, luna, amica mia, perchè tu parlando con me mi dici solo cose belle e felici, mentre io dico solo cose piene di dolore, e tu che ti innamori della mie lacrime! ma non hai pensato a te, quando mi hai confessato che ti eri innamorata del sole, anche tu hai versato una lacrima ma non hai mai provato amore per lei, perchè a te non pensi mai. sole, tu che brilli lassù, ignaro dell'amore che la luna prova per te; un amore impossibile, dove la notte non può unirsi al giorno, perchè la luna non può amare il sole ma l'amore non ha confini, ed un giorno capirai che non puoi stare da solo perchè la solitudine fa semplicemente male. capirai presto che senza amore non puoi vivere, e che la parola "amore", che non hai mai saputo amare, è incisa nel tuo cuore. rivolgi uno sguardo alla luna, non farla soffrire, perchè perderebbe il suo splendore, ed una notte senza luna e come un giorno senza sole!



Al bivio

Oggi è un pomeriggio di domenica e io sono indeciso se andare in automobile alla festa della birra a 30 km da qui, oppure uscire a piedi e fare una passeggiata nel parco. Intanto guardo fuori della finestra; c'è un bel sole, è una bella giornata, sarebbe un peccato impiegarla male. Ma dove mi divertirò di più?
Qualsiasi scelta farò saprò dove conduce la strada che ho scelto ma non saprò dove porta la strada che ho scartato. Quante volte mi chiedo: dove sarei arrivato se avessi preso l'altra strada? Cosa sarebbe successo se avessi fatto la scelta opposta? Sarei più ricco? Più povero? Sarei insieme con una donna? Buona? Cattiva? Avrei evitato questi guai? Avrei avuto un incidente? Oppure sarei morto?
Difficile dirlo. Forse Dio può vedere dove conducono tutte le strade che stanno davanti a noi, povere marionette, e questo sarà il Suo divertimento. Cosa c'era nella strada che non ho scelto? L'amore? La ricchezza? Oppure il dolore e la morte?
Che cosa scegliere? Eppure devo scegliere perché se rimango ancora qui il tempo passa, si fa tardi ed allora è come se avessi scelto di restare in casa. No devo decidermi. Vediamo: al parco potrei incontrare Adelina, una ragazza che mi piace. Ma Adelina potrebbe non venire, è già successo altre volte. Alla festa potrei conoscere qualche donna nuova, oppure non trovarne nessuna libera o che mi piace; mi ricordo che è già accaduto anche questo.
Intanto esco di casa, poi deciderò. Lungo il marciapiede incontro l'amico Rino che mi propone di trascorrere le vacanze invernali in Thailandia, dove conosce alcune ninfette Rinuncio per paura dell'aereo.
Un altro amico fermo davanti alla stazione, mi suggerisce di andare insieme a lui a una mostra di libri antichi. Rinuncio anche a questo. Le possibilità si moltiplicano e scegliere diventa più difficile.
Nel parco incontro Adelina. Ho fatto bene a venire qui. Ma la ragazza sta aspettando le sue amiche che verranno a prenderla per andare a una festa di compleann

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   0 commenti     di: sergio bissoli


Fare la vetrina

In un negozio virtuale parla prima il commesso e poi la cliente.
"Buongiorno"
"Buongiorno"
"Come va?"
"Abbastanza preoccupata, grazie"
"Su via, si rilassi, cosa desidera?"
"Vorrei comprare questo, per favore"
"Bene le serve altro?"
"No, penso di no!"
"Lei pensa? Che campionessa! Ma non pensa ad esempio che potrebbe servirle anche quello?"
"Pero', visto cosi' con tutti quei bei colori, e quella grafica in movimento, in effetti, va bene, lo metto sul carrello!"
"E poi oltre quello, c'e' qust' altro e un' altro ancora. Lo vede che prodotti magnifici, nella loro descrizione scritta, intendo"

"Ma lo sa che ha ragione? Ho proprio bisongo anche di quell' altro e un' altro ancora. E complimenti per il suo aspetto e? La trovo carino!"
"Grazie, cosi' mi fa arrossire i pixel, anche lei in effetti, cosi' formosa... e' un piacere sedurla cercando di venderle qualcosa"
"Uhm, non mi dica cosi' che mi fa scattare un' arlgoritmo di sensualità, che poi rischio di cederle."
"Eh, d' altronde lei e' programmata cosi' bene, in tutte le sue curve!"
"Lei dice, che carino... in effetti lei sà vendere e si vende con amore, passione, e' affascinante! Ma chi lo ha realizzato?"
"Quelli della mela morsicata, pensi siamo in lutto, e' morto nostro signore, l' ex presidente. Lei non l'ho mai vista!"
"In effetti provengo da un' altro tipo di filosofia creativa, quello che fa funzionare tutto, o quasi con le finestre. Sono delle finestre 97"

"Pero' che classe! Della filosofia creativa delle finestre.. lei e' bellissima, posso baciarla?". Si rendono istantaneamente reciprocamente compatibili.
E il negozio si chiude e lui la bacia con passione, che la vendita rimane a metà, non finisce niente sul carrello. E tra i due personaggi virtuali ecco un corto circuito di colore rosa e rosso, amore come carnale, e profumi e.. che spettacolo!
Ecco, di nuovo il pc che mi si pianta sul più bello. Giorgio, Giorgio! Per dindi

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   3 commenti     di: Raffaele Arena


Diario di un amore perduto

29 Agosto 2011 ore 19. 39

Caro diario,
al campo di pallanuoto è il primo giorno di campeggio, dopo due ore di allenamento intensivo mi sono ritirato nel bungalow che condivido con altri due compagni di squadra.
È piccolo e stretto ma ci si sta benissimo in tre.
Esausto entro dalla portafinestra che dà l'ingresso alla piccola casetta.
Lancio il mio accappatoio su di una sedia verde che circondano il piccolo tavolino di plastica che campeggia al centro della sala.
-La faccio prima io la doccia!- esclamo per informare gli altri due.
Da fuori vedo le loro teste fare un segno di assenso, così entro nel piccolo abitacolo (alquanto sporco) della doccia.
Lascio l'acqua scorrermi un po' addosso e poi m'insapono, mentre che lo faccio, accarezzo il braccialetto portafortuna comprato a luglio da uno dei tanti venditori ambulanti che transitavano sulla spiaggia di Portonovo.
Ricordo benissimo il contesto.
Ero (e sono) innamorato di una splendida ragazza dai lunghi capelli biondo-castani che ondeggiavano liberi come le ali di un falco che spiccava il volo e che mi portava lontano da tutti i problemi della vita reale facendomi vivere in un sogno, sospeso magicamente in mezzo a tante bollicine sulle quali rimbalzavo gioioso.
I suoi occhi erano di uno splendido color mandorla ambrato, leggermente tendente al nocciola chiaro, quasi come una pietra preziosa che sbirluccicava portando luce nella notte di ogni cuore.
Adoravo guardarla quando lei era intenta a fare qualcos'altro e ogni volta che il suo sguardo incrociava per un semplice errore del destino il mio, mi sentivo imbarazzato come se fosse la prima volta che vedessi una ragazza.
Chiudo la doccia e prendo l'asciugamano appoggiato fuori dalla tendina giallo papera.
Sto per uscire quando sento qualcosa strattonarmi il polso e un'improvvisa sensazione di nudità sullo stesso.
Mi guardo indietro e vedo un cordino rosso e blu penzolare dal gancetto che serviva per appendere l'asciugamano.
Immediatamente mi gu

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   0 commenti     di: luca



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