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Racconti amore

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Da un uomo

Il foglio bianco chiama, mostra con forza il desiderio di esser colorato con parole d’amore.
È tempo che non lo faccio, è tempo che la mia anima si era asciugata, esaurita, per tutto lo sforzo profuso a vantaggio di persone che non erano in grado di comprendere l’energia profonda del grido provocato da emozioni, violente, pulsanti nelle mie più remote cavità.
Lo facci ora con Te e per Te, dopo giorni nei quali le nostre esistenze si sono unite, toccate, senza veli, senza resistenze, al limite, ed oltre, dell’incoscienza.
Come unica meta il desiderio di stare insieme.
Non io, non Tu, non noi, ma Lui.
Quel sentimento gonfio di caleidoscopiche suggestioni che trascende i nostri corpi ed ad un tempo i nostri corpi nutre e da questi è nutrito.
Quel sentimento che sia Tu che io pensavamo potesse esistere solamente in un luogo oltre i confini del tempo, dello spazio, della luce.
In un luogo del quale poeti e scrittori, i più sensibili, fantasticano cercando di farne conoscere la bellezza ed il senso di serenità dei quali è permeato.
Lo sai, esistono, quel sentimento e quel luogo esistono, sono dentro di noi e ci appaiono quando siamo vicini, quando gli occhi dell’uno danno luce agli occhi dell’altra.
Non abbiamo più bisogno di immaginarli, di cercar di scoprirli attraverso le parole di scrittori o poeti, di proiettarli su persone che faticano ad esserne o che non sono in grado di esserne travolti.
Non ne abbiamo più bisogno perché li abbiamo trovati la prima volta che ci siamo detti di noi.
Di quel momento ho un ricordo di cui non Ti ho mai detto.
Ho visto il sorriso e lo sguardo dai quali eri illuminata.
Ed ho compreso.
Saresti stata, comunque, una presenza costante della mia vita, della nostra esistenza.
Ti amo, Ti amo veramente.



Uno strato di nuvole

Questa mattina ho aperto gli occhi e ho guardato le spalle sui cui cadono i tuoi capelli ricci. I tuoi capelli che tanto adoro, tra i quali passare le mani è come accarezzare le onde del mare d’inverno.
Il ritmo del tuo respiro è lento e calmo, il respiro della tranquillità, quello che vorrei vederti sempre addosso, quello che vorrei poterti regalare anche a costo di privarmene io stesso.
"Ti voglio bene significa voglio il tuo bene" mi dici sempre ed è strano pensare come una cosa così semplice in realtà è compresa da così poche persone. Sono fortunato ad aver trovato te che ne conosci perfettamente il significato, che lo applichi tutti i giorni con me, che ti *prodighi costantemente ad infilare uno strato di nuvole tra i miei piedi e il terreno.* Anche se il tempo passa e l’essere inevitabilmente si appesantisce e diventa meno sostenibile.
Guardo le tue vertebre evidenziate dalla posizione leggermente inarcata in cui ti piace dormire, come una bambina. Le conto una per una e mi accorgo di quanto sono belle anche se sono solo delle ossa... ma sono le tue ossa. Non riesco a non amare ogni molecola del tuo corpo.
La luce filtra dalle persiane e disegna delle linee che seguono il profilo del tuo corpo: una curva sul collo, una curva sulla schiena, una sui fianchi, una sulle cosce. La perfezione di un percorso curvilineo, la regola aurea applicata alla luce.
Il tuo profumo è tutto intorno a me, impregna l’aria, le coperte, il legno del letto. Chiudo gli occhi per amplificare l’olfatto e percepisco l’odore del tuo corpo, quello del tuo sesso, quello dei tuoi capelli, quello del tuo respiro. Da quanto li distinguo potrei prenderli uno per uno, chiuderli in dei cassettini e aprirli quando ho bisogno di respirare un po’ di te.

Dio, come sei bella la mattina dopo aver fatto l’amore.

Mi avvicino lentamente, non voglio spaventarti. Accarezzo un po’ i tuoi capelli senza scomporli. Solo le ciocche, solo per sentirne la consistenza.
Decido c

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   8 commenti     di: Andrea De Togni


Tutto ciò che conta

Aprii gli occhi e sollevai la testa in cerca del cielo, lo trovai dove sapevo. Stetti fermo un po' guardandolo in cagnesco, ero arrabbiato con lui.
Richiusi gli occhi e nel buio gettai un amo nel passato, nostalgia la solita esca.
Labbra rosse, occhi smeraldi, pelle candida.
-Merda!- pensai -Ancora Lei!-
Tornai al cielo, ancora in collera sia chiaro, invidiavo il suo poter guardare ovunque e invidiavo di più il suo saper sempre dov'era lei.
Tante volte gli avevo chiesto di guardare per me e il figlio di puttana celeste stava sempre muto come una tomba, per nulla intenzionato ad assecondare le richieste d'un povero cristo non esattamente sobrio. Lasciai perdere.
Affondai le mani nelle tasche cercando qualche spiccio, quanto bastava per un altra birretta, ne trovai abbastanza per due, forse tre.
Mi alzai dalla panchina su cui ero sdraiato ed una coppia di vecchietti mi lanciarono uno sguardo di sdegno, manco avessero visto un cadavere sollevarsi dal tavolo dell'autopsia.
Non gli diedi peso.
Attraversai il parco per raggiungere il piccolo discount, non trovando la birra che mi gradisse afferai una bottiglia di vino rosso a buon mercato.
Poco dopo ero di nuovo sulla panchina di prima.
Stappai il vino e prima che avessi potuto berne un sorso un uomo, che non avevo visto avvicinarsi, mi chiese "da fumare".
Il tipo ebbe la sua sigaretta ed anch'io me ne accesi una.
Tornai al vino e mandati giu' un paio di sorsi di nuovo quell'immagine:
Labbra rosse, occhi smeraldi, pelle candida.
Incominciai a ingoiare quel vino avidamente per dissipare l'immagine.
Mi sbagliavo, perchè l'alcool stava rendendo quell'immagine nella mia mente ancora più nitida, ancora più vera, ancora più bella.
Cercai di visualizzare il quadro generale della mia vita e non potei definirlo positivo: nessun lavoro, nessuna certezza, nessun posto a cui potessi dire di appartenere davvero.
No, decisamete non la migliore delle situazioni.
Eppure non ne facevo un dram

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   3 commenti     di: maynard keenan


La via della Luce (Via Crucis)

La via della Luce (Via Crucis)

Venerdì Santo... il sacrificio della croce sublima il dolore con l'Amore (Figlio) per donarci la Luce (Spirito Santo) della Verità (Padre)

L'eco(grafia) dell'anima

Con lo spirito nasce il pensiero
con la coscienza sboccia l'amore
e con l'anima spunta quel fiore
che ti regala la vita nei suoi colori
e te la profuma dei suoi valori...
e te la sublima con il dolore

La scala della luce

1-Il corpo è il fantasma della materia (Il grigiore del cogito, esistenza passiva!)
2-Lo spirito è il fantasma del corpo (Lo splendore della ragione)
3-L'anima è il fantasma dello spirito (Il bagliore dell'intelletto)
4-La luce è il fantasma dell'anima (Il fulgore della sapienza)
5-La verità è il fantasma della luce (L'immacolato candore della contemplazione)

La scala della luce conduce alla verità assoluta della divina Triade immanente (coscienza), trascendente (pensiero) e vincente (amore) con la sua indissolubilità e indivisibilità per l'intercambiabilità dei suoi Tre Fattori...

La Verità è la Luce dell'Amore
La Verità è l'Amore della Luce
L'Amore è la Luce della Verità
L'Amore è la Verità della Luce
La Luce è l'Amore della Verità
La Luce è la Verità dell'Amore
Nel nome del Padre (Verità), del Figlio (Amore) e dello Spirito Santo (Luce)



Ritrovo

Inutile parlare, inutile scrivere
inutile pensare, inutile muoversi.
La sola ed unica cosa che può risultare utile
in questo momento è l'affetto di qualcuno...
Difficile da avere, difficile da apprezzare
difficile da trovare, difficile da accettare.
Eppure un bagliore, una speranza si accende sempre...
ed è proprio quella che mi continua ad assistere
in ogni istante, in ogni insidia che la vita ogni giorno propone.
A volte è strano; mi fermo, mi blocco improvvisamente
e regna solo il silenzio.
Ma proprio qui si capisce o meglio, si dovrebbe capire,
la vera volontà della persona di apprezzare qualcosa, che sia
persona, che sia animale, che sia oggetto non fa differenza...
Una volta credevo ciecamente nell'amore ma il tempo,
scandito da battitti infiniti, mi ha fatto credere il contrario...
E adesso c'è solo il nulla... un vuoto esistenziale che scorre nel mio sangue...
Come un folle sto cercando di pentirmi, autolesionarmi
per farmi capire che gli erorri a volte si posso rimediare...
E non importa se con parole, con baci, con gesti affettivi,
l'importante è continuare a combattere ogni giorno con se stessi
per ritrovare la serenità, la libertà, la gioia di stare vicini a qualcuno
ed è proprio questo che sto cercando di dirti... solo parole insulse...
ma che sotto sotto hanno qualcosa di veramente unico da offrirti...
ti prego; afferrale con decisione e non rovinarle...
è ridicolo lo sò, ma finalmente ho ritrovato la tanta e desiderata pace interiore...
tutto questo grazie ad una anima che spero possa capirmi...
e spero non mi faccia pentire di aver ritrovato qualcosa che ormai
avevo perso, lasciato indietro, cancellato dai miei ricordi...
Sono cambiato...



Questa sera mi sono acceso una candela.

Questa sera mi sono acceso una candela.
Qui, nella mia cameretta, virtualmente vicino a te,
ho spento il sole e ho acceso un fuoco di cera.
Un suono soffice di piano forte mi coccola dolce
e l’aria vibra come farebbe con un fiore.
Ed ora, di fronte a questa pagina bianca,
soffusa da ombre di luce tenue, vorrei dirti tutto.
Colori piccoli dipingono i miei pensieri,
e vedo come veri, cieli tersi e frutteti.
Pensavo, alle mie mani, sporche di fatica,
ai miei occhi tristi sul rosso del tramonto,
per momenti lunghissimi ho fissato lo sguardo verso la luce,
che se ne va,
per dar posto a queste mie mille stelle irrequiete,
a questo mio animo agitato.
E penso sempre se mi capirai, o se mi prenderai per pazzo.
Forse non avevi mai conosciuto un poeta,
forse non lo conoscerai mai, perché io non lo sono.
Sono solo uno sciocco che gioca con le parole,
un bambino che vuole giocare con te.
Ed ora:
Vorrei saltare fra i miei pensieri, come se fosse facile volare.
Adesso ho di fronte due occhi, un pezzo di mare e tanta luce.
Adesso sono al buio in un vuoto di nulla, in un pezzo di poesia.
E tu, tu dove sei?
Hai mai pensato di volare?
O forse lo fai già, ed io non lo so, non lo posso sapere.
Però se tu sai volare, io so sognare, e prendendomi per mano,
potresti portarmi dove non sono mai stato.
Lo stai già facendo. Probabilmente.

Un bambino. Elia.


"Da: Racconti di un bambino, 2006"

   6 commenti     di: elia zebe


Il primo incontro

" ... enigmatica come poche, misteriosa come molte, quella donna lasciò in lui un soffice senso d'inquietudine che lo destò dal torpore di un afoso pomeriggio di Luglio.
I suoi occhi, fin quando chiusi, l'avevano sognata ma presto sentirono la necessità di aprirsi dopo che l'afrore di una pelle umida di desiderio aveva tagliato il cielo.
Quella donna non era, né potrebbe mai essere, uguale alle altre, aveva in sè una magia che nessun incantesimo avrebbe potuto sfidarla.
Lui amava quella donna, lui l'aveva sempre adorata, l'infanzia li aveva legati con l'incanto di un incontro, con la voce di due cuori che seppero comporre una sinfonia senza mai aver conosciute le note."

   0 commenti     di: paolo veronesi



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