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Racconti di attualità

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La filosofia della nuova era spirituale (ultrapallio) - 2a parte

Stando così le cose la vita non va più presa con filosofia (primum vivere deinde philosophari/Aristotele) ma va intesa con la filosofia (primum philosophare per saper vivere/Maiello) e, ricorrendo alle sue principali branche, dalla logica (logos/discorso) all'ontologia (logos/discorso su tà onta/enti), che differenzia l'essere (in sé, immutabile) dall'esistere (esistenza sensibile), si può passare alla metafisica (al di là della realtà sensibile) per arrivare all'Assoluto nella sua triplice veste di realtà immanente (Coscienza/Luce dello Spirito Santo), trascendente (Pensiero/Verità del Padre) e onnipresente (Amore/Figlio).

È proprio questa la chiave universale (la password della vita) che conduce alla verità assoluta della divina Triade (ci sono arrivato facendo leva sulle regole deduttive del metodo cartesiano: intuizione, analisi, sintesi ed enumerazione), la cui indissolubilità e indivisibilità è data dall'intercambiabilità dei suoi Tre Fattori:

La Verità è la Luce dell'Amore La Verità è l'Amore della Luce

L'Amore è la Luce della Verità
L'Amore è la Verità della Luce

La Luce è l'Amore della Verità
La Luce è la Verità dell'Amore

Nel nome del Padre (Verità), del Figlio (Amore) e dello Spirito Santo (Luce)

Dopo queste certezze a cui sono pervenuto per colmare il mio vuoto depressivo, l'uomo (mirabile impasto spirito/materia) nel suo divenire (antropogenesi), a parte l'evoluzione fisica (scala di Darwin), si è evoluto, soprattutto, mentalmente (cervello) in funzione del comportamento che ha modellato il genoma (Paul MacLean):

l'evoluzione della vita

Quando la vita
sulla terra nacque,
fu con le piante
che cominciò a respirare
e l'inerte materia
con il serpente
iniziò a strisciare.
Di poi la vita
sulla scala evolutiva
con le bestie
arrivò ad annusare
e con lo scimpanzé
impar

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Distretto Di Polizia (Invenzione) Parte 3

Mauro spalancò le finestre e spostò le grandi tende, facendo intravedere il sole: "Forza, è ora di alzarsi!" Ripetè a Roberto che ancora dormiva sotto le lenzuola. Ma Roberto alzò la testa e appena capì che era la voce del suo amico Mauro, rimise la testa giù e ritornò al suo adorato cuscino. "Altri dieci minuti... dai..." - "Robè è tardi! Prima che ti frego il bagno, ti conviene andare, di corsa. Sennò mi sa che non lo rivedi più" Mauro sorrise e iniziò a preparasi. Roberto si alzò dal letto, ma sembrava come se dormisse ancora in piedi. Fece fatica a camminare. Erano le 8. 30, dovevano essere al distretto già dalle 8. 10... Roberto indossò una camicia e, svelto come un orologio, infilò i pantaloni. "Pronto!" urlò a Mauro con un velo di allegria. "Sì... e la colazione?" Chiese Mauro aspettandolo. "Non la faccio... è troppo tardi, il commissario ci aspetta. La colazione se la mangierà qualcun'altro." - "Ma come qualcun'altro? Ci ho messo tanto amore nel farla!" - "Sarà per un'altra volta Maurè, andiamo!"... Finì la frase chiudendo la porta e andando al Distretto. Ira era già lì, appena vide arrivare in un mostruoso ritardo Mauro e Roberto, disse in tono curioso: "Ben alzati!" - "Non ci far caso... è lui che è lento! Toh... guarda: ancora sbadiglia" Rispose Mauro facendo osservare il comportamento di Roberto. "Si può comprendere... poi io non sto messo meglio di Roberto: Stanotte si sentivano le urla dei miei vicini, quindi figuratevi come posso sentirmi io in questo momento!" Raccontò Ira...''Siamo sullo stesso piano allora'' rispose Roberto ascoltando la storia dei vicini. "I vicini sono come le suocere: Devono sempre rompere le..." Mauro arrivò a metà frase e si fermò appena in tempo quando vide arrivare il Commissario. "Buongiorno!" Ripeterono in coro Ira, Mauro e Roberto, ridendo per la quasi-figura che stava per fare. "Buongiorno a tutti! Ira, con me." - "Va bene Commissario" rispose con un sorriso. Mauro e Roberto invece andar

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   2 commenti     di: Martina Di Toro


Il papa dell'umiltà e del sorriso

È giunto come un fulmine a ciel sereno l'annuncio delle dimissioni del papa tedesco, Benedetto sedicesimo.
Il giorno del suo insediamento sul trono di Pietro ero in piazza San Pietro tra un'immensa folla.
Ancora nei cuori e nell'aria troneggiava l'immagine possente, anche se negli ultimi tempi debilitata dalla malattia, del papa polacco, Giovanni Paolo secondo.
Si parlava di questo mastino, guardiano della fede, un tedesco granitico tutto di un pezzo. Invece quando l'ho visto, sono stato folgorato da un sorriso, innocente, disarmante. Quasi un sorriso di un bambino vivace, che comunica gioia ed ironia.
Sembrava piccolo e smarrito, timido nella sua veste bianca illuminata dal sole. Ogni tanto un colpo di tosse, un nodo alla gola, un inceppare sulle parole, un fazzoletto preso e riposto nella manica sinistra lo rendevano più umano e fragile. La raucedine che gli attanagliava la gola era sintomo di una inattesa timidezza.
Il suo linguaggio risuonò subito semplice e fresco come una sorgente alpina, semplice com'è semplice il linguaggio degli uomini umili e dotti che sanno cogliere l'essenza delle cose e parlare al bambino che è in ognuno di noi.
Su quel volto tirato e sorridente, due occhi brillavano un'intelligenza, straordinaria e piena di luce, che annunciava al mondo che la nostra è la religione della gioia del Gesù che è risorto.
Mi sentii istintivamente coinvolto, come racchiuso in un'anima collettiva che ci univa in quella piazza intorno a un uomo, a una luce, a un sorriso.
Dissi a chi mi stava vicino, questo è il papa dell'umiltà e del sorriso. E non mi sbagliavo.
È presto per un bilancio di un pontificato breve e intenso, ma anche in questo momento dalle sue parole latine emerge la grande umiltà di chi dimostra di non essersi affezionato al trono, di chi ha considerato il papato come servizio.
È stato un gesto di grande forza, di forte insegnamento, di esemplare coerenza giacché aveva detto di sentirsi solo un operaio nella vigna del

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   1 commenti     di: Ettore Vita


Gli albori della vita (4a parte)

C'è un solo dato certo, però, ed è quello di esser passato indenne, lungo un percorso davver tanto sofferto con il dolore che, aguzzando l'ingegno, mi ha portato alla conoscenza (di scala in scala) e, forgiando l'amore (verità del sapere o luce della verità), mi ha regalato l'anima...

l'anima è la strabiliante
"rossa monoposto",
dono della potenza divina,
per superare il tortuoso
e contorto circuito della vita.
Chi lo supera sicuro e veloce
a pieni giri senza penalità,
sfoggiando abilità di guida
con nervi ben saldi,
si guadagna la protezione
del mantello divino
con l'alloro di pilota dell'anima
e con un pizzico di umana vanagloria
la corona d'alloro di poeta
delle follie della vita

facendomi così passare dal buio della ragione, in preda alla depressione, alla luce dell'intelletto (ti dà la giusta intuizione) che mi ha fatto scoprire, invece, l'anima di Platone nella sua triplice veste di coscienza vigile (ESISTO), consapevole (PER AMARE) e morale (VERAMENTE) dalla cellula primordiale (pensiero/Aristotele, amore/Platone e coscienza/Socrate).
E così, conoscendo bene me stesso, ho scoperto che nel nostro profondo io (a livello della coscienza) si cela l'amore, luce universale (l'iperuranio, il paradiso di Platone), mentre nell'universo spaziale gravita energia oscura (il purgatorio delle anime in attesa della catarsi) e materia oscura (l'inferno di Dante).
In ultima analisi, facendo nostro il verum scire est scire per causas di Aristotele, di causa in causa si arriva all'amore, luce della verità.

Proprio questa luce dall'alto (condensa di madonne e santi) da tempo ispira i Grandi d'Italia e, in tema o meglio fuori tema, messi da parte il senatur padano con il "figliuol trota"...

o Renzo,
rampollo nascente dalle acque piovane,
per elevarti al cielo da cima padana
impara l'italiano e " 'o sole mio" ti libererà
dalla nebbia mentale e farà emergere,
dalla palude culturale, un novello Renzo
(se lo sogna il Tramaglino!) che,

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Il governo di giusta intesa, Letta (+ Gianni) e Alfano (- Silvio)

Seppur la politica sia uno di quei campi in cui non mi piace entrare (son certo che somatizzerei i problemi del mondo intero e già non dormo per quelli familiari!) non essendo all'altezza di capirla, da come evolvono gli eventi, però, speriamo che si arrivi finalmente ad un governo di chiara intesa (altro che larghe intese) tra due politici dalla faccia pulita, non avanti negli anni (senza problemi di arteriosclerosi) e bravi padri di famiglia.

Naturalmente sono Letta (+ Gianni) e Alfano (-Silvio), al momento il meglio dei due poli, con il programma comune di ridare all'Italia, in primis, il prestigio che le compete da patria dei Grandi e non certo dei viveur da strapazzo per esser derisi, finanche, dall'angelica Merkel e dall'arrogante Sarkozy, dimentichi che da sempre siamo i poeti dell'amore dall'odi et amo di Catullo all'ars amatoria di Ovidio per non parlar di Dante e Petrarca.
Bisogna ammettere, però, che l'Italia da tempo ha toccato il fondo soprattutto perché ha perso di vista i veri obiettivi, concentrando tutto, dalla politica alla giustizia, dalla satira ai talk show (la vespa ronzante e il santo d'oro pontificante!), su Berlusconi al punto che, anche quando sembrava finito, il Santo d'oro (o Santoro), l'affarista dell'audience pagato a peso d'oro, ha compiuto il miracolo di farlo risorgere dalle ceneri.

A me il Presidente Silvio Berlusconi mi è davvero tanto simpatico, perché mi somiglia molto finanche per l'altezza fisica e maniacale, con la differenza che lui è pompato dal basso (i soldi) mentre io dall'alto (sole e stelle), ma bisogna ammettere che lui mi sopravanza solo per il numero di ville e non certo per l'esaltazione.
Questa nostra comune patologia si chiama disturbo bipolare, ma il sottoscritto, da medico, la tiene a bada con le giuste medicine, mentre lui paga anche i medici per non prendere farmaci antidepressivi e neurolettici sin troppo costosi!
Anch'io, come lui, a parte il calcio, ho un gran debole per le donne, ma a quest

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Mamma, Non Funziona Così

Io ed i miei amici, in quest'auto bianca, l'Audi 80 del padre del mio compagno ubriaco fradicio, che bella che è stata questa serata in discoteca, stasera ero io quello che non dovevo bere molto, infatti sto guidando, mi sarò bevuto solo un cocktail o due, non ricordo nemmeno quale. Sì, questa serata è stata magnifica, ho ballato con una ragazza, non ricordo come si chiama.. Bon ho il nome salvato sul cellulare, com'è bella, i suoi capelli neri e lisci son fantastici, quegl'occhi chiari che ho guardato tutta la sera son stupendi. Un bel naso non troppo grande ne piccolo, quelle labbra non molto carnose dove ci ho poggiato le mie sono magnifiche.
Le sue curve perfette come le dune del deserto, non è molto magra, quei chili in più la rendono bella formosa con delle maniglie dell'amore nemmeno troppo accentuate, un bel seno che avrà avuto la terza misura.
Un giorno di questi la chiamerò, magari domani stesso, ci vedremo per un caffè o una pizza o... Che importa, vedrò il suo dolce volto, accarezzerò le sue amabili guance, bacerò le sue labbra sotto il cielo stellato...
Che bello, mi piace guidare di notte, saran le 4. 30 di mattina, non c'è mai nessuno, soprattutto il sabato notte, sull'autostrada non ci sono nemmeno i camionisti. Mi piace guidare la notte, do un po' di gas in più all'auto, la spingo un po' più in là...
Ehi, ma cosa ca... porca di quella, ma che succede? L'auto sta sbandando, nooo, contro il guard raaaail!!!
... Ettore!! Ettore!!
La voce di mia madre, apro gli occhi:è lei alla mia destra... Non avrei mai immaginato di vedere mia madre in una situazione tale, con quelle lacrime agli occhi che non capisco. Nell'ambulanza hanno appena caricato due dei miei compagni e sta partendo. Un soccorritore alla mia sinistra cerca di spiegarmi tutto ciò com'è successo, guardo mia madre e me lo dice lei:l'auto ha sbandato su una chiazza di ghiaccio, ieri aveva piovuto e un tir che era dietro non ha avuto il tempo di scansarci e

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   4 commenti     di: Ettore Smith


La danzatrice calva

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