username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Racconti d'avventura

Pagine: 1234... ultima

La resa dei conti

Procedeva al passo, con lo sguardo rivolto verso il terreno; alla ricerca delle orme da seguire, i segni che lo avrebbero portato sempre più vicino all'uomo che stava cercando. Mike cavalcava lungo il sentiero arido, il calore lo faceva sudare e ogni tanto una smorfia di dolore gli trasformava i tratti del viso: da qualche anno soffriva di una forte lombosciatalgia e a volte andare a cavallo risultava difficile. Aveva vissuto all'aria aperta, dormendo spesso nei bivacchi intorno al fuoco, a contatto con la natura ed esposto ai suoi capricci. Era il tempo in cui andava in cerca di fuorilegge che avevano una taglia addosso. Era stato molto in gamba, difficilmente qualcuno era riuscito a sfuggirgli. Aveva una capacità di osservazione notevolissima, carattere fermo e un'ottima mira. In gioventù aveva avuto un fisico atletico, il viso dai tratti decisi con occhi attenti e profondi.
Portava folti baffi che gli conferivano un'espressione dura e un revolver Smith & Wesson Schofield in bella vista, dentro una fondina in cuoio modellata per l'estrazione rapida. Aveva inoltre l'abitudine di nascondere una piccola pistola a due colpi con le guance dell'impugnatura in madreperla. La teneva dentro un taschino per tutte le evenienze. Aveva tante avventure da ricordare, momenti in cui la vita si gioca in un attimo e i riflessi sono importanti quanto una buona dose di fortuna! Ma era stato molto tempo prima e lui aveva creduto che non si sarebbe più trovato in una situazione simile. Ormai aveva più di sessant'anni. Era appesantito, più lento, non si sentiva l'uomo di una volta: non avrebbe più cercato nessuno per soldi, per riscuotere una taglia. Si era ritirato nella sua casa in Arizona e là avrebbe voluto finire i suoi giorni. In pace!
La notizia era arrivata per caso: si era sparsa velocemente la voce che un giovane era stato assassinato da un giocatore d'azzardo, probabilmente scoperto a barare. Il giocatore lo aveva pugnalato a morte a sangue freddo e poi era

[continua a leggere...]



La Biblioteca dove il tempo si è fermato

Dopo una lunga camminata in campagna, due fratelli, Giorgio e Francesco, decisero fermarsi ad abbeverarsi ad una fontana che stava a pochi passi dal luogo in cui si erano fermati, dopo di che ripresero a camminare.
Si stavano recando dal nonno che risiedeva in una casa vicino ad un ruscello nel mezzo al bosco, così dopo essersi abbeverati, ripresero il cammino.
Quella strada era assai tortuosa, non come se la ricordavano, era in un certo senzo cambiata, fra di loro si guardarono e si accorsero di esser molto stanchi.
Il cammino si fece sempre più faticoso, finche uno alla volta, come colpiti da un sonno profondo crollarono a terra nel mezzo alla strada.
Entrambi si risvegliarono in un altro luogo, non erano più, per terra dove erano caduti, ora si trovavano in un letto fatto di paglia e fieno, molto morbido, come non l'avevano mai sentito.
Impauriti i ragazzi si guardarono tra di loro con aria sospetta, Francesco disse a Giorgio:
-"Non ho mai dormito in un letto del genere, dove ci troviamo?"
Nel mentre poneva la domanda al fratello, un anziano signore con uno strano antico indumento si presento a loro aprendo una cigolante porta e disse :
-"Salve ragazzi, v'ho trovati in mezzo al bosco, così visto che è pericoloso laggiù, ho pensato di portarvi da me, questa è la mia biblioteca, ho molti libri, potete soggiornare qui se vuolete, per me non è un problema, sono solo da ormai molti anni, avere un po' di compagnia mi aggrata."
Così i due ragazzi incuriositi dalle parole del biblioteario, si alzarono dal letto ed iniziarono a vagare per la grande biblioteca.
I libri che vedevano neglio scaffali erano antichi di secoli.
Giorgio chiese al bibliotecario :
-"Scusi, che libro è questo? Sembra molto vecchio... non riesco a leggere il titolo..."
così l'anziano bibliotecario rispose:
-"Questo libro non è vecchio, e'Antico, io non butto via le cose antiche, comunque questo volume racconta le storie di un antico luogo, dove ormai il tempo s'è fermato, e

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: Udrihel Affen


In una strada buia

Passeggiando al buio nella penombra della notte con accanto la tua ombra che a volte ti spaventa, e tu che acceleri il passo per cercare di scappare e lasciarla indietro.
Ti senti inseguito da qualcuno che ti vuole afferrare alle spalle, ti fai prendere dal panico e incominci a correre e correre, poi senti dei rumori delle urla, e il tuo cuore batte quasi ti saltasse fuori dal petto.
E poi ti accorgi che il rumore veniva da una casa li vicino, perché il volume della televisione era troppo alto, ti svegli di sobbalzo e ti accorgi che era tutto un sogno cioè un incubo.

   3 commenti     di: daniela


Come nasce e muore una passione 1°

La prima volta fu per caso, senza averci mai pensato prima. Una croce, su un quesito d'un test della visita di leva, alla caserma Martini. E quel che ne conseguì fa parte di un'altra storia, ormai. Anzi, di un'altra vita: la mia prima. La seconda volta non fu un caso e non fece parte né della prima ne della mia seconda vita, ma della terza. L'attuale. Solo di striscio riguardò, anzi, riprese un po' la prima. Nell'ispirazione. E qui devo fare un passo indietro.
Come nasce una passione? Da un'idea, in primis, una voglia o poco più. Che però, invece di andare e venire, resta e, un po' alla volta, diventa un'esigenza e poi un progetto. Di solito con me funziona così. Ed ha un inizio ed anche una fine, se è vero che una volta scrissi "passioni transitorie e intermittenti / non funzionali ai loro stessi fini" che, penso, mi definisca più di mille parole. Questa durò sei anni, mese più mese meno.
Eran passati vent'anni da quella prima croce che mi catapultò, nel lontano 77, alla Scuola Militare di Paracadutismo di Pisa prima e alla caserma Vannucci di Livorno dopo, e nel frattempo non c'era mai più stata nessuna attività specifica, nè alcun interessamento di qualsiasi genere. La naja fu un capitolo, chiuso col congedo e riposto in un angolo oscuro della mente, assieme a tutti gli altri ricordi della mia prima vita.
Fino a una telefonata ricevuta da un amico di lavoro, alpino paracadutista, che proponeva una rentreè. Andata e ritorno alla festa annuale della Folgore. A me e a mio cognato, carabiniere paracadutista anche lui. In un primo momento declinai, perché sono sempre stato immune alle rivisitazioni nostalgico-goliardiche. Per me quando una porta è chiusa è chiusa. Difficilmente la riapro per riguardare dentro. E quella tale era: chiusa ormai per sempre.
Invece ci andai, più che altro per non rovinar loro l'idea e fare il viaggio in tre invece che due. Anche perché loro, tra di loro, si conoscevano appena. Infine nessuno di noi era nè d

[continua a leggere...]

   7 commenti     di: mauri huis


L'hotel delle mille avventure

C'èra una volta, in un grande hotel, una giovane bambina di nome Catline, aveva sei anni ma era capace di molto nonostante l'età! Viveva in quell'hotel da circa due anni, con la sua tata, che si occupava di lei perchè la madre era fuori dall'Italia per lavoro, ed il padre era morto. Ma la bimba non era a disagio, anzi tutto il contrario, era ricca grazie al lavoro fiorente della madre che faceva l'attrice, e non le faceva dunque mancare nulla. Catline non si annoiava mai, era una peste, tutti ormai la conoscevano come una birbante in hotel e ne combinava di tutti i colori. Ma non aveva cattive intenizoni, infatti aveva moltissimi amici e ancora più conoscenti. In ogni occasione speciale (Come ad esempio per matrimoni, nozze comunioni e cose del genere che venivano svolti in hotel) lei non poteva mancare... e ovviamente combinarne una delle sue! Il proprietario, era una di quelle persone che ci tenevano alla propria reputazione e a fare un'ottima figura, a svantaggio di Catline, che, nonostante ciò, continuava a fare quello che aveva sempre fatto : Dispetti. Dall'apparenza non sembrava assolutamente così vivace, era bionda, ben vestita, sempre pettinata e aveva sempre un'aria allegra, che ti faceva cambiare umore, ma subito dopo averla conosciuta, l'umore tornava peggio di prima! La madre, la signora Barton, di ciò non sapeva niente, per questo la lasciava lì tranquillamente. Una delle sue più note birichinate è , quando tutti stavano organizzando gli antipasti per un matrimonio, lei, di nascosto cominciò ad assaggiare la torta nuziale... assagiando assagiando, un pezzo tira l'altro fino a mangiarla tutta... nessuno vide che fu lei ma chi poteva essere? pensò il proprietario, incastrandola. Per questo per ogni evento cercano tutti e in ogni modo di tenerla lontano dalla sala ospiti, ma invano. Il proprietario, il signor James, se ne fece una ragione e chiuse un occhio (Magari due) per tutte le cose che Catline aveva combinato. Ma ciò non poteva fare per

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: silvia


un taxi particolare

Che devasto. Eravamo in giro da tre giorni. Non ce la facevo piu'. Halloween l'avevo passato in Svizzera. Niente di che. Serata tranquilla, troppi pelati-lavoratori-soldatini. Si, un gran schifo per uno zozzo come me. Guardavo le sue gambe, erano divine. Non feci altro che toccarle tutta sera. Uno, un mezzo vecchietto che stava insieme ad una sua amica mi chiese pure se volevamo fare un 'orgia. Io risi. Ridevo di gusto, lo prendevo per il culo. Torniamo dalla Svizzera e andiamo a Varese, in un barettino pieno di perditempo, uno di quei bar che tiene aperto fino alle sei del mattino perche' ce' sempre qualcuno che consuma pesantemente. Entriamo e troviamo un po' di falliti conosciuti. Rubo una birra al loro tavolo, e uno di questi, uno stronzo da oscar mi dice: "Se ti fidi di noi... alcuni in questo tavolo hanno l'epatite...". Mi faccio un sorso lungo tenendo la bottiglia dal collo, la metto giu' di nuovo sul tavolo, guardo lo stronzo e inizio a ridere. Era proprio un pagliaccio. È ancora un pagliaccio. Qualche commento alle gambe della mia ragazza, quei tipi erano degli arrapati cronici. Il tutto continua con qualche spintone, qualche insulto, qualche bestemmia. Niente di particolare. Mi sarebbe bastata una sola mano per punire un tale scempio umano. Sono un'uomo devo difendere la mia donna. Torniamo a casa, mi faccio un bicchiere di vino prima di andare a letto. Lei vuoel fare, io no all'inizio. Qualche sua abilita' mi fa cambiare idea. Mentre lo facevamo mi risuonava nel cervello un'idea ossessiva: "... la mia ragazza ha proprio delle belle gambe...". Dormiamo, abbracciati.
Mi sveglio un paio di volte nella notte, ho sempre problemi nel dormire. Rimango sveglio a pensare un po'. Penso al litigio con mio padre. Lo stronzo non mi voleva più in casa... ma s'inseriva un 'altra domanda: "Io dove vado?". Mi saliva una rabbia a pensare allo scazzo con il mio vecchio. Meglio non pensare. Mi riaddormento. Mi sveglia lei, dandomi un bacio s

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: aleks nightmare


Rosso sangue

Tutto era nero accanto a lui, Joanna lo stava chiamando, Joanna urlava, ma lui non poteva fare nulla… aveva una pallottola nella gamba ed era stordito… le urla aumentavano, le urla lo stavano chiamando.
“Zitta cagna!!!” si udiva da una voce severa e senza pietà.
“Capo, a quanto pare la troietta ha bisogno di urlare un pò, lascio a voi l’onore” mentre lo diceva la voce rideva.
Lui capiva cosa stava succedendo accanto a lui, gli occhi cominciarono ad aprirsi, vedevano una cella buia e puzzolente, una sola finestra che rifletteva la luce su di lui mentre due manette gli imprigionavano le mani e una lunga corda di ferro attaccata la muro bloccavano i suoi piedi.
All’improvviso le urla erano svanite e la porta della sua cella si aprì…
“Hai riposato bene?” diceva la guardia mentre rideva, dietro di lui si udivano le risa del capo che iniziò a parlargli.
“ A quanto pare sei un osso duro, altri a quest’ora si ritroverebbero gia all’altro mondo.”
“Dove è lei?”, disse lui con tono arrabbiato e con le lacrime agli occhi.
“Beh è qui, sta bene, dipende tutto da te ora, sappiamo che daresti la vita per la tua cara mogliettina, non è così… Flavio?” disse quel nome quasi come se volesse prenderlo in giro.
“Come sai il mio nome è soprattutto come si trova lei qui?”
“Tieni a freddo la lingua serpente! Di solito le domande le faccio io, vero Alfred?”
“Ma certo mio signore” rispose la guardia con il solito sorriso grezzo stampato sulle labbra.
“Allora Flavio, tornando a noi, ci risulta che il nostro traffico di droga è saltato perché dicono… che un uomo molto misterioso e molto silenzioso, ha piazzato cariche di C4 su di esse e per l’intero edificio…”
“Non sono stato io” interruppe Flavio all’improvviso.
“Lo so, come so anche che però tu hai le prove dei miei traffici con i russi, i documenti che ci hai preso dove li hai nascosti eh?”
Subito colpì Flavio con un pugno.
“ALLORA?

[continua a leggere...]




Pagine: 1234... ultima



Cerca tra le opere

La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Avventura.