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Racconti fantastici

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Per Sempre

Quando credi di non aver più possibilità
Io vedo strade infinite
Quando senti di essere arrivato alla fine
Io credo nella rinascita
Quando pensi di non aver più tempo
Io credo all'eternità
Quando pensi di non aver più bellezza
Io sono inebriato dal tuo fascino
Quando pensi che tutto è sbagliato
Io credo nella giustizia
Quando pensi di esser fallito
Io credo al miracolo
Quando pensi di aver torto
Io credo nella verità
Quando non credi più nell'amicizia
Io ti sono comunque vicino
Quando smetti di ascoltare il cuore
Io so che sentirai la musica più dolce
Quando la notte più nera sarà calata su te
Io so che ne saprai vedere le stelle più luminose
Quando sentirai che il sogno è ormai giunto al tramonto
Io credo all'alba che lo illuminerà nuovamente
Quando pensi di non aver più forza per combattere
Io vedo la vittoria finale
Quando sentirai l'ennesima lacrima bagnarti il viso
Io vedo il sole che la asciugherà
Quando pensi che la felicità sia solo la notte del 32 Dicembre
Io ti dico che stanotte è quella notte

Quando sentirò che tutti i desideri sono scomparsi
Allora capirò che l'amore, quello vero, è arrivato.
E lascerò la terra in cambio del cielo
E solo allora avrò compreso che la terra non è al centro dell'universo
Come io non sono al centro di nessun mondo,
se non del mio
se non di me stesso
se non dei miei desideri

Allora un angelo mi guarderà e si accorgerà di me
E gli sorriderò e mi sorriderà
E lo amerò e mi amerà.
Per sempre.

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7 commenti    2 recensioni      autore: August Mishell


L'amore di un eroe

< Prendi me. La mia vita è molto più importante della sua. In fondo sei venuto per questo.> disse Russell con fermezza.
Sarah si voltò verso di lui in preda al panico. < No! > gridò istintivamente mentre il cacciatore si rimetteva in piedi lentamente.
< è così ... romantico. Ma quello che voglio è il sangue della tua adorabile ragazza cacciatore, anche se non mi dispiacerebbe fare un piccolo giro di prova prima... devo ammetterlo Russell, hai gusto in fatto di donne... è sexy come sembra anche a letto?> Chiese il demone smaliziato, sfoggiando un sorriso sinistro.
Sarah mandò indietro l'ondata di disgusto e furia che sentì arrampicarsi lungo il suo petto e pregò che anche Russell avesse fatto lo stesso.
Il cacciatore guardò il demone Crox con disgusto e odio, nessuno poteva parlare di Sarah in quel modo... Non senza pagarla.
Digrignò i denti e lanciò il coltello d'argento che teneva dietro la cintura dei pantaloni contro Crox. Non avrebbe mai permesso a Sarah di concludere quel maledetto patto, avrebbe preferito la morte, in effetti era quello che aveva appena fatto.
Corse incontro al demone che con disinvoltura estrasse il pugnale dal suo cuore e con uno schiaffo scaraventò Russell una decina di metri lontano da lui.
< Russell!> Sarah urlò il suo nome, tentò di raggiungerlo, ma il Crox l'afferrò per un braccio e la voltò con violenza.
L'urlo di Russel riecheggiò per l'intera città, facendo rabbrividire tutte le persone che lo udirono. Il demonio aveva afferrato Sarah per la vita e l'aveva baciata con foga. Il patto era stato stipulato.
Russell spalancò gli occhi e sentì tutte le sue forze venire meno. Era finita. Sarah stava per morire e lui non aveva più nessuna ragione per continuare a combattere. Chiuse gli occhi, sperando di trovarsi in un orribile incubo, cercando di continuare a respirare nonostante il suo cuore si stesse sgretolando in mille pezzi. Fu come morire, di nuovo... ma questa volta era mille volte più doloros

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2 commenti    0 recensioni      autore: Giulia Felici


La principessa dei fiori - 3° capitolo

La proposta -



Entriamo nel bar e ci sediamo nella sala the.
Incominciamo a discutere un po' di tutto, tralasciamo accuratamente e volutamente di parlare di me, lui è una persona molto sensibile, è cresciuto senza madre, è mancata all'improvviso, quando era un bambino, il padre fa il muratore, lavora sempre nei cantieri e non ha mai avuto il tempo da dedicargli; per fortuna siamo amici ed i miei genitori lo hanno trattato come se fosse un altro figlio regalandogli un po' d'affetto, prendendosi cura di lui, non è stata una bella giovinezza, è cresciuto in fretta, presto è diventato un uomo. Ha iniziato a lavorare a quindici anni presso un negozio di fiori, faceva il garzone consegnando i pacchi a domicilio, in breve tempo imparò tutto nel settore della floricoltura, un giorno insieme ad altri due amici hanno deciso di andare a fare fortuna in Francia, Gerard è un bel ragazzo, alto un metro e settantacinque, occhi verdi e capelli castani, un ragazzo dalle idee chiare, ha subito saputo cosa chiedere alla vita, un tipo spregiudicato soprattutto con le donne. In poco tempo la fortuna si accorge di Gerard e con sapienza si costruisce un'ottima posizione sociale.
Dopo circa mezz'ora che siamo nel bar, decidiamo di andare a casa, voleva vedere il mio alloggio, saliti in auto andiamo e dopo cinque minuti siamo giunti sotto il mio portone.
"Ecco gli dico: siamo arrivati parcheggia".
"Bene scendi pure".
Entriamo in casa, (una stanza abbastanza ampia con angolo cottura ed un bagnetto mal ridotto) Gerard si rende subito conto di come vivo, è molto esperto e con garbo dice:
"La vita ci mette sempre alla prova, capisco le tue amarezze, penso a tutte quelle persone che vivono così da sempre, per loro il buio diventa avvolgente".
"È vero, vivere la vita in questo modo è demoralizzante".
"La differenza tra te e loro, sta nel fatto che vivono da sempre questa vita, non conoscono il vizio ed il lusso, non soffrono molto la diversità rispe

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Sogno creato

- Capita a volte di sognare i desideri
e di desiderare i sogni -

"Anno 19 del Primo Impero del Regnoluce governato da Sua immensità Albus 1°, diretto discendente dell'ultimo Umano sopravvissuto alla Guerratotale. Albus 1° è stato e sarà per l'eternità, il Primo Unico Vero Profeta della nuova Era iniziata con il Primo Impero del Regnoluce."

Questa scritta è presente in ogni angolo di strada del regno.


- 1 -
IL mio nome è Dimar e abito la Quinta Fascia
a sud del "Diomo" che è la dimora del nostro sovrano.
Io sono uno dei numerosi abitanti della nuova terra governata dalle leggi del Profeta.
Ho letto qualche libro che parla della vecchia terra
abitata da esseri con due gambe, due braccia e un cervello... e riflettendo sul contenuto di questi libri sono portato a credere che questo cervello fosse microgalact, rispetto al corpo esterno.
Lo prova la brutale e terrificante ultima Guerra.

- 2 -
Scrivo questo e quello che seguirà , perchè voglio che qualcuno sappia... voglio che tu conosca la mia storia e la giudichi in base al tuo grado di pazzia.
Io non sono esternamente (nel senso d'involucro ) come gli ex abitatori di questa massa che gira da infiniti secoli attorno ad altre Masse Sapienti.
Cioè... sono uguale a parte la presenza in me di una sola gamba e di un solo braccio.
Noi Albusiani non siamo forniti di naso e bocca e non abbiamo bisogno di mangiare in alcun modo.

-3-
Anno 10 del Regnoluce.
La sera è gelida e nerissima.
Io seduto davanti alla mia cellula... ammiro le stelle e lo spazio infinito su cui esse splendono e vivino dal tempo della Creazione.
Non è una sera speciale... ma... c'è qualcosa nell'aria... nelle mie sensazioni... ... che Vibra.
Non so perchè ma aspetto che succeda qualcosa.
Aspetterò invano.
No!!
Succede!! -(dal mio diario) -Dimar-

Questa è una pagina di un mio diario, scritto in un mese del decimo anno.
È l'inizio di una storia da me

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Il Maestro della rosa

Alcuni mi dissero poi di averlo visto allo stesso tavolo anche in anni lontani, nel pieno della notte romena.
Ma chi può saperlo, è nostra abitudine provare a rendere la realtà meno opaca e pesante, più vicina alla verità che vorremmo colorandola con dosi robuste di invenzione e di leggenda.
Nella lingua degli ebrei un solo termine designa parola ed azione, per noi romeni parola è cuvintul, viene pronunciata e si allontana, scompare, leggera e misteriosa, come il vento fisico.
Io comunque, che avevo sempre frequentato la birreria, iniziai a vedere quell'uomo solo dal 2001, dalla primavera.
La Caru cu Bere è la birreria storica di Bucarest.
L'edificio, in stile neoclassico, fu ultimato nel 1879.
Sino alla fine della seconda guerra mondiale fu il locale della giovane borghesia di Bucarest, degli studenti, delle comunità straniere, italiani e francesi.
Durante il regime, il locale divenne di proprietà dello stato.
La frequentavano perlopiù i dirigenti del partito, per i quali credo funzionasse, nelle stanze dei ballatoi superiori, anche come bordello.
Io, Ion Dinu Gabrieli, nacqui a Bucarest nel 1977, l'otto febbraio.
Della notte romena non vidi che la fine, ma la conosco bene.
Ben prima e ben meglio che dagli studi, dalle vite mancate dei miei genitori, dai grigi crolli che si intuivano nella loro anima, dalla loro infinita stanchezza.
Ricordo come la nostra casa, ogni suo dettaglio, la facciata, i pianerottoli delle scale e poi gli interni, i nostri mobili e gli oggetti dichiarasse la notte con la forza terribile di cui solo sono capaci le cose materiali.
Nel 1989 il regime cadde.
Non sapevamo cosa sarebbe mutato, cosa sarebbe stato possibile recuperare nei nostri cuori ma sapevamo ciò che saremmo diventati, negli anni, nella libertà e sotto altri demoni: l'Europa.
L'anno successivo la mia vita attraversò un passaggio fondamentale.
Mi fu diagnosticato un tumore maligno, un sarcoma alla radice della coscia sinistra.
Fui operato in It

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Cuore Oscuro - parte prima

La bufera infuriava violentemente fino a perdita d'occhio. La neve veniva trasportata dal vento in un vorticare caoticio, e gli stessi alberi erano percossi con forza inaudita: la stessa montagna pareva vibrare. All'interno di una scura ed ampia grotta, un uomo imponente, ricoperto da pesanti pellicce sopra una leggera cotta di maglia e con robusti calzari di cuoio lunghi fino al ginocchio, dai capelli rossi come il fuoco che gli arrivavano ben oltre le spalle, guardava all'esterno con le braccia conserte, un fodero con una lunga spada al fianco.
"Non ci potremo muovere da qui per molto tempo. Le tempeste di Northen sono note per la loro durata. Potremmo anche morire di fame"
Il rumore terribile della bufera rendeva difficile la comunicazione, ma poco dopo una leggera voce femminile, proveniente da un punto della grotta più distante dall'usita rispetto all'uomo, rispose:
"Dannazione, Konrad! Non voglio morire così! Dobbiamo trovare un modo per salvarci... questa grotta sembra perdersi nell'oscurità, magari se la percorreremo tutta sbucheremo da qualche altra parte"
Konrad di Oldin si girò verso la donna, dando le spalle alla bufera. La giovane era parzialmente in ombra, ma ciò non nascondeva la sua figura longilinea ricoperta da una veste foderata di pelliccia che le arrivava sino agli stivali e i suoi capelli così biondi da sembrare fili d'oro.
"Non conosci le leggende sulle grotte di questa vallata, Julia? Si dice che al loro interno dimori una razza mostruosa e assassina, che dall'alba dei tempi dimora nel cuore di queste montagne odiando noi abitanti della superficie"
La donna lo fissò sgranando gli occhi azzurri come zaffiri, ma prima che potesse dire una parola fu bloccata dalla voce di Konrad:
"Certo, preferisco morire combattendo mostri che di fame. Sta a te la scelta. Avevo promesso di accompagnarti e proteggerti in questo tuo viaggio verso il regno di Aristos, e così farò"
La donna si appoggiò alla fredda roccia che compon

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0 commenti    1 recensioni      autore: Andrea Bocca


La fine dell'umanità

Nell'anno 3048 la Terra era diventata un pianeta ostile a qualunque forma di vita. Ogni risorsa naturale era stata esaurita: la foreste erano solo un lontano ricordo, le acque di fiumi, laghi e mari erano avvelenate, il cielo era perennemente oscurato da nere nubi generate dall'inquinamento dell'uomo; i giacimenti petroliferi erano prosciugati e ogni altra fonte di energia scomparsa. In breve tempo le piante iniziarono a morire; poi queste furono seguite dagli animali, e poi dagli uomini stessi. La fame e la mancanza di igiene fecero presto germinare malattie che si rivelarono mortali a causa della carenza di medicine. L'umanità era sull'orlo dell'estinzione. In poco più di un anno l'intera popolazione mondiale fu drasticamente ridotta; da più di 7 miliardi si passò a meno di un miliardo di individui.
Sin dai primi anni in cui le risorse terrestri erano cominciate a scarseggiare, i grandi governi del pianeta avevano messo a disposizione le proprie ricchezze per la costruzione di un'enorme astronave; questa avrebbe portato i pochi superstiti di questo immane cataclisma in giro per l'universo, alla ricerca di un nuovo mondo da colonizzare. L'immensa nave spaziale venne chiamata Nova Gaia e partì dalla Terra con a bordo ciò che restava del genere umano. La stessa umanità che era stata la causa della fine del proprio mondo adesso era costretta ad abbandonarlo. La colossale astronave vagò nello spazio per anni. Essa, nel suo lungo cammino, incontò pianeti in grado di fornire cibo e acqua ai suoi abitanti; ma nemmeno uno di questi corpi celesti si rivelò adatto a sostenere la ricostruzione del genere umano. Nova Gaia divenne quindi la nuova casa dell'uomo.
Anno 3074. L'astronave Nova Gaia che aveva salvato il genere umano dall'estinzione transitava nei pressi di un pianeta denominato Xenon 6. Dalla nave partì un convoglio di esploratori per esaminare questo piccolo mondo intorno al quale orbitava un unico satellite naturale. Esso era una immensa landa des

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1 commenti    0 recensioni      autore: Francesco



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