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Racconti fantastici

Pagine: 1234... ultima

Sogno reale

"Ora che tu hai sfidato tutti gli ostacoli per arrivare qui, lascia che ti racconti la nostra vera natura. Ascolta l'albero della saggezza Mozart, lo gnomo Sasquack e fatti trasportare da noi dal cavallo Snafuzz, lascia che ti raccontino come sei giunto in questo posto, e se tu lo vorrai, farai parte della nostra vita..."
Stavo finendo di leggere la frase del libro quando fui interrotta da un colpo di tosse, strano perché nella biblioteca dove ora mi trovavo, non ci doveva essere nessuno, Paul il custode della scuola, aveva aperto la biblioteca solo per me.
Tra noi vi era un'amicizia profonda, poiché lui era il mio patrigno, mi alzai dalla seggiola, appoggiai il libro sul tavolo e cominciai a girare tra gli scaffali, di nuovo il colpo di tosse ma ora lo sentivo dalla parte opposta da dove mi trovavo.
Udì una frase " Dove diavolo sei Petonia?..." Spaventata urlai"Chi c'è?!". "Cos'hai da urlare..." mi rimproverò.
"... E poi non c'è l'ho mica con te! Sto cercando mia moglie Petonia, sai per caso dov'è finita?" .
Ancora più impaurita gridai "fatti vedere!".
"Uffa quante storie, arrivo."
Sentivo ora sbuffare, tossire e dei passi, ma non lo vedevo. "Sono qui, che vuoi?", ma dove? non vedevo ancora nessuno. "Abbassa lo sguardo, forse così mi vedrai!", piegai la testa in basso e dallo stupore feci un balzo indietro. Sbalordita vidi che aveva il c

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Hai mai ucciso un topo a mani nude?

In una terra lontana, lontanissima; un luogo popolato dalle razze più disparate, dove noi "umani" siamo quella in minoranza, ogni tanto scoppia una specie di guerra; una guerra spietata, a cui nessuno, di nessuna razza, può sottrarsi! Si tratta di un evento terribile, una mattanza che ogni volta affligge e flagella il nostro pianeta di milioni di vittime... Nessuno ama quest'evento a dir la verità, ma tutti vi prendono parte... Esso incombe su noi tutti come una mannaia sulla testa del condannato a morte (un po' come la vodtra spada di Damocle); e ogni qual volta il nostro Re ci viene a mancare (per un motivo piuttosto che per l'altro, sia esso della stirpe degli Uomini come di quella delle Bestie) questa mannaia si abbatte inesorabile, prepotente e noncurante su tutto il nostro popolo; risvegliando in ogni razza l'istinto cieco e massacratore della supremazia, e trasformando la pacifica coesistenza che ci impegnano a mantenere fra le specie in una carneficina fraticida.

Di queste guerre c'è n'è una ogni generazione: quindi sai che, bene o male, almeno una te la dovrai fare; e, inoltre, non c'è alcun modo per prevedere QUANDO avverrà la prossima: perchè sappiamo solo che scoppierà "esattamente allo scoccare della prima mezzanotte dopo la morte del Re". E pssiamo solo ringraziare il cielo, almeno, che la durata di questi inevitabili conflitti sia circoscritta all'arco di una giornata: "esattamente 24 ore da una mezzanotte all'altra".

Da tempo immemore c'è un oggetto, un orecchino d'oro a forma di campanellino, che con questa cruenta battaglia si tramanda dal regale lobo di un Sovrano a quello d'un altro... Colui il quale allo scoccare della nuova mezzanotte ne sia in possesso, infatti, diverrà il nuovo Re, con buona pace di tutti gli altri... È questo l'unico modo che abbiamo trovato per non creare "territori" o "discriminazioni razziali" nel nostro mondo.
Certo, così paghiamo il dazio di una giornata di caos incontrollato o

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9 commenti    0 recensioni      autore: marco carlino


Il segreto di Dante Alighieri

Si materializzo' nella stanza insonorizzata e attrezzata dove era stata posta la macchina spazio tempo. Si sentiva senza forze. Subito due infermieri in tute e casco, per non rischiare di prendere qualche malattia dell'epoca in cui era appena vissuto per qualche ora, lo sostennero per farlo sedere; contemporaneamente un'infermiera preparava le flebo sul lettino dove piano piano ando' a stendersi. E fu cosi che si addormento'.
E fece il sogno dell'identico strabiliane viaggio che aveva appena compiuto, ritrovarsi in Firenze ai tempi di Dante Alighieri per andare a cercarlo. e conoscere il segreto della sua bravura. E chiedergli tassativamente una cosa, in qualita' di amministratore unico della casa editrice "Pubblichiamo sempre in stampa spa". Voleva ammirare per quel poco tempo che la macchina gli avrebbe concesso, l'uomo Dante. II Dante Alighieri era in realta' umile o altezzoso? Da tutte le biografie da lui lette nessuna concordava o perlomeno spiegava appieno l'uomo. Quasi sempre lo avevan descritto uomo poeta si, ma anche politico, burlone, perfettamente integrato nella Firenze pre-rinascimentale, costretto poi all'esilio, e la morte in quel di Ravenna... Ma era curioso di sapere il suo segreto più intimo. Cos'era che gli dava continua ispirazione? Pian piano dissolvendosi all'interno della cabina spazio temporale si rimaterializzo' stordito all'interno della casa della mamma dell' Alighieri e subito, preso da un colpo, vide di essere arrivato in cucina. La mamma di Dante intorno a un pentolone, intenta a far la ribollita, e vide in un'altra stanza, quella del sommo poeta? No... impossibile.. in quella stanza c'erano oltre a calamai e libroni grossi e pergamene,... rotoli e rotoli di carta igenica! Alcuni completamente scritti, altri ancora impacchettati della marca della pubblicita' televisiva. Non credeva ai suoi occhi. La carta igenica, Dante per un periodo storico aveva scritto sulla carta igenica! POtere della pubblicita', penso' sbalordito. L'anzian

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9 commenti    0 recensioni      autore: Raffaele Arena


Sulle tracce del lupo bianco

... Impugnava la spada con entrambe le mani. La lama era disposta a perpendicolo rispetto alla sua fronte e tenuta a pochissima distanza dal volto. Il suo sguardo era orientato in una direzione ben definita, così come le aveva insegnato il vecchio Hiyang.
Quanti tramonti passati insieme sulla collinetta della fattoria.
L’anziano maestro, dopo aver addestrato il capitano Cliff all’arte del combattimento con la spada ma anche alla profonda conoscenza dello spirito, veniva considerato un componente della famiglia, e da alcuni anni si era dedicato ad indottrinare quanto di sua conoscenza ai figli del suo grande amico. Purtroppo da un mese a quella parte aveva deciso di lasciarli per "portarsi" a miglior vita:
- Seguirò le orme del niveo lupo, mi condurranno nel regno della vita eterna. -
Ma per lei era come se il suo vecchio maestro era ancora lì vicino, come una volta.
- Immobile! Sguardo in avanti. Non fissare nulla, ma nello stesso tempo tutto ciò che hai intorno deve essere controllato dal tuo sguardo! Userai l'udito per vedere alle tue spalle. Fai fuoriuscire l’aria dal naso e con essa tutti i cattivi pensieri. Ricorda sempre che non sono i muscoli e le mani che reggono la spada, ma è la tua mente a farlo... Mantienila libera. Se fai tremare la lama, il riflesso perderà la sua staticità, e tu non sarai più in grado di sentirla. -

Catturare i raggi del sole... Era quello il suo fine. Raccogliere i raggi del sole e convogliarli su una metà del suo viso. Non i freddi raggi del mattino e neanche quelli troppo caldi di mezzogiorno. Solo quelli del tramonto, sfumati d’arancio, erano in grado di far comunicare la spada con il suo compagno. Una leggera carezza di calore generato dalla lama, garantiva la percezione di sintonia di spirito fra due cose apparentemente così differenti, ma che durante il combattimento divenivano un tutt’uno. Agli occhi dei due fratelli, Hiyang ne pareva molto convinto: un oggetto creato ed usato anche per

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Alla fontana lattea

Anno 10. 000, dopo un estenuante battaglia i piloti del caccia g2m6t5, costretti a nascondere il segnale di comunicazione che li univa all'astronave madre per non essere intercettati, si trovano alla deriva nello spazio ed entrano nell'orbita di un pianeta dall'atmosfera compatibile alla loro respirazione; con le apparecchiature disattivate non riescono ad avere un idea degli anni luce che li separano dal loro pianeta natale, ma dovevano essere veramente tanti e uno dei due piloti approfittando della mancanza di un controllo elettronico scherzò(scherzare era vietato): "dovremmo essere ad un'eternità-luce da casa" ... l'altro che non si fidava dei processori microcontrol che c'erano sulla nave neanche se erano spenti non accennò neanche un sorriso... Comunque, nonostante la freddezza infilatagli nel DNA da generazioni, atterrando entrambi provarono la stessa sensazione di accoglienza e dimenticando superficialmente di effettuare le manovre di sicurezza da effettuare comunemente per evitare di entrare su pianeti ostili, si ritrovarono a camminare sulla superficie del mondo sconosciuto...
Già, camminare... un azione che veniva inserita nei cervelli alla nascita, ma che nessuno aveva mai fatto da almeno mille astroannispaziali, il movimento cinetico e ancor prima i piedi bionici rendevano superfluo sapere camminare.
La superficie che calpestarono appena usciti dall'astronave era ruvida, ma lineare e color rosa non più lunga di 10 mitrian e non più larga di 5 mitrian con alle estremità della lunghezza due pali ai quali era attaccato con un sistema rudimentale un piano rettangolare e un cerchio metallico con una rete bucata... i due si guardavano intorno, mai avute sensazioni simili dal solo osservare, e dopo un centinaio di passi arrivarono davanti ad un monoblocco di pietra dal quale sporgeva un piccolo tubo color orauser dal quale a sua volta usciva un liquido trasparente che pareva avesse una sua forza di gravità... era l'acqua; Spike cominciò a bere.

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Mi presento, P. A.

Buongiorno, mi presento: sono il Principe Azzurro, dagli amici chiamato confidenzialmente P. A.
Forse mi avrete già visto su qualche libro di favole o di fiabe. Ne ho fatte di tutti colori in questi anni. Combattuto contro draghi dalle fauci infuocate, sfuggito ad agguati di streghe maligne, liberato fanciulle segregate in torri inespugnabili. È un po’ che non si sente parlare di me, vero?
Vi tranquillizzo, non sono né morto, né andato in pensione. Come si dice oggigiorno?...
…Ho avuto bisogno di una pausa di riflessione.
Ultimamente ero un tantino stressato. No, non dovete stupirvi, anche per i Principi sono tempi difficili.
Sinceramente, ero veramente stanco! Le ultime due volte che sono apparso sono state quelle con Biancaneve e Cenerentola, che palle ragazzi.
A volte avrei preferito nascere un tantino più brutto, così da evitare di essere chiamato ogni volta che una fanciulla era da liberare. Invece mi hanno fatto nascere, biondo, dal fisico atletico, gli occhi azzurri e un sorriso, un sorriso che non vi dico, quando mi guardo allo specchio rimango abbagliato, se accendo la luce. Senza mai andare dal dentista, pensate!
Vi parlavo delle due “palle” Biancaneve e Cenerentola. Iniziamo con la seconda.
Cenerentola, saprete già che perse la scarpetta e che mi fecero girare tutto il regno alla ricerca di quel piedino da fata. Ho sudato sette camice e sfiancato due cavalli, poi finalmente la trovai. Grande festa, gioia in tutto il regno. Quando credevo che tutto fosse finito, arriva il ciambellano dicendomi che ordini arrivati dall’alto imponevano di sposarla. Va beh, non è nemmeno male, pensai; proviamo. Grande cerimonia ecc…ecc…
Lei era dolcissima. La prima settimana. Poi decise di invitare al castello la matrigna e le sorellastre.
- Cosa?- le chiesi- quelle megere antipatiche - giammai.-
Ma come potete ben immaginare, quel giammai lei lo intese come un “certo, quando vuoi”.
Arrivarono al castello e d’allora non si visse più.

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1 commenti    0 recensioni      autore: cesare righi


Sogno creato

- Capita a volte di sognare i desideri
e di desiderare i sogni -

"Anno 19 del Primo Impero del Regnoluce governato da Sua immensità Albus 1°, diretto discendente dell'ultimo Umano sopravvissuto alla Guerratotale. Albus 1° è stato e sarà per l'eternità, il Primo Unico Vero Profeta della nuova Era iniziata con il Primo Impero del Regnoluce."

Questa scritta è presente in ogni angolo di strada del regno.


- 1 -
IL mio nome è Dimar e abito la Quinta Fascia
a sud del "Diomo" che è la dimora del nostro sovrano.
Io sono uno dei numerosi abitanti della nuova terra governata dalle leggi del Profeta.
Ho letto qualche libro che parla della vecchia terra
abitata da esseri con due gambe, due braccia e un cervello... e riflettendo sul contenuto di questi libri sono portato a credere che questo cervello fosse microgalact, rispetto al corpo esterno.
Lo prova la brutale e terrificante ultima Guerra.

- 2 -
Scrivo questo e quello che seguirà , perchè voglio che qualcuno sappia... voglio che tu conosca la mia storia e la giudichi in base al tuo grado di pazzia.
Io non sono esternamente (nel senso d'involucro ) come gli ex abitatori di questa massa che gira da infiniti secoli attorno ad altre Masse Sapienti.
Cioè... sono uguale a parte la presenza in me di una sola gamba e di un solo braccio.
Noi Albusiani non siamo forniti di naso e bocca e non abbiamo bisogno di mangiare in alcun modo.

-3-
Anno 10 del Regnoluce.
La sera è gelida e nerissima.
Io seduto davanti alla mia cellula... ammiro le stelle e lo spazio infinito su cui esse splendono e vivino dal tempo della Creazione.
Non è una sera speciale... ma... c'è qualcosa nell'aria... nelle mie sensazioni... ... che Vibra.
Non so perchè ma aspetto che succeda qualcosa.
Aspetterò invano.
No!!
Succede!! -(dal mio diario) -Dimar-

Questa è una pagina di un mio diario, scritto in un mese del decimo anno.
È l'inizio di una storia da me

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