accedi   |   crea nuovo account

Racconti fantastici

Pagine: 1234... ultima

Il Bianco Cristallo

Edward staccò le dita stanche dalla tastiera della macchina da scrivere, spense la luce sullo scrittoio e andò verso il letto accendendo l'abat jour, il suo romanzo, il suo primo romanzo era quasi finito, e un involontario sorriso di autocompiacimento era come stampato sul volto di Edward.
Ormai l'ora era tarda per continuare, ma entro il giorno seguente il romanzo sarebbe stato pronto.
Si coricò e la stanchezza ebbe presto la meglio, nella notte sognò il suo romanzo, le scintillanti navi spaziali che orbitavano intorno al lontano pianeta Arkin, le città dei robot arroccate sulle rocce roventi e quella società meccanica che aveva appena iniziato la propria evoluzione, già cominciava a sviluppare aspetti analoghi a quelli della razza umana, i robot pensanti avevano un enorme potenziale, e il romanzo di Edward immaginava cosa potessero fare con quel potenziale, una società apparentemente ricalcata dal modello umano, ma deviata in più punti essenziali.

La mattina seguente si svegliò intontito, si alzò barcollando e si trasportò davanti il bagno, poi appoggiò la mano sulla piastra di riconoscimento digitale sulla porta del suo bagno personale, con un clic la bianca e lucida porta si aprì e Edward entrò.
Si tolse tutti i vestiti ed entrò sotto la doccia, l'acqua calda avrebbe solo potuto peggiorare il suo stato, quindi decise di farla uscire fredda, decise inoltre, scorrendo le dita sul pannello digitale all'interno della doccia, di ascoltare l'overture 1812 di Tchaikovsky; il suono non era un problema, il suo bagno e la sua stanza erano fonicamente isolati dal resto dell'appartamento che divideva con i suoi genitori, non c'era pericolo di svegliarli.
Dopo aver finito di rinfrescarsi, una mezzora dopo, guardò allo specchio il proprio attraente volto da sedicenne contornato da capelli biondi allo specchio, si asciugò, e tornò nella propria stanza.

In cucina un robot aveva già preparato la colazione, e aveva recapitato ai genitori di Ed

[continua a leggere...]



Il babau- parte prima

C'era una volta una donna sola e infelice di nome Silvia, che aveva un figlio di nome Marc, un ragazzo dodicienne con occhi azzurri e lunghi capelli ondulati e neri, nato dalla sua relazione con un bel gentiluomo di nome Herman morto di tisi.
Silvia viveva con Marc in una grande casa di campagna e conduceva vita solitaria, per questo tutti la chiamavano la vedova della collina, e il figlio Marc cresceva in solitudine e non aveva amici, tranne forse i governanti. Silvia non sapeva che Marc era destinato a fare grandi cose e portare un gran bene al mondo, per questo il re delle ombre una maligna creatura che viveva in un mondo di desolazione e oscurità e voleva portare tristezza agli uomini, lo odiava e voleva che morisse; e perciò ingaggiò un sicario infallibile un babau di nome Alder.
Esternamente Alder amava presentarsi come un bell'uomo vestito di nero, con occhi blu e capelli bruni, senza nulla di orribile o maligno, dentro era un mostro che poteva assumere le sembianze di chi voleva e colpiva i bambini, solitamente spuntava dal buio o dagli armadi e aggrediva improvvisamente le sue vittime, ma stavolta voleva giocare un po' per conoscere quello che gli esseri umani chiamano sentimenti; quindi adescò Marc mentre passeggiava solo in un giorno di nebbia presentandosi a lui come un bravissimo prestigiatore, facendogli vedere piccole magie lo divertì molto e promettendogli di tornare tutti i giorni alla stessa ora, poco a poco gli divenne amico e si guadagnò la sua fiducia.
Guardando nel cuore del ragazzo comprese che ciò che gli mancava di più era il padre perduto, così iniziò a simulare il comportamento e la personalità che il padre Herman avrebbe avuto e ottenne non solo la fiducia ma anche l'amore del ragazzo che lo nutriva e gli dava una sensazione di potenza e euforia come una droga, così il mostro continuò il suo gioco per un certo tempo non sapendo l'errore che stava commettendo. Al re delle ombre però servivano oro e gioielli della cui l

[continua a leggere...]



Dal buio alla luce (Striptease dell'anima)

Se denudi l'anima (solare striptease!) non deludi la vita...

Dal buio alla luce

Ben 5 miliardi di anni fa o 50 milioni di secoli addietro che fan 5 milioni di millenni, con lo scoppio del big bang, nebulosa vagante nel vuoto abissale, suonò il gong temporale e venne alla luce l'universo spaziale nel suo ristretto ambito materiale. Tra neutroni e protoni con moto di elettroni era tutto un caos donde esitò il cosmo con l'ordine astrale del sistema solare.
Fu l'elementare idrogeno, nobilitandosi in elio, a dar fuoco al sole mentre insieme all'ossigeno scatenava l'acqua per raffreddar la terra nel suo nucleo incandescente.
Sull'acqua bollente di questa piastra rovente si calarono, poi, in cottura molecole gassose e carboniose, e dal brodo primordiale, vera miscela minerale, si approntò la vita vegetale.
Solo l'elio, l'argo e il neon, gas nobili, si sollevarono da terra e presero le vie del cielo, mentre l'idrogeno, invero il più leggero, si combinò con tutti e davver ne fece tante.
Acqua santa a parte, con l'azoto generò l'ammoniaca, gas di odor pungente, con lo zolfo l'acido solfidrico, un gas dal fetor penetrante e con il carbonio il metano, un gas asfissiante tanto energizzante.
Sulla terrena piastra, non più rovente, infine, l'acqua bollente divenne termale, poi naturale e finanche minerale con le sue tante bollicine, e fu da qui che, a fuoco lento sulla fiammella solare, veniva alla luce la vita vegetale, ponendo le basi dell'animazione con l'ossigeno per la respirazione e l'ozono per la protezione.
Nacque così la vita sulla terra da un freddo processo chimico di ossidoriduzione per moto di elettroni con sintesi di glucosio, poi piruvato indi decarbossilato donde l'acetil substrato infin fosforilato fino all'adenosin trifosfato (ATP), centrale energetica della vita scaturita da una base azotata e uno zucchero pentato, quel ribosio nucleico finanche respirato.
Ed era così che l'inerte materia prima si organizzava in veste cellulare, poi si dup

[continua a leggere...]



L'era spirituale (ultrapallio) - 1a parte

Viviamo tempi bui (emergenza profughi e nefandezze Isis) e il mio sogno resta l'era spirituale (ultrapallio), allorquando il sistema nervoso (materia grigia), grazie alla corretta istruzione e cultura, evolverà in sistema spirituale (anima: pensiero illuminato dall'amore alla luce della coscienza) con l'altruismo dell'intelletto (dono spirituale) a sopravanzare l'egoismo della propria ragione (surrogato materiale)!

Dalla sfera perfetta di Parmenide (Cartesio gli carpì il cogito ergo sum/lo stesso è pensare ed essere) passando per la teoria eliocentrica (rivoluzione copernicana) si arriva così all'era spirituale secondo la profezia Maya, allorquando l'umanità evoluta vivrà alla luce (Spirito Santo) dell'amore (Figlio) sotto i raggi del Sole (Padre)!

L'era spirituale

L'universo del Sole
alla luce dell'Amore
nella sua perfezione,
artistica creazione
di divina ideazione,
sarà fantasia di colori
con il profumo dei fiori
ed armonia di cuori
con la fragranza dei valori.

E in virtù dello spiritualismo, messo da parte l'innatismo di Platone, il sillogismo di Aristotele, il naturalismo di Telesio, il metodismo di Cartesio, il razionalismo di Spinoza, l'induttivismo di Bacone, l'empirismo di Locke, lo scetticismo di Hume, il criticismo di Kant e l'idealismo di Hegel, fermo restante il metodo deduttivo (a priori, dal generale al particolare) e il metodo induttivo (a posteriore, dal particolare al generale), sarà l'intuizione (guardarsi dentro da in/dentro e tueor/guardare) dell'intelletto, presidio e dono spirituale, a farci percepire l'essenza dell'umana sostanza, che è amore, il vero motore della vita (quidquid movetur ab alio movetur) che ti conduce tra le braccia del Creatore e questa, senza ricorrere ad amuleti e scongiuri, è la più bella fine che si possa fare...

meglio l'essenza per la speranza (divina misericordia) che l'esistenza per la sostanza (carta moneta)

Questo aforisma la sa lunga sulla filosofia (amore della sapienza), la

[continua a leggere...]



La gabbianella e il gatto di Sepulveda.

Il messaggio è semplice e chiaro: il "nemico", anziché distrugerlo, si può amare e non sulla spinta di un'istanza morale che costa fatica ma su quella emotiva e affettiva che nasce dalla "pietas", condivisione di un evento tragico che priva la gabbianella della madre e fa nascere nel "nemico" gatto una vocazione materna. Il messaggio è forte ma non austero. Sepulveda anima la comunità dei gatti adottivi di una comicità lieve e di una vena poetica che tocca il culmine nel volo sicuro della gabbianella che supera la paura e gli ingenui, infruttuosi tentativi degli amici gatti di insegnarle a volare e si stacca dal campanile con un addio festoso agli amici che lascia per tornare alla sua natura.



I Folletti del Sud

I Folletti del Sud

Tutti i popoli credono nei folletti e negli elfi, spiriti misteriosi in corpi animali o semiumani, dotati del potere di conoscere il tempo e gli avvenimenti dell'uomo, passati, presenti e futuri; esseri capricciosi e imprevedibili ma al servizio del bene, rarissimi da vedere, tanto che quando si manifestano di solito accadono dei fatti eccezionali che sconvolgono l'esistenza di coloro che li incontrano.
Nei paesi nordici i folletti sono degli omini verdi, in quello sud hanno spesso delle sembianze animali; nella mia cittadina del profondo Sud la leggenda popolare crede che si materializzino nel corpo di lente e grasse lumache, dette "moniceddri" ossia "piccoli monaci", molto probabilmente per il colore delle elitre, simile a quello del saio dei monaci. Queste lumache-folletto compaiono improvvisamente e silenziosamente, segnalando al fortunato prescelto la presenza dell' "acchiatura"(Cosa "cchiata", trovata), ossia un piccolo tesoro, spesso occultato da secoli nei muri o nel pavimento di vecchie abitazioni, da antichi abitanti della mia città, alla vigilia dell'ennesimo attacco dei tanti nemici che nel corso di millenni si sono affacciati minacciosamente alle sue mura.

A memoria d’uomo si ricordano almeno due episodi che avvalorerebbero l'esistenza dei "moniceddri" o per meglio dire, due episodi di ritrovamenti straordinari i cui protagonisti hanno affermato di aver avuto una indicazione dell' "acchiatura" dai "moniceddri", alias Folletti.
Uno di questi ha avuto per protagonista un poverissimo ciabattino ambulante di nome Giovanni e soprannominato "mesciu Giuvanni", ossia "Mastro Giovanni". Costui era un individuo malconcio, malnutrito ma di fattezze gentili e di età indefinita, nel senso che il "range" di età che gli si poteva attribuire variava tranquillamente dai 40 ai 70 anni, tanto malandate erano le sue condizioni fisiche.
Per Giovanni, celibe con madre e sorella a carico, perennemente affamato e

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: rais cento


L'equilibrio ritrovato!

Ce: donna totalmente pazza è arrivato il momento che io ti veda, basta rimandare, stasera ore 21:00 voglio incontrarti, decidi te il luogo. Se non accetterai nemmeno questa volta, non parleremo più nemmeno distanziati da uno schermo, come ormai facciamo da anni!
Cu: d'accordo! Stasera ora 21:00 in via " bocca" .. voglio proprio vedere se esisti, uomo con idee assurde e contrastanti dalle mie!
Finalmente si decisero, dopo svariati appuntamenti rimandati, dopo aver esaurito anche le scuse più assurde, la sera del 4 luglio 2012 si sarebbero incontrati e avrebbero potuto discutere guardandosi negli occhi, invece di digitare tasti di freddi e tecnologici pc portatili. Erano trascorsi anni da quando i due iniziarono a chattare, parlavano, parlavano di tutto e la cosa buffa è che su niente andavano d'accordo, riguardo nessun argomento la pensavano ugualmente. Il loro passatempo preferito era iniziare un discorso e far cambiare idea all'altro, a volte usando anche un linguaggio volgare e per niente amichevole. Entrambi erano increduli del fatto che da li a poche ore avrebbero incontrato l'interlocutore virtuale, compagno di sere solitarie e notti insonni passate a discutere, a spiegare le proprie idee in mille modi differenti cercando di convincere l'altro a cambiare opinione, ma ripetutamente le discussioni si concludevano con un " vaffanculo, ho ragione io. Buona notte! "
Erano le 20, 00 e all'incontro mancava un'ora esatta, in compagnia di chissà quali pensieri, paure e aspettative iniziarono a farsi belli o quantomeno presentabili. Lui, CERVELLO, si fece una doccia veloce, si spruzzò il profumo che secondo lui gli donava maggior virilità e iniziò a cercare l'abbinamento perfetto fra calzini, camicia, pantaloni, giacca e cravatta, una decisione non semplice che si concluse con la scelta di una scala di blu niente male, immancabile l'orologio d'oro al polso sinistro, un'ultima pettinata ed era pronto per incontrare lei, CUORE, che nel frattempo si era truccata

[continua a leggere...]

   3 commenti     di: marzia



Pagine: 1234... ultima



Cerca tra le opere

Racconti fantasticiQuesta sezione contiene racconti di fantascienza, storie fantasy, racconti fantastici