username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Fiabe

Pagine: 1234... ultima

Chicco e la fattoria (vers. integrale)

Chicco era un topino allegro e vivace con una morbida pelliccia grigia dalla quale spuntavano le esili zampette rosa.
Correva veloce, zampettando qua e la, annusando l'aria sempre alla ricerca di qualcosa da mangiare. Abitava nei pressi della vecchia fattoria di Giorgione, un alto e robusto contadino con un grosso naso tutto rosso e un cappello di paglia sempre in testa.

Chicco, durante le esplorazioni nella stalla della fattoria, prestava attenzione ad ogni più piccolo rumore. Il caldo respiro affannato delle mucche, il frusciante scuoter la testa dei cavalli; ciò che cercava di udire prima di una possibile aggressione erano però i fruscii del giovane gatto Tommaso, ma non era affatto facile sentirli!
Tommaso se ne stava tutto il giorno accovacciato al calduccio sopra la finestra di fronte alle mucche, ma non appena s'accorgeva della presenza in stalla di un topo raddrizzava le orecchie e, di soppiatto, strisciava dentro qualche mucchio di fieno o dietro qualche sacco di mangime, nel tentativo di catturare con un balzo fulmineo il malcapitato topino. Chicco sapeva bene che un attimo di distrazione, un'esitazione alla fuga e... zac! avrebbe potuto cadere fatalmente tra le grinfie di Tommaso.
Quel gattaccio d'altronde faceva il suo dovere, messo di guardia alla stalla aveva l'ordine tassativo di tenere alla larga gli intrusi. A Giorgione e sua moglie, una signora sempre indaffarata nelle pulizie e nell'ordine della casa, i topi non stavano proprio simpatici! Sotto il divano, sotto ogni comodino, sotto il letto e ogni armadio o mobile di casa, erano piazzati cartoncini con la colla che fungevano da trappole per i piccoli roditori talmente sprovveduti da entrare in casa. Eppure Chicco s'accontentava di cibo di poco conto: alcuni chicchi di grano dispersi in qualche angolo della stalla o una briciola caduta sul pavimento della cucina diventavano per lui splendidi banchetti, più che sufficienti a soddisfarne l'appetito.
Neanche gli altri animali

[continua a leggere...]

   1 commenti     di: Nico Schibuola


FABULA FUNEBRE

FABULA FUNEBRE



Nel giorno d’ognissanti insieme ad un mio amico lettore
decidemmo di andare a trovare una comune amica
ammalata da qualche tempo, personaggio di tante favole
liete, lette in sere cupe e tempestose, ci recammo
così alle prime luci dell’alba alla magica stazione
delle corriere negromanti a prendere un mezzo
per recarci da lei.
Avvicinatomi timoroso sotto la pensilina della stazione
dissi un po’ impaurito all’ autista.
Scusi questa corriera conduce nel regno delle favole?
Si salga mi disse sorridendo invitandomi a salire
l’attendevamo impazienti.
Presto s’accomodi partiamo tra dieci minuti.
E quasi afferratomi con un braccio mi tirò su
nella colorata corriera.
Così intimorito contando l’ore, ascoltando il battito
del cuore tremante partiamo ordunque a trovare
la piccola fata ammalata del bosco dei sogni.
Porto con mè un sacchetto di dolci croccanti e saltimbocca
che a lei piacciono tanto, un canto d’un mattino felice,
un sogno d’un bimbo, la carezza d’una mano materna.
La corriera parte in orario giungiamo nei pressi del villaggio
delle fate quasi a mezzogiorno.
Lungo il viaggio attraversiamo il campo
dei magici fagioli e delle zucche sapienti, passiamo
poi attraverso un campo di papaveri canterini.
Ogni tanto qualche centauro ci supera
di corsa suonando un lungo corno forse annuncia
il nostro arrivo ci saluta felice nitrendo e ridendo
con la criniera al vento.
Rimango meravigliato non nascondo il mio stato d’animo
di vedere tanti esseri fantastici, personaggi d’un modo
magico creduto dai più irreale.
Il mio amico lettore esterrefatto ogni tanto mi scuote tirandomi la giacca indicandomi qualche nuova meraviglia.
Sono sconvolto e incantato anch’io, eppure son anni ormai
che vengo qui nelle paese delle fiabe.
Ogni volta c’è qualcosa di nuovo da vedere.
L’altro giorno ad un gigante gli sono caduto in

[continua a leggere...]



Pel di lupo e la carriola

[continua a leggere...]



Il paese dei nonni cattivi

Cara nipotina, si avvicina il Natale e io e il nonno abbiamo deciso di raccontarti una favola che ci riguarda molto, molto da vicino.
A te piace venire a trovarci perché, rispetto alla grande città dove vivi col papà e la mamma, noi viviamo in un paesino di collina piccolo, circondato da boschi e foreste, abitato da gente tranquilla e sempre sorridente, sempre gentile con tutti, che vive in deliziose casette che sembrano quelle golose di un'altra bella fiaba che non sto a ricordarti.
Alle soglie del 2010, e a 20 anni dalla caduta del Muro, io e il nonno ti vogliamo svelare il nostro piccolo segreto, che è anche il piccolo segreto di tutti i nonni - quelli molto anziani come noi - di questo grande Paese.
C'è stato un tempo in cui noi non vedevamo, pur non essendo ciechi. Non sentivamo, pur non essendo sordi. Non parlavamo, pur non essendo muti. Però sapevamo in cuor nostro che in tutti i posti di questo grande Paese stava accadendo qualcosa di terribile.
E non è vero che non potevamo ribellarci, non è vero che non c'era altra scelta. Tu come la prenderesti se non fossero la tua mamma e il tuo papà a decidere con quali amichetti è meglio non giocare, ma il governo? Di sicuro rideresti, e anche di gusto, pensando che sia una barzelletta, o un nuovo gioco.
Ecco, il nonno e la nonna ti giurano adesso che quando erano giovani era proprio il governo a decidere chi era da frequentare e chi no, poi cominciarono a decidere chi era da far andare a scuola e chi no, chi poteva avere un negozio e chi no, chi poteva uscire di casa e chi no, chi poteva insegnare, o fare musica, o scrivere, o cantare, e chi no. In ultimo, decisero chi doveva vivere, e chi no.
Cara nipotina, non ci vorrai più bene come prima se ti confessiamo che siamo stati noi a scegliere quel governo?
Ci furono libere elezioni, altro che quello che dicono gli storici di oggi, almeno la prima volta furono libere, e noi non sapevamo che quella prima volta sarebbe stata anche l'ultima.
Ma q

[continua a leggere...]



Dicembrino, Gennarino e Februarino

Guardando dinanzi a noi vediamo un bel cielo azzurro e sulla terra un bel manto candido e vergine. Non mancano però dei pini dai rami e rametti ben vestiti di verde.
In uno di questi pini vivono tre folletti, creature a forma umana, ma così piccoli da poterli scorgere solo al microscopio, che sicuramente sapete cos'è.
Si chiamano Dicembrino, Gennarino, Februarino, ognuno rispetto all'altro più anziano di un mese.
Hanno la pretesa di definirsi figli di uno degli Horai, e precisamente dell'Inverno.
Comunque con il pino vanno molto d'accordo. Eh lo credo bene ci sono nati! Altro non conoscono. Anzi trovandosi in prossimità delle feste natalizie, temono e tremano per questo, che sia proprio il loro albero ad essere abbattuto, per entrare in una delle masserie del vicinato ed essere addobbato come la tradizione vuole.

Dicembrino:

- Ehi Gennarì, che dici ci abbattono proprio il nostro pino?

Gennarino:

- Ah Dicembrì, se non lo sai tu, che sei il più vecchio!

Dicembrino:

- E che sono un indovino io?

Februarino:

- La nostra sorte è nelle mani de lo Signore.

Dicembrino e Gennarino:

- Speriamo bene allora!

Il pino:

- Voi temete per la vostra casetta comoda e carina, ma io, che sono pur bello, dopo che m' avranno vestito da Babbà, aperti i doni, finita la pacchia e di conseguenza la festa, finisco bruciato sicuro in uno dei loro caminetti.

I tre folletti:

- Ci dispiace anche per te, quindi cosa facciamo? Preghiamo?

Pregando il Signore a mani giunte, un Astro passando di lì per caso, li udì e li esaudì.
Pensate che proprio in quel momento, il buon contadino della masseria a fianco, giungeva con la scure, fermo intenzionato ad abbattere proprio il nostro pino.

Guardò il pino, guardò l'Astro argentato, buttò la scure e disse:

- Va be', ma se non abbatto e porto questo pino a casa, cosa racconto ai miei tre figlioletti, che stanno già aspettando, e anche a mia moglie?

L'Astro argentato:

- In questo

[continua a leggere...]



La principessa sul vascello

Tanto tempo fa, c'era una principessa di nome Aurora, che aveva 20 anni e sognava di viaggiare per il mondo, invece che stare nel proprio castello e annoiarsi. I suoi genitori non erano molto d'accordo perché poteva correre dei rischi, così lei non era felice.
Aveva uno splendido vestito, molto lungo e di colore rosa che la aggraziava. I capelli lungi e biondi e indossava spesso un cappellino elegante dello stesso colore del vestito, decorato con fiorellini. I suoi occhi di color verde acqua però erano spesso abbassati e il suo sorriso spento.
Un giorno i suoi genitori, vedendola sempre così triste, decisero di accontentarla. Così fu costruito un elegante vascello solo per lei, senza armi con un sicuro capitano e persone disposte ad aiutarla in caso di pericolo.
Lei era molto emozionata e chiese di essere portata in posti tropicali, nell'oceano Atlantico, salì sul vascello e iniziò la sua avventura. L'oceano immenso la faceva sognare, si appoggiò al bordo e chiuse gli occhi respirando quella naturale brezza marina che le accarezzava il viso, mentre il cappello le volò via, ma non gli diede importanza perché il suo desiderio si era avverato, stava viaggiando seguendo una splendida rotta.
Mentre osservava il panorama, vide avvicinarsi un delfino, riuscì a riconoscerlo subito vedendo la pinna dorsale. Era di uno splendido colore blu e seguendo la scia di prua del vascello, cominciò a compiere salti mortali e giravolte in aria, era un vero acrobata del mare. Emergeva completamente battendo la superficie dell'acqua, con le pinne pettorali, con la testa e con la coda.
Lei rimase incantata dallo spettacolo della natura e spontaneamente gli regalò un applauso che lui sentì con immenso piacere.
L'unica cosa strana era che fosse solo, perché di solito i delfini vivono in branco, con i loro simili per aiutarsi a cercare il cibo. Lui non era un vero delfino, era un principe molto egoista e una strega buona gli aveva fatto un incantesimo perché capisse che

[continua a leggere...]

   11 commenti     di: sara zucchetti


Era un angelo scelto per migliorare il mondo

Scendeva lentamente da un lungo velo celeste trasparente che evidenziava i suoi occhi di color azzurro, le sue labbra carnose e il suo volto celestiale.
Appena cadde giù e toccò terra da quella corda piena di rose e coriandoli, è come se il mondo fece un passo indietro. Si chiamava Chiara: ''La donna dai capelli color arcobaleno'' la chiamavano.
Aveva alcune ciocche celesti che scendevano giù come fossero delle onde del mare ed invece all'inizio si intravedeva questo biondo particolare. I capelli aumentavano ad ogni sorriso di persona.
Era un angelo scelto per migliorare il mondo.
L'angelo della fortuna, chi lo avrebbe evitato?
Camminava, a passi lenti, mentre il suo vestito svolazzava tra il vento e si muoveva dolcemente.
Un paio di scoiattoli si affacciarono dal ramo di un albero, come se intuissero da qualche parte, che il vento stava cambiando, che le onde del mare diventavano calme ad ogni passo che lei faceva e che le foglie smettevano di cadere.
È come se qualcuno abbia dato il ''Via''.
È come se qualcuno aveva detto ''Stop'' alle cattiverie.
Chiara notò che uno di quei due scoiattoli stava per cadere dal ramo dell'albero, con un dito si avvicinò alzandosi in punta di piedi; Lo aiutò trasferendogli tutta l'energia possibile che aveva tra le mani... Il piccolo scoiattolo si rialzò mostrandogli il suo lato tenero a Chiara che lo guardava felice.
''Sei ancora piccolo per questo mondo crudele''
Affermò la ragazza dai piccoli boccoli celesti e dorati continuando il cammino... Davanti si ritrovò un cacciatore con in mano una pistola: stava puntando contro una volpe che, impaurita, stava mettendo i suoi piccoli al sicuro.
Chiara, non ebbe paura, ma anche con tutta la sua insicurezza cercò di farlo ragionare e di fargli abbassare la pistola.
Gli disse: ''Che faresti se quei cuccioli di volpe fossero i tuoi figli? Non piangeresti all'idea di non ritrovare più i loro occhi?''
Chiese Chiara mentre quel signore, a quelle parole, ci aveva rif

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: Martina Di Toro



Pagine: 1234... ultima



Cerca tra le opere

FiabeQuesta sezione contiene storie e racconti su fate, orchi, giganti, streghe e altri personaggi fantastici

Le fiabe sono un tipo di racconto legato alla tradizione popolare e caratterizzata da componimenti brevi su avvenimenti e personaggi fantastici come orchi, giganti e fate. Si distinguono dalle favole per la loro componente fantastica e per l'assenza di allegoria e morale - Approfondimenti su Wikipedia