accedi   |   crea nuovo account

Fiabe

Pagine: 1234... ultima

La Fiaba della Foresta del Tempo

Colei che viene dal non luogo cerca nel luogo il senso.
Ha incontrato molti viandanti nella foresta del tempo.
Tutti l'amarono, ma non ne compresero la fonte e fuggirono per altri sentieri, senza rendersi conto che sarebbero poi tornati in quella foresta. Ma la foresta è così grande che non riuscirono a trovare mai più colei che viene dal non luogo.
Un giorno un viaggiatore speciale disse a colei che viene dal non luogo il senso di questo suo passaggio e la guardò nel suo vero volto. Si amarono nell'uno e nell'altro mondo, in tutti i modi sconosciuti e inesplorati.
Lui chiese a Lei di muovere il cielo e Lei lo mosse, chiese a Lei di muovere la terra e Lei la mosse, chiese a Lei di muovere l'universo intero e anche questo fece.
Ma quando vide che tutto muoveva, ebbe paura che l'Amore avrebbe potuto muovere anche Lui e lasciò la foresta del tempo.
Colei che viene dal non luogo continua a camminare nella foresta del tempo, perchè nel comprendere il senso, ora deve accettare il non senso.

   5 commenti     di: ANGELA VERARD0


Giuggiolina

In un antico borgo, in provincia di Veracruz, là dove si perde il tempo, e un confine sembra non esserci tra la realtà e il sogno, sorgeva una piccola casa fatta di pietra e mattoni, recinta da un ampio orto di cedri e di limoni, ai pie' dei quali era tanto trifoglio e margherite di vari colori; dai rovi, invece, nascevano le rose, alcune di colore rosa antico, altre di un color rosso rubino. Nella casa abitava una famiglia: una coppia di sposi con due figlie: Stellina ed Arianna, entrambe molto belle e in età da marito. Le due sorelle hanno in questa storia un ruolo importante: Stellina, la maggiore, era sognante e i suoi capelli lunghi eran castani con riflessi di oro e pur di rame e gli occhi, del medesimo colore erano luminosi, con la mitezza e la malinconia dei frutti dell'autunno.
Arianna, invece, come lei affermava, aveva il senso della realtà; le chiome erano bionde, color paglia e gli occhi glauchi, come un verde lago.
Stellina ed Arianna, volentieri, aiutavano la mamma nei lavori di casa, ma eran fra loro molto diverse: la prima, per spazzare usava la saggina, l'altra la scopa elettrica. La prima, per lavare andava alla fontana; l'altra metteva tutto in lavatrice. Infine, nell'impasto per preparare il pane, Stellina si fermava cominciando a sognare. Un giorno i genitori dissero alle figliole: "Noi andiamo a Veracruz per comprare le stuole ai cavalli: avete un desiderio che possiamo realizzare?" Arianna, rispose risoluta: "Miei cari genitori, vorrei una lavatrice che lava e dopo asciuga: la porterò con me, quando mi sposo." Stellina, disse: "Miei cari babbo e mamma, anch'io come Arianna, ho un grande desiderio: ho visto da un'amica un quadro antico c'è nello sfondo una bella bambina, dagli occhi color cielo: da un promontorio guarda la marina, la dolce azzurrità... Vorrei che per favore, me lo portaste in dono."
Rispondevano entrambi i genitori: "Care figlie, vedremo di accontentarvi..." I genitori con le borse per la spesa, si avviarono v

[continua a leggere...]



Il Processo

La storia, che stiamo per leggere, è inventata di sana pianta.
 
Tanto tempo fa, c'era un paesello dove tutti erano figli e schiavi di Dio.
L'aria profumava di semplicità e la terra sapeva essere egoista e generosa.
Egoista, visto che voleva farsi accarezzare dall'aratro e dalla zappa,
generosa, poiché solea ricambiare tali carezze con tanti doni saporiti.
Grano, patate, mais, fichi secchi e altre belle cose erano sempre
presenti tra le mura di casa che, come ben sapete,
non fanno guerra e non sono mai nemiche.
La domenica, quasi tutti in chiesa per ascoltare la parola di Dio, anche se...
Le ragazze ci andavano per farsi vedere dai ragazzi e i vecchi
per farsi ricordare dal Signore, nell'avvicinarsi dell'ora.
I bambini giocavano a palla e ogni tanto qualcuno frignava.
"Voglio la palla mia, voglio la palla mia, hi, hi", e giù lacrimoni luccicanti.
Le comari erano comari e da buone amiche tagliavano e cucivano cappotti.
I mariti tiravano le orecchie all'asino e se le carte non giravano
per il verso giusto, li sentivi sacramentare anche in tedesco.
 
Era un paesello abitato da contadini e ogni famigliola
aveva l'orticello, la stalla, la legnaia e una piccola aia dove
si batacchiavano legumi e cereali.
Le pecore fornivano latte e lana, i suini finivano in insaccati,
i cani tenevano lontano volpi e faine e per sgranchirsi, rincorrevano i gatti.
Tutto sembrava filare liscio, come lisce filano le belle storie,
senonché accadde quel che accadde e il ritmo della vita, legato
all'andamento delle stagioni, subì uno di quegli scossoni
che non riesci a spiegartelo, nemmeno ragionando.
 
Nonna Cesira tirò il collo a tutte le galline del pollaio,
al fine di avere del buon brodo, necessario alla figlia,
che produceva latte materno per la neonata.
Niente galline, niente uova.
Da che mondo è mondo, questa è la prassi e non varrebbe parlarne...
se non fosse che qualcosa d'insolito si verificò in quel pollaio senza galline.
Per dirla

[continua a leggere...]

   12 commenti     di: oissela


Alice ed Ettore

Dalla vetrata colorata della grande cucina entrano pertinenti raggi di sole, che si divertono a fare ghiri variopinti e danzanti sul tavolo di lavoro, infastidendo un pacco di spaghetti già aperto.
Dei pomodori maturi al punto giusto e naturale, che taciti giacciono anch'essi sullo stesso piano, non provano verso i raggi di sole nessun fastidio, abituati com'erano a giocare con loro, facendosi carezzare nell'orto del padrone.
Altri ospiti di questo tavolo di lavoro sono:
Uno spicchio d' aglio già pulito di colore giallino, ben adatto all'uopo; una bottiglietta d' olio extra vergine d' oliva, che si vantava d' esser toscana; e per finire una mangiata di foglie di basilico, fresco e profumato, appena colto, di un bel verde cupo, da far ricordare gli abissi marini.
C' è da dire che, una di queste foglie è in compagnia del proprio folletto, dalle piccole ali d' argento, due gambini a stuzzicadenti, una maglietta a zebra rossa-gialla, due piccole antenne ed una faccetta paffutella e bella dalle guance rosse e un nasino all'insù.
Questo folletto che si chiama Ettore, aveva visto nascere e crescere questa foglia di basilico, gli aveva tenuto compagnia giorno e notte, quando poi al fine era stanco su di essa felice schiacciava il suo bel pisolino.
Ettore sa che la sua foglia staccata dalla piantina madre ha i minuti contati e trema convulso nel suo corpicino.
In quel momento entra Alice, la nipotina del gran cuoco, che ben conoscete.
Oggi vuol cucinare lei, approfittando dell'assenza del nonnino, preparando un bel piatto di spaghetti al pomodoro e basilico, detto anche "Alla sciué sciué".
Quindi guarda sul tavolo di lavoro se ci sono tutti gli ingredienti e soddisfatta annuisce con la bella testolina.
Eppure non gli sfugge un particolare, apparentemente insignificante, una foglia di basilico è distaccata dalle altre, la prende in mano, ed è un po' bagnata.
Alice possiede un microscopio, un oggetto che ingrandisce, grazie a due lenti speci

[continua a leggere...]



Piccoli desideri

C'era una volta, anzi no c'è una piccola comunità di gnomi, detti gnomi marini perché vivono in un angolo della pineta sul mare. Questi esserini sono leggiadri e felici sempre, ma ancor di più quando possono esaudire i desideri dei loro piccoli amici bambini.
Vivono con poco, si accontentano di qualche fungno, un po di pinoli, e quando sono fortunati le briciole delle merendine e torte dei loro amichetti, bevono la rugiada mattutina, anche se a volte non disdegnano un goccetto di coca-cola.
Questa storia parla di quando uno dei loro giovani amici, un bimbo di 5 anni di nome Piero, detto ercolino per via delle sue dimensioni e forza, arrivò di corsa presso il loro villaggio e... ma andiamo con calma.
Dicevamo che gli gnomi marini vivono nella pineta e precisamente sotto uno dei pini marini più vecchi ai cui piedi ci sono tre cespugli di alloro, qui vivono in capanne fatte di legnetti e foglie di alloro; un giorno di Luglio, caldo come non si ricordava da anni, arriva Piero, che d'ora in poi chiameremo Ercolino, tutto trafilato, ed inizia a fischiare per chiamare gli gnomi, i quali si fanno vedere solo se conosci la parola d'ordine che è appunto un fischio lungo e due corti. Appunto così fece Ercolino, ed ecco il guardiano, che quel giorno era lo gnomo Flick, che lo vide e riconoscendolo lo fece entrare nel villaggio; dovete sapere che gli gnomi sono grandi come passerotti, ossia alti una decina di centimeri, anche se si racconta di uno gnomo che arrivò addirittura a 15, ma secondo me sono solo leggende, e per stare insieme ad i loro amici umani fanno loro una magia per rimpicciolirli. Dicevamo appunto che Ercolino entrò nel villaggio e tutto ansimante, sia per la corsa che per l'eccitazione chiese di vedere il mago miracolante di giornata, ossia colui che in quel giorno possedeva la tavoletta magica per esaudire i desideri. Ora vi domandere, ma perché gli gnomi esaudiscono solo i desiderei dei bambini, perché loro sanno che gli umani possono

[continua a leggere...]

   1 commenti     di: mauro crisante


La generosità

Era una bella giornata splendente, dove si sentiva il risveglio della primavera, con il profumo nell'aria della voglia di vivere, che aveva nel cuore Lucy. Era una dolce ragazza di circa 28 anni, gentile e premurosa, con capelli lunghi e azzurri naturali, un dolce sorriso e occhi raggianti. Si recava a scuola, come tutti i giorni, per andare a prendere Peter. Un bimbo di 6 anni, tranquillo e socievole, che aveva appena imparato a scrivere qualche parola e a contare. I suoi genitori erano molto impegnati, con il lavoro e così Lucy gli faceva da babysitter nel pomeriggio.
Dopo aver fatto merenda, decisero insieme di andare al parco giochi e Peter era contento, voleva tanto bene a Lucy, come alla sua mamma e al suo papà, per lui era una grande amica. Lucy cercava di insegnargli le cose più giuste e lo aiutava a crescere, non gli dava problemi perché era un bimbo abbastanza giudizioso, anche se ogni tanto veniva rimproverato, ma senza essere troppo severa, lui capiva che sbagliava e imparava.
Arrivarono al parco e Peter raggiunse subito i suoi amici che giocavano, mentre Lucy si sedette su una panchina e lo guardava per controllare se gli poteva succedere qualcosa. Allegramente giocava a nascondino, senza allontanarsi tanto, poi dondolava sull'altalena da solo o spinto dai suoi amici, qualcuno più grande e qualcuno della sua età.
Lucy notò che aveva fatto amicizia con una bella bambina, insieme sorridevano e scendevano dallo scivolo, guardò un secondo l'orologio e quando rialzò il viso, non c'era più. Gli sembrava impossibile che fosse scomparso in così pochi secondi, si avvicinò ai bambini per vedere bene, che non si fosse nascosto e lo chiamava, ma non aveva nessuna risposta. Provò ad allontanarsi per vedere se lo trovava, molto preoccupata e in un posto un po'isolato del parco. Sentì qualcuno che le tirava la maglietta delicatamente dicendo: "Sono qui Lucy, non mi vedi?" Lei sentiva la sua manina e la sua voce, ma non lo vedeva, era diventato invis

[continua a leggere...]

   14 commenti     di: sara zucchetti


Il paese dei nonni cattivi

Cara nipotina, si avvicina il Natale e io e il nonno abbiamo deciso di raccontarti una favola che ci riguarda molto, molto da vicino.
A te piace venire a trovarci perché, rispetto alla grande città dove vivi col papà e la mamma, noi viviamo in un paesino di collina piccolo, circondato da boschi e foreste, abitato da gente tranquilla e sempre sorridente, sempre gentile con tutti, che vive in deliziose casette che sembrano quelle golose di un'altra bella fiaba che non sto a ricordarti.
Alle soglie del 2010, e a 20 anni dalla caduta del Muro, io e il nonno ti vogliamo svelare il nostro piccolo segreto, che è anche il piccolo segreto di tutti i nonni - quelli molto anziani come noi - di questo grande Paese.
C'è stato un tempo in cui noi non vedevamo, pur non essendo ciechi. Non sentivamo, pur non essendo sordi. Non parlavamo, pur non essendo muti. Però sapevamo in cuor nostro che in tutti i posti di questo grande Paese stava accadendo qualcosa di terribile.
E non è vero che non potevamo ribellarci, non è vero che non c'era altra scelta. Tu come la prenderesti se non fossero la tua mamma e il tuo papà a decidere con quali amichetti è meglio non giocare, ma il governo? Di sicuro rideresti, e anche di gusto, pensando che sia una barzelletta, o un nuovo gioco.
Ecco, il nonno e la nonna ti giurano adesso che quando erano giovani era proprio il governo a decidere chi era da frequentare e chi no, poi cominciarono a decidere chi era da far andare a scuola e chi no, chi poteva avere un negozio e chi no, chi poteva uscire di casa e chi no, chi poteva insegnare, o fare musica, o scrivere, o cantare, e chi no. In ultimo, decisero chi doveva vivere, e chi no.
Cara nipotina, non ci vorrai più bene come prima se ti confessiamo che siamo stati noi a scegliere quel governo?
Ci furono libere elezioni, altro che quello che dicono gli storici di oggi, almeno la prima volta furono libere, e noi non sapevamo che quella prima volta sarebbe stata anche l'ultima.
Ma q

[continua a leggere...]




Pagine: 1234... ultima



Cerca tra le opere

FiabeQuesta sezione contiene storie e racconti su fate, orchi, giganti, streghe e altri personaggi fantastici

Le fiabe sono un tipo di racconto legato alla tradizione popolare e caratterizzata da componimenti brevi su avvenimenti e personaggi fantastici come orchi, giganti e fate. Si distinguono dalle favole per la loro componente fantastica e per l'assenza di allegoria e morale - Approfondimenti su Wikipedia