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Lettere e racconti epistolari

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Sono solo degli auguri ma... tutti voi siete nel mio cuore

Le feste rendono l'aria intorno a noi magica, serena e speciale... ed io ho attorno delle persone che rendono la mia vita così 365 giorni l'anno... grazie, grazie a voi amici miei... Auguri.

Provo a mettere a nudo il mio pensiero...

Quando le mie incertezze rigavano di lacrime il mio volto, quando le mie paure riempivano le mie giornate, quando i fantasmi del passato popolavano le mie notti, quando sola e distrutta dal dolore per la morte della mia compagna ho incontrato voi... e da quel momento la mia vita è cambiata.

Grazie per aver condiviso con me i giorni in cui la malinconia mi riportava indietro nel tempo, facendo riaffiorare le mie incertezze, i miei incubi. Grazie a tutti quelli che con il loro calore hanno fatto si che i miei problemi si sciogliessero come il mare fa con il sale.

Fermare il tempo, ecco la magia che vorrei fare... sì, fermarlo per far si che i momenti migliori vissuti insieme con voi non passino mai. Vorrei che quei giorni indugiassero sempre vivi nei nostri cuori.

Ci sono valori nella vita che, al di là di tutto, vanno protetti, vanno difesi perché come un tesoro nascosto, non vengano contaminati da persone che non conoscono il valore dell'amicizia. Quando si ha la fortuna di incontrare, come è successo a me, persone genuine e sincere, bisogna sapersele tenere strette al cuore.

La vita mi ha insegnato che la vera amicizia è quella che in modo disinteressato e senza secondi fini si offre agli altri. Mille e mille frasi, mille parole affollano la mia mente, alcune belle, altre brutte ma una sola mi esce dal cuore: VI VOGLIO UN MONDO DI BENE.

Mi avete fatto ridere, avete fatto in modo che la mia tristezza svanisse come neve al sole, mi avete permesso di confidarmi con voi, mi avete fatto vedere la mia "disgrazia" con più serenità. Io vi ho reso partecipe del mio dolore per mezzo dei miei scritti e voi mi avete reso onore leggendo e commentando le mie poesie... Grazie amici miei.

È toccante riconoscere com

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Lettera a mio figlio

Ciao Tato.

Oggi hai compiuto 18 anni e, anche se credo tu non sia ancora un uomo, penso sia giunto il momento di sapere un po' di più di tuo padre... di me.
Non tanto perché sia così importante, per te, conoscere di me, ma piuttosto per quanto sia essenziale conoscere un po' di più di te stesso.
Prima però tengo a dirti, tra le tante cose che dovrei, quale sia una cosa speciale che, a tutti i costi, devi sforzarti di fare tua, in modo che la tua vita vada nel migliore dei modi.
Questa cosa che devi fare tua... sono i ricordi.
Ma non i ricordi di cose lontane nel tempo... quelle ti rimarranno comunque, almeno quelle importanti... io parlo dei ricordi del giorno prima.
Parlo del riuscire a trattenere nel cuore e nella mente tutte le cose vissute nel giorno appena finito, in modo che ti si archivino nel cuore, in modo che quel giorno... ma proprio quel giorno... non vada perduto.
La vita senza ricordi è, se ci pensi bene, come se non fosse mai stata vissuta... se non te ne rammenti... il giorno appena passato è come se non fosse mai esistito, ed andrà perso.
Invece, se riuscirai a ricordare, terrai sempre con te tutte le piccole grandi cose che accadono tutti i giorni e che, spesso. non riusciamo a comprendere e ad apprezzare e, se sarai capace di fare questo, diverrai un uomo sicuramente migliore di quello che sono stato io.
Ogni giorno della vita ti porta un po' di bene, un poco di dolore... un briciolo di gioia, una scheggia di rabbia e un pizzico di tenerezza... la somma di questi minuscoli frammenti farà di te l'uomo che diventerai... non perderne neppure un pezzettino, e amali tutti allo stesso modo.
Ti dico questo perché, per qualche mistero che in fondo mistero non è, quando ti guardo vedo un bel po' di cose in cui mi rassomigli, e questo, se da una parte mi inorgoglisce, da un'altra un po' mi preoccupa, e mi spinge a provare a non farti cadere nel mio stesso errore.
Vedi Andrea... tuo padre non ha memoria.
L'ha persa tanti anni

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Dedicato a te

Allo specchio vedo una persona diversa. Il vero me stesso. Quel me stesso che dovrebbe starti accanto. Il dolore è grande quando scopro che così non può essere. Mero egoismo. Mere convinzioni sociali. Menti chiuse.
Così come ho imparato, grazie a te, ad amare con tutto me stesso, così ho imparato a odiare quelli che mi hanno allontanato da te. Tra loro rientrano anche i miei genitori, e allora? Cambia qualcosa? Proprio da loro non mi sarei mai aspettato una delusione del genere. Un tradimento alla mia persona. Io che di loro mi fidavo ciecamente, credendo che mi avrebbero sempre lasciato amare chi volevo. E che vengo a scoprire, dopo tanto tempo? Che non è così, che erano solo parole dette per mettermi a tacere quel momento. Nel momento del bisogno, la gente è bravissima a rimangiarsi le parole che si pente di aver detto in precedenza. Dove sta lo sbaglio? Perchè non posso, non possiamo amarci? Tranquillamente, con tutto quello che può comportare. Dopotutto, siamo o non siamo persone responsabili che hanno agito sempre secondo giudizio? Trovatemi un motivo valido perchè questo nostro amore deve essere negato! Non c'è! Il muro che ci divide non ha motivo di esistere. Averti a pochi centimetri di distanza... e non poterti realmente avere con me... è qualcosa che mi uccide. So che per te è uguale. Sebbene non lo dimostri. Ma quando ti guardo negli occhi riesco a scorgere quell'amore che mai ha cessato di esistere. E mi fa ancora più male. Ci sono poi momenti di follia, in cui mi auguro di non essere mai nato o non esserci mai conosciuti, durano un attimo. Ma come mai potrei? Tu che mi hai cambiato la vita! Che l'hai elevata a qualcosa di più come mai prima. Che mi hai trasmesso una gioia di vivere diversa, facendomi capire il valore di amare e di avere qualcuno accanto. Ed è proprio ora che manchi che mi sento morire. Togliete a qualcuno l'unica cosa che possiede, l'unica a cui tenga davvero, come dovrebbe sentirsi? Beh, tu eri il mio tutto, l'

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2 commenti    0 recensioni      autore: Vic M.


Missiva per Lady Margareth

Dear Margareth
quanto tempo, dall'ultimo viaggio in mongolfiera a parlar coi cumuli nembi e, con uno spillo, ridurli a stracci bianchi intrisi d'acqua dopo quel temporale. Mi manca non poco, la Vostra compagnia anche se lo spazio su quello strano mezzo aereo, non abbondava di certo ma, è altrettanto vero che leVostre inebrianti fragranze mi giungevano nitide sì da frastornare la mia ratio di navigatore. Già, lo rammentate? Fù in quella occasione che ci perdemmo fra cirri, agglomerati d'ovatta e cime secolari di nuda roccia sbiadite appena da algidi fiocchi ritardatari, per quella stagione. Quale tormento Lady, nel risvegliare il mio tatto a contatto, della Vostra preclara essenza quando mi schierai come unico baluardo per scaldarVi onde evitare che gli algidi refoli d'altura si abbattessero impietosi sull'incarnato ambratoChiesi aiuto a Dio, per non commettere atti impuri e spaventarVi. Faticai non poco, a staccare lo sguardo da quegl'iridi che di umano avean poco, atteso che le sfumature oceaniche in esse manifestate appartenevano all'irreale.
Non fate caso, Lady, se da questa stesura traspare inquieta attesa, la presente vorrebbe avere l'insolenza di porre in essere una prece. Avanzare alla attenzione della Vostra squisita benevolenza la, eventuale, possibilità di averVi correa di altre inenarrabili scorribande. Anche se sarebbe più giusto dire che Vi amo ancora.
Il Vostro, sempre devoto
shapiro49



Cara amica

Cara G.,
è passato un po' di tempo, ormai, da quando la nostra amicizia è finita alla deriva. Avrei voluto e avrei potuto impedirlo, ma non l'ho fatto ed ora ne pago le conseguenze. Non mi scuserò. Non perchè non sia in torto, beninteso; è che ti conosco, e so che probabilmente mi perdoneresti ed io non merito il tuo perdono. Tu, però, meriti quella spiegazione che non hai mai avuto e dunque eccoci qua.
Sono stati, sono, anni molto difficili. Ho sofferto molto a livello personale e familiare. Ho perso molto più di quanto abbia dato a vedere. Sono invecchiato, ma non sono cresciuto. Ho fatto molti errori, uno dietro l'altro, scatenando un involontario effetto dominio ai limiti del surreale che ha lentamente corroso le fondamenta della mia vita. A scanso di equivoci: non mi piace la persona che sono diventato. Tanto tempo fa, una donna -in uno dei pochi attimi di lucidità che di lei ricordi, credo mossa da sincera compassione- mi implorò di starle alla larga, perchè tutto ciò che toccava "diventava merda" ed io non meritavo un trattamento simile. Non la ascoltai, e fra i tanti effetti collaterali di quella scelta credo di averne ereditato il poco invidiabile superpotere.
Sono una strana, buffa creatura in balia di rimorso e paura. Il prodotto delle mie insicurezze. Facile, per uno così, mandare tutto a puttane. Basta una scintilla e subito divampa l'incendio. Quella scintilla ha un nome ed un cognome e noi sappiamo quale. Vedi, la portata gravosa di un evento si determina sempre in relazione al momento in cui esso si verifica. E, nel nostro caso, il momento non poteva essere più sbagliato. Sì, ne ho risentito molto. Più di quanto sarebbe stato lecito supporre, più di quanto effettivamente meritasse. Mi ha mandato in pezzi. Conosci i precedenti. Sono passato dal sentirmi inadeguato, disadattato, finanche maledetto al convincermi (a torto o ragione) di essere solo un inguaribile fallito. E quando rabbia e risentimento si miscelano ad insicurezza

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0 commenti    0 recensioni      autore: Zack


Ciao

Che strano, stanotte dopo tanto tempo che non succedeva, ti ho sognata. Molto strano come sogno. Ero venuto a casa tua, e la prima difficoltà era quella di trovare il pulsante sul citofono.
Sul portone d'ingresso, c'erano tre ragazze alle quali ho chiesto. Rispetto alle due file di pulsanti, il tuo era quello al centro in basso. Una volta citofonato, mi indichi la casa a piano terra, entrando nel portone, a destra. Ora ti trovo svestita mentre il dottore ti visita. In realtà era come se fossi venuto a casa tua per la prima volta, ed ero venuto a portarti un po' di spesa. Pinoli, uva passa. Tua madre o quella che sembra esserlo, mi viene incontro portandomi in cucina dove lei era intenta a cucinare fagioli e scarole. La cosa ancora più strana è che lei mi conosceva perfettamente chiamandomi Salvatore. Dopo la visita mi abbracci e mi riempi di effusioni... sogno finito. È anche vero che ieri mi mancavi in maniera particolare. Me ne sono andato a letto relativamente presto.
Come vedi tu mi manchi e per starti vicino ti scrivo come se stessi parlando con te. Quello che non sai è che sto pubblicando queste mie follie e tutte le poesie che sto scrivendo su un sito di racconti e poesie, almeno le leggerà qualcuno. Grazie di esistere.
A presto, e ricorda... ti voglio bene.

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6 commenti    0 recensioni      autore: clem ros


E la sera

22 Settembre, 2012

Ci sono giorni in cui speri qualcosa accada, e invece non accade un bel niente. Momenti in cui credi, e invece la corda anche più stretta si scioglie dando la vita com'era inizialmente. Ci sono ore in cui speri di essere da qualche parte, con la tua vita sulle dita e qualche cosa che bolle in pentola, qualcuno che dorme nel tuo letto occasionalmente e tu sveglio ad osservare il petto alzarsi e abbassarsi, invece ti ritrovi sempre nel tuo letto, con accanto strumenti di compagnia non validi per attraversare pienamente una serata alle dieci e mezza passate, di sera.
Ci sono minuti in cui lavorando, le mani svolgono il loro compito, ma la mente pensa e riflette a ciò che può avere, a quanto questo può essere lontano, o incredibilmente vicino. In questi momenti puoi solo assaporare l'attimo, e non pensare troppo. Quando la vita si volterà a guardarmi e sorridermi? Io gli sorrido fin troppo.
Così, dormi in attesa che arrivi un giorno, che forse non arriverà mai o arriverà prima di battere nuovamente le ciglia, in cui con in mano una valigia partirai, con la tua vita sulle dita, gli sconosciuti nel letto, e il futuro nel cuore.

Qualcosa di cui l'uomo é atteso nel fare, è il cambiamento: tardivo o vicino speriamo arrivi comunque.




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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.