username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Lettere e racconti epistolari

Pagine: 1234... ultima

Pagine gialle 1980-1981

Sto vivendo la mia solitudine...
e ti chiedi perchè quella staffa crudele abbia ucciso con tanta facilità quell'uomo sulla corsia d'emergenza dell'autostrada.
Attimi. Attimo quello che sto vivendo nell'ascolto improvviso di questi singhiozzi idioti, fatti di pianto assurdo.
Oggi non si piange, ma si deve solo ridere, sorridere o essere irritati( vedi cartelloni pubblicitari). Sono troppo grande per piangere, un'adulta che piange di se stessa;ormai non resta altro che dirsi la propria disperazione nella banalità di un'esistenza fatta di niente.
Vorrei morire, dolcemente, ma morire, lo penso con serenità, lo immagino con dolcezza.
Provo a chiudere gli occhi e pensarmi morta, non è così terribile poi.
Ma pensarlo non basta. Quante persone morirebbero se si potesse farlo così? Forse metà del genere umano.
Ed io qui sola con la mia morte pagliaccia. Pronta a soffrire per me morta, ma sono sempre viva.
Anche la morte non ci è concessa quando la si desidera e penso con tenerezza a persone conosciute e sconosciute, animali e cose per cui ho significato e che hanno significato. Non voglio pensare a quelle che mi hanno voluta uccidere lentamente, alla loro freddezza nell'eseguirere l'esecuzione senza un attimo d'incertezza, di smarrimento.
Sono qui che muoio nella mia fantasia, mentre tutti vivono inconsapevolmente la loro
morte.
E penso a te, che per me non sei stato altro che lettere, parole, ed è strano che io pensi a te e non a mia madre o al mio ragazzo.
Penso ai tuoi pensieri, alle tue parole e questo fantasticare mi dà una tenera tristezza, una dolce rassegnazione.
Ma se penso, se continuo a sentire l'eco dei miei singhiozzi, questo sguardo ormai spento mi appare ancora più odioso. Questi occhi troppo tristi e lontani mi disturbano soprattutto quando guardandosi si velano di lacrime di vecchio.
E pensi a quando eri piccola e giocavi e ridevi, e non sentivi queste sensazioni odiose o forse anche allora andavi sola al buio a soffrire.
Non poss

[continua a leggere...]

0
6 commenti    1 recensioni      autore: marilena


Lettera al mondo

Forse questa lettera non verrà mai letta o forse non toccherà il cuore delle persone che la leggeranno ma io voglio scriverla lo stesso, voglio che questa ultima parte di me venga salvata, non voglio che vada persa, non voglio sparire e credo che l'unico modo per evitarlo sia raccontare la mia storia a te, chiunque tu sia.
Mi chiamo aurora, sono nata nel 1992 e fin dalla nascita ho vissuto in una cascina di un piccolo paese, sono la più piccola in famiglia che hai tempi era composta da me, i miei genitori e mia sorella. Mio padre se ne andò di casa quando io andavo alle elementari e si trasferì dall'altra parte dell'oceano, non era un uomo che si poteva definire un perfetto padre di famiglia perché tornava tardi tutte le sere e spesso era ubriaco, talmente ubriaco a volte da arrivare a picchiare mia madre e mia sorella, con me però era diverso, mi aveva sempre viziata e trattata come una principessa e per me era il padre migliore del mondo. Dal giorno in cui se ne andò cambiò tutto e anche se per la mia famiglia le cose andarono meglio un telo nero iniziò a oscurare il mio cielo. Mio padre mi aveva sempre protetto dai problemi, non avevo amici a scuola, in paese tutti ci avevano sempre parlato male alle spalle e mia madre con la sua malattia e con i frequenti ricoveri in psichiatria non era in grado di prendersi cura di me e mia sorella così mi aggrappai a lei. Iniziai a fare tutto quello che diceva mia sorella che un giorno si invento un gioco, il principe e la serva. Feci prima io il principe, ricordo che le ordinai di prepararmi un finto banchetto con i piatti belli e le posate d'argento che tanto nella vita reale non usavamo mai, ma quando fu il suo turno lei mi disse di fare cose a me ancora sconosciute, mi chiedeva di farmi toccare e di toccarla in modo strano. Continuò a chiedermi di giocarci per quattro anni finché a un certo punto senza dire una parola a riguardo smise di chiedermelo, come se non fosse mai esistito, all'inizio non diedi molt

[continua a leggere...]



La stanza della luna

06/05/43- Dover- Kent, Regno Unito

Caro Antony, fratellino mio, come stai? Dove sei?
Sono sei mesi, ormai, che sei partito per la guerra e che non ho più notizie di te.
La pendola del salotto ha appena suonato nove rintocchi e io ti sto scrivendo questa lettera dalla Stanza della Luna.
Te lo ricordi, Antony, di quando eravamo bambini e decidemmo di dare questo nome alla camera che abbiamo condiviso assieme fino al giorno della tua partenza?
Le demmo quest'appellativo perché nelle sere di plenilunio la luce argentea della luna invadeva completamente le pareti della nostra stanza e sembrava che volesse venire ad abitare assieme a noi ed infilarsi sotto le coperte dei nostri letti per tenerci compagnia mentre cadevamo addormentati.
Ti ricordi di quelle calde notti d'estate in cui dormivamo con la finestra spalancata e lo sguardo rivolto verso il cielo stellato osservando le stelle finché i nostri occhi non erano troppo stanchi e il sonno veniva a farci visita nello stesso momento, mentre la luna restava a vegliare su di noi e sui nostri sogni?
Mi piaceva stringermi a te, sentirti vicino e respirare il tuo buon profumo di menta mentre mi sussurravi nell'orecchio una delle storie di fantasia che tanto ti piaceva scrivere nel tuo quaderno delle fiabe e che io conservo ancora con me nel cassetto della mia scrivania, tornandolo a leggere le sue pagine di tanto in tanto, quando i miei occhi faticano a trovare il riposo notturno.
Ti ricordi di quante sere abbiamo trascorso in questa stanza affacciati alla finestra a scrutare il mare, respirando il profumo acre della salsedine, sognando di poter andare lontano e fare il giro del mondo su una delle navi che viaggiavano verso il porto di Dover?
Io non sono mai andata via da qui, mentre tu sei partito per combattere e difendere l'onore della patria ed ora, senza di te, il mare mi fa paura e non sarei mai capace d'attraversarlo da sola.
Mentre ti sto scrivendo questa lettera anche la luna lascia cadere qualche g

[continua a leggere...]

1
4 commenti    0 recensioni      autore: Eleonora Rossi


Incompresa

Carissima,
finalmente mi sono decisa a scriverti!

Innanzitutto voglio tranquillizzarti perché questo che leggerai non è propriamente un'accusa nei tuoi confronti.
Il nostro primo incontro non è stato dei migliori ma immagino che la stessa cosa vale per tutti coloro che hanno a che fare con te! Quindi sono giustificata.
Non so se te lo ricordi ma se vuoi te lo racconto.
Ero una vivace bambina di circa 5 anni alla quale piaceva correre e giocare, come a tutti i bambini d'altronde.
Certo, mi verrebbe da chiederti "Come hai potuto insinuarti nella mia vita così presto?!?" ma lasciamo perdere.
Un bel giorno, presa dalle mie corse, mi ero ritrovata da sola in un grosso, chiassoso centro commerciale senza mia madre.
Mi avevi fatto pensare le cose più brutte nei suoi confronti!
E prima di capire che lo avevi fatto per il mio bene ci ho impiegato più di vent'anni e ti sei presa intanto un bel po' di parolacce!
"Mi ha abbandonata!" - "Ecco, sono stata adottata e non mi vuole più!" - "A lei non interessa nulla di me perché pensa solo a quella befana di mia sorella?!?!"
Con il tuo arrogante modo di fare e quel ghigno malefico, ti eri avvicinata a me prendendomi in giro con una serie di frasi che ora, per tua fortuna, mi sfuggono.
Ti guardavo con Timore e grazie a Istinto, che apprezzo molto come amico, avevo cercato rifugio vicino a delle grandi vetrate piene di Luce. Mi sentivo meglio.
Per fortuna, mia madre apparse dal nulla poco dopo, mi strinse e mi baciò forte e mentre andavamo via notai che osservavi la scena quasi con dispiacere e per questo, quando i nostri sguardi si incontrarono, ti derisi e ti feci la linguaccia, con la Speranza che il tuo Malcontento aumentasse. Mi sbagliavo!
Piansi tanto quella sera perché mi facesti ricordare una discussione con mia madre di qualche giorno prima e riprovai il disgusto che avevo nei suoi confronti per i rimproveri che avevo subito. Avevo dato calci alle bambole e ad una le si era anche staccato un bracc

[continua a leggere...]



Trentunomaggioduemilaundici

Carissimo tesoro,
Sono qui oggi a scrivesti questa lettera per il tuo diciottesimo compleanno, tanto aspettato e tanto sognato, con il cuore colmo di tristezza per la perdita di papa' e pieno di gioia per te che stai affrontando questi nuovo traguardo pieno di speranze e di futuro.
Questi mesi sono stati mesi pieni di angoscia, anche se tu non hai mai dimostrato niente, ma pensarci e analizzarli e' uno sforzo inutile. Non c' e' possibilità di tornare indietro, nessun incantesimo può cambiare ciò che e' stato. Ora dai a te stessa il tempo di rimetterti e stai tranquilla.
Le perdite lasciano come svuotati, ma impara a non chiudere il tuo cuore la tua mente nel dolore. Permetti alla vita di riempirti!
Lo so che sembra impossibile in questo momento, ma nuove gioie ti aspettano e riempiranno ogni vuoto.
Ti auguro la felicita' di dimenticare i brutti periodi del passato e di trovare nuovi inizi. Avrei voluto proteggerti da ogni dolore, ma sia il nostro dolore che la nostra felicita' ha fatto di noi una famiglia.
Quanta tenerezza mi fa saperti pronta ad affrontare questo nostro mondo!
Ci saranno nuovi inizi anche se ci sono state difficoltà che non ti saresti mai aspettata, ci saranno nuove cose da vedere, da assaggiare, da annusare e toccare. Questa sara' la via che sceglierai. I miei pensieri saranno sempre con te. Non sempre gli amici saranno li' ad aiutarti, ma io ci sarò, sempre!
Assaporerò di te la gioia. Lenirò i tuoi dolori e allevierò le tue ansie.
Io ci saro' fisicamente e papa' ci sara' nei tuoi pensieri e sono convinta, ti proteggerà come ha sempre fatto e farà accadere per te cose meravigliose.
Ti auguro felicita', ma non la felicita' che si ottiene chiudendo fuori il mondo, ma la felicita' dell' apertura e della condivisione. Ti auguro la felicita' di fare quello che fai nel migliore dei modi. Di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di dare e di correre il rischio di amare...
Ti voglio bene dal

[continua a leggere...]



Le lettere dalla Russia

Cara Yuliya,
oggi sono andato a parlare seriamente con un sacerdote.
Mi sono confessato. Gli ho parlato della nostra situazione.
Mi ha detto di sciogliere il matrimonio con mia moglie e mi ha detto da chi andare.
Così facendo posso sposarmi di nuovo.
Quanto al nostro rapporto mi ha detto di essere prudente e di non parlare per adesso di sesso.
Io sono cattolico e il sesso si pratica all'interno del matrimonio.
Per la nostra dottrina praticare il sesso in un altra forma è disonorare il proprio corpo e danneggiarlo.
Mi ricorderò del giorno 7 per ricambiarti gli auguri, visto che voi festeggiate in questo giorno il Natale.
Oggi è giorno di vigilia. Così si chiama.

Con affetto il tuo Michele.



Pensieri nella notte

Non so come fare, non ci riesco, aiutatemi perché da sola non è facile, non si può. Non ho più la serenità, ha portato via la mia vita con sé, ricordo i suoi occhi blu come il cielo, quel sorriso meraviglioso che non rivedrò mai più. La leucemia non ha potuto far spegnere la luminosità di quegli occhi, non riesco a dimenticare la serenità con la quale ha affrontato il suo calvario. Non riesco a dimenticare la paura che ho visto nei suoi occhi il giorno prima di essere allontanata dalla sua stanza di ospedale e la perdessi per sempre. Non riesco, non ce la faccio. Strinse la mia mano tra le sue e mi disse: -ricorda che ti ho amato con tutta me stessa.- Ha portato con sé la mia vita, il mio cuore, il mio sorriso.
Io voglio riabbracciarti mia dolce compagna anche solo per un secondo, sacrificherei la mia vita per un solo attimo, cosa devo fare, io devo rivederti, devo dirti che sono distrutta dal dolore, dirti che a 33 anni eri troppo giovane per morire.
Sei nel mio cuore, voglio risentire il calore delle tue mani, della tua bocca, del tuo corpo, la tua voce, il tuo profumo, voglio stare abbracciata a te solo un secondo ma... forse è troppo.
Sono disperata, non so più che fare, mi sento svuotata. Aiutatemi vi prego.




Pagine: 1234... ultima



Cerca tra le opere

Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.