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Lettere e racconti epistolari

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Lettera ad uno sconosciuta (non è un errore di scrittura)

Mia dolce... , mi accingo a scriverti per renderti partecipe della mia umile ed egocentrica tragedia, perché tu sei il principio e la miccia in molti modi di essa. Non voglio colpevolizzarti ne farmi compiangere, ma questo è il mio libro e sono libero di scriverci quello che mi pare. Ironicamente è cominciato tutto molto dopo la tua assenza, come se il caso avesse giocato in modo particolare con la mia esistenza, perché sa quanto mi piace soffrire di vittimismo e capisce quanto sia stato felice nell'averti conosciuto, triste nell'averti perso e ingrato nell'averti avuto. Ricordo tutto le date e tutti i luoghi, così come ricordo ogni tipo di emozione. Niente esce dalla mia mente, o almeno niente di importante. Mentre scrivo sento il suono triste e blues di un'armonica stile carcere, come se in qualche modo fossi imprigionato da queste parole. Mi sto facendo un interrogatorio e sono sia lo sbirro cattivo che quello buono, sono un bambino che marina la scuola per andare al museo, sono un ignoto paradosso. Devi quindi darmi il modo di criticarti nel modo più spietato ed educato possibile. Che cosa mi diresti se cominciassi ad elencare ogni volta in cui sei stata immorale con me? potresti averla vinta anche questa volta come le altre mille, perché la moralità e soggettiva, ma quando chi subisce le colpe ne accusa la mancanza vorrebbe almeno delle scuse, e io potrei accontentarmi delle tue scuse.
Ma alla fine anche le scuse non sono altro che parole e le parole non mi risolleverebbero, neanche i gesti e ormai nemmeno riaverti mi ridarebbero le mie mancanze senza le quali non riuscirei a vivere. Io devo continuare ad essere sincero prima di cominciare a mentire spudoratamente per annullare il biasimo di chi pensa di conoscermi, senza tutto questo ora non sarei io, sarei un altro io, e non ha importanza se quell'altro io sia giusto o sbagliato, migliore o peggiore del mio attuale, sarebbe diverso e io mi amo ora in questo modo. Se fossi un altro io potrei amar

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3 commenti    0 recensioni      autore: mario mautone




To avoid taxation

Illustrissimo Dottore,
il suo cruccio, relativamente alle tasse da pagare, è quello di molti; ed io, esperto commercialista dal cranio lucido e barba ingrigita, ne so ben qualcosa.
Laonde per cui qui sono ad offrirle i miei servigi. La notizia, fresca fresca, delle ultime ore, è la proposta di legge che tende non più a tassare il reddito ottenuto, bensì a tassare solo quella parte del reddito che non si è consumato. Per cui basta spendere per non pagare più tasse!! Naturalmente il risparmio va a farsi fottere (mi perdoni l'immagine colorita ma precisa).
È qui che la mia più che decennale esperienza e bravura ha trovato il modo di favorirla appieno nel risolvere il suo dilemma. Mi impegno solennemente a evitarle di pagare alcunché di tasse, tramite la fatturazione e l'incasso del mio onorario pari al suo reddito percepito!!!
Come vede, l'esperienza permette a professionisti preparati e seri come il sottoscritto di proporre soluzioni semplici ed efficaci.
Resto in attesa di un suo gradito riscontro, all'indirizzo che qui di seguito trascrivo. Ossequi.

Dott. Torchiato Ditasse
Via dell'Evasione n° 0
97124 Cornacchioni di Sopra



Contro l'abbandono

Caro amico,

quando siamo diventati amici ero davvero felice,
specialmente quando passavi il tuo tempo libero
giocando con me, lì mi sentivo davvero fortunato.

Ricordo,
ora che cammino su questo ciglio di strada,
le corse che ci facevamo,
quelle belle ore in cui passeggiavamo insieme tra la natura.

Bello era anche quando mi sgridavi,
magari avevo fatto qualcosa che non dovevo,
o forse eri solo nervoso e io ero la tua valvola di sfogo.

Ma ero felice di esserlo,
ero felice lo stesso perché ogni giorno
passato con te era stupendo.

Il momento che preferivo era quando ritornavo da te
per fare pace o per consolarti,
e mettevo il mio muso in una tua mano
per farti capire che c’ero,
e non ti portavo rancore,
anche se magari mi avevi sgridato o picchiato senza motivo.

Sai noi cani, amico mio,
non portiamo rancore,
amiamo incondizionatamente.

E anche ora,
che cammino qui,
su questo ciglio di strada,
sotto il sole rovente,
sopra questo asfalto che brucia come l’inferno,
penso a te amico mio,
e ti amo ancora, senza riserve.

Cerco di capire perché mi hai lasciato qui,
perché mi ha abbandonato,
forse non ti sono stato vicino quanto tu desideravi,
forse sono stato un pessimo cane,
forse quella volta che ho sporcato casa,
o quando ho masticato le tue costose scarpe…..

…forse perché ora che ti accingi ad andare in vacanza,
sono solo un peso per te.

Amico mio,
ora la mia sorte è quella di un cane randagio,
probabilmente morirò di stenti
o sotto le ruote di un autoveicolo, o
finirò chissà dove, dimenticato e privo di affetti.



Ancora dalla Russia

Cara Victoria,
grazie per le tue dolci parole.
Spero di sentire al più presto la tua voce al telefono.
Però devo dirti qualcosa su ciò che mi scrivi.
Non ti sembra affrettato parlare d'amore in maniera così intensa senza neanche conoscersi di persona?
Io so che l'essere umano non vive di solo pane. Non è solo il cibo che lo alimenta.
Una parola buona la tempo opportuno è una medicina che da la vita.
Sono lieto che si sia il sole là do voi, in Russia, e possiate uscire a fare una bella e sana passeggiata.
Qui è brutto tempo è entrato l'inverno, fa freddo. Non è il vostro freddo con temperature sotto zero gradi ma per noi italiani...
Ti invio una mia poesia sul denaro. Ti invito a leggerla e a dirmi cosa ne pensi.
Nell'attesa della tua telefonata ti auguro il più felice Natale.

Michele



Lettera a Joop

Cara Joop, sono molto felice di avere un'amica di penna, anche perchè credo che sia importante confrontarmi con altre persone, non solo a scuola e nei luoghi pubblici, ma anche attrverso le parole scritte. Prima di tutto voglio presentarmi: mi chiamo Josephine, ma tutti mi chiamo Jo. Ho quindici anni, e sono di indole buona, forse un po' cocciuto però ho tanta volontà, se non ne avvesi non avrei mai preso questa carta da lettere e non ti avrei mai parlato di me. Come ti ho già detto (o meglio scritto), ho quindici anni e si sa a quest'età i genitori parlano spesso del futuro, infatti mia madre spesso mi chiede cosa farò da "grande". Io non ho mai risposto apertamente, però ovviamente ho tante idee. Se chiudo gli occhi la prima professone che mi viene in mente è la scrittrice, anche perchè il mio sogno è quello di diventare una scrittrice famosa, in seguito vorrei divenire una giornalista e mettere su famiglia; già mi immagino tutto... La mia scrivania è piena di fogli e penne, ci sonoa nche pile di libri, e le mie mani sono imbrattate di inchiostro, insomma mi immagino molto indaffarata a scrivere di tutto. La mia concrentrazione viene interrotta da un gemito. Ascolto meglio e capisco che quel gemito è il pianto di un bambino: è mio figlio, probabilmente avrà fame. Passo per l'angusto corridoi e mi dirigo verso la camera del piccolo. Squilla il telefono, mollo tutto e vado a rispondere: è quello zotico del mio vicino, non fa altro che blaterare. Dopo aver riattacato, una pallottola di pelo mi salta addosso: è Joke, il mio cagnolino. Mi ricordo che devo spazzolarlo, vado nel ripostiglio e prendo l'occorrente. Fischiando e battendo le mani invito Joke a venire da me. Nessuna risposta. Capisco subito che si è nascosto, ormai mi ci sono abituata. Dopo un po' lo trovo, lo acchiappo dal collare e lui si arrende, ma proprio quando tutto sembra tranquillo Joke mi morde il polso, io mollo il collare e lui scappa via. Mi ha ingannato con uno stratagemm

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I tuoi occhi sono neri

Che mal di testa.
La tempia sinistra mi pulsa come se dovesse esplodere da un momento all'altro,
ed e' così da oggi pomeriggio.
Pensieri e mal di testa.. Mal di testa e pensieri.. Una giornata da dimenticare.

E vorrei dimenticare anche tè. Dea dei sogni.
L'averti conosciuto ha cambiato la mia vita.
Una crescita interiore notevole, e tanti, tantissimi guai.
Una costellazione di guai.

Il mal di testa non passa, ma io sono un tipo tosto, non cedo alle lusinghe dei farmaci, penso che ogni cosa vada vissuta, fino in fondo, anche se può farci male.
Questo rende dignità ad una persona.
Proprio il contrario di tè, che fuggi quando senti male.
Il male ti fa crescere, il male ti rende donna. Donna vera.
Quella che non sei più . Quella che hai dimenticato di essere. Da tanto.

Così non sei di nessuno, pur essendo di cento persone.
Preferisci che scelgano il tuo corpo bellissimo, che io adoro, irritandoti se ti guardano con insistenza.
Ma non esiste bellezza esposta, che non venga guardata, desiderata.
E molto raramente amata.

Io ti odio. Ti odio con tutto me stesso.
Odio e maledico il momento in cui ti ho vista e voluta dal primo giorno.
Ti odio perchè mi ha reso un uomo triste, spento, nel ricordo di quella che non sei mai stata.
Falsa. Come Giuda.
È una vita che porgi la mano e la ritiri, quando sto per afferrarla.
Mi tiri fuori dalle sabbie mobili in cui sono finito, e poi mi lasci cadere.
Non capisco perché.
Non capisco perché tu faccia così.
Perché quando riesco a lasciarti, tu ritorni a farmi capire che mi vuoi.
Certo non e' amore. Non e' bene. È solo desiderio di ferirmi un po' di più.
Di aggiungere un'altra tacca alla tua gradazione di valori.
Un scala che cresce al contrario, che và verso il fondo in cui ti stai cacciando.
Senza via d'uscita.

Questa e' l'ultima volta che ti bacio, anche se solo sulla carta.
Soffro troppo, e non è solo il forte mal di testa.
Non riesco più a vivere così.

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Addio

Ciao amore mio, ciao a colei che è e resta il mio sogno proibito. Purtroppo sei nata in un mondo virtuale e li sei stata relegata dalla persona che ti ha creata e che adesso non vuole più farti vivere. Come vedi insieme alla lettera ti ho portato un dono formato da più oggetti che come sempre ha un significato ben preciso. Quattro rose di colore diverso: una rosa rossa per l'amore che provo per te, una blu per la passione che ci ha unito, una gialla che rappresenta la gelosia provata e una bianca che rappresenta la purezza del mio sentimento. Questa volta però i fiori non sono freschi volutamente, ma finti perché essi rappresentano il mondo virtuale in cui adesso questo sentimento è stato chiuso. Questo perché l'amore da me provato per te non si è potuto concretizzare in qualcosa di più, non è stato possibile gridarlo al mondo esterno, non è stato possibile trasportarlo nel mondo reale. I fiori sono poggiati nel cesto di una mongolfiera che rappresenta una cosa a te molto cara: la tua libertà. Niente di meglio per rappresentare la libertà con una mongolfiera. Infatti essa senza essere legata a motori si libra nell'aria con il calore racchiuso nel pallone, affidandosi al vento benevolo che la trasporta dolcemente. La bambola è inutile dirtelo, ti rappresenta in tutta la tua bellezza, in tutta la tua straordinaria forza d'animo che ti sostiene da sempre. Allora se me lo permetti affiderò questa simbologia al buon Dio al quale rivolgerò ogni tanto una preghiera, quella che la mongolfiera ti porti dove il tuo cuore desideri, tenuta in aria dal calore della fiamma che hai fatto ardere in me, guidata da venti benevoli che ti portino dolcemente alla meta, senza scossoni e senza tempeste, senza farti pesare le sofferenze in cui immancabilmente ogni tanto sei costretta a vivere, come tutti del resto. Io seguirò il cammino che ormai ho intrapreso, sperando anche io di giungere alla meta, magari in bicicletta, con l'ausilio della sola forza delle mie gambe,

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11 commenti    0 recensioni      autore: clem ros



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.