accedi   |   crea nuovo account

Lettere e racconti epistolari

Pagine: 1234... ultima

Nives a neve

carissima, da tanto volevo scriverti ed anche questa sera termina, come ogni giorno e ogni notte... ricordi bene cosa ha rappresentato per me questo giorno tanti anni fa, si tanti, troppi eppure sembran pochi, se non fosse per i capelli che diventan sempre più bianchi... ma tu sai bene che non sono i capelli bianchi la mia preoccupazione... domani compirò per la terza volta... anta... caspita!!! mia madre con molti anni di meno, sembrava già vecchia anzi era vecchia eppure era molto più bella di me... tu sai come trascorrerò domani e dopo e poi tutto tornerà nel vuoto... lo sai quanto vuoto ho intorno e dentro di me, eppure la mia mente ferve di vita, di desideri, di mondi inesplorati... spesso mi chiedo se bastasse una manciata di soldi, anzi di euro, per realizzare tutto ciò che vorrei... ma tu sai bene la poca importanza che ho sempre dato al denaro... caspita come vola, si sembra che le monete abbiano ali e allora mi chiedo a che serve averne tanto??? per vederlo sparire? ma poi ricordo le frasi sagge:una malattia senza denaro è una doppia malattia... e scoppia la paura di averne bisogno e di non averne... e poi c è lui che se potesse arrampicarsi sulla luna per me lo farebbe e io non so, non so accettare... una parte di me teme la vita e mi chiedo :alla mia età ho già sconvolto tanto perché sconvolgere di più??? non so, neve, non so e in questo non so c'è ancora la giovane donna che 38 anni fa avrebbe voluto dire no, voglio essere libera invece disse si, pensando di acquistare la libertà... sai bene le cose come sono andate ed ora quella giovane donna che vive ancora in me festeggia per la terza volta i suoi... anta! tvb, grazie perché ci sei. nives

   2 commenti     di: soffice neve


Lettera per Edinburgh

Alghero, 17 giugno 2010

Carissimi,

qui il Sole splende ancora, tra gli innumerevoli fili degli eucalipti e tra i rami sparsi del leccio. Immagino le betulle bianche erette ed imponenti fiancheggiarsi alle vostre strade, infrastrutture umane che ignorano gli spazi della natura.
Il mare splende alla vista dei raggi miracolosi e caldi del Sole, l' acqua continua a sbattere inesorabile qui sulla sabbia che è così tenera e ricca di conchiglie sparse.
Il vento non smette di soffiare ed immagino il vostro cielo così opaco, reso difficile dall' inquinamento, ma per fortuna, voi abitate in periferia. La vostra casetta la ricordo ancora, nonostante gli anni siano passati.
Il lentischio emana delle fragranze sperando arrivino a voi tramite questo scritto. Alghero è frenetica, i turisti la invadono, lo smog è poco per fortuna.
Fortuna, che amo rifugiarmi in campagna!
È tanto che non invio una lettera così proprio a voi, ma la mia passione della scrittura è cresciuta tanto. Forse lo avrete gia capito, che voglio venire li, nei cieli bui e nelle metropoli affollate, può darsi anche che verrò, questo solo il destino lo sa.
La vita corre, il tempo scorre. Le rughe compaiono su vari visi, i fiori si seccano e privano dei loro bellissimi colori vari sguardi. Molte sono le nuvole che pare corrano spinte dal maestrale che come sapete, qui non smette mai di soffiare.
I rami ondeggiano ed emanano emozioni, profumi. Delle voci e dei saluti. Questo, come sapete, è il mio modo di chiedervi come state, che fate, com' è la vita lì.
In quel di Edinburgh forse farà freddo, ma vi invio un po' di calore. Il tempo ed i cambiamenti climatici si sentono anche qui, purtroppo.
Ma la mia lettera è scritta per un episodio in particolare, carissimi. Vorrei, forse farvi intendere, l' uomo è tanto crudele. Proprio oggi, mi trovavo in serra, ed in un foro della porta, le vespe avevano fatto un nido costanzioso, ma non davano fastidio a nessuno, davvero.
Rimasi impotente

[continua a leggere...]

   3 commenti     di: Giuseppe Tiloca


Winter

E all' improvviso sei scomparso, sei andato via da questo mondo. So che magari ti sei offeso se al tuo funerale non ho pianto... sai come sono fatto.
Sta per arrivare l'inverno, e già mi sento solo, senza le sigarette fumate insieme, senza i giri a vuoto nei vicoli del paese, durante i quali mi raccontavi di tutto, dando libero sfogo alla tua passione per la vita e allo stare insieme. Due opposti eravamo, e per quanto ero strano e ti dicevo che eri una femminuccia per la tua sensibilità, in realtà ti ammiravo. Desidero ancora essere ciò che tu eri, puro, buono e senza moralità contrastanti... Adulto e bambino che non aveva vergogna di piangere. Amato da tutti eri, anche da chi non ti conosceva, e sono fiero di poter dire : " era mio amico".
E ora ricordo il suono del vento di novembre nel tuo paese, ricordo la verità che eri, senza maschere. E non voglio che arrivi dicembre perchè sarò solo.
Penso all'inverno e ricordo la tua voce, il tuo nome scolpito nel mio cuore, e sto male.
Non voglio stare così, perchè la tua voce è dentro me... Lo so sto sbagliando... Sto perdendo me stesso... E ancora mi manchi.

   9 commenti     di: Daryl


Pour Demoiselle Lina Pescio

Douce Pesciolina, da quando mani irriverenti, ci hanno diviso in due diverse boccione, due mondi. La mancanza dei Vostri guizzi e coreografie motorie, non solo mi mancano ma, avviliscono il mio animo atteso che i medesimi non sono mai stati di dominio altrui ma, solo nostri.
Cherie je suis, io sono, in attesa di un Vostro cenno liberatorio acchè la nostra, pardon, la Vostra riservata vita affettiva possa volgere come dettato dal recondito sentimento che nel Vostro cuore alberga.
Je pense, aime Vous, aussi le jour pourquoi, excuse moi le francaise ma la mia terra, la mia regione non ha confini incogniti ai primi raggi del sole indossati per incensare, elogiare le donne come la S. V. Pratica questa, che certi Borboni facenti parte della etnia indigena costì insediata rifiuta.
Cheveux chàtains j'ador, il ricordo deVotre parfum.
Je vais attendre Vous, mon Dieu.
Quale martirio, m'attende rinchiuso in questa sfera acquea lontano dalla essenza che per lungo tempo ha inebriato i sensi di questo modesto scriba e foraggiato gli aneliti miei e non solo.
Spero, poter appagare la sete d'averVi.
Poter nuotare ancora con Voi, oui à jamais.
A bientòt Pesciolina
Il sempre devoto pesciolino rosso, shapiro



La fede dei padri

Carissima, eccomi qui a raccontarti un momento della mia vita, un momento di ricordi di fanciulla che hanno ormai perso la loro autenticità. Ricordi le nostre vacanze pasquali da ragazze? le funzioni religiose a cui prendevamo parte borbottando, però era un modo per incontrare i ragazzi. Ma non era l'unico motivo:eravamo state educate nella morale, nella religiosità delle famiglie di cui facevamo parte. Tradizioni che hanno imbevuto la nostra fanciullezza, adolescenza, giovinezza e che pensavamo di trasmettere ai nostri figli. Illusione!!! io non ci sono riuscita e tu??? non sapevamo che la persona che avremmo incontrato e, che per bellezza e giovinezza di avrebbe colpito, poteva pensarla diversamente ed avversare in ogni modo quelle nostre idee. Quando ascolto per tv cosa succede a donne "non libere"e sento i ragazzi fare le loro riflessioni, racconto loro cos'era per noi l fanciullezza e la giovinezza. Ricordi? non potevamo entrare in chiesa con abiti che in estate avessero le maniche più su del gomito, il capo doveva essere sempre coperto dal velo e noi cercavamo i veli più leggeri in vendita perchè non volevamo rovinare le nostre capigliature e poi il colmo dei colmi:inginocchiarsi davanti al prete. che rabbia!! inginocchiarsi per confessarsi, inginocchiarsi per fare la comunione mentre i maschi erano in piedi... com'era fredda quella balaustra dell'altare!!! e ora??? che ci è successo??? abbiamo chinato il capo davanti ai nostri genitori, davanti alla chiesa, davanti ai nostri mariti ed ora ci ritroviamo senza genitori, senza chiesa e senza marito!!! bella vita!!! o forse no... la fede possiamo reinterpretarla e ritornare a viverla... siamo grandi... vero??? comunque ti avevo scritto per dirti altro ma la vita mi ha preso la mano. A presto rileggerci NIVES

   4 commenti     di: soffice neve


Il quaderno di Paul

Apre il quaderno di Paul una foto di Emy in bicicletta, che mi guarda sorridente con il capo leggermente inclinato in quella tipica espressione che era di sua sorella Mariella, il ciuffo di capelli scuri a ricadere sull'occhio destro e gli occhiali ovali ed ampi che non riescono a nascondere il guizzo divertito del suo sguardo. Emy, ci provava a mettersi a dieta ma non ci riusciva mai. E così in quella foto pedalava e pedalava...
Proprio quel giorno si era così rallegrata per le poesie che le aveva inviato "Scheggia" - era questo il soprannome che avevano dato a Paul, alto e magro dinoccolato, che con il suo passo lungo e leggero sembrava volare sul sentiero che lo portava a casa da scuola - perché in tutto quel tempo non si era resa conto che lui provasse un sentimento così forte per lei. O almeno questo era il dubbio che le sorgeva ora alla mente, visto che non riusciva a comprendere il senso di quelle poesie così appassionate. Erano una dedica per lei o semplici riutilizzi di qualcosa che aveva pubblicato in passato?



I percorsi dell'amore

Dolcissimo amore,
Sono qui davanti ai tuoi occhi che mi guardano con la tenerezza di un bambino che osserva il mondo per la prima volta. Ogni tuo respiro, ogni tuo pensiero, mi entra nel cuore e mi regala brividi indescrivibili. Mi sono spesso chiesta cosa sia l'amore, come si può riconoscere questo sentimento che bussa nell'anima e che senza renderci conto gli apriamo e lo nutriamo giorno dopo giorno!
Ora so con certezza che le mie domande hanno una risposta: " l'amore sei TU". L'amore mi sta facendo volare, mi sta insegnando a sognare, mi ha aperto lo spirito fino a renderlo vulnerabile, quest'amore che mi rende così forte e così fragile, ha un solo nome il tuo.
Ogni giorno vorrei condividere con te il sole che si affaccia sulla terra donandomi il suo buongiorno con i suoi raggi caldi, il cielo che si specchia nei miei occhi per aiutarmi a vivere il mondo che mi circonda, la tazza di caffè che sorseggio sola nella mia casa per iniziare la mia giornata, vorrei condividere con te ogni cosa importante e inutile che ci possa rendere due persone felici.
Troppe difficoltà ci hanno allontanato, troppa amarezza ci ha diviso... ho sbagliato, ho commesso mille errori per non perderti, ma nel mazzo di quaranta carte, ho scelto l'unica che mi ha portato lontana dal tuo cuore! Ma oggi sono qui, vicino a te, vicino alla persona che il destino mi ha assegnato, vicino alle nostre paure, vicino alle nostre debolezze, vicino ad un amore che non può spezzare neanche la lama più tagliente. Piango per la gioia di averti visto, non credo che tornerai da me, non credo che tu voglia buttare alle spalle il tuo dolore... ma non importa, il mio amore solitario nel deserto, non intende appassire, continua a crescere e a nutrirsi con il ricordo del tuo sorriso. Amore mio, credo che alle volte la verità sia difficile da trovare e da comprendere, nel nero che circonda le nostre vite, esiste quel piccolo spiraglio di luce bianca che solo chi sa amare può vedere e cogliere! So che ne

[continua a leggere...]

   4 commenti     di: laura



Pagine: 1234... ultima



Cerca tra le opere

Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.