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Lettere e racconti epistolari

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A mio figlio

Caro Figlio,
voglio raccontarti della vita e dell'amore. Adesso io e te siamo molto lontani, ma questo non mi impedisce di essere tua madre. Spero ascolterai i piccoli consigli di una povera donna sola., che prova per te un amore sconfinato e puro. È vero, non sono mai stata impeccabile, ma ho visto tanto e vissuto abbastanza per poter parlare.
La vita è uno scherzo, la vita è un gioco; può esserti inflitta, regalata, negata, ma nessuno può nasconderne la bellezza dell'imprevedibilità. Non decidi dove, come e quando nascere, ma qualcuno o ha già deciso per te. Puoi solo accettare le scelte che prima di te hanno fatto i tuoi genitori. Tu invece sei sempre stato diverso, hai deciso tu quando arrivare, io non avevo deciso di averti. Sei arrivato all'improvviso, in una giornata di ottobre, quando ho scoperto che c'eri anche tu con me. Ti sentivo, anche se eri solo una piccola accozzaglia di cellule. C'eri e hai cambiato la mia vita. Era dolce toccarmi il ventre e sapere che ti stavo accarezzando. Sentivi le mie carezze? forse eri ancora troppo piccolo... no, eri solo un'accozzaglia di cellule...
La mia vita era cambiata. Irrimediabilmente. Cosa ne sarebbe stato adesso? A tuo padre non dissi nulla, il nostro amore era già concluso da tempo. Eravamo soli io e te. Cambiare la mia vita compiuta ed avviata per una che deve ancora compiersi, che non ha mai visto la luce del giorno. Avrei dovuto infliggerti la vita? Dolce amore mio, quante cose da vedere! i tuoi primi passi, il primo giorno di scuola, il motorino, il cinema con gli amici, una ragazza che ti ruba il cuore, i sogni, il successo, le delusioni, i pianti e le risa, i compleanni, le feste di diploma... e tanto altro.
Ecco cos'è la vita, un susseguirsi di emozioni, un'altalena di sensazioni, montagne russe di sentimenti e alla fine il buio. Stop. Fine. Definire la vita in poche parole mi risulta più difficile di quanto credessi...
Ti amo piccolo mio, ti amo totalmente, anche se non ho saputo dimostrart

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   7 commenti     di: Manuela Terzo


Lettera d'amore

Mio amato bene,
è appena partito il treno che mi ha diviso dai tuoi occhi di mare.
Io non so se l'azzurro del cielo potrà colmare il vuoto del tuo sguardo vivo e profondo; se nell'angolo di mondo verso il quale mi dirigo, riuscirò a placare lo struggimento della tua assenza.
Sto vivendo, istante dopo istante, la solitudine di te nella corsa decisa di questo treno, che va sperdendo a poco a poco il profumo della tua pelle e, ancor più, mi sconforta l'amarezza di non udire la tua voce dolcissima e gioiosa già distante nell'eco remota di queste ore.
Sono solo con me stesso e cerco inutilmente un varco per spaziare oltre questi vetri di treno perché i miei occhi possano sconfinare oltre la barriera dei monti e dei villaggi che si frammettono.
Fuori, si piega ogni chioma al vento dei distacchi, sfilano i casali nelle immagini lacerate dalla corsa e scivolano inebetite le nubi nella gola oscura del tramonto.
Ogni spiraglio di questo giorno va declinando di luce, mentre il tuo volto si leva ad accendermi lo spirito di tenue speranza.
Ora, ti prego, serba in me questa tua luminescenza, questa fulgida cometa in cui ti trasfiguri regina del mio tempo vuoto e lontano, sii perseverante a soggiogarmi ancora con le tue moine.
Mi conforta l'idea di vivere afferrato ai pochi simboli che di te mi restano in custodia nel cuore, scrigno segreto d'ogni tuo frammento dorato, di gesti, di parole, d'accenti armoniosi che si assemblano nell'incanto della tua esistenza.
Ed il pensiero d'averti vicina per vegliarmi nei sogni futuri, ti conforma già nell'immagine alla quale non saprei sottrarmi, né potrei eludere, per la passione di cercarti, lo strale di cielo da cui potresti rilucere per espandere tepore sino alla mia stanza.
Credimi, se tu ora restassi come sei, così luminosa al mio cospetto, saprei resistere al tormento d'averti perduta, e saprei vivere ristorato sempre dal tuo calore e dalla sorgente consolatrice del tuo sguardo.
Ecco, già alberghi nel mio spirit

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Lettera di angelo diventato un angelo

amica mia cara, mi piace il tuo nome. Devo chiederti scusa e perdono se sono stato invadente per il tuo carattere. Avevo come un granito sullo stomaco quando mi rispondesti"ognuno si tiene i traumi che ha"mi creasti un muro che non ho avuto il piacere di abbattere. Vedi amica mia per me è un cruccio, volevo che ti aprissi con me e mi confidassi le tue vicende.. non ho insistito perchè il tuo "muro"è parte del pudore dell'anima. Non so se avrò mai il tempo per dirti questo, hai rgione tu, anche io ti ho nascosto il mio trauma, L'animo, anche nella sofferenza sia fisica che morale, ha bisogno di un sorriso che ti scaldi il cuore. È meraviglioso vedere crescere la solidarietà che ci accomuna. Prima avevo solo l'affetto della mia famiglia, I miei amici? una gatta semicieca, due coniglietti ed un passerotto che avevo raccattato e curato tre anni fa e nonostante gli avessi dato la libertà non se nè mai andato, è un vagabondo ma torna sempre da me, mi guarda, si posa sul tavolinetto, quasi a non volermi dare fastidio. Allora!!! bufera di neve, apri il tuo cuore perchè se ti arriva un caldo sorriso trovi aperto e se è chiuso non ti lascerà il biglietto"torno dopo". è sempre un piacere dialogare con te e leggerti, sento che ciò che dici viene dal cuore. Ora te lo posso confidare, a breve non ci sarò più, si, non ci sarò più, quello che ho io non lo auguro a nessuno, ed il mio treno sta arrivando alla stazione, Grazie e scusami ancora per l'invadenza ma mi devi ancora 3 cose:1esito trasferimento, 2dove abiti, 3 un sorriso, Ciao Neve abbi cura delle tigri che ti ho inviato e ora SORRIDI... un bacio Angelo

   5 commenti     di: soffice neve


Siamo

Sono qui a respirare il vuoto della mancanza.
Mi manca al punto che il mio corpo ormai si ribella alla sua assenza.
Mi manca da farmi male, molto male.
Mi manca come nessuno mai prima.
Vedi Claire, io e lui siamo "qualcosa".
Qualcosa di comune ma unico.
Siamo il morso ad un pezzo di pane appena sfornato.
Siamo il composto per dolci che avanza nella scodella, quella cucchiaiata che la mamma ti concede dicendoti "Solo un po' però, perchè fa male".
Siamo la sensazione che si prova nel momento in cui si impara ad andare in bicicletta senza rotelline.
Siamo il venticello fresco che ti accarezza al mattino presto, in un giorno a caso d'estate.
Siamo una fotografia riuscita bene dopo svariati tentativi.
Siamo una bella canzone che ancora non conosce nessuno, e che piace solo a noi.
Siamo il rumore delle nostre scarpe sulla neve.
Siamo il mio "soffrire di vertigini".
Siamo te che stai leggendo e ti rispecchi in queste poche righe.
Ma più di tutto, siamo quello che ancora non siamo.
Siamo quello che saremo, insieme.

   3 commenti     di: Jane Eyre


So che mi senti

Pensieri.. la mia mente vaga, non riesco a fermarla..
Penso a te, a noi.. anche tu ci starai pensando?
Penso e mi sento pazza, completamente pazza di te, di noi, di tutto ciò che siamo..
Ripenso alla nostra storia, al nostro amore così "strano".. speciale..
Siamo in un posto in cui nessuno potrà mai arrivare, l'hai detto tu.. e avevi ragione..
La nostra storia fuori dal comune.. che ai più potrebbe sembrare pazzesca..
Ma per me è solo unica, piena d'amore vero, romantica..
È da pazzi innamorarsi così, senza un contatto, senza un abbraccio, senza un bacio..
Quanti baci abbiamo sognato.. quante carezze.. quante coccole..
Tutti i nostri dettagli.. il nostro amore fatto di passione inspiegabile, di parole che una volta dette e sentite non mollano più il cuore.. di speranza, di voglia di farcela..
Il nostro amore che cresce sempre di più nonostante tutti gli ostacoli che sembrano volerlo fermare.. nonostante il non poterlo esprimere anche a gesti oltre che a parole, a sensazioni, a voce..
"Scriviamo non parliamo.. ma è uguale..".. senza rendertene conto hai spiegato il nostro amore in poche parole.. è amore, puro..
Quasi una corrispondenza di anime.. antica e romantica.. come piace a noi..
Le nostre anime.. si sono loro che si "sentono".. anche se non possiamo parlare.. anche se siamo lontani e distanti.. le nostre anime sono unite e indivisibili..
Mi ritrovo nel letto sdraiata a parlare ad una foto.. mi sembro pazza.. di certo un po lo sono.. ma so che in qualche modo che non possiamo spiegare, tu mi senti, come io sento te..
Mi manchi.. so che lo senti..

   4 commenti     di: Giada..


Padre per sempre

Amo mio padre esageratamente è la persona più importante per me. Strano come l'alterno fluire del tempo riporti spesso nei miei pensieri la figura di quest'uomo, alla quale condividevo ogni cosa momenti di gioia e di dolore.. Quante cose ci portano alla mente il tempo che passa, come piccoli frammenti di un puzzle che ad uno ad uno si compongono fino a formare il quadro. Ecco completato il mio puzzle, e qui in questo quadro che rivedo ogni attimo della mia vita passata.. Momenti di delusione e di tristezza .. Non so quante siano le donne che in un momento di rabbia dopo la separazione decidano di penalizzare i propri figli danneggiando non solo l'ex coniuge ma anche, e soprattutto, i figli. Figli che diventando adulti capiscono la violenza a cui sono stati sottoposti. . Orfani della sicurezza del proprio genitore e un po' sbatacchiati nel vivere giornaliero, si avventurano come incerti tigrotti incoraggiati e spinti dalla madre per la prima caccia della loro vita. Mia madre questo lo ha fatto.. un po' per rabbia un po' per dispetto mi ha sottratto dell'unica vera figura che una bambina potesse avere nella sua tenera età. Quella che avrebbe fatto di lei con la sua presenza diventare donna ed affrontare le paure della vita con più fiducia.. Avrei voluto che mia madre capisse cosa mi mancava veramente, cos'è che mi turbava.. mi mancava la persona più importante.. Mio padre .. Non poteva sostituirlo con un altro. Mamma come hai potuto imporre la tua volontà su di me nel chiamare il tuo uomo Papà? , Non lo mai sentito come un padre, ne potrò mai accettarlo! Non conosco lui.. Vorrei trovare la forza per gridare che io un padre ce l'ho e che nessuno al mondo potrà mai sottrarmi dal suo amore. Volenti o nolenti il padre sarà padre per sempre. Il tuo potere su di me non mi ha mai privato di amarlo. È strano ma è vero.. più lo rappresentavi come un mostro più lo amavo.. Da lui ho appreso la tenacia, la precisione, la leal

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   6 commenti     di: Giulia Gabbia


Lettera per Edinburgh

Alghero, 17 giugno 2010

Carissimi,

qui il Sole splende ancora, tra gli innumerevoli fili degli eucalipti e tra i rami sparsi del leccio. Immagino le betulle bianche erette ed imponenti fiancheggiarsi alle vostre strade, infrastrutture umane che ignorano gli spazi della natura.
Il mare splende alla vista dei raggi miracolosi e caldi del Sole, l' acqua continua a sbattere inesorabile qui sulla sabbia che è così tenera e ricca di conchiglie sparse.
Il vento non smette di soffiare ed immagino il vostro cielo così opaco, reso difficile dall' inquinamento, ma per fortuna, voi abitate in periferia. La vostra casetta la ricordo ancora, nonostante gli anni siano passati.
Il lentischio emana delle fragranze sperando arrivino a voi tramite questo scritto. Alghero è frenetica, i turisti la invadono, lo smog è poco per fortuna.
Fortuna, che amo rifugiarmi in campagna!
È tanto che non invio una lettera così proprio a voi, ma la mia passione della scrittura è cresciuta tanto. Forse lo avrete gia capito, che voglio venire li, nei cieli bui e nelle metropoli affollate, può darsi anche che verrò, questo solo il destino lo sa.
La vita corre, il tempo scorre. Le rughe compaiono su vari visi, i fiori si seccano e privano dei loro bellissimi colori vari sguardi. Molte sono le nuvole che pare corrano spinte dal maestrale che come sapete, qui non smette mai di soffiare.
I rami ondeggiano ed emanano emozioni, profumi. Delle voci e dei saluti. Questo, come sapete, è il mio modo di chiedervi come state, che fate, com' è la vita lì.
In quel di Edinburgh forse farà freddo, ma vi invio un po' di calore. Il tempo ed i cambiamenti climatici si sentono anche qui, purtroppo.
Ma la mia lettera è scritta per un episodio in particolare, carissimi. Vorrei, forse farvi intendere, l' uomo è tanto crudele. Proprio oggi, mi trovavo in serra, ed in un foro della porta, le vespe avevano fatto un nido costanzioso, ma non davano fastidio a nessuno, davvero.
Rimasi impotente

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   3 commenti     di: Giuseppe Tiloca



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.