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Lettere e racconti epistolari

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A mio padre

Ciao Papà..

Ho preso un foglio di carta bianca, una penna... e stò scrivendo una lettera... Una lettera per te... Chissà quante volte nei tuoi pensieri, nelle tue giornate scure, aspettavi con la speranza un mio ritorno, un abbraccio o semplicemente un foglio di carta con scritto " Ti voglio bene".. Intanto i giorni passavano e con esso anche gli anni, ma la speranza del mio ritorno, nel riabbracciarmi, o di quel semplice foglio di carta, non ti passava mai. Ti sentivi tradito nel cuore di papà .. Non accettavi la ferita, ti rimproveravi, dove avevi sbagliato.. mentre rivedevi e pensavi (anche solo per poco) tutti i giorni trascorsi. Hai gettato via, in silenzio, il tuo orgoglio, accettando di perdonarmi, senza aggiungere alcuna parola... Hai lasciato che fosse il tempo, a farmi capire dove sbagliavo. non voglio strapparti altre lacrime, i tuoi occhi hanno già pianto troppo. Adesso sono io.. ad essere senza parole.. A tenere questa penna in mano, cercando nel mio inconscio le parole giuste.. Come posso scrivere tutto quello che provo dentro? Il rimorso, la paura e forse anche un po' di vergogna. Nel mio silenzio cerco il tuo perdono per essermi allontanata da te.. cercando il giorno o il futuro che ci farà ancora ritrovare insieme, come allora. Anche domani potrebbe succedere. Perchè no!.. non sai quanto lo desidero.. Ti chiedo perdono se sono stata un 'egoista, per non averti capito subito. Perchè tutto ciò che un padre vorrebbe per la propria figlia è , salute, fortuna, felicità, ed una famiglia serena., Anche nella povertà, hai dato tutto quello che potevi, il tuo grande amore. Ed io in cambio cosa ti ho dato?.. Nulla!. Ho cercato come figlia di coniugare solo, il lavoro, l'essere madre e donna, dimenticando i veri valori che ci hai insegnato.. Pensavo solo a cosa fosse stato meglio per me e per il mio futuro,, non cosa avresti voluto tu.. Chiedevo al Signore, di non farmi soffrire, di aiutarmi sempre, di non abbandonarmi.. non mi rendevo conto

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   8 commenti     di: Giulia Gabbia


Lettera a Jopp

Cara Joop, sono molto felice di avere un'amica di penna, anche perché credo che sia importante confrontarmi con altre persone non solo a scuola e nei luoghi pubblici, ma anche attraverso le parole scritte. Prima di tutto voglio presentarmi: mi chiamo Josephine, ma tutti mi chiamano Jo. Sono una ragazza di Indole socievole, forse un po' Cocciuta, però ho tanta volontà, se non ne avessi non avrei mai preso questa carta da lettere, e non ti avrei mai parlato di me. Ho quindici anni, e si sa a questa età i genitori parlano spesso del futuro, infatti mia madre molte volte che cosa farò da "grande". Io non ho mai risposto apertamente, però ho tante idee. Se chiudo gli occhi la prima professione che mi viene in mente è la scrittrice, anche perché il mio sogno è diventare una scrittrice famosa, in seguito vorrei anche divenire una giornalista e mettere su famiglia; già mi immagino tutto... La mia scrivania è piena di fogli e penne, ci sono anche pile di libri, e le mie mani sono imbrattate di inchiostro, insomma mi immagino molto indaffarata a scrivere di tutto. La mia concentrazione viene interrotta da un gemito. Ascolto meglio e capisco che quel suono è il pianto di un bambino: è mio figlio, probabilmente avrà fame. Passo per l'Angusto corridoio, e mi dirigo verso la cameretta del piccolo. Squilla il telefono, mollo tutto e vado a rispondere: è quello Zotico del mio vicino, non fa altro che Blaterare. Dopo aver riattaccato, una pallottola di pelo mi salta addosso : è Joke, il mio cagnolino. Mi ricordo che devo spazzolarlo, vado nel ripostiglio e prendo l'occorrente.
Fischiando e battendo le mani invito il cucciolo a venire da me. Nessuna risposta. Capisco subito che si è nascosto, ormai mi ci sono abituata. Dopo un po' lo trovo, lo acchiappo dal collare e lui si arrende, ma proprio quando tutto sembra tranquillo Joke mi morde il molso, io mollo il collare e lui scappa via. Mi ha ingannato con uno Strataggemma! Sento da fuori il rumore del motore di un'

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   0 commenti     di: silvia costante


Lettere d'un pazzo N. 1

Non è bello? Se fossi un uomo dei tempi che amo tanto ti darei del "Voi" e così ho intenzione di fare in questa lettera confessionale che mai v'invierò per quella mancata fiducia in se stessi che attanaglia il cuore di moltissimi uomini e che anche se in misura inferiore avvelena il mio.
Voi non vi vedete, non come vi vedo io, la luminosità fatta persona.. persona? Oh no, perdonatemi, l'uomo è crudele, meschino, volgare e spudoratamente parassitario, ma voi, crudele (a modo vostro) mi tormentate nel modo che io più amo, apparite con virulenta dolcezza e invadete con plotoni di sguardi i miei pensieri, voi siete la penna che sputa le parole che tanto piacciono a chi capita malauguratamente in vicinanza di esse.
Ed io? Mi vedete? Esco vestito di dubbi, con sguardi congelate da fredde ignoranze che crollano come foglie morte davanti ad una brezza estiva.. eppure voi mi volete, come mai?
Siete forse così lontana da questo mondo da riuscire a volermi anche solo lontanamente bene? Oh ma il mio animo urla nello scrivere questo sopra un foglio immaginario sbucato da una macchina, macchierei una vera lettera con lacrime bollenti che tormentano gli occhi di chi sta per morire di pura gioia, ora però, vi prego, permettete ad un sognatore come me un grandissimo onore, lasciatevi amare.. Vi prometterei i miei sogni, vi donerei le mie fantasie, sareste l'indiscussa protagonista delle mie scritture e vi donerei una vita "da libro": ogni giorno scriverei per voi una nuova storia e puntualmente la inciderei con gesti nella vostra vita, ogni giorno vi regalerei quelle parole e le farei reali rendendo il vostro vivere un dolcissimo mezzo per evadere la realtà, vi ricoprirei di poesie, passioni, giochi e tutto ciò che vi possa illuminare il viso con un sorriso.
Vi vorrei sollevare dal mondo e portarvi nella più completa fantasia dove potreste dar vita ai vostri pensieri e dove urlare idee non sarebbe mai considerato un reato. Vi prego, lasciatemi scrivere la vostra felic

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   1 commenti     di: Andrea Pezzotta


Caro Amico in questo giorno

Caro Amico, in questo giorno in cui mi sorridi e mi abbracci dicendomi "sei grande", io sento la mia sicurezza franare, nasce in me la paura che un giorno potrei deluderti.

Mi abbracci e mi dici "mai"

Amico mio ti ricordo che sono fatta di testardaggine, voglio sempre avere ragione e non mi piego mai a volte posso apparire arrogante e lo so bene, altre rido amara e tu sai perché.

Certo sono fatta anche di risa, allegria e ironia, credo nelle cose impossibili e questo ti diverte molto.
Ma tu lo sai che sono anche piccola? A tratti fragile...
Cosa ti aspetti da me?
Che io abbia sempre la risposta giusta a tutto?
Che io sia sempre divertente e disinvolta?
Che la mia intelligenza non possa mai trasformarsi in idiozia?
Per favore non ti aspettare nulla di tutto questo aspettati la sola cosa che meglio mi riesce fare e darti "la mia amicizia "

Scusami per miei silenzi, scusami quando mi infiammo davanti alla tua debolezza o quando mi dici che ormai non vali nulla, che per te la corsa è alla fine, ma è solo perché ti voglio bene e c'è molto per te nel mondo se solo tu le volessi davvero "cambiare le cose".

Forse può apparire come un discorso egoistico e lo sarebbe se ti dicessi che dalla tua felicità dipende la mia ma non è cosi: io rido, io vivo, io sogno anche quando la tua testa è china e scompari per nasconderti dal mondo.

Desidero che tu possa essere felice semplicemente perché ti voglio bene.
A dispetto dei tuoi discorsi bui e sebbene la tua visione della vita è lontana dalla mia ti voglio bene ugualmente, la tua felicità può essere un valore aggiunto alla mia vita per te è invece l'essenza della tua stessa vita.



Carissimo fra Samuele

Carissimo Fra Samuele,
volevo raccontarle un viaggio.

Ma prima desidero ringraziarla per le lettere che mi scrive, le tengo preziose; e secondo, scusarmi per la mia lentezza nel rispondere.

Il viaggio. Deve sapere che ogni mese mi sottopongo ad una terapìa in ospedale, qualche flebo di un medicinale recente e molto potente che, fortunatamente, riesce a rallentare la progressione della mia malattìa.

E martedì scorso ero, appunto, in ospedale. Solitamente dopo i flebo rimango un po' sbilenco per uno o due giorni, e me ne sto a casa. Martedì pomeriggio mi telefona Massimo raccontandomi che era andato al mare in Liguria e mi chiede di raggiungerlo: io ringrazio ma rifiuto, mai più mi sposto subito dopo la terapìa e soprattutto di così tanti chilometri. Ma Massimo, sapendo che non sarei andato al lavoro tutta settimana, insiste, rassicurandomi che il posto dove si trova (Levanto) è molto tranquillo e accessibile, e che mi avrebbe prenotato una camera al piano terra.

Io sono molto restìo a spostarmi di casa, riesco a camminare per qualche decina di metri, ma oltre devo usare la carrozzella, e carrozzella significa che lungo il tragitto occorre assoluta mancanza di ostacoli, altrimenti è un guaio. Quindi, tendo a starmene casa.

Massimo insiste con forza (mi conosce). Proprio questa volta la terapìa pare non darmi problemi; il martedì pomeriggio sto già bene. Allora gli dico "Vediamo come mi sveglio domani e decido, intanto grazie per il pensiero".

Mercoledì mattina controllo che le gomme della carrozzella siano gonfie, carico comunque la pompa e parto. Da casa mia sono 250 chilometri, da fare da solo, e sono un po' preoccupato; è da molto tempo che non percorro così tanta strada. Uscendo dalla mia stradina, recito la mia (abituale) Ave Maria e mi dirigo verso il mare.

Durante il viaggio mi fermo spesso, faccio molte tappe per riposarmi, ed essendo dotato di buon senso di orientamento, difficilmente sbaglio strada. Fortunatament

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   1 commenti     di: Davide Buggio


Lettera dalla clinica

Ciao Mamma è da tempo che non ci sentiamo, volevo semplicemente informarti che sto bene

Qui alla clinica mi trattano come una regina, sono la più giovane, o almeno così sembra, le altre anche se sono più piccole di me, dimostrano il doppio dell' età.

Quelle rughe di espressione sembrano solchi infernali tracciati sulla loro pelle.

Ogni notte succede sempre qualcosa che allarma tutti.

Tipo, Valentina, ricordi?

L'altro giorno era in bagno con delle ferite sanguinanti su tutto il corpo, pensavamo si fosse scontrata con l altra ragazza, insopportabilmente paranoica perché questa da sempre vede in lei l ' immagine della sorella che la picchiava da piccola.

Che te lo dico a fare.

Valentina si era da sola procurata le ferite e le bruciature di sigaretta sulla gambe, è accorso il primario che l ha legata sul letto e ha dovuto raccontare la favola della buona notte per farla addormentare, che davvero non sapevo se piangere o ridere.

Rispetto a molti sono la più normale, ma non ti nascondo che voglia di farmi male ne ho e come.

Soprattutto quando ripenso al passato, a tutto quello che è successo. Non saranno mai abbastanza le mie scuse.

Sai, prima guardavo le foto di Praga, quel posto mi è piaciuto tantissimo. Vorrei portarti con me un giorno ma tu hai paura di volare e con il pullman credimi ci vuole un'eternità.

Intanto scorre una canzone bellissima si chiama tipo bloodstr qualcosa dei nature and organisation, mi viene da piangere è dolcissima come te.




... dottoressa, dottoressa la prego è urgente...






Ora mamma ti lascio mi sa che devo andare...




Una scena orribile si manifestava sotto gli occhi di tutti

Le macchie di sangue schizzate sul camice bianco riflettevano come gocce di rugiada dopo una tempesta di pioggia

Urla disumane mischiate a pianto rimbombavano nella stanza, un caos incredibile, Valentina che beatamente dormiva nel suo letto, si alzò di colpo, sgranò gli o

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   6 commenti     di: RAFFAELLA MUNNO


Hai un sogno?

Cara Evgeniya,
come stai? Tutto bene? Anzitutto ti auguro un felice Natale!
Hai un sogno? Lo vuoi raccontare? Vuoi condividerlo con me?
Questa sono le tue domande di oggi.
Ebbene avessi un sogno te lo racconterei.
Io per lo più ho incubi quando dormo!. Il medico dice che sono le preoccupazioni.
Io ho smesso di sognare, io ho delle certezze nella vita.
Nel Settembre del 1999 la mia vita cambiò: Dio si avvicinò a me benché ne fossi indegno.
Adesso io ho la speranza che è sostenuta dalla fede.
Non c'è al mondo cosa più potente di queste tre cose: fede, speranza, amore.

Michele




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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.