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Lettere e racconti epistolari

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Lettera per una amica

Ciao Fiorella, oggi sono triste per una vicenda conclusasi ieri.

È difficile separarsi da un amico, che sia una persona o un animale.
Per me è più difficile separarsi da un animale che si è donato solo in cambio del mio affetto, di un mio sorriso, di una parola, di una carezza, di uno sguardo.

Un cane non è una bestia insensibile, non è una cosa, un oggetto, ma un essere vivente con una sua anima, più genuina di quella umana, con dei sentimenti veri, con un amore grandissimo e con una forza immensa... capace di soffrire enormemente e accettare il dolore, tenerlo dentro di sé, e guardarti trattenendo le lacrime, guaendo si avvicina alla mano, la lecca come baciandola per trovare del conforto dopo avere abbaiato correndo dietro a delle auto perché un suo cucciolo è stato travolto da una di esse o dopo avere pianto davanti ad un altro cucciolo, pure investito da altra autovettura, che ha avuto la forza di percorrere un tratto della stradella e, stramazzato a terra, lo ha ripulito dal sangue che ha versato... e gli altri 3 cuccioli rimasti in vita, suoi fratelli, gli stavano seduti attorno, anche la sera, come per fargli la veglia.

Da circa 5 settimane questo povera madre mi aveva conosciuto, aveva letto il mio cuore... ma non potevo accettare che perdesse tutti i suoi figlioli, così ieri una persona buona, un angelo, mi ha chiesto se poteva prenderli, sapendo che io non potevo accudirli e prestare loro delle cure adeguate ed una opportuna protezione.
Lo ho ringraziato di vero cuore. Spero che Titta (così l'ho chiamata), una dalmata, e i suoi 3 cuccioli vivano a lungo, bene e lontani dalla strada.

Maledico di vero cuore chi ha cacciato questa povera bestia solo perché ha partorito dei cuccioli. Erano 8 e li ha cresciuti creandosi una tana sotto delle grandi foglie di erba (proteggendoli anche dalla pioggia), in un angolo del mio terreno.
Costui e chi, come lui, si comporta in tal modo da me può avere solo disprezzo e nessuna pietà.

Un

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Lettera passionale

Cara Nadya,
tu sei la più bella donna che io abbia conosciuto. Mi piaci e son so...
Io cerco di essere indifferente ma le tue foto sono davvero molto suggestive.
Il tuo corpo danza ed è amore passionale.
Che fare o, cara Nadya?
I nostri impedimenti, la mia precaria salute, i soldi: pochi senz'altro.
Il mio matrimonio passato s'interpone fra di noi e poi ancora...
Sei sensuale, molto sensuale...
Questo va bene per molti ma per me è un problema: io potrei perdere il controllo di me.
Ti ho già commentato la mia confessione con il sacerdote: niente discorsi di sesso!
Nadya, amore di donna, bellezza voluttuosa, che fare? Con te che fare?
Come comportarsi?
E rimango qui turbato...
Inizierò dopo a pregare, se avrò l'occasione farò l'elemosina e digiunerò.
Sai, amore mio, sono prescrizioni antiche per tenere buone le passioni e gli sguardi: le concupiscenze, così si chiamano.
Che farò con te? Che farò?

Michele



A mia figlia

Mia cara Andrea, figlia mia adorata, Parigi in questo periodo dell'anno è meravigliosa, ho passeggiato lungamente sul lungo Senna, ho aspettato il calar del sole, in quel momento ho rivissuto il mio primo incontro con tua madre, la madre che ti ha messa al mondo e, con negli occhi il tuo corpicino urlante fra le braccia di tua nonna, ho deciso di scriverti.
Sin dall'adolescenza sapevi che essere lesbica non ti avrebbe comportato una vita facile. Decidesti di vivere serenamente e alla luce del sole, conquistando tanti piccoli traguardi, che ancora oggi mi fanno dire:
- brava Andrea hai fatto bene.
Non posso riprendermi il tempo che non ti ho dedicato, ma posso assicurarti che il mio amore per te è sempre vivo e immenso. Spesso mi chiedo che donna diventerai, che vita avrai, chi amerai, come e quando darai una svolta alla tua esistenza ma, qualunque strada intraprenderai, so che sarai sempre te stessa e non avrai nessuna remora a dichiarare al mondo la tua omosessualità. Il tuo sguardo sempre curioso e indagatore, mai illusa e superficiale, sempre conscia della tua forza che ti permetterà di riempire a tuo piacimento la tela della tua vita. Io ho un sogno sì un sogno, mia piccola cucciola, che tu un giorno possa trovare l'amore della tua vita, trovare la donna che fiera di amarti dica ai suoi amici:
- "questa è la donna che vedrà la mia vecchiaia, questa è la donna che io amo".
Mia dolce cucciola, posso solo dirti, dal profondo del cuore, grazie di aver condiviso parte delle tua vita con me. Niente ti potrà privare della tua libertà, sappi che tutti abbiamo un paio di ali, un domani sarai una grande aquila che solcherà i cieli.
Che cosa erano quelle goccioline sulla tua guancia? Lacrime? Inconsciamente sapevi che sarei sempre andato via ed io mi sentivo in colpa per tutte le volte che mentre dormivi, annusando l'odore della sua pelle pronunciavo la consueta odiosa frase:
-"domani parto per (...)."
Ed ero a casa da appena cinque giorni.
Eri bella

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Le labbra si piegano

Amore caro,
credimi che le ferite del mio cuore ogni qualvolta che mi passi accanto, tracciano una sanguinosa lotta contro questo sentimento che non riesco a placare.
Vorrei poter sorvegliare di più ma, ahimè non mi è possibile.
E'come una frana che travolge tutto sdraricando alberi, cavando ogni radice e seppellendo ogni cosa ma, quella frana che dilaga e irrompe non riuscirà mai a scalfire questo amore fatto dal nutrimento dei tuoi respiri, dei tuoi baci furtivi e dei tuoi sussurri.
Affondo ogni giorno in una ineffabile luce di passione, di turbamento e cerco di sbirciare attraverso il sipario del tuo pensiero se mai un giorno ti acorgerai di me, pur sapendo che appartieni ad un'altra.
Quante volte ti sogno, esalto la mia mente e m'immagino d'averti fra le mie braccia e sono così inebriata dal tuo profumo di maschio che mi perdo lungo i sentieri dell'estasi e mi denudo in angoli sperduti coprendomi di polvere l'anima e ancora quante volte, cerco con ordine che non ho speranza.
Eppure quando ti vedo sono come una cascata d'acqua che nascosta nella foresta selvaggia, irrompe con il suo fragore l'intimità del silenzio.
I miei occhi ormai hanno perso la loro provvista ma, le labbra si piegano, TI AMO.

   9 commenti     di: augusta


Tuo XO

Inviata il 21/02/2009
Ciao, come stai?, io come sempre depresso e poco concentrato a scuola, o meglio questo dicono i professori, ma la verità è che io ce la metto tutta, ma vedere il proprio lavoro sprecato in un tre che non da neanche spiegazioni, ti fa passare la forza di continuare ad impegnarti. Per non parlare a casa, avevi ragione riguardo la mamma, dovevo far sbollire per la stupidaggine che ho fatto, ma la parte più patetica è vedere la mamma e il papà che ti fanno la solita ramanzina sul tuo comportamento, “è stata un’ azione da irresponsabili…bla bla bla”, “promettimi di non farlo mai più…” o cose del tipo “cosa dobbiamo fare con te, non riusciamo a capire cosa ti passa per la testa…” insomma una rottura di scatole. Se poi hanno loro torto comunque non puoi ribattere e allora ti mettono in punizione “ti levo la play station, non vai più dagli amici, ti levo il computer, studi tutto il giorno” e la più classica “non esci il pomeriggio, dopo scuola subito a casa! ”. Non so più cosa devo fare ormai l’unico modo per sfogarmi è il disegno, attraverso il disegno posso esprimere ciò che osservo, sai bene che c’è differenza tra vedere e osservare, per esempio fare un ritratto ad una persona, per me non è solo copiare da un immagine che si ha di fronte, ma si entra in contatto con la persona, riesco a vedere ciò che la persona è, in maniera del tutto indiretta, ma riesco a cogliere quei particolari che la caratterizzano e che neanche il tempo può modificare. Non so se mi capisci, ma sei l’unico con cui io possa confidarmi. Per ora è tutto, ti aggiorno sulla punizione che di sicuro mi daranno, continua a dare consigli. Grazie.
Come al solito:
Tuo XO

Inviato il 28/02/2009
Ciao, avevo ragione mi hanno messo in punizione, mi hanno levato il pc, proprio non capiscono che gli oggetti materiali come il cellulare o il computer non possono farmi cambiare idea, possono togliermi tutto, cacci

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Lettera per te

Ti ricordi?
In quella stanza che sapeva d'alcool iniziammo a spogliarci per sentirci più forti e immuni, per la vaccinazione!
Ecco, in un'altra stanza, ma di prato bagnato affacciata al profumo, vorrei arrivare con te fino al cuore nudo di una notte stellata e, in un silenzio avido e dolce, con i baci che in qualche scrigno tenevamo chiusi, dirci tutto.
“Guardate sorelle,” direbbero le stelle “lì, in quel minuscolo punto, un uomo e una donna si stanno incontrando, ci illuminano con la loro luce! Questo ci piace osservare! ”
E rideremmo, sì. ubriachi di un momento eterno, oltre l'impero dei sensi, oltre il quotidiano, come bambini mano nella mano, alle porte dell'infinito.
Istanti... che non ci regalerà nessuno, ma noi li strappiamo alla vita e ce li doniamo illuminando la terra, amando il cielo.



... e il mio dolore continua

Dopo la morte della mia dolce cucciola mi guardavo intorno, smarrita, spaventata alla ricerca di un sorriso, ma nessuno me ne voleva regalare nemmeno uno.
Mi sentivo così infinitamente sola. Avevo bisogno di sentirmi amata, coccolata, capita, consolata, avevo bisogno che qualcuno comprendesse l'immenso dolore che mi distruggeva che mi attanagliava il cuore, avevo bisogno che qualcuno mi consolasse, ma, siamo sinceri, chi potrebbe mai prendere realmente a cuore il dolore di una come me? Una lesbica. Nessuno. A nessuna persona, bigotta e puritana passerebbe mai per la testa la possibilità di affezionarsi davvero a me. Questo lo so da sempre, mia madre me lo ricordava tutti i giorni e adesso lo accetto, vado avanti, sopporto cercando di rimanere in ogni momento la stessa donna degli ultimi sei anni, spensierata e pazza, folle di amore per una ragazza che, con la sua dolcezza, era riuscita a togliermi dalla "strada"ma, a chi sta a cuore la mia felicità? Chi è interessato a comprendere quello che invece nutro dentro? A chi importa quello che provo? A nessuno. Nessuno s'interessa veramente a me. Però, anche se a nessuno interessa, dentro di me qualcosa si muove, è un'enorme voglia di amare, è un immenso bisogno di coccole e tenerezza. Perché nessuno prova almeno un po' a capirmi? Perché tutti pensano che per placare questo bisogno di affetto basti un abbraccio o dei "fatti coraggi"? Non voglio baci, non voglio abbracci, non voglio carezze, non voglio niente, voglio solo avere qualcuno al mio fianco, non per colmare il vuoto lasciato dalla mia Cucciola ma per sostenermi, per aiutarmi a sopportare il vuoto lasciato dalla sua morte. Qualcuno che sia migliore, qualcuno che riesca ad amarmi per quello che sono, qualcuno che riesca a vedere la mia debole luce brillare. Per il momento, nell'attesa, cosa posso fare se non cercare conforto in quel sottobosco umano dove abbracci, sorrisi, carezze si possono solo comprare? Perché è così difficile volermi bene davvero

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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.