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Lettere e racconti epistolari

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Mi sei rimasto nel cuore

Mi sei rimasto nel cuore, punte a colpire il mio tempo passato a dimenticare.
E mi accorgo di te ancora presente quando stralci di pensiero s'intestardiscono nel voler ricondurti alle ore che sapevano di dolci battiti.
Un altro anno è andato, ormai dovrei essere indifferente a quel tempo di sorrisi... e abituata alla vita che scorre affannata o illusa d'altri gesti.
Ma la sera, o anche in un risveglio all'alba, il cuore bizzoso reclama fulmineo sensazioni che solo tu in me hai saputo incastonare con abilità delle parole sussurrate.
Forse ciò che mi manca infine non sei tu che sei stato sempre ombra, ma quella felicità che sentivo dovesse appartenermi in un periodo dove avevo trascurato la voglia d'essere felice, solo presa dallo scorrere monotono di tempo che aspettava il tramonto...
Quella penombra mesta di tramonto, senza colori magici di raggi che vanno naturalmente brillanti oltre l'orizzonte.
E mi ritrovo così, come prima che, pur brevemente, apparissi nel mio esistere, nuovamente senza voglia d'essere felice, solo corpo che vive e sopravvive di te!

   3 commenti     di: Marhiel Mellis


La più bella cosa

Cara nonna,
non ti ho mai conosciuta. Sei volata in Cielo poco dopo avere messo alla luce mio padre, e lasciando un vuoto incolmabile nella vita del nonno. Io non ho sentito parlare di te se non raramente; quando chiedevo a mio padre di raccontarmi le poche cose che ricordava.
Me ne parlava con dolore, perché l'averti persa così presto, per lui rappresentava una ferita aperta.
A volte si chiudeva nel silenzio, ed io, lo so, pensava a te così lontana da tutti noi, ma sempre presente nel suo cuore.
Ne sono certa: hai continuato a proteggerlo e a fargli sentire la tua carezza dentro l'anima nei momenti di amarezza.
Sai, mio padre ne ha passate tante, ma se l'è cavata bene. Io gli ho dato un po' di grattacapi. Mi ammalavo spesso da bambina, sta di fatto che avevo sovente la febbre. Il mio primo compleanno l'ho festeggiato (si fa per dire), all'ospedale di Trieste, e per me è stato un evento talmente drammatico che ne conservo persino un vago ricordo. Rivedo ancora la culla dalle sbarre di metallo che mi ospitava, e mia madre attraverso un vetro. Poi l'incubo è finito, ma non appena mi ritornava alla mente quella stanza asettica e priva di colori tremavo. I miei genitori, a turno, mi prendevano in braccio e mi facevano dimenticare. Un giorno mio padre è tornato a casa con un sacco di canapa pieno di giocattoli; aveva "svaligiato" il negozio facendo felice la commessa, perché voleva vedermi sorridere, e, forse, farmi dimenticare quel brutto episodio. Me lo vedo ancora arrivare felice, con il grosso sacco di canapa che certamente aveva il suo peso. La mamma forse, deve avere pensato che papà era il solito esagerato, ma egli, quando si trattava dell'unica figlia, non badava a spese, e avrebbe rinunciato a qualunque cosa pur di strapparmi un sorriso. Voleva vedermi sempre il sorriso sulle labbra, forse perché ha sofferto molto nell'infanzia. Non ha mai pianto in maniera manifesta; gli uomini non dovevano piangere mai: questo era un precetto che veniva inevi

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Una sorpresa

Il tempo che passa fra le gioie ed i pensieri, ed un giovane ricordo mi riporta a te ieri...
La musica il juke box, tanta gente, Battisti che cantava MI RITORNI IN MENTE.
Tu, ragazza dagli occhi di lago, capelli lunghi e castani, nelle tue mani i sogni di giovani gabbiani.
Tu, la tua precisione, ricordo la tua voce e la tua abilità a raccontare fiabe e fare il punto a croce.
Ricordo quando con te era una festa, era come mangiare una tavoletta di cioccolata, le tue filastrocche, le tue amiche, le tue canzoni... per me eri una fata...
Poi il tuo principe un giorno è uscito da una fiaba e ti ha fatto regina, era soltanto ieri che tu eri bambina.
E nel tuo giardino curato con amore è spuntato il primo fiore, sarà stato l'egosimo o un po' di nostalgia, o forse la mia infanzia che scivolava via.
Tu oggi, sei come ieri, sei diventata GRANDE, ma non ti sei mai invecchiata, forse ancora reciti quella formula fatata, che ha origini dal cuore perché quella formula segreta l'hanno chiamata amore.
Tu, madre dolce e premurosa, tu figlia generosa, sorella, moglie, amica... che Dio ti benedica ed una cugina con un gran cuore è questo che fa onore.
E questo ciò che penso... non l'ho mai detto è tutto qua e te lo dico oggi con gran sincerità.
Non so se questa dedica ti ha sorpresa, penso tu l'abbia capito È TUTTA PER TE, TERESA!

   6 commenti     di: laura marchetti


I miei bambini

Sono sette anni che vi conosco
eravate piccoli dolci angeli di appena sette anni, ricordo i vostri volti dolci sorridenti.
Ricordo i vostri pianti, i vostri strilli, le corse per raggiungere i giochi
adoravo le vostre domande innocenti ma già importanti per piccoli come voi, eravate il mio orgoglio i miei piccoli grandi bambini.
Siete cresciuti e pian piano siete dimiuiti,
ma eravate tanti ugualmnte e importanti a ugual misura anche se non più così innocenti.
Gli sguardi tra voi si sono trasformati, le parole i gesti
tutto cresciuto la vostra altezza le vostre mani,
i visi truccati, i vostri vestiti e i vostri colori.
Non siete più i miei piccoli bambini
ma grandi ragazzi ormai sulla porta d'uscita.
Siete pronti a volar via da questo cammino
pronti alla vita a diventare grandi.
Tra poco sarà il 24 di Maggio e
il mio cuore fa già un sobbalzo.
Sono triste perchè so che stò per perdervi ma
vi auguro oggi una vita di sogni, di grandi momenti.
Vi voglio bene Michela



Incompresa

Carissima,
finalmente mi sono decisa a scriverti!

Innanzitutto voglio tranquillizzarti perché questo che leggerai non è propriamente un'accusa nei tuoi confronti.
Il nostro primo incontro non è stato dei migliori ma immagino che la stessa cosa vale per tutti coloro che hanno a che fare con te! Quindi sono giustificata.
Non so se te lo ricordi ma se vuoi te lo racconto.
Ero una vivace bambina di circa 5 anni alla quale piaceva correre e giocare, come a tutti i bambini d'altronde.
Certo, mi verrebbe da chiederti "Come hai potuto insinuarti nella mia vita così presto?!?" ma lasciamo perdere.
Un bel giorno, presa dalle mie corse, mi ero ritrovata da sola in un grosso, chiassoso centro commerciale senza mia madre.
Mi avevi fatto pensare le cose più brutte nei suoi confronti!
E prima di capire che lo avevi fatto per il mio bene ci ho impiegato più di vent'anni e ti sei presa intanto un bel po' di parolacce!
"Mi ha abbandonata!" - "Ecco, sono stata adottata e non mi vuole più!" - "A lei non interessa nulla di me perché pensa solo a quella befana di mia sorella?!?!"
Con il tuo arrogante modo di fare e quel ghigno malefico, ti eri avvicinata a me prendendomi in giro con una serie di frasi che ora, per tua fortuna, mi sfuggono.
Ti guardavo con Timore e grazie a Istinto, che apprezzo molto come amico, avevo cercato rifugio vicino a delle grandi vetrate piene di Luce. Mi sentivo meglio.
Per fortuna, mia madre apparse dal nulla poco dopo, mi strinse e mi baciò forte e mentre andavamo via notai che osservavi la scena quasi con dispiacere e per questo, quando i nostri sguardi si incontrarono, ti derisi e ti feci la linguaccia, con la Speranza che il tuo Malcontento aumentasse. Mi sbagliavo!
Piansi tanto quella sera perché mi facesti ricordare una discussione con mia madre di qualche giorno prima e riprovai il disgusto che avevo nei suoi confronti per i rimproveri che avevo subito. Avevo dato calci alle bambole e ad una le si era anche staccato un bracc

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   11 commenti     di: Bianca Moretti


Sempre dalla Russia

Ciao Natasha,
sono lieto di incominciare a scriverti. Ho avuto una brutta impressione delle razze russe. Perdonami se sono sincero.
Kseniya, un avvocato di Kirov, aveva premesso di venire in Italia ed io l'ho aiutata con i pochi risparmi che avevo.
Si è tenuta i soldi e non è venuta.
Pazienza!
Ho delle altre amiche russe e mi chiedono soldi perché dicono che non possono venire in Italia se io non le aiuto.
Io soldi non ne ho! Mettiamo in chiaro le cose così tu già sai chi hai di fronte.
Ho casa e qualcos'altro ma denaro niente. Non ho un lavoro pagato. Io sono scrittore ed ho un e. book in vendita.
Chiarite queste cose devo confessarti che sei una donna attraente.
Se hai intenzioni serie è bene che tu sappia che io ho un problema di salute. Evitiamo le brutte sorprese.
Io sono una persona sincera e risponderò a qualsiasi tua domanda.
Ti dico subito che se hai bisogno di qualcuno che ti possa mantenere devi scrivere da un'altra parte. Io non posso per adesso.
In futuro se il mio lavoro darà frutti potrebbe essere possibile.
Leggi la mia autobiografia con attenzione così saprai con chi parli.
Visto che ti piace leggere ti invio in allegato una mia poesia. Nella tua prossima lettera vorrei sapere che ne pensi.
Ti mando delle foto e ti mando un video musicale romantico; spero ti piacciano.
Anch'io come te amo la verità e detesto la menzogna.
Ti devo dire una cosa importante di me: io sono cattolico credente.
Dio ha salvato la mia vita ed io sono una persona riconoscente.
Ho lasciato tutto il mio passato dietro di me perché in fondo era spazzatura e ho incominciato una nuova vita con il Signore che mi tiene la mano come si fa con i bambini.
Io sono stato sposato. Mia moglie se ne è andata via perché non ho denaro, Adesso sono separato.
Spero di avere una tua risposta a questa mia lettera: potremmo essere ottimi amici.
Ti auguro il più felice Natale!

Michele



Vorrei essere il tuo lenzuolo

Stasera sono triste, e anche molto. Non so perché, dopo che mi hai detto di non riuscire a dormire, mi sento come un nodo alla gola. Mi sento impotente, vorrei aiutarti ma non so come. Alle volte mi piacerebbe essere il tuo lenzuolo per poterti abbracciare felice e farti sentire il mio calore. Fare in modo che tu possa dormire tranquilla sentendoti protetta e abbracciata. Non so alle volte cosa mi prende, era parecchio che non ti scrivevo, e neppure ti ho mandato niente anche se ho scritto tantissimo, ma non per te. Ho scritto per me, ho una mezza idea di poesie, diverse, particolari per farne un libro. Quelle che ho scritto per te, non so se le hai trovate, oltre a mandartele, le ho pubblicate su un sito e devo dire piacciono. Ho utilizzato ovviamente uno pseudonimo.
Quelle non credo le pubblicherò insieme a queste nuove, sono troppo intime, troppo personali da poter condividere in un libro.
Oggi, o meglio stasera, ho inventato un piatto, gli ho dato il tuo nome, spero non ti dispiaccia.
Stella del mio firmamento, visto che non posso chiamarti come vorrei, lo so che chiederti di immaginarmi accanto a te, ti farebbe passare definitivamente la voglia di dormire, ma se senti un alito di vento, è una mia carezza affidatagli, per invitarti a riposare tranquilla.
Ciao.

   5 commenti     di: clem ros



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.