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Lettere e racconti epistolari

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Il quaderno di Paul

Apre il quaderno di Paul una foto di Emy in bicicletta, che mi guarda sorridente con il capo leggermente inclinato in quella tipica espressione che era di sua sorella Mariella, il ciuffo di capelli scuri a ricadere sull'occhio destro e gli occhiali ovali ed ampi che non riescono a nascondere il guizzo divertito del suo sguardo. Emy, ci provava a mettersi a dieta ma non ci riusciva mai. E così in quella foto pedalava e pedalava...
Proprio quel giorno si era così rallegrata per le poesie che le aveva inviato "Scheggia" - era questo il soprannome che avevano dato a Paul, alto e magro dinoccolato, che con il suo passo lungo e leggero sembrava volare sul sentiero che lo portava a casa da scuola - perché in tutto quel tempo non si era resa conto che lui provasse un sentimento così forte per lei. O almeno questo era il dubbio che le sorgeva ora alla mente, visto che non riusciva a comprendere il senso di quelle poesie così appassionate. Erano una dedica per lei o semplici riutilizzi di qualcosa che aveva pubblicato in passato?



Chi sei?

Ti ho aspettato per tanto tempo, quasi perdevo la speranza di vederti all'orizzonte... Un bel giorno sei arrivato, il mio cuore batteva così forte che nel silenzio lo si poteva sentire. Un sentimento così bello che si a paura di perderlo, che si custodisce gelosamente.. Ti senti dire di star tranquilla, di fidarti che non piangerai più, che non ti sentirai più raccontare bugie... come in un incubo ti svegli e ti rendi conto che hai sbagliato ancora a fidarti, che hai dato il cuore a qualcuno che non curante di te, nasconde bene ciò che non devi sapere, e noi nessuna intimità!!! Ti senti un nodo alla gola che t'impedisce di urlare, ti chiedi perchè ancora a te mentre senti un calcio nella tua pancia che ti ricorda che un altro amore e dentro di te, mentre davanti a te non sai chi c'è!

   2 commenti     di: lunotta lu


Missiva per Lady Margareth

Dear Margareth
quanto tempo, dall'ultimo viaggio in mongolfiera a parlar coi cumuli nembi e, con uno spillo, ridurli a stracci bianchi intrisi d'acqua dopo quel temporale. Mi manca non poco, la Vostra compagnia anche se lo spazio su quello strano mezzo aereo, non abbondava di certo ma, è altrettanto vero che leVostre inebrianti fragranze mi giungevano nitide sì da frastornare la mia ratio di navigatore. Già, lo rammentate? Fù in quella occasione che ci perdemmo fra cirri, agglomerati d'ovatta e cime secolari di nuda roccia sbiadite appena da algidi fiocchi ritardatari, per quella stagione. Quale tormento Lady, nel risvegliare il mio tatto a contatto, della Vostra preclara essenza quando mi schierai come unico baluardo per scaldarVi onde evitare che gli algidi refoli d'altura si abbattessero impietosi sull'incarnato ambratoChiesi aiuto a Dio, per non commettere atti impuri e spaventarVi. Faticai non poco, a staccare lo sguardo da quegl'iridi che di umano avean poco, atteso che le sfumature oceaniche in esse manifestate appartenevano all'irreale.
Non fate caso, Lady, se da questa stesura traspare inquieta attesa, la presente vorrebbe avere l'insolenza di porre in essere una prece. Avanzare alla attenzione della Vostra squisita benevolenza la, eventuale, possibilità di averVi correa di altre inenarrabili scorribande. Anche se sarebbe più giusto dire che Vi amo ancora.
Il Vostro, sempre devoto
shapiro49



A mio padre

Ciao Papà..

Ho preso un foglio di carta bianca, una penna... e stò scrivendo una lettera... Una lettera per te... Chissà quante volte nei tuoi pensieri, nelle tue giornate scure, aspettavi con la speranza un mio ritorno, un abbraccio o semplicemente un foglio di carta con scritto " Ti voglio bene".. Intanto i giorni passavano e con esso anche gli anni, ma la speranza del mio ritorno, nel riabbracciarmi, o di quel semplice foglio di carta, non ti passava mai. Ti sentivi tradito nel cuore di papà .. Non accettavi la ferita, ti rimproveravi, dove avevi sbagliato.. mentre rivedevi e pensavi (anche solo per poco) tutti i giorni trascorsi. Hai gettato via, in silenzio, il tuo orgoglio, accettando di perdonarmi, senza aggiungere alcuna parola... Hai lasciato che fosse il tempo, a farmi capire dove sbagliavo. non voglio strapparti altre lacrime, i tuoi occhi hanno già pianto troppo. Adesso sono io.. ad essere senza parole.. A tenere questa penna in mano, cercando nel mio inconscio le parole giuste.. Come posso scrivere tutto quello che provo dentro? Il rimorso, la paura e forse anche un po' di vergogna. Nel mio silenzio cerco il tuo perdono per essermi allontanata da te.. cercando il giorno o il futuro che ci farà ancora ritrovare insieme, come allora. Anche domani potrebbe succedere. Perchè no!.. non sai quanto lo desidero.. Ti chiedo perdono se sono stata un 'egoista, per non averti capito subito. Perchè tutto ciò che un padre vorrebbe per la propria figlia è , salute, fortuna, felicità, ed una famiglia serena., Anche nella povertà, hai dato tutto quello che potevi, il tuo grande amore. Ed io in cambio cosa ti ho dato?.. Nulla!. Ho cercato come figlia di coniugare solo, il lavoro, l'essere madre e donna, dimenticando i veri valori che ci hai insegnato.. Pensavo solo a cosa fosse stato meglio per me e per il mio futuro,, non cosa avresti voluto tu.. Chiedevo al Signore, di non farmi soffrire, di aiutarmi sempre, di non abbandonarmi.. non mi rendevo conto

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   8 commenti     di: Giulia Gabbia


Che fine ha fatto il nostro sito?

È più facile andare via o restare, fuggire i problemi o lottare?... non lo so, dipende dai casi.
Molti di noi hanno abbandonato il nostro sito, ed ora fra costoro ci sarà pure quello che mi dirà: è una sezione di aforismi, le tue lamentele tienile per te. Beh, costui è uno al quale di Poesieracconti non è mai interessato niente: l'importante era comparire, qui e su altri cinque o sei siti contemporaneamente... una sorta di bulimia letteraria.
Ed ora mi si dirà: ecco, vuoi metterti in mostra!... ah sì, mostrarmi ad un sito di fantasmi?... e chi lo farebbe?... no signori e signore, ho imparato dal gioco degli scacchi che la partita si gioca fino in fondo, ed anche lo sport subacqueo, ma anche il nuoto, ti insegna che il traguardo è sempre una vittoria, anche se non sei primo.
Quanti autori di PR si sono ritrovati su un altro sito del quale evito di fare il nome, che detto fra noi non è granché!... e dire che quando proposi come ultima chance di ritrovarci tutti insieme su un portale letterario veramente bello, davvero valido, mi fu riso in faccia e fui tacciato di tradimento... mah, comincio a pensare che io non sia troppo chiaro o sufficientemente esplicito quando scrivo, perché non fui capito per niente. Eppure specificai: nel caso che PR scompaia dall'oggi al domani!
Ed allora ci riprovo, la mia vita è sempre stata così: quando insegnavo sono riuscito a fare ventisette esempi per spiegare il fenomeno dell'induzione magnetica, e fra questi esempi c'era pure il bacio fra due innamorati che induce in una piacevole tentazione... più indotti di così!?!?
Che dire di più? Due o tre anni fa intuii precisamente che la faccenda stava degenerando, ma se vado a leggere i commenti ai miei appelli trovo autori, che oggi pubblicano su altri siti, i quali scrivevano le seguenti frasi( copio integralmente):
Poesieracconti o niente...
Se alcuni autori anche bravi se ne vanno il sito ne riceverà un beneficio...
Meglio in pochi ma buoni che in tanti che lit

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E se fosse vero?

L'amore fra due donne é qualcosa di speciale, é: impetuoso come mare in tempesta, é forte come il volo di un gabbiano, é tenero come il sorriso di un cucciolo d'uomo, é... favoloso... tenero... esagerato... adorabile... originale... unico; l'amore é assordante come il silenzio fra due amanti dopo la lite, é soave come una preghiera. Fra noi la prima volta fu impetuoso, forte, semplice, dolce, fu un tenero sfiorarsi di labbra, fu avvolgente come un respiro.
Ecco ci risiamo la mia mente lo capisce ma il mio corpo si rifiuta di capire, si rifiuta di dimenticare si rifiuta di smettere di amare. E ritorna indietro a quell'ultima sera.
<La stanza é al buio, io guardo la pioggia che batte sul vetro, mi giro Lei é là sul letto di questo mostro di ospedale che non riesce a guarirla "Andrea!" La sua voce mi arriva ovattata, sopraffatta dal ticchettio della pioggia, o chissà forse dalle lacrime che mi solcano il viso "si, cucciola" "Lei mormorava dolcemente parole che non volevo capire il suo pensiero era per me." Il suo viso é leggermente girato verso di me, mi fissa, capisco, vuole dirmi addio.>
Da quando lei é morta mi sento emotivamente vuota, allora mi torna alla mente mio padre che con i suoi baci asciugava le mie lacrime, leniva il mio dolore, addolciva le mie ansie.
Esiste il sesso delle stelle? Si. Spero proprio di si. Spesso volgendo lo sguardo al cielo vedo due stelle che amorevolmente guardano verso di me, sono loro, mio padre e la mia cucciola, loro mi dicevano spesso che mi sarebbero rimasti accanto.

Nelle notti insonne rileggo l'ultima lettera di mio padre.
Mia cara Andrea, figlia mia adorata, spesso mi chiedo che donna diventerai, che vita avrai, chi amerai, come e quando darai una svolta alla tua vita, ma, qualunque strada intraprenderai, so che sarai sempre te stessa e non avrai nessuna remora a dichiarare al mondo la tua omosessualità. Il tuo sguardo sempre curioso e indagatore, mai illusa e superficiale, sempre conscia della tua

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Lettera alla mamma

Cara mamma,

70 anni e rotti, da quando hai dato la luce ai miei occhi, nel giorno in cui si sta per festeggiare in tutto il mondo "la "Festa della Mamma", mi è venuta voglia di scriverti, come facevo quando ero soldato e tu tenevi le mie lettere nello scrigno sul cassettone in camera da letto e ne parlavi con le tue amiche. Sono sicuro che leggerai queste poche righe da lassù dove, con papà, per sempre, segui le avventure della nostra vita come alla televisione, con schermo panoramico gigante, in ansiosa attesa del nostro rientro.
Come vedi, vivo solo, in quell'isoletta che ti è piaciuta tanto, che tu paragonavi alle Tremiti. Ho tanto tempo per pensare, tanti ricordi e anche tanti rimorsi.
Forse non sono stato un buon figlio, non avevo voglia di studiare, tu che volevi assolutamente il figlio laureato, perciò ti feci una promessa, che mantenni. Alla laurea provvide poi la mia cara sorellina. Quando smisi di studiare, ti giurai che sarei riuscito a fare una carriera importante da laureato; alcuni anni dopo, ricordo con commozione, che volesti per te il mio primo biglietto da visita con sù scritto: "Direttore Commerciale"; avevamo le lacrime agli occhi, quando te lo diedi.
Dopo aver cresciuto le zie e gli zii, ti era rimasto poco tempo per coccole e moine, ma nel momento del bisogno eri lì, sempre presente, con le pezzuole di acqua e aceto da posare, con una carezza, sulla mia fronte calda per la febbre. A volte, in sogno, sento ancora la tua mano fresca e ne sento il profumo di pulito.
Purtroppo quello che da te era visto come un evento felice, il mio matrimonio, alla fine si rivelò come uno sbaglio, in parte anche per colpa mia, sono sicuro che quel fallimento contribuì ad accelerare il decadimento della tua salute.
In quella triste notte in cui la tua anima candida lasciò questo mondo, si chiuse un ciclo, quando trovai il coraggio di chiuderti gli occhi.
Grazie mamma, ti ho voluto tanto bene, anche se ero molto restio a dirtelo. A presto.

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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.