PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Lettere e racconti epistolari

Pagine: 1234... ultima

Winter

E all' improvviso sei scomparso, sei andato via da questo mondo. So che magari ti sei offeso se al tuo funerale non ho pianto... sai come sono fatto.
Sta per arrivare l'inverno, e già mi sento solo, senza le sigarette fumate insieme, senza i giri a vuoto nei vicoli del paese, durante i quali mi raccontavi di tutto, dando libero sfogo alla tua passione per la vita e allo stare insieme. Due opposti eravamo, e per quanto ero strano e ti dicevo che eri una femminuccia per la tua sensibilità, in realtà ti ammiravo. Desidero ancora essere ciò che tu eri, puro, buono e senza moralità contrastanti... Adulto e bambino che non aveva vergogna di piangere. Amato da tutti eri, anche da chi non ti conosceva, e sono fiero di poter dire : " era mio amico".
E ora ricordo il suono del vento di novembre nel tuo paese, ricordo la verità che eri, senza maschere. E non voglio che arrivi dicembre perchè sarò solo.
Penso all'inverno e ricordo la tua voce, il tuo nome scolpito nel mio cuore, e sto male.
Non voglio stare così, perchè la tua voce è dentro me... Lo so sto sbagliando... Sto perdendo me stesso... E ancora mi manchi.

   9 commenti     di: Daryl


Cara amica

Cara G.,
è passato un po' di tempo, ormai, da quando la nostra amicizia è finita alla deriva. Avrei voluto e avrei potuto impedirlo, ma non l'ho fatto ed ora ne pago le conseguenze. Non mi scuserò. Non perchè non sia in torto, beninteso; è che ti conosco, e so che probabilmente mi perdoneresti ed io non merito il tuo perdono. Tu, però, meriti quella spiegazione che non hai mai avuto e dunque eccoci qua.
Sono stati, sono, anni molto difficili. Ho sofferto molto a livello personale e familiare. Ho perso molto più di quanto abbia dato a vedere. Sono invecchiato, ma non sono cresciuto. Ho fatto molti errori, uno dietro l'altro, scatenando un involontario effetto dominio ai limiti del surreale che ha lentamente corroso le fondamenta della mia vita. A scanso di equivoci: non mi piace la persona che sono diventato. Tanto tempo fa, una donna -in uno dei pochi attimi di lucidità che di lei ricordi, credo mossa da sincera compassione- mi implorò di starle alla larga, perchè tutto ciò che toccava "diventava merda" ed io non meritavo un trattamento simile. Non la ascoltai, e fra i tanti effetti collaterali di quella scelta credo di averne ereditato il poco invidiabile superpotere.
Sono una strana, buffa creatura in balia di rimorso e paura. Il prodotto delle mie insicurezze. Facile, per uno così, mandare tutto a puttane. Basta una scintilla e subito divampa l'incendio. Quella scintilla ha un nome ed un cognome e noi sappiamo quale. Vedi, la portata gravosa di un evento si determina sempre in relazione al momento in cui esso si verifica. E, nel nostro caso, il momento non poteva essere più sbagliato. Sì, ne ho risentito molto. Più di quanto sarebbe stato lecito supporre, più di quanto effettivamente meritasse. Mi ha mandato in pezzi. Conosci i precedenti. Sono passato dal sentirmi inadeguato, disadattato, finanche maledetto al convincermi (a torto o ragione) di essere solo un inguaribile fallito. E quando rabbia e risentimento si miscelano ad insicurezza

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: Zack


Lettera ad un'amica

Amica carissima,
vorrei parlarti della parola AMORE.
Quante volte l'abbiamo detta, è così forte che i ruscelli che sgorgano fra le crepe delle montagne non riescono a trattenere le gocce del cuore, i battiti prendono forza e ci pieghiamo ad ogni salita.
Portiamo sulle spalle pesi enormi e per quanto ci è possibile anche un solo brandello della pelle lacerata chiamiamo amore, con vigore affinchè tutti ci sentano ma, come è così difficile.
Tutti annaspiamo e con mani scaviamo tunnel dentro di noi, vorrei poterti dire ama, ama l'ampiezza del mondo, egli è qui per te, non girarti prosegui e con lo scalpello incidiamo la certezza d'esserci.
A volte essa è indolenzita, lenta, indifferente e poi d'improvviso è vanitosa, passionale, sciolta, delicata e quando crolliamo ci concediamo seppure stanche ma, come guerrieri alteri, riprendiamo il nostro posto di vedette di questo grande tema, L'AMORE.

   4 commenti     di: augusta


Lettera a un cuore

Non aspettarti sia io a dare inizio a quel "qualcosa"
non so farlo,
non lo farò.
Tu che non hai mai chiesto nulla
ti sorprendi che qualcuno ora ti tratti a par suo.
Non riesci a comprendere il perché di quello che ti accade
e arretri, hai paura di concederti all'unica persona che sai ti terrà testa
paura di non avere più il primato
dell'essere "l'adorato"
ma di adorare qualcuno al di fuori di te stesso.
La tua vanità m'allontana, amore.
E quanto perdi frapponendo tra noi quel lato di te che sai, non amo affatto.
La tua corazza, il tuo scudo, la tua dannazione.
Io ho spessi muri, sì,
ma le tue maschere sviliscono il sentimento,
tolgono verità all'amore che è nobile e sconfinato.
Il tuo cuore puro lo intravedo in fondo
a un pozzo nero e torbido.
Lascia che la mia mano possa raggiungerti,
lascia che i nostri tormenti svaniscano
insieme,
nel vapore di un nostro abbraccio sincero, vero.



è vero

Tutto comincia con un tocco delle mani, del brivido che percorre la persona dopo aver toccato l'altro o l'altra. Si passeggia mano nella mano, si accarezza il viso con la mano, si passano le mani nei capelli della persona che ami.
Sensazioni, che non hanno uguali, vengono trasmesse alla mente dal solo tocco di questo strumento che Dio ci ha donato, le mani. Possono diventare armi terribili, con e mani si può ferire una persona, ma anche le parole sono altrettanto devastanti. Un ti Amo seguito da una carezza, anche se tutto si svolge ad occhi chiusi, ha un qualcosa di magico, forte, devastante allo stesso tempo. Il cuore ti va a mille, ti salta in gola animato da emozioni che solo un bacio ti può dare. Adoro guardare la tua foto, lo sai, ed la punizione che mi sono cercato per il solo peccato di amare un altra. La punizione di non poterti dire quanto il sapere che ci sei mi riempie di gioia. Tu dici che devi sparire perchè non vuoi farmi soffrire, ma io soffro di più a non sapere dove sei, che nel sentirti ogni tanto, nel parlare con te, anche se da lontano. Poi quelle rare volte che ci incontriamo, il sentire di nuovo il tuo odore, baciare le tue guance da semplice amico, toccare il tuo viso per rubare un po' del tuo profumo e tenerlo finché il tempo non lo cancella è la sofferenza più grande, ma è anche la mia punizione più grande. È inutile che non ti fai sentire, è inutile che sparisci per un po' di tempo, io ormai lo so, morirò con il tuo nome sulle labbra. Il bello è che sono convinto di morire per primo e per giunta quando sarò dall'altra parte mi toccherà litigare con qualcuno che sono sicuro ti abbia amata moltissimo, per venirti in sogno... devo essere impazzito. Anzi no, i pazzi, come spesso ti ripeto, non sanno di esserlo, per cui sono folle, e tu la mia lucida follia.

   5 commenti     di: clem ros


Padre per sempre

Amo mio padre esageratamente è la persona più importante per me. Strano come l'alterno fluire del tempo riporti spesso nei miei pensieri la figura di quest'uomo, alla quale condividevo ogni cosa momenti di gioia e di dolore.. Quante cose ci portano alla mente il tempo che passa, come piccoli frammenti di un puzzle che ad uno ad uno si compongono fino a formare il quadro. Ecco completato il mio puzzle, e qui in questo quadro che rivedo ogni attimo della mia vita passata.. Momenti di delusione e di tristezza .. Non so quante siano le donne che in un momento di rabbia dopo la separazione decidano di penalizzare i propri figli danneggiando non solo l'ex coniuge ma anche, e soprattutto, i figli. Figli che diventando adulti capiscono la violenza a cui sono stati sottoposti. . Orfani della sicurezza del proprio genitore e un po' sbatacchiati nel vivere giornaliero, si avventurano come incerti tigrotti incoraggiati e spinti dalla madre per la prima caccia della loro vita. Mia madre questo lo ha fatto.. un po' per rabbia un po' per dispetto mi ha sottratto dell'unica vera figura che una bambina potesse avere nella sua tenera età. Quella che avrebbe fatto di lei con la sua presenza diventare donna ed affrontare le paure della vita con più fiducia.. Avrei voluto che mia madre capisse cosa mi mancava veramente, cos'è che mi turbava.. mi mancava la persona più importante.. Mio padre .. Non poteva sostituirlo con un altro. Mamma come hai potuto imporre la tua volontà su di me nel chiamare il tuo uomo Papà? , Non lo mai sentito come un padre, ne potrò mai accettarlo! Non conosco lui.. Vorrei trovare la forza per gridare che io un padre ce l'ho e che nessuno al mondo potrà mai sottrarmi dal suo amore. Volenti o nolenti il padre sarà padre per sempre. Il tuo potere su di me non mi ha mai privato di amarlo. È strano ma è vero.. più lo rappresentavi come un mostro più lo amavo.. Da lui ho appreso la tenacia, la precisione, la leal

[continua a leggere...]

   6 commenti     di: Giulia Gabbia


Silenzio di una donna

carissima rita, apprendo dai tuoi cari che oggi torni a casa, finalmente! Dopo diverse settimane in ospedale, dove hai ricevuto le cure del caso, torni a casa. Non so quale sarà la tua reazione nel vedere che andrai a stare con tuo figlio, ma credimi è la soluzione migliore e forse potrai avere un po' di tranquillità, di sicurezza, di serenità. Ricordo l'ultima telefonata con te, gli auguri per il nuovo anno, la tua grande solitudine nel corpo e nell'anima e poi... l'ictus! Ora hai forse raggiunto quel silenzio a cui le circostanze della vita ti avevano accompagnata;ora il silenzio è obbligatorio! L'ictus ha colpito la tua gola più di qualsiasi altro organo ed io credo tu ne sia consapevole... eri costretta a non parlare, eri sola:ora non parli anche se sei in compagnia. Certo ti ho vista nel letto, immobile, con gli occhi chiusi e mi si è stretto il cuore... sei stata la mia maestra di scuola materna e vederti così mi ha fatto tanto male... ho seguito il tuo lento procedere nella malattia, ho tentato di parlarti al telefono e ricevevo in risposta solo mugugnii che nulla hanno di voce umana. Rita, sapessi quanto ti penso! vorrei trasmetterti un po' della mia forza ma credo di averne poca anche per me stessa. Pur consapevole che tu mai leggerai voglio dirti grazie per l'esempio che mi hai dato con la tua vita, con il tuo esempio e con i tuoi consigli e incoraggiamenti. Spero di farne buon uso, in quel che mi resta della mia vita e quanto prima verrò a trovarti per sussurrarti Grazie! mi basterà la stretta della tua mano, il silenzio delle tue labbra e il lento scendere delle lacrime dai nostri occhi. Ed ora sii serena e... pensami. un bacio.. la tua sorellina

   6 commenti     di: soffice neve



Pagine: 1234... ultima



Cerca tra le opere

Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.