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Lettere e racconti epistolari

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Mi sei rimasto nel cuore

Mi sei rimasto nel cuore, punte a colpire il mio tempo passato a dimenticare.
E mi accorgo di te ancora presente quando stralci di pensiero s'intestardiscono nel voler ricondurti alle ore che sapevano di dolci battiti.
Un altro anno è andato, ormai dovrei essere indifferente a quel tempo di sorrisi... e abituata alla vita che scorre affannata o illusa d'altri gesti.
Ma la sera, o anche in un risveglio all'alba, il cuore bizzoso reclama fulmineo sensazioni che solo tu in me hai saputo incastonare con abilità delle parole sussurrate.
Forse ciò che mi manca infine non sei tu che sei stato sempre ombra, ma quella felicità che sentivo dovesse appartenermi in un periodo dove avevo trascurato la voglia d'essere felice, solo presa dallo scorrere monotono di tempo che aspettava il tramonto...
Quella penombra mesta di tramonto, senza colori magici di raggi che vanno naturalmente brillanti oltre l'orizzonte.
E mi ritrovo così, come prima che, pur brevemente, apparissi nel mio esistere, nuovamente senza voglia d'essere felice, solo corpo che vive e sopravvive di te!

   3 commenti     di: Marhiel Mellis


Lettera di angelo diventato un angelo

amica mia cara, mi piace il tuo nome. Devo chiederti scusa e perdono se sono stato invadente per il tuo carattere. Avevo come un granito sullo stomaco quando mi rispondesti"ognuno si tiene i traumi che ha"mi creasti un muro che non ho avuto il piacere di abbattere. Vedi amica mia per me è un cruccio, volevo che ti aprissi con me e mi confidassi le tue vicende.. non ho insistito perchè il tuo "muro"è parte del pudore dell'anima. Non so se avrò mai il tempo per dirti questo, hai rgione tu, anche io ti ho nascosto il mio trauma, L'animo, anche nella sofferenza sia fisica che morale, ha bisogno di un sorriso che ti scaldi il cuore. È meraviglioso vedere crescere la solidarietà che ci accomuna. Prima avevo solo l'affetto della mia famiglia, I miei amici? una gatta semicieca, due coniglietti ed un passerotto che avevo raccattato e curato tre anni fa e nonostante gli avessi dato la libertà non se nè mai andato, è un vagabondo ma torna sempre da me, mi guarda, si posa sul tavolinetto, quasi a non volermi dare fastidio. Allora!!! bufera di neve, apri il tuo cuore perchè se ti arriva un caldo sorriso trovi aperto e se è chiuso non ti lascerà il biglietto"torno dopo". è sempre un piacere dialogare con te e leggerti, sento che ciò che dici viene dal cuore. Ora te lo posso confidare, a breve non ci sarò più, si, non ci sarò più, quello che ho io non lo auguro a nessuno, ed il mio treno sta arrivando alla stazione, Grazie e scusami ancora per l'invadenza ma mi devi ancora 3 cose:1esito trasferimento, 2dove abiti, 3 un sorriso, Ciao Neve abbi cura delle tigri che ti ho inviato e ora SORRIDI... un bacio Angelo

   5 commenti     di: soffice neve


Mi manchi

Ciao piccolino.. ecco lo sto rifacendo.. non riesco a non scriverti.
Non so neanche se leggerai mai tutto quello che scrivo per te,
ma scrivere e sperare che un giorno leggerai, è l'unico modo che ho per sfogarmi,
per tenermi stretta l'idea che il nostro filo sia ancora integro, per sentirti con me.
Ho paura, è inutile che dici o pensi "non devi averne" non serve a niente, io so come si sta con te e anche senza di te.. e ho paura. Sono quasi 20 giorni che non sento la tua voce e mi sembra di impazzire, la sento nella mente che mi ripete quelle paroline così dolci, sento le tue lacrime, le mie, che non riesco a fermare. Cerco un appiglio, una speranza per credere che torneremo a sorridere insieme, a giocare, a scherzare, a prenderci in giro, a progettare le nostre giornate.. i nostri desideri sempre uguali.. le nostre paure, le nostre speranze.. sempre insieme.. Ma fa male. La tua assenza pesa sul mio stomaco, mi fa mancare il respiro e allora mi torna in mente ancora l'ultima notte.. le lacrime, i respiri resi difficili dalla paura, dalle lacrime stesse, dall'emozione insana di quella specie di addio. Dolore, troppo dolore. Troppi flashback, la mia mente e i miei pensieri viaggiano senza che io possa fermarli, vorrei non pensare anche solo per poco, ma è impossibile. E penso.. perchè ci siamo incontrati?? la stessa domanda che mi hai fatto qualche tempo fa.. non ho esitato un secondo.. io so che dovevo incontrarti. La mia risposta. Sono qui seduta, sola, piango e mi chiedo la stessa cosa.
Io dovevo incontrarti, lo so bene. Tu completi la mia vita, le tue parole. Anche tu.
Perchè allora tutto questo?? Perchè non ci è concesso di viverci un briciolodi quella felicità che sentiamo di poter vivere solo insieme?? Perchè sembra che tutto e tutti facciano in modo che tu non possa tornare da me?? Perchè farci assaporare la felicità e strapparcela così..?? Perchè io ora sono qui sola a ricordare il nostro amore e a sperare che possa farlo anche tu un gior

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   4 commenti     di: Giada..


I tuoi occhi sono neri

Che mal di testa.
La tempia sinistra mi pulsa come se dovesse esplodere da un momento all'altro,
ed e' così da oggi pomeriggio.
Pensieri e mal di testa.. Mal di testa e pensieri.. Una giornata da dimenticare.

E vorrei dimenticare anche tè. Dea dei sogni.
L'averti conosciuto ha cambiato la mia vita.
Una crescita interiore notevole, e tanti, tantissimi guai.
Una costellazione di guai.

Il mal di testa non passa, ma io sono un tipo tosto, non cedo alle lusinghe dei farmaci, penso che ogni cosa vada vissuta, fino in fondo, anche se può farci male.
Questo rende dignità ad una persona.
Proprio il contrario di tè, che fuggi quando senti male.
Il male ti fa crescere, il male ti rende donna. Donna vera.
Quella che non sei più . Quella che hai dimenticato di essere. Da tanto.

Così non sei di nessuno, pur essendo di cento persone.
Preferisci che scelgano il tuo corpo bellissimo, che io adoro, irritandoti se ti guardano con insistenza.
Ma non esiste bellezza esposta, che non venga guardata, desiderata.
E molto raramente amata.

Io ti odio. Ti odio con tutto me stesso.
Odio e maledico il momento in cui ti ho vista e voluta dal primo giorno.
Ti odio perchè mi ha reso un uomo triste, spento, nel ricordo di quella che non sei mai stata.
Falsa. Come Giuda.
È una vita che porgi la mano e la ritiri, quando sto per afferrarla.
Mi tiri fuori dalle sabbie mobili in cui sono finito, e poi mi lasci cadere.
Non capisco perché.
Non capisco perché tu faccia così.
Perché quando riesco a lasciarti, tu ritorni a farmi capire che mi vuoi.
Certo non e' amore. Non e' bene. È solo desiderio di ferirmi un po' di più.
Di aggiungere un'altra tacca alla tua gradazione di valori.
Un scala che cresce al contrario, che và verso il fondo in cui ti stai cacciando.
Senza via d'uscita.

Questa e' l'ultima volta che ti bacio, anche se solo sulla carta.
Soffro troppo, e non è solo il forte mal di testa.
Non riesco più a vivere così.

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Il tuo, un dolce ricordo

Caro dolce amore oggi ho voglia di raccontarti come passo le giornate in questo angolo di paradiso che è il tuo paese.
Mi sono svegliata presto e, come tutti i giorni, percorrendo la salita che sale al cimitero, incontro il custode e, visto che siamo diventati amici, mi ha dato un passaggio sulla sua sgangherata motoretta. Mi accorgo subito che il pover'uomo vuole dirmi qualcosa, ma non trova il coraggio, sai mia piccola cucciola io per i tuoi compaesani sono "la signora" così mi chiamano ormai in paese. Finalmente prende coraggio e abbassando lo sguardo mi dice che io sono l'unica persona che viene a trovare la sua "morta" al cimitero; -qui si usa piangere i propri morti a casa-, mi dice, quasi come se venire in questo luogo di silenzio e pace non fosse "bene". Mi chiedo: -cosa è per loro il "bene" e il "male"-. Chissà, l'amore fra due donne è un bene? Forse il prete la domenica li ha avvertiti "state lontani da quella donna". La mia donna, la mia cara compagna, è ormai sotto questa lapide bianca e il mio cuore è con lei, le lacrime scendono silenziose, il cervello mi scoppia e le ginocchia si piegano, a stento riesco a tenermi in piedi, non è certo quello che i paesani pensano di noi, il mio primo pensiero. In lontananza sento il custode che è impegnato a tenere curato il piccolo cimitero, di certo, quel piccolo uomo, mi ha detto una grande verità, io sono l'unica a piangere apertamente una donna che hai loro occhi aveva un solo torto: essere diversa da loro.
Mia cara, ieri sono stata al porticciolo e, finalmente, ho visto il "tuo peschereccio" ti ricordi così lo chiamavi, me lo avevi descritto centinaio di volte, la barca dove assieme a tuo padre e ai tuoi fratelli avevi passato le ore più belle della sua giovinezza, si, mia piccola scavezzacollo, da ragazza eri andata per mare a pescare, un lavoro da "uomini" ma tu eri solo il maschiaccio della famiglia. Voglia di sentire il profumo del mare sul viso, questa era la molla che ti spingeva a fare un

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Una sorpresa

Il tempo che passa fra le gioie ed i pensieri, ed un giovane ricordo mi riporta a te ieri...
La musica il juke box, tanta gente, Battisti che cantava MI RITORNI IN MENTE.
Tu, ragazza dagli occhi di lago, capelli lunghi e castani, nelle tue mani i sogni di giovani gabbiani.
Tu, la tua precisione, ricordo la tua voce e la tua abilità a raccontare fiabe e fare il punto a croce.
Ricordo quando con te era una festa, era come mangiare una tavoletta di cioccolata, le tue filastrocche, le tue amiche, le tue canzoni... per me eri una fata...
Poi il tuo principe un giorno è uscito da una fiaba e ti ha fatto regina, era soltanto ieri che tu eri bambina.
E nel tuo giardino curato con amore è spuntato il primo fiore, sarà stato l'egosimo o un po' di nostalgia, o forse la mia infanzia che scivolava via.
Tu oggi, sei come ieri, sei diventata GRANDE, ma non ti sei mai invecchiata, forse ancora reciti quella formula fatata, che ha origini dal cuore perché quella formula segreta l'hanno chiamata amore.
Tu, madre dolce e premurosa, tu figlia generosa, sorella, moglie, amica... che Dio ti benedica ed una cugina con un gran cuore è questo che fa onore.
E questo ciò che penso... non l'ho mai detto è tutto qua e te lo dico oggi con gran sincerità.
Non so se questa dedica ti ha sorpresa, penso tu l'abbia capito È TUTTA PER TE, TERESA!

   6 commenti     di: laura marchetti


Buona fortuna, miss Sugar

Non c'è nient'altro che tu possa fare, ormai, se non andar via.
Londra stamattina ha una fissità strana, non si muove nemmeno una foglia. È tutta lucida e piena di sole, ma tu non lasciarti incantare. Vai via da questa vita, ferita e screpolata come la tua pelle, via dal tuo passato di bambina venduta, via dalla voce di tua madre che torna ogni notte a tormentarti, via dai letti luridi, bagnati di desideri malsani che hanno sporcato i tuoi pensieri e la tua anima, via dal buio e dal perbenismo malato di egoismo. Vai via, miss Sugar, lascia dietro di te il marcio, la cattiveria e tutto il male che ha rischiato di ucciderti. Non era amore quello, lo sai anche tu, hai sperato e creduto fino all'ultimo. Non meriti un amore sporco, vizioso, che ti ha umiliata mille e mille volte. Sei andata via, finalmente, brava miss Sugar. Hai portato con te l'unica persona che ha aperto un varco luminsoso nei tuoi giorni. Ti occupavi di lei, l'hai nutrita, vestita, pettinata, amata. Eravate due anime sole, vissute nell'ombra per troppo tempo. Vi guardo in lontananza, ora. Una figura alta e sottile come un giunco, e una bimba bionda e paffutella. Vi tenete per mano, ogni tanto vi guardate e sorridete. Adesso siete libere, sei libera! Buona fortuna, miss Sugar.

   6 commenti     di: Viky D.



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Questa sezione contiene una raccolta di racconti scritti in forma epistolare, diretti ad uno o più destinatari.