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Racconti del mistero

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Sonnambulismo

Che dolore!
Con anticipo sulgli altri sensi, sento contusioni acciacchi che il sonno aveva anestetizzato.
Apro gli occhi a fatica vincendo con coraggio la luce del giorno che irrompe nella stanza che non riconosco.
Il mal di testa mi rende difficile riordinare i pensieri e i ricordi.
Alzo con grande sforzo il capo dal cuscino.
Una sottile inquetudine si fa strada nelle mie interiora.
Non ho memoria!
Indosso la tunica nera tenendomi in piedi a fatica.
Guardo con maggiore attenzione la stanza.
Ne ricavo una impressione deprimente.
Raggiungo il bagno.
Dio mio! Che pallore.
Dannazione! A parte qualche sensazione, non recupero la memoria.
Che strano!? Un vasto silenzio al di là delle finestre.
Una porta nera in fondo al corridoio.
Un sorriso cattivo modifica la mia espressione.
Non ne capisco la ragione.
Darei un tesoro per ricordare.
Le mie mani! Lunghe con le dita sottili... inquietanti.
Ritorno agli specchi antichi del bagno... i miei occhi!
Grandi e neri senza iride... mostruosi.
Chi diavolo sono? Che cavolo faccio?
Perchè questo silenzio?
Una rosa in un vaso attira la mia attenzione. La accarezzo.
... maledizione!
La rosa ora è cenere.
Mi viene il sospetto che questa mia condizione sia inusuale... che la mia natura è nella notte, sono estraneo al giorno.
Trovo il coraggio e apro una finestra.
Un odore acre, putrido... di Morte.
Ora ricordo!
Un sorriso convinto e cattivo devasta il mio muso ossuto.
Ho avuto il solito attacco di sonnambulismo.
Tutta colpa del troppo lavoro...



Quel maledetto messaggio

Giulia era felicemente sposata con Amedeo da un anno appena. Era un uomo basso, scorbutico e abbastanza geloso, ma per lei i suoi difetti non esistevano. Si erano conosciuti quattro mesi prima del grande giorno, si direbbe proprio sia stato un colpo di fulmine.
-“Giulia ti prego pensaci bene, non prendere decisioni affrettate.”- le aveva detto una mattina Teresa, la sua amica del cuore.
Prese il diario da un cassetto del comodino nella camera da letto ed iniziò a sfogliarlo. Arrivò a quella maledetta pagina e la sua espressione mutò improvvisamente. Si voltò verso Amedeo che in quel momento era intento a guardare la televisione.
-“Teresa è morta e ancora stento a crederci. Era una ragazza dolce e socievole con tutti, com’è possibile?”-
-“Cerca di dormire Giulia, più ci pensi e peggio è”- Amedeo prese le lenzuola coprendola e le donò un lungo bacio appassionato. Lui aveva ragione, doveva dormire, alla mattina si sarebbe celebrato il funerale.
Il giorno seguente Giulia si svegliò di buon’ora, erano appena le sette ed aveva ancora qualche ora a disposizione prima di recarsi alla chiesa. Si vestì velocemente non curandosi del suo aspetto e rimase silente in attesa che anche il marito fosse pronto per uscire.
Esattamente alle dieci in punto giunsero alla chiesetta dove si avrebbe dato l’ultimo saluto a Teresa. Una giovane donna dai capelli lunghi e neri andò loro incontro.
-“Giulia, Amedeo! Prego da questa parte”- li esortò a seguirla oltre la piccola porta in legno.
-“Lo so quanto le eri affezionata, ti deve mancare molto. A dire il vero manca a tutti, era una persona eccezionale”- Giulia annuì senza proferir parola alcuna.
Mancava poco all’inizio della cerimonia, quando Giulia si sentì vibrare nella tasca dei suoi jeans. Aveva dimenticato il cellulare acceso e qualcuno la stava chiamando.
-“Giulia hai lasciato il telefono acceso? Insomma, siamo ad un funerale. Dov’è finito il rispetto?”- Amedeo assunse un tono

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   1 commenti     di: Vale B


La morte

Volo fra i campi di grano e distese fiorite, sento i profumi che inebriano i miei sensi, sfioro il cielo con un dito sembra un quadro appena dipinto, i colori così accesi illuminano gli oceani immensi, all’orizzonte il sole risplende e avvolge con la sua luce ogni angolo di questo mondo sconosciuto.
Sento una voce che arriva da lontano e poi qualcuno mi tira per una mano, mi ritrovo sdraiato sull’asfalto, ad un tratto sento una donna che urla "gli ho visti volare sono morti" faccio per rialzarmi e qualcuno mi sorregge, cerco di riprendermi, il mio cuore batte a mille, cosa è successo!!!
Rientravamo con i motorini da scuola avevo circa quindici anni, una macchina ci prese in pieno, io col mio compagno di viaggio siamo volati a circa dieci metri dall’impatto, ci siamo salvati per miracolo, solo un osso rotto e qualche abrasione, sono molto felice di poterlo raccontare…………..
Ma una cosa mi resterà dentro finché vivrò, la sensazione di pace di tranquillità che ho trovato in quel mondo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

   7 commenti     di: Giovanni...


Questa Mattina. . .

questa mattina. . . rileggendo alcune delle tue mail, mi sarei fatto prendere volentieri dalla voglia di tornare a scrivere una poesia. . . ormai è da tempo che non lo faccio, da quando mi sentivo pieno d'amore
Oggi invece vivo giorni in cui mi sento vuoto. . . insignificante, eppure oggi avrei voluto tanto potesse essere uno di quei giorni di primavera, carico di colori di luce, di sole di silenzio.
Se lo fosse stato, avrei rubato questa giornata alla mia vita per regalarla alla mia voglia di vivere, in passata l'ho fatto tante volte. . . si, me ne sarei andato alla ricerca di un posto da poter definire tutto mio. . . e li me ne sarei stato da solo ad ascoltare il rumore della natura, delle onde, degli animali.
Ed invece. . . sono rimasto qui, tra il fare ed il pensare ha vinto l'illusione di tornare a fare. . . però, un sorriso me lo sono sentito nascere dentro, perchè ho capito che quella voglia di andare arrivava da te.
Sei tu che oggi mi hai fatto tornare ad aver voglia di scrivere, e non scrivere a caso ma tornare a scrivere poesie, che altro non sono che emozioni che sentiamo dentro, e che vogliamo cercare di trasmettere a chi ci sta intorno. . . a chi ci sta vicino, a chi vogliamo bene.
Piccole frasi gettate d'impulso per cercare di fermare come una fotografia ciò che in questo momento stiamo provando.
La mente corre veloce, e la mano tenta di lasciare impressa su un foglio di carta ciò che il pensiero ed il cuore ci suggerisce,
e lo fa senza nessuna selezione, senza correzioni, senza essere rivisto.
Questo modo di scrivere lascia a te che leggi lo spazio per interpretare quel che il mio messaggio vuol dire. . . . trasportare a te parte delle mie sensazioni sotto forma di parole. . . di sensazioni.
Oggi le emozioni sono pericolose, esiste l'organizzazione, esistono le regole,
la perfezione, l'apparire. . . si, l'apparire è molto più importante dell'essere.
Chi si ferma è perduto. . .è per questo che non si vede mai nessuno sedu

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La linea 5

Occupava sempre lo stesso seggiolino della linea 5, quella dove non si paga; non si paga perche' non c'e' il fattorino, scendeva sempre alla medesima fermata, Kaisergracht, e si perdeva per il canale omonimo con il suo cammino incerto, un avanzare scordinato.
Un giorno decisi di seguirlo, non era facile pedinarlo perche' la sua camminata era talmente lenta che ad un certo punto mi tocco' superarlo, nel farlo urtai leggermente la sua spalla, un forte formicolio mi invase il corpo, mi girai improvvisamente, impaurito, e finalmente riusci' a vedere i suoi occhi, non c'erano.
Affrettai il passo, desideravo solo allontanarmi più possibile da questo individuo, iniziai a correre, superai canali, strade, prati, boschi, torrenti, nazioni intere, arrivai alla fine del mondo, e lui mi aspettava li'.
Entrammo insieme sulla linea 5 e non pagammo il biglietto, lui sul suo seggiolino io al mio posto di sempre, scendemmo in Kaisergracht e un individuo ci segui', ci supero' e urto' la mia spalla, si giro' improvvisamente indietro e vidi la sua faccia terrorizzata, inizio' a correre, supero' canali, strade, prati, boschi, torrenti, nazioni intere, arrivo' alla fine del mondo, e noi lo aspettavamo li'.

   13 commenti     di: Isaia Kwick


MICHELA

Marco vide l’ora e premette l’acceleratore pensando che non fosse affatto carino far aspettare Irene stasera. Accanto al sedile, in un astuccio aperto brillava la pietra di un anello che lui si girava ad ammirare volta dopo volta. Le sarebbe piaciuto? Avrebbe detto di ‘’si’’?
All’improvviso un camion piombò alla sua destra e quando se ne accorse fu ormai troppo tardi. Spinse i pedali fino in fondo e il loro rumore sull’asfalto gli sembrò come l’urlo di una bestia spaventata quando fiuta il pericolo…
Ormai si era già fatto buio quando Marco parcheggiò la macchina nel parcheggio del ristorante dove aveva prenotato. Scese e si diresse verso l’entrata con l’anello in mano quando i fanali e il rumore di una macchina gli attirarono l’attenzione e riconobbe la macchina di Irene, corse verso di essa ma lei non lo vide e si allontanò con velocità. Marco vide l’ora ma l’orologio si era rotto, e lui pensò che fosse troppo tardi a causa dell’incidente e si vede che Irene l’aveva aspettato fino a quando non si era stancata e poi se ne era andata sicuramente offesa visto che non l’aveva neanche telefonata visto che il cellulare era rotto. Vide l’anello e gli dispiacque di non essere potuto arrivare in orario perché avrebbe voluto che fosse una serata importante che avrebbero festeggiato ogni anno. Ma lui non voleva arrendersi, adesso avrebbe preso la macchina e l’avrebbe seguita fino a casa. All’improvviso si sentì chiamare.
- Ehi Marco!
Si girò e vide una sagoma fragile e delicata che gli si avvicinava con passo leggero, e con la luce della luna sui capelli che dava un aria onirica.
-Non mi riconosci?
Lei si avvicinò.
- Michela?! Il dolce suono della sua voce saturò l’aria notturna, e lui ripensò dolorosamente che una volta quella risata apparteneva solo a lui.
- Michela!
Lei si avvicinò ancora di più, guardandolo negli occhi, sorridendo, lui sentì il suo cuore cominciare a battere rabbiosamente nel pe

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   2 commenti     di: suzana Kuqi


Gli animali

gli animali hanno la stessa nostra vita nel senso mangiamo, beviamo, dormiamo, moriamo e forse di come ci sentiamo tutto questo serve per crescere fino che si può crescere e vivere fino quando si potrà vivere.

Ma ce una cosa che cambia tra noi persone e animali e la parola la parola non ce l'hanno gli gli animali tranne che il pappagallo ma lasciamolo fuori mettiamo dentro in fatto tutti gli altri animali come mai li manca la parola?

Non si dovrebbe rispondere anche se si e intelligenti "sono animali e gli animali non hanno le parole" invece se siamo veramente intelligenti si dovrebbe scoprire il vero perchè gli animali non hanno parole...!

verso di noi perchè tra di loro si capiscono, parlano solo che noi non capiamo cosa dicono. Ad esempio un uccellino fischia ma possiamo fischiare anche noi... ma mai come lui... il vero perche e che a noi sembra che fischino invece tra di loro parlano.

Oppure vorrebbe dire qualcosa, lasciarci un messaggio a noi ma non riusciamo capire cosa cosi' liu cosi' noi. Ci sono tantissime cose nel mondo che non conosciamo ancora e che conosceremo ancora non dobbiamo dire una cosa senza
sapere bene il perchè. senza capire bene. Senza dire la storia perche una storia vera e sempre lunga.

   6 commenti     di: mower rell



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