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Racconti del mistero

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Lordak ^dracula

Tutto e iniziato cinque mesi fa, premetto che chatto da parecchio tempo in vari canali, ma senza mai allontanrmi troppo dallla stanza che frecuento da ormai quattro lunghissimi anni e che per ovvie raggioni non posso mensionare. Molte erano state le mie delusioni inerenti alle avventure amorose su questo canale, e proprio quella sera, avevo avuto una batosta colossale, una di quelle delusioni
che ti avviliscono in modo esemplare. Premetto che essendo una ragazza molto religiosa e praticante non mi avventuravo mai in qui canali che ritenevo pericolosi.
Ma quella sera dopo l'ennesima pugnalata al cuore, decisi di trasgredire, e piena di collera e risentimento mi misi a girare tra i nomi delle stanze per cercare la piu sinistra e particolare
nella quale entrare. Ad un tratto mi fermai, era una stanza di vampiri, e immediatamente dopo decisi di entrarvi. Appena fui dentro salutai  tutti per educazione e cominciai a chiaccherare con loro, ad un tratto vedo un saluto rivolto a me da un certo nik dracula e non so perche' ma mi fu subito simpatico(molto piu degli altri). Ad un tratto una di loro mi offese pesantemente e io mi difesi in modo educato, al contrario di lei che invece infieriva su me in modo scurrile, e periferico. Ad un tratto mi disse qualcosa che mi urto molto
anche perchè ero gia incavolata di mio e li gli risposi per le rime: poi dracula si intromise dandoci delle pazze e mi chiamo' in privato come per proteggermi da lei dicendo:
< faresti meglio a non entrare piu qui non e un posto per te:> e io gli risposi:< allora vieni tu da me nella mia stanza quando vuoi:> lui accettò e dopo avergli detto il nome della chat me ne andai (intanto mentre uscivo di li avevo letto alcune bestemmie contro il sacro cosi decisi di non entravi mai piu). Tornai immediatamente al mio canale per vedere se dracula sarebbe davvero venuto da me e poco dopo infatti venne.
E inutile dirvi che piu i gorni passavano piu prendevo una cotta tremenda per lui, mi piaceva il suo modo

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   6 commenti     di: Maty' Sessa


isla de aves - 2 capitolo

Quante volte si muore e si rinasce in una vita?
Non esiste statistica! A mio giudizio è un alternarsi costante e necessario.
Risorgere dal buio a nuova luce.
Lo sguardo purgato dal male di vivere.
Riscoprire a poco a poco la meraviglia assoluta della realtà in cui fluttiamo.
Sospetto che questo costituisca il senso ultimo del vivere: “una eterna rivelazione”.

Con questa fiammella nel petto ricominciai a esistere.

Gradualmente, seguendo i bisogni elementari, iniziai a radicare la mia presenza nelle giornate di Cumanà.
La scorta di dollari era sufficente per risparmiarmi l’urgenza di sostentarmi.

Nel volo dall’Italia avevo scambiato, in spagnolo, alcune opinioni sulla cultura meso-americana antica con un certo Prof. Manfred Ulrich, volto intelligente di sessantenne dagli occhiali l’oro, di origine centro-europea... che curiosa equivalenza.
Era un uomo distinto e sensibile, diceva di occuparsi di affari e cultura.
Aveva reso meno faticoso il viaggio.
Resosi conto delle mie erudizioni, mi aveva consegnato il suo biglietto da visita, invitandomi a contattarlo per eventuali affari.
Avevo infilato il biglietto nella tasca della camicia estiva con automatismo, certo com’ero della sua inutilità.

Smentii me stesso dopo un paio di settimane.
L’inoperosità cominciò a erodere la mia pazienza.
Ero preda di una smania nascente di fare, di capire, di scoprire.
Essere, in fine, unico giudice del mio sentire e al diavolo la “STORIA”.

Alla reception del residence dove aloggiavo chiesi il telefono e, ritrovato il biglietto, composi il numero di Monaco di Baviera che vi era riportato.
Immaginai la scintilla della trasmissione percorrere lo smisurato cavo telefonico sul fondo dell’Atlantico, risalire la penisola iberica, attraversare la Provenza...
Dopo alcuni squilli rispose una prima segretaria, mi destreggiai con la lingua inglese e dopo tre passaggi di voci femminili mi rispose quella maschile del Prof. Manfred.

Fui

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Serata al lago con buzzati

e così un giorno di punto in bianco decisi:è il momento di rubare una macchina e partire. Rubai la macchina, era una vecchia station vagon probabilmente degli anni 90 o giù di lì; inforcai la prima strada che dava verso le montagne, le alpi, e proseguii finchè non dovetti fermarmi a pisciare. sfruttai la breve pausa anche per ragionare sul da farsi, ero indeciso se dirigermi verso i pascoli e probabilmente farmi fucilare da qualche pastore zoofilo incazzato oppure accamparmi presso il lago montano. optai per la seconda, mi sembrò più facile e sicuro che sfidare i signori delle capre. ecco bhe dunque arrivai. tentai all'inizio di costruire una simil-capanna cercando con molta calma rami e foglie secche:come avrei fatto ad assemblare il tutto dovevo ancora pensarci. avevo portato con me nella mia fuga dalla civiltà solo un machete per la legna, una canna da pesca, un fornello da campeggio, due litri di grappa, un paio di stivali, 5 litri di vino per la notte e una coperta, il tutto raggomitolato alla bell e meglio in un borsone lanciato a terra nella macchina. cominciai allora a picchettare dei rami a terra battendo con il machete tenuto orizzontale;l'operazione ebbe scarsi risultati, sotto 2 centimentri di terra c'era uno strato di pietra. ci rinunciai, mi stesi a terra e ammucchiati i rami che avevo raccolto per la capanna gli diedi fuoco usando della grappa. ero lì sdraiato accanto al lago montano, un posto abbastanza selvaggio per essere comunque vicino alla civiltà. mi misi la coperta e mi avvicinai al fuoco(comunque si avvertiva già un certo freddo per essere le 22 del 4 aprile) versandomi del vino. l'indomani mi sevgliai con la coperta a 2 metri di distanza e con ustioni di terzo grando ai piedi per la vicinanza al fuoco. ripartii subito dirigendomi verso il mare. mi aveva sempre affascinato il mare e adoravo la pesca quindi mi sarei di sicuro rilassato e avrei potuto dimenticarmi un po della pazzia e della freneticità del mondo e ritrovare i miei r

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Il freddo

ci sono molte teorie per quanto riguarda il freddo, il freddo arriva dalle regioni del ghiaccio con il suo vento a raffiche lo porta sia piano che anche veloce. poi se volessimo parlare del sole dovremmo attendere il tramonto



o aspettare un temporale se si tratta in estate, invece se si tratta in inverno dovremmo aspettare una nevicata e anche prima della neve porta il freddo per poi nevicare fino che non si scioglie fa freddo


La mia teoria dice perchè noi sopportiamo meglio il caldo che il freddo? Diciamo che e facile rispondere... dentro il nostro corpo c'e una temperatura,

che questa temperatura e di 36 gradi se questa sciende di 10 gradi il nostro corpo avverte subito freddo... una teoria dice che è il muovimento ad esempio una corsa, la temperatura del nostro corpo aumenta...


questo vuol dire che se avessimo 10 gradi ne avessimo 20 in più poi la teoria importante cos'è che scalda il nostro corpo il sangue o l'ossigeno? Diciamo che non sarebbe ne il sangue e ne l'ossigeno


ma dipenderebbe tutto dal muovimento che noi facciamo ovvero il nostro cuore che scalda il nostro corpo quindi scalda l'ossigeno e anche il sangue e tutto il nostro corpo. Se non avessimo cuore che batte

non avessimo caldo ma avessimo sempre freddo e per questo motivo che a volte noi sentiamo più freddo e anche più caldo del normale perche il nostro cuore quando si ha freddo batte di meno e batte più forte quando si ha caldo.


Un 'altra cosa anche importante che se avete fatto osservazione e attenzione quando d'inverno abbiamo tanto freddo invece il nostro corpo ha più caldo rispetto dal esterno ci basta respirare a vuoto per vedere il nostro

ossigeno sembrerebbe che noi fumassimo una sigaretta facciamo fumo ma perchè tutto questo? Come noi sappiamo tutto il calore ha un fumo come il fuoco ha fumo e cosi' la nostra bocca ha calore e fa' fumo come se avessimo

"fuoco nel corpo e il camino fossi la nostra bocca"... teoria strana ma semb

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   1 commenti     di: mower rell


Altri Dei

Mancava poco all'alba.
Adriano guidava calmo, asciugandosi di tanto in tanto gli occhi, che lacrimavano.
"Dissociazione della personalità, asociale, mentalmente instabile,
non in grado di nuocere, ma inaffidabile, schizofrenico, a tratti paranoico, non riesce a gestirsi...".
Questi termini gli rimbombavano ancora dentro la testa. Molto bravi i medici e gli avvocati mobilitati da sua moglie Luisa, per poterlo definire. E con queste definizioni era riuscita a ottenere la separazione e se ne era andata con i ragazzi. Le lacrime ripresero a scendere copiose.
Le asciugò bruscamente con una mano, stringendo spasmodicamente il volante con l'altra.
"Dissociazione...". Ma cosa ne sapevano di lui?
Lavorare dalla mattina alla sera, i soldi che non bastavano mai, i mutui, i debiti, gli straordinari e Luisa che gli diceva:
"... e dove accidenti vai ogni tanto che sparisci? Hai un amante? Non è che sei gay, oltre che fallito? Ci manca anche questa!"
Le stranezze di Adriano: non fumava, non beveva, niente scappatelle apparentemente, ma spariva ogni tanto, arrivando tardi al lavoro, tardi a casa. Ma che rincasava a fare? Avrebbe voluto respirare in famiglia, rilassarsi e invece veniva accolto dalle urla e dagli schiamazzi dei reality alla tv, seguiti con religioso trasporto da tutti in casa. Meno che da lui, che si addormentava sulla poltrona, dopo aver mangiato un piatto di spaghetti appiccicoso che gli avevano a malapena lasciato sul tavolo, senza neanche coprirlo.
Niente hobby creativi, se ne fregava di palestre o piscine, solo una grande, soffocata passione per la lettura, ma in casa sua dei libri non sapevano che farsene. Un amore per il cinema, il tutto abbondantemente ignorato e ridicolizzato da Luisa e dai suoi figli. E ora lo avevano lasciato perché, a detta degli avvocati, il fatto che nella sua vita ci fossero dei vuoti che non era in grado, che si rifiutava di spiegare, dava adito a mille congetture, suffragate dalle relazioni caricate dei medic

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   4 commenti     di: alberto tosciri


Gli animali

gli animali hanno la stessa nostra vita nel senso mangiamo, beviamo, dormiamo, moriamo e forse di come ci sentiamo tutto questo serve per crescere fino che si può crescere e vivere fino quando si potrà vivere.

Ma ce una cosa che cambia tra noi persone e animali e la parola la parola non ce l'hanno gli gli animali tranne che il pappagallo ma lasciamolo fuori mettiamo dentro in fatto tutti gli altri animali come mai li manca la parola?

Non si dovrebbe rispondere anche se si e intelligenti "sono animali e gli animali non hanno le parole" invece se siamo veramente intelligenti si dovrebbe scoprire il vero perchè gli animali non hanno parole...!

verso di noi perchè tra di loro si capiscono, parlano solo che noi non capiamo cosa dicono. Ad esempio un uccellino fischia ma possiamo fischiare anche noi... ma mai come lui... il vero perche e che a noi sembra che fischino invece tra di loro parlano.

Oppure vorrebbe dire qualcosa, lasciarci un messaggio a noi ma non riusciamo capire cosa cosi' liu cosi' noi. Ci sono tantissime cose nel mondo che non conosciamo ancora e che conosceremo ancora non dobbiamo dire una cosa senza
sapere bene il perchè. senza capire bene. Senza dire la storia perche una storia vera e sempre lunga.

   6 commenti     di: mower rell


La casa fantastica (parte quinta)

È Lunedì, a scuola incontro Cristian, il mio compagno di classe con la passione dell’informatica.
Ciao Salvo! Ciao Cristian, devo parlarti di una cosa importante, dimmi tutto, no! non ora, ne riparliamo per la ricreazione.
Ne parlai con Cristian, ma non di tutto; ho raccontato un terzo di quello che sapevo
( per evitare che tutto l’istituto si precipitasse a casa mia).
Il pomeriggio invitai Cristian a casa mia che puntuale arrivò alle 17.
Allora? Dov’è quest’albero mi disse, lo invitai a seguirmi fin sotto la quercia,
indicai a Cristian dove si trovavano quei tubi rigidi.
Presi una scala ed in un attimo ci trovammo in cima all’albero, Madonna! disse Cristian,. sai cosa sono questi? rivolgendosi a me con gli occhi sbarrati; sono cilindri in fibra ottica, Le fibre ottiche sono dei sottilissimi fili di vetro, talora di plastica, ma comunque molto trasparenti alla luce, a sezione cilindrica, flessibili, con uno svariatissimo campo di applicazioni nei settori della medicina, dell'astronomia, delle telecomunicazioni, perfino dell'arredamento e…alt basta così! dissi al mio amico, a cosa possono servire gli chiesi, fammi vedere fin dove arrivano! No! risposi, te lo dico io, arrivano nel sottosuolo ovvero nel vano caldaia.
Ho capito tutto mi disse Cristian, tuo padre è un genio, ha reperito questi cilindri in fibra ottica per poterli usare da accumulatore solare e di luce, praticamente l’impulso luminoso attraversa la fibra ottica che attraversa un raggio laser che stimola un fotodiodo che si trasforma in suono o luce che…faccio in tempo a tappare la bocca a Cristian, perché alla mia prima confusione lui tenta di aggiungerne una seconda.
Ok grazie di cuore sei stato utilissimo per capire, nel frattempo ci avviammo a casa mia per ascoltare un po’ di musica.
A mio padre non dissi nulla della scoperta e tantomeno a mia madre e mia sorella.
È Martedì, al ritorno da scuola vado a pranzare, subito dopo dico a mia madre che andavo ne

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   7 commenti     di: Carmelo Rannisi



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