PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Racconti sulla natura

Pagine: 1234... ultima

Il sorriso di mio padre

Il sorriso di mio padre

Il mio lavoro era di grande responsabilità anche se la stazione era piccola, di treni ne passavano parecchi ed avere a che fare col passaggio a livello non era uno scherzo.
La precisione era fondamentale. Il tempo era scandito dalle corse dei convogli, sempre gli stessi, sempre agli stessi orari.
La mia casa naturalmente era attaccata alla stazione avevo un bel giardinetto dove coltivavo qualche verdura, al piano superiore due camere da letto e sotto: salone, cucina, bagno e uno stanzino che dava sulla ferrovia che era il mio piccolo rifugio.
Tra un treno e l’altro mi piaceva scrivere, inventare versi, racconti ed anche qualche canzone e vivere nel mio mondo di fantasia.
Il lavoro non mi aveva mai creato problemi in tanti anni di servizio era sempre filato tutto liscio, ma quella sera…..
La nebbia era così fitta che non si riusciva a vedere ad un palmo dal naso.
Per radio mi segnalarono che c’era un interruzione alla linea causata da una frana, presi la lampada e mi avviai lungo i binari per mettere i segnali di pericolo, dovevo fare in fretta di li a poco sarebbe passato un treno che non fermava alla mia stazione con i segnali, il macchinista avrebbe capito che non si poteva proseguire.


***


La sala d’attesa era gremita e il personale aveva il suo bel da fare erano comunque cordiali e gentili.
Mi sentivo strano, non stavo male anzi fisicamente mi sentivo in forma ma ero inquieto nella testa avevo un vuoto, niente di niente cercavo di capire dove mi trovavo forse un ospedale? No, non mi sembrava. Un aeroporto una stazione? Decisi di chiedere richiamai l’attenzione di un addetto facendo un cenno con la mano, arrivò di corsa ma quando feci per parlare, mi sorrise e mettendomi un dito sulle labbra mi zittì dicendomi che andava tutto bene e che di lì a poco sarebbero venuti a prendermi.
Mi sforzai di ricordare qualcosa

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: Riko Zodiako


DUSKA, IL MIO MONDO AL MINIMO

Ok, confesso il mio peccato, mi piacciono i film con cani come attori, mentre schivo abilmente quelli con attori cani, se mi riesce: tra i miei preferiti c’è “Quattro bassotti per un danese”, ma mai avrei immaginato di diventarne spettatore in prima linea.
Dopo la morte del vecchio Boby era mancata la figura, in casa, di un cane di peso.
Quattro anni fa il pastore tedesco della mia mica Monica partorisce la seconda cucciolata. E si sa che l’occasione fa l’uomo ladro.
Ignorando con sfacciata indifferenza le iniziali proteste di mio padre, si decide di allargare la famiglia.
Agosto 2003 Duska varca il cancello e calpesta l’erba del giardino per la prima volta.
Il contrasto è subito evidente: a poco più di due mesi già supera la stazza delle altre tre miniature di casa.
Come l’arrivo di un bimbo sa ringiovanire anche il nonno più acciaccato, così l’allegra indole della cucciola ringalluzzisce la truppa.
Sorvolando sulle piccole inevitabili incomprensioni, la crescita prosegue armoniosa e abbondante.
Ma c’è un piccolo neo: Duska si immedesima così tanto nel gruppo, che i suoi circa 38 kg diventano insignificante dettaglio.  Evidentemente anche negli animali non è importante come si è, ma come ci si senta!
Da buon toro, profilo astrologico ovviamente, non c’è impresa che non voglia portare a termine, non ammette i suoi limiti fisici.
Quant’è piacevole giocare a nascondino sotto al letto, purtroppo viene subito scoperta, perché non riesce a infilarvisi oltre le spalle.
E la fatica di sedersi sulle sedie della cucina? Si impegna testardamente a dismisura, fino a quando riesce ad arrampicarsi e con la coda a penzoloni deborda soddisfatta.
I piccoli si appoggiano alle tue gambe per festeggiarti, lei pure,  ma è bene assicurarsi di avere il sostegno di una parete dietro, non il vuoto di una rampa di scale!
Alle volte forse per rincuorarsi di un brutto sogno, cerca di dormirti vicino la notte, sul letto, il mio, singolo.. e

[continua a leggere...]

   5 commenti     di: Marta Niero


Il mio mondo

Credo di amare la montagna da sempre.
Amo tutto ciò che fa parte del suo mondo, che con gli anni è diventato anche il "mio mondo", il mondo che cerco di raggiungere appena mi è possibile.
Hai mai guardato gli abeti rimanendo sdraiato con il naso all'insù?
Come sono belli e com'è bella la musica che compone il vento facendoli oscillare! Ascolta... il rumore dei tuoi passi sul sentiero, cammini appoggiando il piede sui prati e sul muschio che sa di buono... foglie che cadono dai colori meravigliosi, e i fiori? Che mi dici dei fiori, sono meraviglie nella meraviglia!
Se vuoi vedere dei fiori veramente belli devi guardarti bene intorno, sono li vicino a te e aspettano solo di essere osservati, petali morbidi di stelle alpine, il giallo dei ranuncoli e il viola delle genzianelle...
Il "mio mondo" non mi stanca mai, non mi stanco mai di fermarmi a guardare, c'è sempre qualcosa di bello e di nuovo da vedere!
Mi mancano le nuvole tra il cielo azzurro e pulito che sa di perfetto, le guglie che sbucano, vedere la cima che vuoi raggiungere lontano e pensare che non sarà poi così invalicabile, sudare e faticare, portare il tuo zaino pesante e prendersi tutto il tempo che si vuole perchè già il tempo è così poco nella vita di tutti i giorni... e allora lasciamolo fermare un pochino, solo quel che basta per guardarsi intorno, per guardare un fiore o un insetto o rivedere quel passaggio che tanto ti ha fatto paura ma che sei soddisfatta per averlo fatto.
E io mi sento così appagata nell'attraversare le montagne, oggi sono qui e guardo dove andrò domani, e così attraverso il mio mondo...
Oh! Come amo stare via più giorni, sostare negli accoglienti rifugi dove si è tutti più "complici" perchè si ha in comune la stessa passione. Amo vedere i tramonti e svegliarmi prestoper vedere l'alba... intorno a me c'è tanto silenzio, un silenzio che mi parla e che mi fa stare bene con me stessa.
Amo la montagna e sono amica di chi la frequenta.
Sono

[continua a leggere...]

   6 commenti     di: Luce...


Barbagia

Jeanne si chiedeva se si potesse trovare in natura la dimensione della solitudine. Non indagava più in merito a che cosa l'avesse provocata. Aveva bisogno di un criterio di misura. La qual cosa non coincide con il silenzio. Per la persona sola il vero silenzio non esiste mai; essa ode e ascolta moltissimo, perché cerca un suono di richiamo, non un suono qualsiasi. Jeanne s'era posta davanti al mare, ma scoprì che il movimento non collima con la solitudine. La solitudine è immobile. Già l'imponenza di una montagna, con le sue rupi, i suoi ghiacciai, il sibilare dei venti, è vicina alla impenetrabilità della solitudine. Così Jeanne, a quasi sessant'anni, partì per un viaggio ed iniziò la sua ricerca. Un luogo nel mondo che potesse darle il " senso" visivo della solitudine interiore. Cercò molto e lo trovò. Il cuore della Barbagia è un luogo di solitudine assoluta, laddove segni fugaci di vita umana si scorgono, ma non c'è traccia apparente di uomini in movimento. Perché la solitudine è questo: un vasto luogo in cui l'uomo " è stato" , ha messo una radice, un suo segno e poi ha lasciato un abbandono. La solitudine è tale solo se preceduta da un lontano abbandono. Nessuno nasce solo, in origine. Lo sguardo di Jeanne scorreva su strade che si perdono contro costoni, greggi che vagano lenti, accompagnati dai cani; muretti a secco che serpeggiano come nervi della mano abbronzata di un vecchio e poche, pochissime case, lontane, simili a punti senza ragione. Boscaglie estese a macchia ruggine, avide anche del terreno vizzo che attende la pioggia da mesi. Le creste calcaree dei monti , con fessure percorse da licheni e muschi secchi. Nessuna voce, se non il lemme pendolìo dei campanacci che le pecore muovono all'unisono, come assieme chinano la testa a strappare erbe. E poi il vento, un forte maestrale che scorazza e dilata ogni pertugio, pronto a portare voci dal mare, magari q

[continua a leggere...]



La Natura

Nella nostra vita la natura con i suoi spazi verdi, la sua abbondanza di tutti
i suoi fiori e colori é la cosa più bella che Dio ha creato. È importante la Natura, almeno il rispettarla come ammirarla. Nei suoi paesaggi ergono al sole, si elevano con i loro arbusti e le foglie, gli alberi che sopravvalgono su tutto
ciò che li circonda. I fiumi scorrono; veloci, che sembrano creare piccole onde del mare. Gli uccellini che cantano sui rami, echeggiando, e sbattendo le ali con i loro colori ed allegria creano un'atmosfera bellissima. Questa é la natura, così meravigliosa quanto anche pericolosa. Ma io l'amo tanto così com'é, mi piacerebbe essere un pittore e dipingerla in un quadro, ma credo che sarebbe uno spreco, perché é talmente Bella da poterla solo ammirare dal vivo.



Dormi adesso

Scuro in volto si avvicina minaccioso, ha assoldato un esercito di nuvole pesanti e le manda avanti... un fronte impenetrabile dai raggi di un sole rassegnato... peccato l'estate è alla resa...
Un lampo e poi due seguiti da un tremendo boato... trema il creato... seguiti da un bombardamento di gocce fitte che come lance penetrano la terra, cadono pesanti e si allargano in laghi che camminano verso il nemico da sempre... l'uomo.
Colpire dritto al cuore dell'estate e farla sparire...
Un attacco questa notte quando l'uomo non se l'aspettava... e sotto le coperte tremava...
Ho pensato a quello che avevo lasciato di fuori... oddio la bici, i fiori, ma il mio cuore andava agli animali randagi, alle persone senza tetto, a quel circo che ora sembra un lago...
Vicino e poi lontano... sugli scalini seduti un gruppo di bambini ad ascoltare il boato dei tuoni e a chiedere alla mamma spiegazioni... era il diavolo che buttava la moglie dalle scale perché non aveva cotto bene la pasta...
Restavo chiusa lì dentro quel guscio a pensare a quanto la vita fosse tutta da guadagnare...
Ecco la fiaba è finita... un momento... non ancora... mi stringo dentro il lenzuolo il mio brivido... ora lo sento allontanare tacciono gli allarmi e le sirene... posso tornare a sognare... di un autunno che avanza e quel che resta dell'estate... qualche giornata di sole l'hanno promesso...
Dormi, dormi adesso...

   1 commenti     di: laura marchetti


La rosa

Fra tutti i fiori del mondo...
la rosa é la più delicata e la più
incantevole...
È quella più bella, più perfetta.
È anche la più ricercata dalla
gente che deve regalarla.
La casa, poi con le rose é abbellita
ed acquista eleganza e bellezza...
Chi non ama le rose, non ama
la bellezza, e chi le estirpa non ha
capito la gioia che trasmette il
riceverne una in regalo.
Quando c'é un avvenimento, una
festa, le rose rendono il momento
solenne e festoso...
Per questo si amano le rose,
per i loro colori, la loro intensità
e la loro capacità di vivacizzare,
abbellire, e rendere felici chi le
riceve...

   3 commenti     di: Helenia



Pagine: 1234... ultima



Cerca tra le opere

Racconti sulla naturaQuesta sezione contiene racconti sulla natura, gli animali, piante e fiori