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UN RACCONTO DIMENTICABILE

Maria era sola, una goccia fra tante. Ogni tanto sedeva alla finestra, lo sguardo perso oltre la linea dell'orizzonte. Fu così che si perse nel sogno, pensando ancora una volta all'arte del volo, negata agli uomini per uno scherzo crudele di atomi e molecole mal combinati tra loro.
Nel sogno era un'aquila, le ali grandi stese a fendere l'aria, con pochi movimenti precisi che scoprivano istanti di libertà. Sì, nel suo sogno era felice: tutti i problemi erano lontani, poco più che formiche distratte ed insignificanti. Era felice di poter volare, librarsi sul mondo e guardare oltre l'orizzonte: allora lo vide, e capì che tutto era stato vano.
Al suo risveglio, una lacrima le carezzava la guancia. Aveva dimenticato il suo viaggio nel sonno, ma qualcosa dentro di lei si era spento per sempre.

 

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0 recensioni:

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11 commenti:

  • Len Hart il 29/08/2010 20:43
    great!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  • Anonimo il 16/09/2009 13:49
    I sogni, non hanno una logica è perciò affascinano
  • Anonimo il 14/09/2009 12:12
    La strana consapevolezza del risveglio... forse puoi allungare un po', o dare più forza alleparole.
  • simona bertocchi il 15/06/2008 08:16
    FORSE IL CORPO NO... MA I PENSIERI E L'ANIMA POSSO ALZARSI IN INCREDIBILI VOLI PINDARICI.
    Bravo Simona
  • sara rota il 17/10/2007 17:38
    Un viaggio misterioso nella fantasia di un sogno che ora non è più. 8
  • Egon il 04/09/2007 22:16
    non ci arrivo
  • patrizia presotto il 06/07/2007 08:04
    bravo un bel racconto... complimenti...
  • simona bertocchi il 25/01/2007 16:40
    Bravo Mattia, dopo la poesia mi mancava un tuo racconto. Lo stile è simile... inquieto, ansioso, ribelle e a vole anche rabbioso. Molto vero.
    Simona
  • Ariberto Terragni il 09/01/2007 22:10
    Finalmente la smarginatura della pagina... Come Artaud, che fu grande nella crocifissione della lingua francese, anche se poi fece fortuna come coreografo.

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