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Il volto della vita

Ho aperto il cassetto della mia esistenza, dove per anni avevo buttato alla rinfusa tutto ciò che trovavo sul mio cammino.
Ho aperto il cassetto della mia vita e, a causa del mio disordine cronico, la verità mi è esplosa colpendomi sul volto. Non potevo non guardare, non potevo più ignorare l'acquitrino putrido in cui giaceva la mia storia. È stato difficile accettare la sconfitta ma il tempo è inesorabile ed io devo afferrarlo, non posso continuare a buttarlo come inutile orpello.
Ti ho guardato mentre mangiavi, ho scrutato furtiva i tuoi movimenti, sempre uguali, sempre gli stessi. Ho finto a lungo di amarti e ci ho creduto veramente, solo oggi mi sembra di vederti così come sei realmente. Forse perchè i nostri figli sono venuti uno appresso all'altra, ci piacevano i bambini, ci piacevano i nostri ragazzi, tutti belli, tutti sani e pieni di vita. Per anni mi sono baloccata nel gioco della mamma felice, ci credevo ero contenta davvero e ho illuso tutti, soprattutto te, povero piccolo che ora abbandono nel risentimento e nell'odio. L'amore ha come rovescio l'odio e sulla mia pelle sto testando questo sentimento, caldo ed intrigante quanto l'amore.
Sei rimasto di stucco, lo immagino, ma non potevo continuare a fingere un sentimento che non provavo più. Eri un vago ricordo lontano legato alla giovinezza ma adesso la tua pancia si è riempita, i capelli sono incanutiti i miei sono colorati e d'un tratto, giorno dopo giorno, ho preso coscienza che tra me e te le parole erano finite.
Ho pianto molto perchè mi vergognavo del sentimento che provavo, sapevo di essere ingiusta, non ti meritavi una persona come me, forse...
Ho trascinato il tempo per i capelli, non volevo ammettere neanche a me stessa ciò che provavo, mi sono punita in verità, mi sono punita privandomi del cibo, ti ricordi?
Certo che ricordi, ci sei diventato matto, pensi che non me sia accorta? Mi spiavi quando andavo in bagno, ti sei perfino inventato una passione per la cucina per allettarmi con piatti deliziosi. OH questo ricordo mi lacera, perchè non sono stata sincera nè con me stessa nè con te e questo ci ha solo procurato altre ferite, altro dolore.
Non ho mai avuto soldi per gli analisti ma devo sempre a te se ho cominciato a curare la mia anoressia. Io non mi sentivo malata, anzi ero molto contenta del mio fisico asciutto, in fondo tutti mi dicevano che ero bella, alla fine ci ho creduto; tu invece hai subito capito il problema e lo hai vissuto come un dramma e me lo hai fatto vivere come tale. Ti ho odiato con tutto il mio cuore, mi sono sentita perseguitata dalle tue attenzioni, le tue mani sembravano appiccicose e mi infastidivano i tuoi baci.
Ossessione... ecco una vera ossessione questo matrimonio! Un cappio che giorno dopo giorno andava stringendosi, ma ero io la pazza? Forse...
Ricordi come mi hai portato al centro per le anoressie? Ricordi le fandonie che ti sei inventato per convincermi? Beh ora devo ringraziarti perchè ho trovato risposte che altrimenti da sola non avrei trovato.
Un percorso lento come il fluire di un fiume verso il mare. Peccato che in questo suo trascinarsi il fiume porta via tutto ciò che incontra. Tu sei finito come cittoli rotolanti in quel fluire che è la vita. Sono rimasta anch'io travolta, come imbarcazione antica e precaria, sbattuta dalle onde ritmiche del fiume. Tutto non è più come lo avevamo conosciuto.
Il tuo risentimento è profondo e ti accanisci a difendere le mura di una casa, che mi illudevo, fosse la mia felicità. Amore mio ci volevo credere con tutto il cuore e per mesi l'ho appeso ai muri con tutti i ninnoli che sembravano consolarmi. Non mi poteva bastare dell'intonaco profumato di mare, una strana sensazione di soffocamento mi afferrava, non potevo resistere, il corpo mi chiedeva di fuggire, fuggire lontano, invano ho lottato per tenere insieme la nostra famiglia.
Le maschere cadono rovinosamente emettendo un tonfo sordo sul pavimento e i cocci aguzzi si spargono ovunque, era prevedibile.
Ho con fatica capito che non potevo evitarti questo dolore, sentivo amare nella mia bocca le tue lacrime, sono dovuta andare la vita con il suo vero volto mi urlava di spezzare quel filo perverso delle mie abitudini.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Antonio Garganese il 06/11/2012 12:48
    Una storia giusta che diventa sbagliata e amara quando cambiano obiettivi e prospettive. Bisogna andare incontro alla propria vita e le convenzioni sociali lasciano il tempo che trovano. Ben scritta.

2 commenti:

  • silvia leuzzi il 17/08/2011 19:00
    No tranquilla non mi riguarda per fortuna questo problema grazie della tua attenzione
  • ELISA DURANTE il 17/08/2011 17:43
    Una narrazione impeccabile, calda e fluente. Complimenti davvero!
    P. S. Ovviamente spero che non sia autobiografico... se così fosse... coraggio e auguri!

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