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C'è stato un tempo

C'è stato un tempo in cui i giornalisti scrivevano i giornali, gli scrittori i libri, i filosofi i trattati morali e le disputazioni sull'eternità, e il pubblico si dedicava con gran diletto alla critica. Poi, i rappresentanti del progresso culturale decisero di mischiare le carte allo scopo di sperimentare nuovi e sorprendenti risultati; e così si ebbero giornalisti che scrivevano libri e parlavano dell'eternità, scrittori che volsero le loro penne al vento del mercimonio, filosofi che s'impadronirono della vita quotidiana, mentre la critica si dedicò per vie impervie e insospettabili ad inculcare equivoci nel pubblico.

 

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5 commenti:

  • Fernando Piazza il 16/10/2011 22:59
    Così è, cara Rosaria! Hai proprio ragione... il problema è che l'afasia quando colpisce fa straparlare chiunque, ed è facile perdere, in un attimo, le competenze acquisite o la cognizione di ciò di cui si parla... da qui la confusione e lo scambio degli ambiti, con catastrofiche conseguenze...
  • nicoletta spina il 21/08/2011 22:45
    D'accordo con i commenti di Bruno ed Elisa. Aggiungo che i libri li scrivono anche quelli che non sanno scrivere ma pagano l'editore e i giornalisti descrivono una realta' che non risponde a verita'. Brava Rosaria!!
  • rosaria esposito il 21/08/2011 21:24
    eh.. dura veritas sed veritas... ahinoi!
  • ELISA DURANTE il 21/08/2011 20:12
    Riflessioni acutamente vere
  • Bruno Briasco il 21/08/2011 19:53
    A conferma di quanto dici posso solo dirti che saranno 20 anni che non leggo giornali: scrivono quello che non è vero e ci tengono all'oscuro della verità da sempre. Brava!

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