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Profeti di speranza: Arturo Paoli

Nel suo libro "Prima che l'amore finisca" R. La Valle ha detto che la minaccia dell'estinzione del genere umano a causa della tragica situazione planetaria dominata dalla violenza, dal culto del denaro e del potere, dalla militarizzazione dei territori, dai conflitti in atto e dalla devastazione ambientale, non si realizzerà fino a che ci sarà l'amore, l'amore per tutta la comunità umana.

Di donne e uomini colmi di un amore che li spinge a vivere con i poveri, come i poveri, ce ne sono tanti. Io li chiamo Profeti di speranza e vorrei trovare le parole adeguate per parlare di uno di loro: A. Paoli D'accordo con l'economista Susan Geoge, Paoli è convinto che il neoliberismo è un sistema che uccide milioni e milioni di persone e che uomini e donne di buona volontà, credenti e non credenti, debbano unirsi per opporsi e sconfiggere, con la nonviolenza attiva, questo mostro che si traveste da progresso, da portatore di benessere. Benessere di chi? Di un quinto dell'umanità. E gli altri quattro quinti? È stato documentato che questi quattro quinti valgono meno di una mucca il cui allevamento ha un costo che varia (da Paese a Paese) dai 2 ai 5 dollari al giorno. La stragrande maggioranza dei quattro quinti vive con 1 dollaro o meno di 1 dollaro al giono. Ma torniamo ad Arturo Paoli. È nato nel 1912 a Lucca. È stato dirigente dell'Azione cattolica giovanile; poi ha conosciuto i Piccoli Fratelli della Congregazione di P. Charles de Foucauld ed è diventato uno di loro. Ordinato sacerdote nel 1938, nel 1959 parte per l'America del Sud. Vive in comunità in Argentina e in Venezuela e infine si ferma in Brasile, a Foz de Jguacu, un luogo bellissimo che attira molti turisti. Ma Arturo non è un turista, Non ama la beneficenza. Vuole giustizia. Per realizzarla si mette subito all'opera, sostenendo le lotte dei contadini che reclamano la fiforma agraria. Ha condiviso con loro momenti molto duri quando hanno occupato le terre ed hanno dovuto fronteggiare i poliziotti schierati ai margini del loro accampamento, pronti a sparare. Non voglio fare un noioso discorso apologetico. Arturo, che ha un sorriso acuto e dolcissimo e, da buon toscano, una lingua sferzante. mi metterebbe subito a tacere con una delle sue battute. Mi limiterò a dire le cose che ha fatto in Brasile. 1) Prima di tutto un'opera di coscientizzazione affinché persone confluite da luoghi diversi maturassero la consapevolezza della propria situazione e si adoperassero per migliorarla. Attraverso questa opera che è stata anche di Paulo Freire, uomini e donne si sono riappropriate di una dignità perduta, si sono organizzati ed hanno dato inizio ad attività che hanno creato posti di lavoro. 2) Distribuzione di latte ad oltre 50 famiglie 3) Scuola di Caporeira. La caporeira è una danza dei neri. Giovani di ogni età, con movimenti acrobatici e pieni di armonia si lanciano su presunti avversari evitando di fargli male. È una lotta senza colpo ferire. A differenza di altri tipi di lotta in cui si afferma la propria superiorità massacrando l'avversario, nella capoeira si prova la capacità di sfuggire agli attacchi aggressivi. 4) Scuola di teatro che, attraverso le tecniche del "Teatro dell'oppresso" di Augusto Boal (che si ispira al teatro politico di B. Brecht) trasforma lo spettatore in spettatore attivo. Infatti uno spettatore viene invitato a salire sul palco per sostituirsi, in una situazione di conflittualità, all'attore e per suggerire soluzioni diverse di un conflitto. Questo tipo di teatro viene dal basso ed è funzionale ad una formazione alternativa dell'attore che può sviluppare tutte le proprie facoltà: immaginazione, sensibilità, memoria. La scuola di teatro è stabile e si rivolge a tutte le fasce di età. 5) Ludoteca. È un servizio rivolto ai bambini da 0 a 5 anni. Due stipendiate e due volontarie seguono i gruppi intrvenendo solo se necessario. Le mamme che accompagnano i figli sono accolte con gioia e possono fermarsi a parlare fra loro del loro vivere quotidiano. 6) Casa da Crianca. Doposcuola frequentato da circa cento ragazzi suddivisi in 6 classi, tre per quelli che vanno a scuola il pomeriggio e tre per quelli che vanno a suola la mattina. Oltre ai compiti i ragazzi hanno un pasto e, d'estate, una doccia. Inoltre sono riforniti di ciò che non possono comprare: dal materiale didattico all'abbigliamento. Le insegnanti del doposcuola sono in contatto con quelle della scuola pubblica che attesta i progressi fatti dai ragazzi che frequentano la Casa da Crianca. 7) Mensa. È nata da poco e dalla necessità di fronteggiare un'emergenza. Attraverso il controllo del peso dei bambini fatto mensilmente nelle favelas, è risultato un alto tasso di denutrizione. 8) Laboratorio di medicina naturale. È diretto da un medico volontario che ogni giorno visita in media 30 persone. Viene usata la medicina naturale della tradizione indigena. Le piante officinali vengono coltivate nell'orto del laboratorio. Gli indigeni sono parte attiva e importante di questa attività. 9) Casa de Mulher. È sorta nel '97. Donne e ragazze realizzano lavori di bigiotteria e di tessitura. Si rendono, così, economicamente indipendenti. Oltre a queste attività le donne svolgono, dai primi tempi di A. Paoli, il lavoro di panificazione. Ora A. Paoli ha 92 anni. L'estate scorsa è stato a Spello per un periodo di riposo e di meditazione. Poco tempo fa ha portato da solo i suoi 92 anni su un aereo ed è volato in Brasile.

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