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Una questione di ingredienti

Il castello di Zardok crollò sotto il peso del mostro, in un istante.
Zampe di ragno, possenti come tronchi d'albero, stavano ora trascinando verso il mare, lentissimamente, quell'abnorme corpo di balena.
Alle sue spalle, cumuli di macerie. E di corpi straziati, come fossero plancton.

-Dannato imbecille!- gridò Zardok il mago, vibrando una poderosa bacchettata sulla nuca del suo frastornato assistente.
-Pietà grande Zardok!!
- Pietà?! Zampe di ragno Maculato! Estratto di polline di girasoli! Sangue di FA-LE-NA! Non ba-le-na. FALENA!
L'assistente tentò un'improbabile fuga fra i calcinacci, ma Zardok, svelto di mano, lo colpì con un incantesimo.
"Stoppeficius!"Sentenziò.
Il poveretto rimase pietrificato nel mentre in cui stava compiendo un balzo verso un muretto diroccato. Ricadde a terra come un sacco di patate.
Zardok, armatosi di pugnale, gli si avventò contro e con un poderoso calcio lo mise a pancia all'aria.
Poi, gli si avvicinò, naso contro naso, e pur sapendo che non avrebbe potuto rispondergli, gli chiese: "Lo sai cosa mi ci vuole, ora, per fermare quell'abominio?"
Al giovane assistente non rimaneva che fissarlo atterrito.
"Il cuore scorticato di un giovane imbecille... IL TUO!"
E gli affondò la lama nel petto.

 

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