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Desine fata deum flecti sperare precando

Irina stava seduta sulla panca di marmo leggendo una rivista di moda, senza che nulla potesse rompere la sua concentrazione sugli abbinamenti di colore dei vestiti e la possibile lingerie da accreditare al seguito. Gli odori acri dei crisantemi esausti e le betulle allineate con maniacale simmetria favorivano il flusso naturale dei pensieri. Passava le ore meno calde della giornata tre volte a settimana nei giorni dispari, in attesa scientificamente pianificata della preda che prima o poi si sarebbe palesata all'orizzonte.
Dopo mesi di attesa e di pervicace ostinazione un signore sulla settantina si ferma a piangere davanti alla tomba della moglie appena defunta. -qui riposa in pace dopo una vita d'intensa passione militante CATERINA FATIMA MARIA GIUSEPPINA ASSUNTA INTROVERSI in DI PINTO nata il 5/5/1942 e spenta serenamente in una riunione di partito il 10/09/2010. Solo per far spazio alla parte anagrafica sulla lapide, l'impresario delle pompe funebri si sarebbe garantito un week end all inclusive alle terme, in una SPA esclusiva.
Irina, come solo alcune specie di rapaci sono in grado di fare, comincia a compiere delle circonvoluzioni attorno alla preda che rimane immobile davanti alla lapide, ma spostato di due metri rispetto all'epicentro della sua orbita. Se avesse prenotato una tac, il sig. Di Pinto avrebbe avuto meno informazioni sul suo stato di salute e sui pochi mesi di vita che gli sarebbero rimasti da spendere prima di guadare lo Stige.
Irina, oltre ad aver colto nel viso ceruleo, l'avanzare prossimo della Certa, si approssimava a quantificare le proprietà del vecchietto con lo scarto di pochi euro dalla reale entità del patrimonio familiare. Si trattava di capire come poter avvicinarsi alla preda senza correre il rischio di allontanarla. Fu allora che col metodo di un attrice consumata dall'esperienza degli stenti di vita, finse uno svenimento tra la lapide della defunta e la betulla albina accanto al sig. Di Pinto.
-Signorina sta male? Aiuto! qualcuno venga a darmi una mano c'è una ragazza che sta male!- Fu al grido di aiuto del sig. Di Pinto che giunsero due becchini che sarebbero riusciti a far rabbrividire una mummia.
-cosa succede?- disse il primo dalle sembianze di un pipistrello antropomorfo.
-La signorina si è accasciata qui davanti all'improvviso- rispose il sig. Di Pinto. Il secondo becchino privo del dono della parola, compensato dall'abile maestria del fare privo di pensiero, aveva già attrezzato il carrello che utilizzava per trasportare i sarcofaghi in una barella di fortuna, e pochi minuti dopo, Irina con la sua finzione scenica era così entrata nella parte d'addormentarsi profondamente.
Per qualche insondabile gioco della necessità, Irina giaceva nelle vicinanze del forno crematorio dormendo silenziosamente alle soglie del cambio turno dei necrofori. Solo un 20% di fatalità con un 35% di sfiga nell'ora del tramonto, poteva far sopraggiungere una nuova squadra di becchini bergamaschi che per zelo compulsivo non si sarebbero astenuti dallo spingere la bella addormentata nel forno a 2000°.

La vita e la morte si pigliano per il culo a vicenda in mezzo ad ignari teatranti di una sceneggiatura mai scritta, dove il finale giunge senza la pausa dell'ultima sigaretta.
Qui giace Irina Iocicasco nata il 15/06/1985 e defunta in un infausto incidente il 12/09/2010.

 

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1 commenti:

  • Bianca Moretti il 14/09/2011 11:56
    A volte, le cose nella vita prendono pieghe inaspettate e la meta che ci prefiggiamo di raggiungere non sempre ci porta alla destinazione desiderata, tuttavia è insito negli uomini sperare di ingannare il fato e uscirne indenni...
    Bel racconto!

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