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Partite di calcio

Nel 1994 avevo sette anni e fino ad allora del calcio non mi era mai importato un granché.
Poi ci fu la finale dei mondiali di calcio, Italia - Brasile. Per la prima volta in vita mia vidi una partita di calcio per intero e mi piacque moltissimo.
Quell'anno il mondiale si svolgeva negli USA, per la prima volta nella storia, credo.
Ricordo che tutto mi meravigliava: il campo verde, la voce del telecronista, i tifosi sugli spalti.
Era luglio. Faceva caldo e la tv era stata spostata temporaneamente nel terrazzo di casa. La partita non fu entusiasmante, e terminò ai calci di rigore.
L'Italia perse.

Nel 2000 avevo tredici anni, ed ero un fanatico di calcio.
Fase finale degli Europei: Italia - Olanda, semifinale. Si giocava di pomeriggio, fine giugno. Eravamo a casa di nonna.
Di quella partita la mia mente conserva esattamente questo:
- l'espulsione di Zambrotta nel primo tempo
- la porta della cucina aperta
- il riflesso della casa di fronte sullo schermo della tv
- un rigore sbagliato dall' Olanda
- le sigarette fumate da mio padre (spente su un posacenere arancione)
- un tiro di Totti da centrocampo
- le caramelle alla menta
- la parola "fuorigioco" ripetuta spesso
- i biscotti della nonna
- il cucchiaio di Totti
- il gelato all'amarena
- il cucchiaio del gelato che cadde dal balcone, durante l'esultanza.
L'italia vinse quella partita ai rigori.
Tornammo a casa, a piedi, tra i clacson delle auto che suonavano a festa e le urla di gioia dei passanti.
Quella sera comprammo anche la pizza.

Nel 2006 avevo diciannove anni, e del calcio non m'importava più nulla.
Mondiali di calcio, a pochi giorni dall'esame orale di maturità ci fu la finale: Italia - Francia.
Stava per concludersi, finalmente, il mio tortuoso percorso da liceale.
Non avevo nessuna certezza per il futuro.
Con la mia famiglia le cose non andavano bene.
Non sapevo che università avrei scelto.
Non sapevo neanche chi ero.
Di sicuro non ero più quel bambino che dodici anni prima aveva visto la sua prima partita di calcio, quel genuino entusiasmo e quello stupore sincero non c'erano più. Fine.
Ah, già: l'Italia vinse.

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Mauro Moscone il 14/02/2012 07:06
    DA un punto di vista letterario (non entro in quello esistenziale) è un piccolo capolavoro, tenere il diario della propria vita confrontandolo con una delle più radicate ossessioni sociali.
    Veramente interessante e gran ben riuscito.
    Bravo

4 commenti:

  • Anonimo il 11/10/2011 12:55
    Io non ho mai avuto un gran interesse per la nazionale Del calcio ho sempre odiato i "contorni", mi accontento della partita e stop, poi non ho voglia di cimentarmi in moviole, commenti tecnici e altre assurdità del genere; le trovo superflue ed eccessive. In ogni caso ottimo racconto breve
  • Nunzio Campanelli il 19/09/2011 14:47
    Ottima analisi. La mia storia con il calcio ha avuto inizio ed è proseguita seguendo più o meno il tuo percorso, con l'eccezione che sopraggiunta la disillusione non ho smesso di seguirlo. L'ho solo collocato in quello che per me era il giusto spazio: un momento di fanciullesca giocosità. Credo sia il mio modo per abbandonare, seppur di poco, giusto il periodo di una partita, l'incombente necessità di sopravvivere.
  • Anonimo il 18/09/2011 20:37
    molto carino...
  • Teresa Tripodi il 17/09/2011 23:07
    inizia con un non interesse e finisce con un non interesse... prima fase scoperta seconda fase passione terza fase disinteresse... lo vedo come cronaca dell'evoluzione del vivere

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