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Occhi di sfuggenti ombre

Vette elevate dinnanzi a me.
I miei occhi ora si placano sotto una quercia grande e maestosa, lontana da casa.
Il sole ormai stanco di illuminare i peccati nostri commessi, nell'ombra più angusta si nasconde. Dietro nuvole opache, di lino odorose.
Ritirate le case stanno l'inverno. La pioggia ha il respiro pesante del gigante bambino.
Nel corpo sbagliato la bestia si trova.
L'autunno che arriva ora lo sento. Vedo le foglie, le birre e il silenzio di un passo.
La penombra con alle spalle la vita della luce e l'odore dell'erba tagliata mi regalerà il sonno stanotte?
Chiudo i miei occhi. Sono stantii di fronte alle lacrime sue.
Poggio il guanciale per terra, incolpandomi ancora, mi assopisco per terra.

 

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6 commenti:

  • Giacomo Scimonelli il 20/12/2011 22:36
    non posso che condividere pienamente il commento di Ugo..
  • Bruno Briasco il 04/10/2011 19:58
    Molto ben scritto e chiaramente visibile. Brava Giulia!
  • Giulia Fratocchi il 21/09/2011 19:58
    Ringrazio vivamente tutti voi per l'affetto con il quale mi seguite. Infinitamente grazie
  • Ugo Mastrogiovanni il 21/09/2011 17:14
    Giulia Frattocchi mostra con chiarezza il suo duplice ruolo: scrittrice e poetessa; infatti, alla stesura corretta e attraente associa un tono lirico sorprendente.
  • Anonimo il 20/09/2011 11:27
    Poetica introspezione dfi un'ansia del vivere... brava, come sempre. C'è sempre originalità e poesia nei tuoi brani. ciaociao
  • Anonimo il 20/09/2011 10:08
    triste... vette elevate come ostacoli da superare... ombre, nuvole opache... una metafora introspettiva... un grosso bacio