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Crossroads

Eccolo, ci risiamo. È tornato, è lui, lo conosco bene oramai. Invadente. Opprimente come al solito, come sempre, come mai prima d'allora, ma ogni volta nuovo, diverso, caratteristico, senza tregua né respiro, di quel nuovo fatto di un cuore vecchio, sempre uguale, freddo ormai nella sua immobilità e persistenza, circondato da elementi di novità ma labili, fragili, che sfumano e tuttavia si ostinano a riportare la mente verso il centro solido, verso l'angoscia, il ricordo, il dolore. Lo fanno sempre, è un rituale fisso ormai, come bambini che pretendono di essere al centro dell'attenzione, arrivano ed entrano senza bussare, senza rispetto, senza chiedere il permesso, rubano la mente, sfondano le porte, arrivano al cuore. E poi? Poi se ne vanno con leggerezza, senza vergogna, senza pudore, abbandonano il luogo del misfatto... è una strage in realtà... rimangono cadaveri a terra e ferite da rimarginare, soprattutto resta il dolore, da affrontare. Già... la vista, la sua voce, la mente, il ricordo. Maledetti ricordi... il ricordo, la nostalgia, l'impossibilità di cambiare ciò che è, ciò che è stato, l'angoscia, i pensieri a mille, la stanza vuota che ruota attorno a me, la gola che si chiude, è una morsa, è un nodo troppo stretto, e poi giù, ancora più giù, fino al cuore e da lì inevitabilmente su, di nuovo verso gli occhi che tuttavia non vedono più, forse non VOGLIONO vedere altro, si offuscano, così come la mente, lucidi, coperti da un umido velo. Si fa sempre più spesso, sento le guance bagnarsi, i pensieri fermarsi e il mondo attorno a me rallentare, un attimo dopo una fontana. Chiudo gli occhi più stretti e accendo la musica, lei, la mia vita. Non voglio sentire il rumore del mio pianto, non voglio credere che sia successo di nuovo. Combatto contro me stessa, odio il fatto che LUI possa procurarmi tutto ciò, ogni volta, non posso nascondere tuttavia la mia impossibilità a fare a meno di lui, di noi, dei NOSTRI ricordi. Non posso e nemmeno voglio, dura lotta tra passato e presente, ricordo e oblio, indifferenza, amore e odio. Cerco di non pensarci, alzo il volume al massimo, sento il ritmo rimbombare nei timpani. Rannicchiata nel mio letto aspetto, così, in silenzio, che passi la tempesta, che esca dalla mia vita, di nuovo, fino alla prossima ricomparsa, quando qualcuno forse deciderà di far incrociare le nostre strade ancora, per un altro istante.

 

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