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Un infinito spazio

Marta incollava il naso sul vetro della finestra con gli occhi rivolti alla volta celeste che non la deluse mai. Andromeda, Pegaso, Cassiopea, i Gemelli, Castore e Polluce: il cielo, prodigo di scenari, le regalava sempre uno svariato guardaroba: mantelli blu costellati d'oro; nuvole di soffice bambagia ove volavano alati cavalli dalla vita fugace, dissolvendosi, per ricomporsi in altre svariate forme capricciose.
Lampi, guizzi, collane d'arcobaleno, magnifiche estensioni sempre ineguali. Come sarebbe stato fantastico farsi trastullare da quelle culle di panna montata; intingere il pennello nel mare azzurro d'aria e fondersi tutt'uno nell'immensa libertà dello spazio infinito!
Veramente infinito? Così dovrebbe essere!
L'opposto presupporrebbe un universo con dei limiti, ma ogni delimitazione è un confine, al di là deve esistere dell'altro, diversamente la barriera non ha ragion d'essere, non palesandosi un prosieguo nell'oceano cosmico. Ecco l'infinito!
Un infinito spazio! Cos'è lo spazio? Forse un vuoto che esiste in virtù della materia fluttuante in esso? È il vuoto è immateriale o tangibile? Può essere un nulla? Ciò che è niente non esiste; come definire l'inesistente: infinito o l'opposto? Forse lo classifichiamo con l'aggettivo "vuoto" solo perché il nostro potenziale percettivo è limitato, scorgendo null'altro che la sostanza, cosicché anche il nulla avrà una corposità celata alla nostra vista. Forse lo spazio è uno sferoide nel quale tempo ed estensione sono ricorrenti, ma questa sfera dove sarebbe posta? Ricominciamo... quante supposizioni pone questo minuscolo, insignificante condensato di genialità chiamato "individuo umano", piccolo essere rispetto all'immensità. L'unica realtà manifesta è che tale creazione ha forma tremendamente armoniosa con leggi e simmetrie così perfette, ottenute con un atto creativo di sublime arte, la suprema bellezza dell'universo, qualunque cosa esso sia!
Inoltre le nuvole raccontavano storie di altri lidi: di popolazioni sconosciute; popoli indaffarati nei loro commerci opulenti s'agitavano a terra e altre genti languivano nella miseria, fame, sporcizia, malattie e lacrime; ma a lei celavano tutti quegli orrori dei quali erano vaganti testimoni e non le svelavano le molteplici elucubrazioni degli esseri umani, riservandole tutt'altri racconti: mondi fatati abitati da bellissime damigelle ed eroici cavalieri e la bimba vagava in quella parte fiabesca rifugiandosi in essa.

 

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