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La Visione dei Conigli antropomorfi: einsteiniani/copernicani versus tolemaici

" Cara Diana, (lettera mai finita di scrivere alla mia psicoterapeuta...)
mi dimetto da paziente perché son sempre stato matto ma penso di esserlo come lo sono tutti: del resto, tra la follia e la normalità non c'è che la distanza di un capello..."


PUM, PUM, PUM...
Il mio cuore pompa mentre salgo la collina, occupata militarmente dai vigneti che hanno eliminato ogni traccia del bosco selvaggio e primigenio.
Respiro a pieni polmoni.
Sistole e diastole, espiro ed inspiro, perché le cose Sacre sono semplici e quelle profane sono così complicate?
Ora, il problema della psicoterapia sta tutto nel capire: a cosa serve reinserirmi in un mondo ingiusto e brutale?
A cosa serve riadattarmi, se prima non si cambia questa società avida e corrotta, che ha spazzato via il Sacro dal suo cuore?
Cammino a grandi falcate sulla collina, inspiro ed espiro.


Prendo aria e qualche gas poco salutare dall'ambiente e restituisco anidride carbonica e poco ossigeno (la maggior parte serve a me, perdona l'egoismo Madre Natura: tu m'hai fatto così).
Guardo gli altri esseri umani agitarsi nelle loro villette a schiera.
Si sono trasformati tutti in conigli antropomorfi.
Saltellano, zampettano, scavano le loro buche, infaticabili; cercano le loro patetiche carotine.
Esistono solo per allargare la loro tana, buia e umida.

Ognuno di quei conigli vive dentro i suoi egoismi e ognuno costruisce la sua bella tana piena di consumi irrazionali; geometrici cosmi personali e si sbattono scordando che in fine tutti avremo solo una fossa in due metri di terreno.
Ogni tana, un'autoinganno.
Sappiamo che viviamo su un pianeta che attraverso la notte siderale gira attorno al sole, che siamo solo una delle miliardi di rocce disperse nel Cosmo.
Sappiamo anche che riceviamo dal Sole tutta la vita e che un bel giorno questo motore bollente si raffredderà, e che l'umanità come specie avrà fine, anche se un nuovo ciclo vitale ritornerà a rinnovare l'eterno teatro della vita.

I conigli se ne fregano: vedono sorgere il Sole come sempre e non notano che vivono su un sottosuolo mobile e magmatico.
Dalle colline, guardano l'illusorio orizzonte che delimita la pianura e rimangono convinti della loro incrollabile importanza.
A scuola hanno imparato un'immagine del mondo copernicana, e qualcuno di loro forse ha sentito parlare anche di quella einsteiniana.
Loro sono però ancora tolemaici, continuano a credere che tutto l'Universo ruota intorno a loro, a propria immagine e somiglianza.
Si credono il centro del Cosmo: ridicoli, orecchiuti e goffi leprotti presuntuosi!


E allora mi chiedo: possono andare d'accordo einsteiniani/copernicani e tolemaici?
Cara Diana, rutilante psicoterapeuta, sai cosa ti dico?
Quella che tu chiami "la mia nevrosi", non è la strenua resistenza di un essere umano che non vuole diventare coniglio; l'accanita ribellione di una mente einsteiniana/copernicana che non vuole essere tolemaica?

 

l'autore Mauro Moscone ha riportato queste note sull'opera

Questo è il secondo racconto del ciclo "La parte in ombra della Luna".


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4 commenti:

  • Anonimo il 10/10/2011 14:33
    wow... non ti avevo mai letto... davvero singolare
  • Mauro Moscone il 10/10/2011 11:56
    Grazie Raffaele
  • Mauro Moscone il 10/10/2011 11:56
    GRazie delle ottime considerazioni, Raffaele
  • Raffaele Arena il 09/10/2011 23:06
    Domanda dopo una riflessione davvero profonda. Paragonare gli uomini ai conigli secondo me e' un'offesa per i conigli, eppure la considerazione e veritiera, e questo mi fa sentire anti- einstiano, un po copernicano e purtroppo troppo spesso tolemaico, se non materialmente, nella limitatezza della mia capacita' sensoriale.

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