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Nessuno può sentire, nessuno può capire, nessuno può giudicare

Quando il buio improvvisamente avvolge anche l'ombra nascondendola al mondo intero si resta isolati nel proprio silenzio. Ascoltarlo non è facile. Smarrirsi è semplice. Riprendere a vivere è difficile.
Fiumi di lacrime mascherate nessuno riconoscerà, nessuno asciugherà dal tuo viso. Nessuno spontaneamente ti tenderà la mano. Elemosinare aiuto, elemosinare un abbraccio, un sorriso non ha senso.
La sofferenza dell'anima strazia, isola dal mondo intero.
La convinzione di essere soli, non capiti ma sempre giudicati accomuna molte anime sensibili. Molte anime dette ''puerili''. Anime bambine che non vogliono crescere.
Ma come si può dare giudizi di chi vive sperando nell'incontro di un'anima simile, di un'anima che sappia ascoltare anche i nostri semplici sospiri.
L'età avanza, i lineamenti del viso riflessi davanti uno specchio strizzano l'occhio, sorridono beffardamente ma riportano alla realtà.
Vivere. l'unica risposta, vivere e godersi ogni singolo giorno.
Troppo facile rispondere con queste frasi fatte. Frasi che trovo molte volte banali e di convenienza. Frasi certamente sincere ma non adeguate alle risposte che si cercano, alle risposte che il cuore vorrebbe sentire. Risposte che per chi vive nella solitudine dell'anima non saranno mai adeguate.
Ognuno vive la propria vita. Ognuno la respira come meglio crede. Ognuno si crea le proprie paure, inutili apparenti problemi e si circonda da insicurezze che vengono marchiate dai soliti giudizi troppo frettolosi. Giudizi figli della buona fede ma sempre giudizi che nessuno può e deve dare su cuori che battono, su anime che in silenzio piangono, su esseri pensanti che affrontano la vita chiedendosi il perchè di tutto.

 

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0 recensioni:

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32 commenti:

  • FAUSTA PASQUINI il 07/01/2014 16:18
    giusto! elemosinare amore non serve è una vita che lo faccio
    hai descritto in pieno quello che sento oggi sei bravissimo a scrivere complimenti FAUSTA
  • Len Hart il 18/05/2012 18:51
    molto bello e significativo, complimenti!
  • rainalda torresini il 07/04/2012 17:01
    la vita è sempre una sofferenza per chi ha il cuore triste, per chi elemosina abbracci sinceri, carezze da bambino, baci come doni.
    Chiudi gli occhi e con la mano destra accarezzati la guancia sinistra... ti sembrerà una carezza d'amore leggera come una piuma. pensa che te la manda chi soffre come te.
    Buona Pasqua, rai
  • mauri huis il 21/01/2012 00:25
    Senza sofferenza non si acquista profondità.
  • Anonimo il 20/12/2011 17:43
    È una riflessione talmente stringente che non si può che condividere. Un sentimento analogo l'ho provato il giorno della morte di mio padre, ormai anziano. Io non mi davo pace e nessuno riusciva a capire il mio dolore. La frase tipica era: vabbè, aveva la sua età, fattene una ragione... ecco, io sentivo alcune cose in me che altri non potevano nè sentire, nè capire, ma nemmeno giudicare. Un applauso... ciaociao
  • Bianca Moretti il 20/12/2011 10:50
    Mi vengono in mente le parole di una canzone del grande De Andrè: "quando si muore, si muore soli" ... così è per la sofferenza, tutta personale, simile a quella di qualsiasi altro uomo, eppure per chi la vive unica e incontenibile, lacerante e solitaria, tanto da spingerci a desiderarne l'oblio... eppure la sofferenza, questo mal di vivere insopportabile e senza uscite visibili, ha una sua ragion d'essere! Ci ricorda quanto siamo fragili e indifesi, così fallibili e vulnerabili alle emozioni umane, ci dà la misura di quanto amiamo e del dolore che ci procura non esserlo, di quanto piccoli siamo di fronte a tanta immensità, difficile da gestire e da contenere e soprattutto di quanto sia breve la nostra permanenza nel tempo... Logico che alla luce di ciò ci si senta dire (risultandoci banale e superficiale) parole come: "vivi ogni attimo come se fosse l'ultimo, perché non te ne saranno concessi altri..." Tuttavia come tu dici, pur nella consapevolezza di tutto ciò non possiamo impedirci di "provare" "sentire" "soffrire"... cerchiamo le risposte dentro di noi ma nessuna sembra appagare la nostra sete, né tantomeno blandire il nostro dolore, quello sì tangibile e reale... Scusa la lunga digressione ma le tue parole, così accorate e sentite, così vicine ad un'anima capace di comprenderle e farle sue, mi hanno spinto a tali riflessioni.
  • Fabio Mancini il 16/12/2011 19:59
    Giudicare è istintivo e non credo che esista al mondo individuo non giudicante. Bisogna soprattutto comprendere le motivazioni che stanno alla base del giudizio: vendetta? invidia? gelosia? senso di impotenza e di frustrazione? voglia di far crescere la persona oggetto del nostro giudizio? Le situazioni sono infinite, ma dialogare bene ed essere sinceri sono la base di ogni buon rapporto. Ciao, Fabio.
  • Anonimo il 16/11/2011 11:25
    Riflessioni così vere che mi calzano a pennello... bravo bravo e ancora bravo Giacomo!
  • denny red. il 06/11/2011 23:00
    Trovo il tuo pensiero.. profondo come il mare.. e poco più in là.. la spiaggia con tutti i suoi esseri.. che giocano, che parlano.. senza aver visto mai.. il fondo del mare..
    Ottima!! Giacomo, Sempre Bravo!!

  • rosanna gazzaniga il 06/11/2011 08:48
    Bellissima riflessione! Io penso che la cosa più difficile da fare è quella di vivere giorno per giorno assaporando il dono della vita e ogni esperienza sempre diversa che ci viene proposta. Essere se stessi, sapendo dosare quello che può apparire è una forzatura. La vera libertà è quella di non avere paura. Noi abbiamo paura di dimostrarci sensibili, spiazzati di fronte alla vita, ma è proprio questa arresa che ci apre agli altri. È solo gettando le maschere che si trova aiuto e comprensione, perchè non tutti sanno leggere in volti pietrificati.
  • Don Pompeo Mongiello il 31/10/2011 17:14
    Concordo pienamente con te e trovo bellissimo questo tuo!
  • mariateresa morry il 28/10/2011 13:36
    Ho riscoperto questo tuo pezzo e lo trovo molto vero nella sua riflessione. Anch'io provo fastidio quando gli altri dicono " ma goditi la vita giorno per giormo!", come se ogni situazione o vicenda che la vita ti butta addosso non ci dovesse far pensare e vedesse in noi solo individui che assorbono... Comunque circolano molte persone di una superficialità inaudita. Forse non siamo noi troppo riflessivi, e quindi fuori dalla " normalità"; può darsi anche che altri siano mediamente molto mediocri.
  • Anonimo il 24/10/2011 23:01
    forse la gente da giudizi affrettati proprio per non soffermarsi troppo su tutto chiedendosi troppi perché io stesso mi rendo conto che prendendo la vita più superficialmente sto meglio ma non posso di certo non affrontare brutti periodi
    dove ogni giudizio e come un macigno in più sulla capoccia ma è normale che ci siano e pian piano dovranno scivolarti di dosso
    questo scritto mi è piaciuto ciao
  • Francesca La Torre il 23/10/2011 19:13
  • Bruno Briasco il 23/10/2011 18:41
    "Anime bambine che non vogliono crescere".
    L'età avanza, i lineamenti del viso riflessi davanti uno specchio strizzano l'occhio, sorridono beffardemente ma riportano alla realtà".

    Verità innegabili che si affrontano ogni giorno. Uno scritto che fa riflettere e, come scrivi, ti riporta alla realtà.

    Una introspezione che non lascia spazio alla commiserazione, ma ad una analisi di quanto una persona possa soffrire nella sua solitudine sofferta e molte volte non capita.

    Anche un aiuto a fin di bene (se non richiesto) è pur sempre un giudizio, una intromissione nella vita altrui.
  • Anonimo il 21/10/2011 09:45
    "chiedersi il perchè di tutto"...è, forse, un male interrogarsi senza requie alla mente indagatrice. Non si può forzare il pensiero altrui che viaggia su una corsia preferenziale, e allora accetto il tuo ragionare che è una ferma constatazione dell'insondabile mistero della vita.
    I miei sinceri saluti.
  • Giulia Gabbia il 17/10/2011 10:00
    Un racconto intenso ben stilato.. piaciuto..
  • Don Pompeo Mongiello il 17/10/2011 06:35
    Molto apprezzato e piaciuto questo tuo veramente bello!
  • Ilaria Tringali il 12/10/2011 12:34
    PURTROPPO VIVIAMO DEI GIUDIZI DI CHI CI CIRCONDA, DI CHI CI COPIA MA DI SICURO DI CHI C'INVIDIA, PER QUESTO TI CHIEDO DI VIVERE COSì COME CREDI, NESSUNO è MIGLIORE DI UN ALTRO E PUOI STARNE CERTO, TANTE MANI SINCERE TI ACCOMPAGNERANNO LUNGO LA VIA DELLA VITA, MA NEI MOMENTI DIFFICILI SOLO TU POTRAI AMMINISTRARE LE TUE PAURE, GESTIRE LE TUE EMOZIONI. TI VOGLIO BENE
  • Cinzia Gargiulo il 11/10/2011 23:20
    Oggi si vive soli nella massa. Siamo delle monadi che hanno paura di aprirsi all'altro. Tendere una mano a chi soffre vuol dire mettersi in gioco, uscire da se stessi per incontrare l'altro ma è troppo impegnativo per una società che vuole restare superficiale.
    È troppo faticoso e richiede sacrificare un po' del proprio tempo per ascoltare l'altro ma l'egoismo dilagante rifiuta ogni forma di sacrificio. Allora bisogna fingere di star bene, indossare una maschera con un bel sorriso stampato per non essere ancora di più isolati...
    Eppure è una ruota che gira, prima o poi capita a tutti di avere momenti difficili e solo pensassimo a questo forse saremmo un po' più generosi...
    Oggi viviamo in condomini dove nessuno ti dedica più di un "buongiorno" di sfuggita, la gente ti cerca per "fare" qualcosa insieme e non perchè ha interesse di conoscerti però si abusa della parola "AMICO"... ma gli amici sono un'altra cosa. Non ti giudicano e ci sono non solo per divertirsi insieme ma principalmente per sostenerti in ogni occasione, bella o brutta che sia... Siamo pieni di CONOSCENTI ma gli AMICI si contano sulla punta delle dita... E allora in solitudine ci si attacca al computer e lì si scoprono tante persone che soffrono la stessa solitudine e allora mi chiedo perchè tutti ci costringiamo ad indossare maschere nel mondo reale in cui viviamo e non abbiamo il coraggio di mostrarci per quello che siamo con le nostre fragilità?...
    In ogni caso la vita mi ha insegnato che la forza di andare avanti dobbiamo trovarla dentro di noi ma certo con qualcuno che ci tenesse per mano sarebbe più bello ma quando non c'è bisogna farcela comunque perchè ne vale la pena.
    Un racconto che fa riflettere e che mette in discussione chi ha una reale sensibilità.
    Bravissimo Giacomo...
  • Anonimo il 11/10/2011 21:45
    caro Giacomo... la sofferenza fa paura... parlare del proprio dolore può dar fastidio a chi ti ascolta, nessuno può capire se non si trova nelle tue stesse condizioni... poche persone tendono la mano non sapendo di chi sarà quella che stringeranno... eppure ci vuole poco, una mano sulla spalla, un sorriso, asciugare una lascima e dire non sei solo... io ci sono... bellissimo componimento amico mio ci fai riflettere ci fai pensare... ci rassicuri perchè ancora ci sono persone come te... un bacione carla
  • Raffaele Arena il 10/10/2011 23:20
    Il cuore nel momento in cui non sta' bene, porta a ricordare le cose brutte della vita. La forza dell'intelletto spesso si manda fuori strada. Continuare a porsi domande e cercare, questa puo' essere un'opzione, certo le risposte talvolta feriscono come lame affilate che non lasciano scampo, specialmente alle persone troppo sensibili. Un aiuto impagabile e' della buona musica armoniosa, o un testo che dia coraggio, come anche una visione, di un cielo azzurrro, di una nuvola. È dura ma continuiamo a camminare!
  • Anonimo il 10/10/2011 21:27
    Purtroppo, amico mio, viviamo in un mondo di "soli". Siamo in compagnia soltanto nei momenti belli e felici, in cui non c'è da dar nulla di noi stessi, se non il nostro tempo per condividere lo svago, senza nessunissimo impegno ulteriore.
    I problemi, i drammi interiori, i bisogni dell'anima e del corpo fanno paura. La sensibilità è vista come infantilismo. Ma è proprio perché perdiamo il senso e la freschezza del bambino che poi non siamo più in grado di stupirci, di meravigliarci, di provare emozioni.
    Allora nascono i giudizi. Il giudizio non è altro che un difendere le proprie scelte, poco umane. È un trincerarsi dietro la torre della maturità, che è, invece, soltanto una costruzione di burro pronta a sciogliersi al minimo dolore che la vita ci presenta e che ci colpisce in prima persona.
    Spero di essermi spiegato bene. Il tuo pensiero è totalmente condiviso. Bravo Giacomino.
  • angela testa il 10/10/2011 16:48
    Giacomo hai perfettamente ragione... ci vuole coraggio a chiedere... a parlare... ma chiudersi in un mondo tutto tuo è peggio credimi... il silenzio intorno a te prima o poi ti fa star male di brutto... il perchè saremo in tanti a chiedercelo... ma forse perchè ne ho passate tante che ora il mio pensiero è uno solo... aspetto che le nuvole passano... aspetto il sole... non prendo più niente sul serio... neanche la morte... vivo ogni giorno come sè fosse l'ultimo... con fede umiltà è amore... scusami GIACOMO... tutto a un fine... fatti coraggio... una mano tesa la troverai sempre... scusami... sè ho scritto qualcosa che ti ha offeso... ti abbraccio... ciao GIACOMO...
  • patrizia melito il 10/10/2011 14:40
    " Il buio che avvolge anche l'ombra..." vedo in questa frase la massima espressione della solitudine, anche se ne è permeato tutto il racconto. Destino delle anime "bambine", come le chiami tu. Delle anime pensanti, alla ricerca dei perchè. Le più sensibili e per questo più incomprese. Il silenzio, per loro, è d'obbligo... per vivere. Bravo! Un racconto che mi è piaciuto molto.
  • Anonimo il 10/10/2011 13:48
    Bello, vero, profondo, condiviso.
  • Anonimo il 10/10/2011 13:45
    Giacomì, il tuo pensiero lo trovo particolarmente sentito. È pienamente condiviso da me. Bravissimo!
  • Dora Forino il 10/10/2011 13:13
    Una pagina di piccoli frammenti di vita che ci appartengono, in quanto ognuno di noi ha momenti disconforto, di delusioni, di smarrimento e non c'è nientee nessuno che può capirti. Bisogna solamente riportare la luce dentro il cuore... e ritrovare il sorriso.
  • Falco libero il 10/10/2011 00:59
    Un bel racconto Giacomo forse un po' troppo colorato di grigio. È vero la realtà quotidiana spesso ti fa sentire vulnerabile e fragile ma sappiamo però che ognuno di noi è un universo a volte avvolto dall'oscurità ma ognuno può illuminarsi della luce delle sue stelle.
    Bravo Giacomo
  • sabrina galbo il 09/10/2011 17:42
    o anime bambine che non possono, non riescono a crescere... alle quali non è data possibilità di riscattarsi... per una educazione sbagliata, per un trauma o altro...
    Ma chiedere aiuto... SI DEVE... è l'unica cosa possibile e sensata...
  • lupoalato maria cannavacciuolo il 09/10/2011 16:21
    Ho apprezzato molto questa frase " Anime bambine che non vogliono crescere". La vedo con due significati e da cui il tuo racconto assume due diversi modi di essere visto. Molto piaciuta!

  • bruna lanza il 09/10/2011 14:22
    anime puerile? anima bambina?... io la penso come te... ci vuol coraggio a piangere, ammettere la propria fragilità non è cosa per tutti.

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