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La nonna

La nonna aveva due occhi lucenti, chiari e limpidi come un mattino di primavera e dolci e luminosi come stelle. Guardare in fondo ad essi era come scrutare il fondo dell'anima. Era piccola e minuta la nonna ma anche impavida: non la intimidiva nemmeno il freddo.
La nonna era sempre la prima ad uscire fuori anche quando il vento spirava forte ed il freddo formava una specie di velo sottile su ogni cosa. Io la guardavo andare fuori osservandola dalla finestra in disparte. Usciva intrepida, con l'enorme catino di zinco ricolmo di bucato da stendere e i beccucci di legno nel cestino di paglia. Il suo corpo lieve fluttuava tra le raffiche di vento freddo, ma lei forte ed energica, non s'intimoriva, avanzava inarrestabile nel cortile. Nell'ondeggiamento leggero gli orli del vestito a fiorellini si sollevavano un poco, scoprendo le ginocchia ricoperte dalle calze di filanca scure fermate da un elastico ed arrotolate, che le lasciavano sempre un livido rossastro intorno alle gambe. La nonna sembrava eterna come un albero di ulivo. Faceva freddo ma lei prima di uscire, aveva passato frettolosamente le mani sul braciere per scaldarle un poco, poi aveva appoggiato sulla sedia di paglia il suo ricamo teso nel telaio e il cestino per il cucito. Sul fondo di esso giacevano, oltre ai ferri del mestiere, qualche vecchia cartolina che il nonno le aveva inviato dal fronte durante la guerra e diverse immaginette di santini consunte dai baci devoti e dalle numerose preghiere. Il suo culto religioso era molto profondo: ella infatti credeva a molte Madonne alle quali attribuiva poteri straordinari e ad ognuna di esse riservava un sommo quanto doveroso rispetto. Ognuna aveva una posa diversa, e come regine che lei venerava, le distingueva dalla corona, dalla foggia dell'abito, dal bambino che sorreggevano. Una, conservata in più riproduzioni, reggeva un piatto su cui erano deposti gli occhi e con l'altra mano stringeva al petto un ramo di palma. Era Santa Lucia, "protettrice degli occhi", a quanto sembra la santa più miracolosa e più cara alla sua devozione cristiana, e alla quale la nonna rivolgeva preghiere ed invocazioni per i suoi occhi lacrimanti. Tutte volevano essere onorate durante le feste, amavano le processioni, i fiori e i baci e, se pregate con ardente fervore, erano dispensatrici di grazie e di amore. A volte mentre la nonna ripeteva le orazioni, si sentivano i baci silenziosi e santi che ella tributava ad una ad una delle sue Vergini deponendole poi in un fazzoletto ripiegato dopo aver recitato le consuete preghiere.
La nonna conosceva la prodigiosa arte del ricamo. Durante la guerra le signore bene le commissionavano corredi per le figlie e lei, infilato ago e filo nel tessuto steso dal telaio, con un'acrobazia prodigiosa, ne faceva uscire biancheria pregiata ed esclusiva, degna della dote di una principessa. Si sentiva la presa delle sue dita magre e nodose che tiravano su i fili. Sembravano ganci inossidabili le sue mani. Un po' consumate dai lavori di casa. E imprecava contro il filo quando non voleva infilarsi nella cruna: "Tutta colpa di questi miei occhi, continuano a lacrimarmi!"e tirato fuori un fazzoletto, si fermava un attimo ad asciugarli. Fuori, il freddo incombeva e il vento ululava. In casa il braciere divorava carboni ardenti e i vetri si appannavano come specchi ricoperti da un velo sottile ed impalpabile.
La nonna conosceva le storie più strane e raccontava tanti fatti del passato, storie fitte di mistero e magia oppure se ne stava da sola, prendeva un libro di preghiere ingiallito e logorato dal tempo che leggeva in silenzio, mentre i grani del rosario le scivolavano veloci tra le dita. A volte, in qualche punto la sua voce si alzava con enfasi: Oh Madonna mia, pensaci tu!. Il tutto si svolgeva dietro i vetri della finestra dove passava il tempo quando non la tenevano impegnata altre incombenze.

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9 commenti:

  • Anonimo il 21/08/2014 16:27
    Questo storia vera è come una pagina di De Amicis, la nonna è un'eroina, Mi hai commosso, l'hai scritto con il cuore e la tenerezza di un bambino. Bravo. Bravo:Bravo.
  • Angel Bruna il 22/10/2011 15:21
    Grazie, credo di aver descritto al meglio mia nonna!
  • Anonimo il 19/10/2011 16:04
    belle le tue descrizioni1 Questa poi è molto preziosa e di una sensibilità unika, bravissima!!!
  • Angel Bruna il 16/10/2011 20:10
    grazie Giacomo, ho apprezzato molto il commento!
  • Anonimo il 16/10/2011 20:00
    Bel racconto, denso di grazia e nostalgia. Mi è piaciuta molto, perché altamente poetica, la frase: "Il mio cuore di bambina si riempiva di gioia e mi aggrappavo forte al calore materno annusando tutto il suo amore." Brava. ciaociao
  • Angel Bruna il 16/10/2011 15:54
    grazie, era la nonna che era fantastica e spero di averla descritta egregiamente!
  • Dilaila Bella il 16/10/2011 15:50
    Che bel racconto... le nonne non si dimenticano mai e tu la tua l'hai descritta in un modo fantastico, sembra quasi di averla conosciuta. Bravissima!!!
  • Angel Bruna il 16/10/2011 15:42
    grazie di cuore
  • Anonimo il 16/10/2011 15:27
    Veramente bellissimo, descrizioni dettagliate che fanno rivivere ricordi passati... brava...

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