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Fuggevole visione di un altrove incantato, eppur reale

In un paesino di poche anime e tante vacche, circondato da paesaggi da favola, la mattina le valli erano immerse nella nebbia.
All'improvviso, come d'incanto, ora a destra ora a sinistra, spuntavano fuori dal nulla alberi giganteschi che poi scomparivano nella foschia, rituffati in un altrove sconosciuto e perduto per sempre.
Il cielo assumeva dei colori pastello, si confondeva con la terra e tutto sfumava.
Era difficile definire i contorni della vegetazione.
Il sole cominciava ad illuminare e ad irrompere nell'ambiente circostante e i primi raggi dorati già colpivano e penetravano la bruma che agiva come un prisma, scomponendo la luce in tanti fasci dai diversi colori, creando qua e là improvvisi ed effimeri arcobaleni, in un balletto di continui scintillii luminosi.
Ed era proprio allora, con quell'aumento di luminosità, che gli elementi cambiavano di posto: gli alberi, le colline e il cielo sembravano in continuo movimento a causa del vento che con discreti e leggeri refoli spostava la nebbia.
Folletti che saltavano da un fiore all'altro, seguendo il movimento ripetitivo del cerchio e dell'infinito, nel complesso realizzavano una danza ordinata e circoscritta.
Gli spiritelli, sdraiati ai margini del ruscello, tra i rivoli calmi e melodiosi, in silenzio osservavano sfilare i passanti ignari del loro destino.
Non ho avuto l'onore, il privilegio e il piacere, in questa avventura, di approfondire la conoscenza della fata, mentre l'incontro del cervo è rimasto solo un sogno sospeso e non appagato, rinviato in un altro "dove".

 

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16 commenti:

  • Fernando Piazza il 19/10/2011 21:52
    Ci sono incontri mancati che rendono ancor più grande il desiderio di ricercare e provare emozioni ed esperienze, al di fuori della nostra volontà, senza per questo sottovalutare (non riconoscendone i segni) ciò che ci accade nel momento presente, che consideriamo "ordinario" ma che a posteriori si rivela "straordinario" . Un'occasione mancata è dunque quella che io ritengo solo un'occasione rimandata...
    Grazie Karen per il passaggio.. e per i complimenti...
  • karen tognini il 19/10/2011 21:12
    Bellissimo fatato racconto... scritto da un 'abile penna... Complimenti Fernando... tra le righe... una fata da conoscere... Non ho avuto l'onore, il privilegio e il piacere, in questa avventura, di approfondire la conoscenza della fata, mentre l'incontro del cervo è rimasto solo un sogno sospeso e non appagato, rinviato in un altro "dove".
  • Fernando Piazza il 19/10/2011 18:03
    Francesco, ci sei anche tu, che piacere...è vero, manco da un po' ma spero di recuperare il tempo perso, anche se con ritmi meno serrati... Il ritorno alla "dura" realtà è sempre un po' traumatico... Ho appena dato un'occhiata al tuo profilo e ho visto che ti sei scatenato con la scrittura: un'invidiabile vena creativa!!! Appena posso andrò a curiosare. Ciao e grazie per le belle parole.
  • Fernando Piazza il 19/10/2011 17:59
    È proprio come dici Antonino... un'Arcadia insospettata. È anche vero che 40 giorni trascorsi fuori dal tuo solito ambiente, vissuti lontani dalla noia e dalla routine quotidiana, senz' altro pensiero se non quello di svegliarsi l'indomani e affrontare una nuova tappa tutta da scoprire, con pensieri e persone diverse ogni giorno erano un ottimo incentivo a vedere tutto con occhi "magici" e persino "visionari". Un'innocente evasione dei sensi e non solo... Un caro saluto anche a te.
  • Fernando Piazza il 19/10/2011 17:52
    Marcello, ho solo cercato di rendere almeno in parte, con semplici (e forse infedeli) parole, l'equivalente di ciò che l'animo effettivamente provava di fronte a quello spettacolo ma che in nessun caso potrà sostituire l'emozione del momento... Ogni giorno è stata un'avventura del cuore e dell'anima perché ignoto e tutto da vivere...
  • Fernando Piazza il 19/10/2011 17:50
    Ti assicuro, caro Bruno, che mi sono goduto ogni momento, perché avevano il sapore del non già vissuto e perché ciascuno era unico e irripetibile... Momenti così passano sicuramente ma non si dimenticano più... Ciao hermano.
  • Anonimo il 19/10/2011 15:52
    mammamia che bello che sei tornatoooooooooo! più fumato che mai! eheh... no scherzi a parte sei di una bravura impressionante!
  • Anonimo il 17/10/2011 16:49
    Una sorta di Arcadia partorita da una sensibilità ( probabilmente ) disgustata dalla realtà presente. Purtroppo, è solo sogno. A questa vita, non ci sono né danze di coboldi né fate, semmai danze di politici imbroglioni e puttane. Però, vabbe ' , ogni tanto è giusto evadere. Tu lo fai così, io attraverso la poesia. Un caro saluto.
  • Marcello Insinna il 17/10/2011 15:33
    Che bella visione: la natura che con i suoi giochi ora si mostra, poi si nasconde e sembra in movimento. Geande sensibilità che dimostra pace interiore. Bravo Fernando!
  • Bruno Briasco il 17/10/2011 13:50
    Quando si ha la pace nel cuore tutto appare diverso, una visione e colori che non si possono "vedere" con gli occhi di carne. Il racconto è splendido anche perché dettato dal sentimento che hai provato e che sicuramente ti ha segnato per la vita. Un forte abbraaccio caro amico-fratello
  • Fernando Piazza il 17/10/2011 10:47
    Ed io te li consiglio vivamente... Se ne hai la possibilità devi andarci assolutamente. Io ne son rimasto folgorato. Le descrizioni non rendono appieno le sensazioni e le emozioni provate davanti allo spettacolo di quei luoghi. Un mondo a parte... o forse era lo spirito e l'avventura del momento che lo rendevano magico ai miei occhi... Un abbraccio, Carla.
  • Anonimo il 17/10/2011 10:37
    solo animi semplici riescono a vedere paesaggi come questo da te descritto(anche se reale), con dovizia di particolari... mancavano i tuoi scritti ferdy... bravo complimenti di cuore... carla
    ps alcune persone mi hanno suggerito di andare a visitare questi posti, anche da loro descritti magici...
  • Fernando Piazza il 16/10/2011 22:38
    La Galizia, cui lo scritto è ispirato, è davvero un luogo "fantastico", nel senso che offre davvero quella "magia" che le mie parole hanno cercato di descrivere ma senza rendergli piena giustizia. Quella regione mi ha letteralmente catturato, imprimendo a fuoco nella mente e nel cuore le sue immagini cangianti e soprattutto i suoi colori, così vividi e quasi irreali, proprio come un quadro futurista, così come tu, con acume e spirito di osservazione, lo hai definito. Rapito dalla sua bellezza me ne sono innamorato, allo stesso modo in cui conquistati dalla donna amata le si offre il proprio cuore. Ciao grande Jack
  • Fernando Piazza il 16/10/2011 22:37
    Se guardi bene tra le righe troverai uno degli elementi che cerchi: il bambino è stato, in effetti, colui che mi ha accompagnato per tutto il cammino permettendomi la visione di uno scenario fantastico e senza tempo. Per l'altro elemento, in questo viaggio non ho avuto l'onore e il piacere di incontrarlo: mi riferisco all'unicorno che io ho sostituito con la figura del cervo. Comunque grazie per l'integrazione preziosa e lieto di aver risvegliato in te ricordi di miti antichi ma sempre vivi nell'animo fanciullesco che sempre vive in noi.
  • Anonimo il 16/10/2011 17:28
    Bel racconto sulla natura... mi hai fatto vedere quel posto ed anch'io me lo figuravo mobile
    come l'ondeggiare della bruma. Una specie di quadro futurista pennellato con la tastiera... bravissimo, Fernando. Gran bella descrizione. ciaociao.
  • rosaria esposito il 16/10/2011 17:07
    aahhh... mò capisco la luuuunga vacanza... dimmi un pò, in questo paesino di due anime e tante vacche ( :mmm mancava un bimbo? perchè le fate nascono dai sogni dei bimbi... e l'unicorno da un amore puro!

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