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In principio è il chaos

C'era una volta...
Forse ci sono ancora delle nonne e delle mamme - se le televisioni non le hanno rimbambite tutte - che comincia così, per raccontare ai propri figli e nipoti l'incanto di una fiaba.

I miei racconti invece vengono dalla notte dei tempi ed io sono la dea Memoria, Mnemosyne.
Le mie storie sono state trasmesse da generazione a generazione e il mio grande orecchio, che tutto vede e tutto ascolta, le ricorda.
Aedi, poeti, musicanti girovaghi le hanno cantate ed io li ho ispirati e li ho ascoltati.
Le loro saghe, le ho impresse tutte nella lamina d'oro della mia Mente.

Allora comincio così:
C'È DA SEMPRE...
Voi contemporanei vi chiedete che cosa c'era, quando ancora non c'era qualcosa, quando non c'era proprio nulla?
Siete interessati solo al Nulla, lo sapete?
Perché tendete sempre a qualcosa fuori di voi, al di là e così rendete il vostro attimo presente un nonnulla.
Non conoscete Afrodite, la gioia.
Non si può conoscere ma solo provare.
Non conoscete l'eterno presente, il momento reso intenso da una decisione, un moto di volontà che sempre ritornerà nell'eterno presente.
Non si può conoscere ma solo sperimentare.

In principio è il Chaos, la potenza dai mille nomi.
Uno di questi nomi è Abisso.
È un vuoto, un vuoto oscuro, dove niente può essere distinto; una notte buia, dove tutte le vacche sono grigie.
È un punto di caduta, di vertigine e confusione, un precipizio senza fine, senza fondo.
Abisso è fauci immense in cui tutto può essere ingoiato e confuso in un'unica oscurità indifferenziata.

Chaos decide di scagliare il suo maglio di fuoco e appare Gaia, la Terra.
Dai recessi segreti dell'Abisso sorge il pianeta Terra.
Chaos ama la diversità e la Terra è il suo contrario.
Gaia non è più una caduta nel buio senza limiti, indefinito, inarrestabile.
Sulla Terra ogni cosa è ben delimitata da orizzonti, visibile, solida, corposa, tangibile.
Gaia è il suolo su cui dei, uomini e animali camminano con sicurezza.
Gaia è il lastricato del mondo.

 

l'autore Mauro Moscone ha riportato queste note sull'opera

dalla saga di Mauro Moscone " Mitologia della Gioia".


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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Raffaele Arena il 25/01/2012 22:28
    Come sempre le riflessioni di Mario non son mai banali. E questa ne è la conferma. La sua conoscenza letteraria e la sua determinazione espressiva ti lasciano spettatore su una sedia che poi si guarda il film potente dall'inizio alla fine. Naturalmente finito il film vien di domandarsi qualcosa: Gaia è davvero qualcosa di definito o è ciò che noi mortali vediamo, e non tutti i mortali e gli immortali vedono alla stessa maniere le cose? E siamo sicuri che il chaos è il principio e non una cosa contempranea all'istante che viviamo? L'uomo che nasce e che muore deve sempre vedere le cose che nascono e che muoiono? Ma è giusto questo modo di ragionare, o limitato a come siamo fatti. Opera molto apprezzata.

3 commenti:

  • Marcello Insinna il 21/10/2011 22:46
    Se riuscissimo a vivere la vita considerandola come un insieme di attimi e a goderne senza che questi fossero " inquinati dal passato e dal futuro, quindi degli attimi "puri", potremmo essere più felici! Bravo.
  • Mauro Moscone il 18/10/2011 09:43
    Grazie del gradito passaggio
  • loris bassini il 17/10/2011 23:23
    wow!! che turbinio di parole..
    Bel casino bravo

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