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La donna che guardava da lontano

Alcuni dicevano esistesse. Altri smentivano. Io non sapevo cosa pensare. Così decisi che ci avrei creduto quando anch'io l'avessi vista. Poi, una sera tornando a casa, anch'io la vidi.
Non era come la descrivevano. Se ne stava là, immobile, stagliata contro il cielo sul profilo della collina. Solo alberi spogli le facevano compagnia. Uno sbuffo di vento improvviso ne scompigliò i lunghi capelli corvini e fece aderire il lungo vestito nero alle curve invitanti del suo corpo. Rimasi a fissare quella figura di esule bellezza, avvolta dall'eleganza che solo il tempo può concedere.
D'un tratto mi chiesi se avesse un nome. Non avevo mai sentito nessuno dire di conoscerlo. Volevo fare la mia bella figura con gli amici l'indomani. Così, a passi lenti m'inerpicai lungo il sentiero che raggiungeva la sommità della collina.
Man mano che salivo sentivo sempre più intenso l'odore di spezie bruciate. Avanzando ancora cominciai a sentire attorno a me quel vento che prima giocava con i suoi capelli.
Era freddo.
Compii gli ultimi passi e mi ritrovai di fronte a lei. Così da vicino nessuno avrebbe sostenuto che fosse bella. Anzi. Era vecchia e sotto la sua veste solo il vento creava l'illusione di un bel corpo. Mi avvicinai di più per scrutare quel viso segnato da tutti i peccati commessi dal mondo. Mi feci coraggio e chiesi quale fosse il suo nome.
L'ombra di un sorriso amaro apparse fugace sulle sue labbra rinsecchite.
In un sussurro mi rivelò il nome della donna che guardava da lontano.
Tremai. Per un momento strinsi nei miei pensieri quel nome mai sentito.
Poi, divenni cenere e fumo. Il vento mi disperse lungo i fianchi della collina, intrecciò le mie volute alle braccia nude degli alberi e disperse nell'aria odore di spezie bruciate.

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 04/08/2014 19:19
    Sapiente uso della narrazione e ottima scelta della storia, del soggetto... il finale che lascia perplessi è pure un classico che serve a far pensare il lettore... ergo c'è di tutto: buona scrittura, ottima cadenza di narrazione, buon uso delle parole e delle metafore( in alcuni tratti il brano è poetico, alla Francis Scott Fitzgerald)... che si vuole di più?... c'è pure il taglio web che lascia comunque il dubbio che l'autore non abbia poi tanta legna da ardere( ma è solo un dubbio, ovviamente)... holahola, un applauso.
  • Aedo il 26/04/2012 17:52
    Un racconto avvincente con un finale imprevedibile, da brividi.
    Ho scoperto oggi una scrittrice intelligente e originale. Ciao
    Ignazio
  • Sofia Rossi il 19/10/2011 17:45
    Vi ringrazio dei complimenti, troppo buoni
  • antonio chisari il 19/10/2011 13:44
    assolutamente originale e ben scritto. in poche righe hai davvero creato suspence, senza farti mancare neanche il colpo di scena finale. brava
  • Mauro Moscone il 18/10/2011 10:40
    Molto bello e sopratutto molto webpop: la letteratura moderna trasforma il quotidiano in mitologico, il personaggio ottocentesco diventa una potenza della natura.
    Sembra di leggere le metamorfosi d'Ovidio al giorno d'oggi.
    Un mio encomio speciale, e t'assicuro che conta

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