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Utopia

Sono passati ormai 60 anni dalla mia giovinezza e ora tu qui mi chiedi com'era.
Ti potrei raccontare delle grandi scoperte di quei decenni, ti potrei raccontare di quel famoso giorno in cui una capsula tirò vivi dall'inferno dei minatori, ma ti racconto della quotidianità che ancor più ti sorprenderà, Isabel.
Erano gli anni in cui ogni giorno si parlava di una nuova vittima. I criminologi erano ormai alla ricerca degli spazi televisivi che si occupassero di vittime e di violenza; le persone curiose morbosamente attratte dalle vicende più tremende che si raccontavano. Si facevano pellegrinaggi nei posti dell'orrore. E poi ogni gesto, tesoro mio, non è come lo vedi ora. Ogni gesto era visto in modo pessimistico, brutale e violento.
Tu non vedrai mai quel mondo in cui ho vissuto, è sepolto come lo sono la maggior parte dei suoi protagonisti, lupi affamati di potenza e successo.
All'età tua, sai, pensavo che un mondo così, nel quale viviamo ora, esistesse solo tra le vie più luminose della mia mente perché niente, in fondo, mi faceva sperare nella possibilità di combattere "quel cancro" e di arrivare dove stai arrivando tu, solo con le tue forze e senza corruzione.
Ai tempi miei le persone accumulavano rabbia ed era normale sfogarla in metro picchiando una donna, tra le mura domestiche abusando di una moglie, nello stadio distruggendo ogni cosa e... ti potrei fare altri esempi ma provo vergogna e ribrezzo nel solo elencarli.
Non era possibile vivere sereni, senza paura di denunciare e di essere denunciati, senza vergogna di parlare.
Sono cambiate le favole dei principi e principesse: oggi sono le principesse che salvano i principi, ma questo si prevedeva.
Isabel, combatti per i tuoi ideali perché ora è possibile, nessuno ti ostacola per quello che è giusto.
Erano anni terribili allora! Come chiami sempre questo nostro mondo, nonna? -
Utopia, Isabel. Utopia.

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 21/11/2011 11:32
    Peccato solo che questo dialogo è stato riportato cinquanta anni prima. Sarebbe bello leggerlo tra ottanta anni, scoprendo che Utopia esiste da decenni e le parole scritte da una ormai vecchia ragazza avevano previsto il suo nascere...
  • Jules il 24/10/2011 20:25
    Fernando, se penso al futuro lo (voglio) immaginare senza corruzione, ipocrisia, ingiustizie: mi rendo conto che è (quasi) impossibile, è appunto utopia! Ma vorrei cercare di pensare positivo, vorrei fare qualcosa per dare l'input al pensiero positivo del futuro: siamo noi, i giovani del 2000 a dover cambiare le cose. Anche solo pensando positivo, cercando di far pensare positivo anche gli altri.. Grazie per il tuo commento
    Giacomo, molto particolare il tuo aforisma . Grazie per il tuo pensiero sul mio racconto
  • Fernando Piazza il 23/10/2011 15:45
    Se solo fosse vero... ma sognare è possibile, no? Perchè alimentare il pessimismo spingendolo egoisticamente agli anni a venire? A volte mi chiedo se al peggio ci sarà mai fine ma poi leggo brani come il tuo, pieni di ottimismo e di speranza in un futuro migliore e mi dico che sì, è possibile! Molto significativo il tuo testo, di un'attualità sconcertante pur se proiettato e ambientato in un tempo futuro.
  • Anonimo il 23/10/2011 14:15
    letto con interesse anche perchè avevo appena terminato di scrivere un aforisma( proprio ieri sera... ma lo sto ancora correggendo) dal titolo Utopia. Eccolo, forse lo pubblicherò:

    Utopia
    Potente faro soprannaturale che illumina la via di una strada panoramica senza fine.
    Ciaociao... benevenuta fra gli scrittori.

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