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Dibattito scientifico

Il preside

La nostra cara amica Marina ha posto alla nostra attenzione due specifici problemi: il primo - è meglio l'uovo oggi o la gallina domani - è di costante attualità. Il prof. Sperandio riferirà dei principali orientamenti della comunità scientifica a tale proposito e proporrà una sua originale tesi interpretativa.
Il secondo quesito relativo alla definizione del tipo romantico è di natura più sfuggente e chiaramente richiede l'apporto interdisciplinare di storici dell'arte, psicologi della musica, psicologi sociali e della comunicazione. Su questo difficile tema sta affrontando la sua tesi di dottorato la religiosa Suor Clementina e attraverso le sue parole cercheremo, quindi, di vedere fino a che punto l'essenza romantica pervada il nostro mondo cognitivo e i nostri affetti. La parola, quindi, al prof. Sperandio.

Sperandio

Uova e galline
sappiamo sono
alla base della civiltà
occidentale.
Un primo dilemma
perché uova e galline
e non uova e piccioni
o uova e quaglie?
Sono elementi
sufficientemente rappresentativi
dell'alimentazione?
Son quindi dei prototipi?
Forse si mangian
di più le galline rispetto
alle quaglie o ai piccioni?
È stato sempre così?
Abbiam sufficienti evidenze statistiche?
No
Forse una risposta antica
e giusta ci viene
dall'entomologo Topelius (1634)
che in una furiosa critica alle tesi
universaliste di Varenne (1612)
dimostrò che l'elemento essenziale
"è nella quotidianità del prodotto uovo".
Anche se non sempre è così
e poi ci son le galline vecchie...
Ma Topelius coglie che l'aspetto rilevante
non è la natura prototipica dell'uovo e della gallina
bensì la rappresentazione mentale della quotidianità...
Altra vexata questio
È nato prima l'uovo o la gallina?

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 03/05/2013 21:36
    La complessità spesso solo apparente della natura umana si può scoprire in tanti modi, ad esempio leggendo questo racconto che nessuno ha commentato. Io, che amo la semplicità, mi limito a scorgervi un solo messaggio essenziale: nulla, nella vita, è banale, NULLA, anche se non mancano coloro che rendono banale tutto.

2 commenti:

  • Anonimo il 18/05/2013 08:00
    Attualmente mi avrebbe colpito soprattutto un verso: "Il romantico ha scarse attitudini sociali"... Non sempre, certamente, perché nulla è assoluto in ciò che è umano, ma spesso, sì, è così. Il 3/5, invece, fui presa soprattutto dalla complessità delle domande che noi umani ci poniamo e che io penso prodotta ancora oggi, come allora, dal fatto che troppo spesso ci fermiamo a metà strada, sia nelle osservazioni che sulle conseguenti nostre riflessioni, anziché cercare di andare alle sorgenti che tanto, se non tutto, potrebbero dirci sull'essenziale realtà dell'esistente che è l'assoluta necessità, per ogni cosa, non certo del cosiddetto caso, ma di una sua fonte generatrice.
  • roberto caterina il 18/05/2013 05:39
    Ti ringrazio per il tuo commento-recensione scoperto quasi per caso. In genere non sono alla ricerca di commenti o gradimenti, mi piace essere presente, così... Le cose che dici sul banale e sul nulla meriterebbero un approfondimento... Un'altra volta, magari.

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