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Il coraggio nella debolezza

C'era un fiore che viveva in un mondo buio, e l'aria era gelida e scarsa. Si rispecchiava in quel cielo nuvoloso e più pensava più diventava grigio, più apriva gli occhi e più c'era freddo, più respirava e più mancava l'aria. In quel momento si accorse che non bastava più un sussurro, nè una parola, nè un intero poema x essere ancora parte di quel mondo. Ma ciò che il mondo non si aspettava è che in quel momento il fiore girò la medaglia, si accorse che non voleva più farne parte e strappò le sue radici da quella terra arida. Non avrebbe supplicato, non avrebbe pregato e non ci avrebbe ripensato. Il mondo si accorse di essere diventato vecchio sotto i suoi occhi e il suo sorriso malvagio si trasformò in panico vedendolo entrare in un altro mondo tutto nuovo, limpido e lucente che lo accoglieva a braccia aperte. Versava lacrime nel suo stupore, supplicandolo e pregandolo di tornare da lui. Ricevette solo dolci parole che lo lasciavano da solo con le sue nuvole mentre il fiore stava sdraiato sotto il sole con le carezze della rugiada. Ancora oggi lo guarda dall'altra parte del muro con l'invidia negli occhi e riceve da lui tanti sorrisi quanti sono i suoi sguardi randagi che cercano di rigirare la medaglia inutilmente.

 

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1 commenti:

  • Aedo il 04/12/2011 23:43
    Un breve racconto di grande intensità, che dovrebbe invogliare coloro che si sono impigliati nella rete della vita a... spiccare il salto. Brava!
    Ignazio

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