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Uno, due, tre,... trenta!

"Di questo ne fai 3 da 20" , questo è il programma di uno dei 7 o 8 esercizi di fisioterapia che devo fare per tre volte alla settimana. La mia grande fortuna, fino a quest'anno, è stata di non dovermi confrontare con questo silenzioso contare la ripetizione degli esercizi assegnati, invece la mia "arto protesi di spalla sinistra con osteosintesi delle tuberosità omerali" mi ha costretto a conoscere il variegato mondo di questa rieducazione.
La frequentazione del centro mi è diventata abituale: tutti gli attori hanno qualche problema chi a un ginocchio, chi al piede, un giocatore di calcio al tendine, un anziano si sta riprendendo da una lussazione. E tutti mentalmente scandiscono la loro numerazione.
Io penso mentre enumero, alcuni giovani hanno gli auricolari dell'MP3, la maggioranza conta mentalmente e si guarda allo specchio. Lo specchio mi pare sia furbescamente dimagrante per migliorare l'ottimismo dei pazienti con un apparente aspetto più sano.
Disseminati ovunque ci sono i variopinti attrezzi di ausilio alla fisioterapia: palle colorate, materassini, un timone, vogatori, elastici e carrucole, bastoni. Alcuni volenterosi oscillano pazientemente una gamba zavorrata da pesi, altri stringono palloni variopinti fra le ginocchia, altri, che apparentemente sono inoperosi, stanno facendo scorrere fettucce colorate fra due dita della mano di cui devono rinforzare i muscoli e tutti immancabilmente e mentalmente contano e non sanno di quanto sia armonico e variegato il loro movimento complessivo, quasi un quadro di bizzarri danzatori.
E anche io conto e penso, penso al mio incidente quando in una meravigliosa giornata sulle piste da sci sono stata investita in pieno da un ragazzino inesperto che è partito a tutta velocità sul ghiaccio senza possibilità di controllo facendomi volare, penso a cosa fare a pranzo per i miei ospiti domenicali, penso a mia figlia che è a Roma e a mio marito in Brasile, penso a quanto sia invecchiata mia mamma, penso ai miei colleghi di un lavoro ormai lontano nel tempo ma che me li ha lasciati vicini nel cuore...
Da quando ho iniziato a fare questa rieducazione mi ritrovo spesso a contare: gli scalini dal mio appartamento al piano terra, mentre faccio una lunghissima doccia, le maglie che devo lavorare per finire un giro dei ferri da calza, i passi quando scendo al mare per raggiungere il mio ombrellone. Così ho scoperto le mie molte attività quotidiane ripetitive che non avevo mai enumerato: una doccia vale almeno 3 per 50, l'attivazione di windows vale da 4 a 6, la connessione ad Internet vale 10 e soprattutto non mi ero mai resa conto di quanto sia lungo arrivare a 3 per 20 che mi spetta per completare l'esercizio.
Giorno dopo giorno miglioriamo la tonicità muscolare al silenzioso enumerare di ognuno di noi, e penso a come siamo simili a quando da piccoli si giocava a nascondino e non si poteva iniziare la caccia prima di arrivare a 60!

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 19/11/2011 07:47
    un racconto anche questo con dovizia di particolari... anche se in qualche modo, sofferente e problematico... hai saputo renderlo piacevole e quasi divertente... bravissima abile penna... auguri di cuore purtroppo molti di noi potrebbero identificarsi con i vari problemi elencati in questo scritto chi per un motivo, chi per un altro comunque bravissima un abbraccio carla

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