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Due personaggi senza un'autore

Vivevano nella foresta oramai da chissà quanto tempo. Alcuni avevano deciso di cambiare le loro vite. Jhon, Antonio, Francesca, Paola e Marisa. Jhon era un banchiere, non nel senso di semplice impiegato, socio fondatore di una banca internazionale, era dovuto scappare dalla Danimarca, per poter salvare la pelle. Antonio era stato un artista di strada. Ma ormai quel tipo di lavoro, il mimo, non rendeva come negli anni ottanta, c'era un'inflazione di artisti di strada e lui davvero non ne poteva più, nè della città nè della sua arte, che poi da quando Elsa lo aveva lasciato, non aveva più stimoli.
Francesca era stata abbandonata piccola in quel luogo, su per quei monti, dove ogni tanto passava qualche auto, che loro, con uno stratagemma riuscivono a bloccare, che le persone scappavano e loro si prendevono il mezzo. Francesca a due anni aveva già cominciato a cibarsi di foglie, e solo dopo Marisa, insegnante universitaria fuggita dal clima invivibile che la sfiniva in quella città metropolitana, dove i baroni delle cattedre imperavano, gli aveva insegnato l'italiano, il francese e il cinese, lingue che lei ben conosceva. Paola infine, fu abbandonata dal marito e la cosa la sconvolse a tal punto che, un giorno, di mattina presto, uscì di casa. E cammina cammina si era ritrovata nella foresta. Aveva imparato a procurarsi il cibo, a cacciare, a sopravvivere.

Ora la convivenza tra queste persone non era facile. Jhon si era innamorato di Francesca appena l'aveva vista, già ventenne. "Stammi a sentire amico, non ci siamo intesi. Già dall'inizio io non sono al centro della storia, e mi viene voglia di... I patti erano chiari: io Jhon dovevo essere il protagonista del racconto. Che storia è questa che mi ritrovo con quattro sconosiuti, che poi mi fai innamorare di Fracesca. Cioè, ma tu l'hai vista Francesca? Non si depila dall'età di due anni, come faccio a innamorarmi di Francesca? No. Io in questo tuo raccontino non ci voglio assolutamente entrare, fammi uscire subito!".
Vivevano nella foresta oramai da chissà quanto tempo. Alcuni avevano deciso di cambiare le loro vite. Antonio, Francesca, Paola e Marisa. Antonio era stato un artista di strada. Ma ormai quel tipo di lavoro, il mimo, non rendeva come negli anni ottanta, c'era un'inflazione di artisti di strada e lui davvero non ne potevà più, nè della città nè della sua arte, che poi da quando Elsa lo aveva lasciato, non aveva più stimoli. "Ma per chi mi hai presa? Non mi depilo dall'età di due anni! Ma io ho lavorato con Pirandello e il Verga. Per non parlare della citazione di Dante! Mi chiamo Francesca, lo capisci ciccio? E poi cos'è questa storia che, parole scritte tue ma proprio tue, rileggitele asino và:
" su per quei monti, dove ogni tanto passava qualche auto, che loro, con uno stratagemma riuscivono a bloccare, che le persone scappavano e loro...".

"Risolvi situazioni in modo troppo banale. Quale stratagemma?. Questo è furto! Te ne rendi conto? Ma da dove esci? Per favore devo correre a farmi la ceretta e sarà un bel problema. Eliminami subito dall'incipt, che poi devo raggiungere un altro autore perchè stà sognando un racconto che mi stà a pennello, sicuramente riuscirà a trovare un editore una volta completato. Su, muoviti, scrivano dell'ultima ora!"

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2 commenti:

  • Anonimo il 24/11/2011 11:51
    piaciuta come dice lorenzo, bene per i riferimenti letterari...
  • Anonimo il 24/11/2011 09:40
    Racconto molto bello, Raffaele... anche per i riferimenti letterari

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