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La strada

Non ero pratica di navigatori, ma, quel giorno mio figlio aveva insistito perché lo usassi. La strada che dovevo percorrere era lunga e complicata, perciò , a malincuore, mi ero convinta ad usarlo.
Appartenevo alla generazione dei "migranti digitali", per intenderci :quelli che le tecnologie le usano proprio perché non se ne può fare a meno. Per la verità, bisogna ammettere che ti consentono cose prima semplicemente impensabili, però, molte altre volte, ti complicano la vita. Questa volta, però, anch'io ero convinta che bisognava usarle. Altrimenti quella strada, da sola, proprio non sarei riuscita a trovarla.
Dovevo intraprendere un breve viaggio, ma con molti svincoli, interruzioni, passaggi, per raggiungere una località impervia ed isolata. Dio solo sa dove s'era andato a ficcare quel benedetto uomo! Chi? Il mio professore, il mio vecchio insegnante in pensione già da un pezzo, che non vedevo da parecchio. Ero stata la sua allieva preferita, poi sua assistente e collaboratrice; per molti anni avevamo condiviso tutto: progetti, speranze, fatica ed anche gioie e dolori personali. Si sa, quando si lavora fianco a fianco si finisce per entrare in un'intimità a volte maggiore di quella che si ha con i familiari.
Eravamo molto diversi, io e il professore; lui, pacato e analitico (ma solo in apparenza), io vulcanica e passionale ( ma anche questo era vero solo in parte), formavamo una coppia inossidabile sul piano professionale. Certo che di chiacchiere se ne erano fatte sul nostro conto all'interno del Campus... "Solo invidia, tutta invidia" mi dicevo, però di pescecani e cobra ne abbiamo presi parecchi. E poi lui, il professore, era un tipo... un tipo, come dire? Spesso sembrava non accorgersene proprio; mi sono sempre chiesta se fingeva o era davvero così ingenuo. Mah?
Scoprirlo ora, però , non aveva ormai alcuna importanza.
Allora, dove eravamo rimasti? Ah si. Era parecchio che non ne sapevo più nulla e, devo dire, la cosa mi rendeva triste, ma anche incazzata. Eh, si! Bel modo! Prima tanta vicinanza e poi... Ciao! Senza mai una telefonata, una visita. Però, poi, mi ero detta: "E se si fosse ammalato? Se fosse caduto in depressione? Se pensasse di darmi fastidio, immaginandomi, serena e soddisfatta, volare da sola verso le vette più alte, senza più bisogno della sua guida?". Insomma, basta, avevo composto il suo numero e lo avevo chiamato sul cellulare.
Devo confessare che l'emozione e l'imbarazzo iniziali erano stati reciproci, ma poi l'antica confidenza si era fatta largo e mi aveva spinto a chiedergli di andarlo a trovare. "Si, certo. Puoi venire, ma è distante, sarà troppo faticoso per te che guidi poco...( e male! n. d. r.) ", aveva detto lui, non so se per fingersi più riottoso o per sincera preccupazione riguardo le mie sorti di inesperta guidatrice. "Non ti preoccupare. Tu spiegami dove sei e quale strada devo prendere ed io vengo. Oggi, poi, ci sono i navigatori... Eh!"
Sapesse ora che belle indicazioni questo cazzo di coso mi sta dando : "Spostàti a destra... Spostàti a sinistra..." "Eh sì! Spostàti a destra e a sinistra! Quanti ce ne sono di "spostàti" lo so già da me!" Ed ora che succede? Uè, s'è spento! Mannaggia Sacripanto...! L'avevo detto a mio figlio di tenerlo in carica tutta la notte. Non c'è mai da fidarsi di questi aggeggi elettronici! Va bene, se mi perdo chiederò a qualcuno. Poi la strada non è tanto brutta. Guarda che bella vallata, e il cielo è turchino. Buon auspicio! Già, ma auspicio di che? In fin dei conti è solo un incontro tra vecchi amici, anche un po' triste, in verità. Indietro non si torna e, anche se lo vorrei, non potremo mai più tornare a lavorare insieme come ai vecchi tempi. " La sua assenza mi pesava molto, non tanto per la guida ( spesso avevamo idee totalmente opposte), quanto per la compagnia, la possibilità di pensare insieme, l'entusiasmo di appassionarci agli stessi argomenti, come se un'altra mente accompagnasse la tua mente... Ora, invece, ero sola e, quel che è peggio, desideravo sempre più esserlo. Stavo diventando veramente insopportabile; sul lavoro non riuscivo a trovare più nessuno/a che mi andasse a genio veramente, e neanche nella vita privata. Dovevo ammetterlo: lui mi mancava parecchio, e su tutti i piani. Mi venne in mente quella volta che mi aveva convinta a fare quella ricerca su un campione di stupidi babbuini imbalsamati. Che stronzata! L'avevo fatto solo per lui, ma non credo se ne sia mai accorto.

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2 commenti:

  • luigi deluca il 28/11/2011 21:19
    confermo, da subito l'impressione che non sia semplice curiosità, la molla di quel viaggio
    gigi
  • Stanislao Mounlisky il 26/11/2011 09:50
    scorrevole, si legge sospettando che accada... quello che accade.
    brava

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