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Chi siamo? Dove andiamo?

pubblicata da Claudio Bertucco il giorno domenica 11 settembre 2011 alle ore 13. 16
Andai dal parroco a proporgli il dilemma. Caro ragazzo disse:non menar il can per l'aia, e qualcosa d'altro. Io sono un prete di campagna con il dubbio di tirar a sera e poter desinare. Rivolgiti ad Ismaele il guru sulla montagna. Ascoltato il consiglio mi avviai su per i monti. Trovai il santone tra capre e pecore intento a rosolar spiedini. Con ancora il fiatone cosi a lui mi rivolsi:A dotto'chi si e' dove si va'. Non ci ho mai pensato, rispose il santone. È una vita che sono quassù. Siamo io e te e' se vuoi: andiamo a pascolare le pecore. La risposta non mi convinse. Salutai e me ne Andai. Sulla statale intravidi la Gina, donna con superba esperienza. Aveva tacchi altissimi. Un vestitino leopardato. Normalmente non portava gli slip e come ti avvicinavi già gli dovevi 5 euro. Superfluo dirvi che per il trucco andava dal Toni il muratore che comunque ci sapeva fare. Chi siamo dove andiamo? Con 30 euro andiamo dietro nel bosco e poi ti dico il resto. Scombussolato uscii dal bosco non sapendo più chi ero. Non ci dormivo più. Avevo sentito di una zingara che leggeva le carte e il futuro. Non la trovai in biblioteca ma al campo nomadi. La. Irma aveva una bandana a mo di lenzuolo che la fasciava. Il vestito era colorato d'unto. I nei sul suo volto massiccio sembravano castagne messe lì d'ornamento. Il donnone fumava un sigaro dal fumo acre che nascondeva la mancanza della doccia. Cosi si rivolse a me. Nel tuo futuro ti vedo più leggero e so che non andrai lontano! La donna onesta non volle soldi per la consulenza e me n'andai. Non trovavo più il portafogli e mi era sparita la macchina. Cosi m'avviai a piedi. Gli anni passavano l'enigma non aveva soluzione. Un giorno freddo dove gli alberi si spolverano di brina e i dolori ti ricordano l'età, incontrai uno strano signore. Occhi stralunati un ghigno di malaffare, un mantello nero. Dinoccolante e zoppicante si trascino a me. So del tuo quesito e te lo posso risolvere vecchio mio. Chi sei buon uomo? Sono la muerte e tutto vo ad appianare.. L'essere odorava di legna bruciata aveva i denti neri di chi non ha mai visto il dentifricio. Le sopraciglia erano folte con gli occhi che balenavano senza fissarti. Mi sembrava. D'aver davanti lo schermo del flipper. Mi assicurai che non ci fosse nulla da pagare e lo seguii.

 

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