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IL '68 di MARA

Mara si trovava dietro un alto finestrone dell'Università. La vetrata nella parte superiore era quasi opaca per la polvere ma in basso si riuscivano a scorgere con chiarezza tutti i dettagli del palazzo di fronte.
Sul cornicione numerosi uccelli svolazzavano di qua e di là.
Un piccione aveva appena pulito col becco il suo bel piumaggio iridescente ed ora stava compiendo numerosi giri di corteggiamento attorno ad una femmina.
Questa, dal testino più dolce e corpo snello, fingendo indifferenza si postavacontinuamente ma appena l'altro si distraeva cercava di interessarlo tubando
Mentre era così attenta ad ammirare quello spettacolo, Mara fu colpita da un vociare nel cortile sottostante.. Un folto gruppo di studenti parlava piuttosto animatamente.
Presa dalla curiosità scese e si fece spazio per capire cosa stesse accadendo.
Si discuteva di occupazione
A Nantes in Francia c'erano state già le prime agitazioni, la Sorbonne era stata occupata. Anche in Italia stavano scoppiando le prime proteste universitarie.
Tutto sembrava così strano ed eccitante a Mara abituata ad una scuola dogmatica ed autoritaria. Sotto certi aspetti si sentiva fuori luogo là ma voleva capire, interessarsi a
quel nuovo fenomeno che cambiava le sue certezze.
Nella sua vita scolastica non aveva nemmeno mai sentito parlare di scioperi! E così la sera restò là, all'interno dell' Università con gli altri, a vedere, a capire.
Iniziarono serate straordinarie e diverse per lei : riunioni politiche tra il fumo di sigaretta, il suono di chitarre, l'odore del ciclostile.
Si fumavano le Nazionali Blu senza filtro perché ricordavano le più nobili "Gouloises" francesi e per nobilitarle scherzando si erano soprannominate "N bleu".
Si passava la sera a scrivere e disegnare tatzebao da affiggere ai muri con i compagni.
Mara era così presa da quelle novità che dimenticava persino di mangiare.
Studiava Letteratura Francese e imparava così anche a conoscere François Villon il poeta che scriveva contro il potere e intanto cantava "Bocca di rosa"e "Via del Campo"
mentre arrivavano notizie della Guerra in Vietnam.
Una sera, avvolto nel fumo di sigaretta, Mara lo scorse appena. Aveva gli occhiali, un maglione malandato, pantaloni sgualciti. Stava in un angolo, assorto nella lettura di un giornale. Ogni tanto prendeva appunti..
Poi all'improvviso tra il vociare prese la parola, tutti tacquero e lei ne rimase subito affascinata. Parlava un linguaggio curato e convincente e quando Mara
si spostò per vederlo meglio, lui le gettò appena un' occhiata. Era Lui?
Lo aveva immaginato sempre cosi, un ragazzo dalla forte personalità che poteva trasmetterle la sicurezza che desiderava e nello stesso tempo attrarla fisicamente e mentalmente.
E fu così che tra quelle riunioni e quel fumo Andrea entrò nella vita di Mara.

 

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5 commenti:

  • Ivan Benassi il 23/08/2007 17:05
    È già bello così, ma seguirò l'iter che hai indicato. Non ti conoscevo. Brava.
  • MD L. il 03/02/2007 21:08
    Questo è il CapIV de "Le finestre di Mara"
  • MD L. il 31/12/2006 17:22
    Si continua ma qui nn c'è spazio per romanzi brevi. Leggi prima Le finestre di Mara, poi Treno del Sud e forse si apprezza meglio questa che da sola nn significa molto! Ciao Grazie
  • laura ruzickova il 31/12/2006 16:43
    continua????
  • laura ruzickova il 31/12/2006 16:43
    continua????

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