PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

L'androide

All'esterno della porta blindata il sensore di movimento fece scattare la telecamera di sorveglianza.
Un pannello annegato nella parete dell'ingresso mostrava il corpo di una donna accasciato davanti alla porta. Era coperta di sudore ed era scalza.
Aumentò il guadagno del microfono e percepii un flebile "Aiutatemi... vi prego...", poi la vide perdere i sensi, o almeno così gli sembrò.
Azionò il menù di controllo e fece fare alla telecamera un'ampia panoramica di centottanta gradi. Apparentemente nessun pericolo, i lunghi corridoi che conducevano al suo appartamento sembravano sgombri, illuminati a giorno come al solito.
"Nessun pericolo" ripeté la sua mente.
Non era soddisfatto, lui i pericoli se li sentiva sulla pelle e in quel momento qualcosa di inesplicabile lo metteva in allarme.
Lei era immobile, decise di non ascoltare il suo istinto per una volta e fece scattare l'apertura della porta.
Dodici pistoni di acciaio rientrarono docilmente all'interno della porta e un servomotore la sospinse verso l'interno del suo appartamento. Lei crollò sul fianco, non sembrava davvero priva di sensi ma solo senza forze, senza difese.
Si fletté sulle gambe e senza sforzo la sollevò, le guardò il viso dolce e gli occhi grandi, si sentii per un attimo felice come un bambino con quell'angelo fra le braccia caduto dal cielo, anzi, salito al cielo del cinquantesimo piano.
La adagiò delicatamente sul divano, le mise un cuscino sotto la testa e con un tovagliolo di carta inumidito le rinfrescò la fronte e le guance. Non sembrava aver riportato contusioni né lacerazioni almeno sul volto, era solo inzuppata di sudore con gli abiti sporchi di chi era caduto diverse volte.
Lentamente lei riprese le forze, si portò una mano alla spalla destra e fece una smorfia di dolore, poi aprì gli occhi e lo vide.
Lui si era allontanato dal divano, le voltava le spalle, stava riflettendo su cosa fare mentre attendeva il suo risveglio.
Venne raggiunto da un "Grazie!" Per un attimo non capì, arrivò quasi ovattato alla sua mente riflesso dalle pareti. Si infilò nelle pieghe del suo cervello, come qualcosa di inaspettato. Si girò di scatto e le fu vicino.
"Finalmente come si sente?"
"Cosa è successo?" ―la incalzò.
"Grazie per avermi fatto entrare... quell'uomo orribile... mio dio!... Se non fosse stato per lei!"
"Qui è al sicuro, nessuno potrà farle del male ora, ma cosa è successo esattamente?"
Lei prese fiato e fece un sospiro di sollievo."Avevo appena parcheggiato la mia auto, mi ero messa la borsetta a tracolla come facevo sempre, tenevo in mano le chiavi del mio appartamento, quando...".
"Quando sentii dei rumori alle mie spalle, dei passi... sempre più rapidi, sempre più incalzanti".

12345678910111213

0
3 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Massimo Bianco il 11/12/2011 00:40
    Un classico racconto di fantascienza, con una trama precisa e convincente, poco originale, ma questo forse è quasi inevitabile, visto che ormai in ambito fantasicentifico è stato detto quasi tutto. Lo scritto sembrerebbe ispirarsi principalmente a opere di autori come Isaac Asimov, maestro delle storie di robot e Philip Dick, nelle sue tipiche esplorazioni sul tema della confusione tra realtà e finzione. Evidente inoltre il rapporto con il film Blade Runner, basti pensare alla storia d'amore tra la replicante e il protagonista del film. Se il testo è nel complesso ben scritto, si può rilevare peraltro qualche imprecisione tecnica. Prima di tutto nella punteggiatura, da rivedere, come è stato peraltro fatto notare altrove. In secondo luogo nei dialoghi dove sarebbe opportuno evitare, per evitare di confondere il lettore, di virgolettare parti dello stesso discorso; basti in proposito un esempio, preso da pagina 1:
    "Finalmente, come si sente?"
    "Cosa è successo?" La incalzò
    "Grazie per avermi fatto entrare..." eccetera.
    A questa maniera sembra che alla domanda di Ariel sia Eva a rispondere chiedendo cosa è successo, commento che lì pe rlì sembra insensato, solo procedendo nella lettura alla frase successiva ci si rende conto che in realtà prima stava ancor aparlando Ariel. E questo è un sistema che l'autore utilizza per l'intero racconto appesantendo dialoghi altrimenti validi.
    Comunque nel complesso si tratta di un racconto valido è abbstanza riuscito i cui difetti sono poca cosa rispetto alle sue qualità.

3 commenti:

  • Massimo Bianco il 11/12/2011 01:00
    Vedo che mi fai promozione, eh Giacomo. Grazie. Comunque più che nell'ambito del surreale il scrivo nel fantastico o per meglio dire fantasicentifico e nel noir, principlamente, così come fantasicentifico è questo racconto. Il maestro del surreale semmai è Alessandro Sedda. Anche s enon la bazzichi, io scommetto che tu potresti apprezzare diversi testi classici della fantasicenza.
  • Anonimo il 05/12/2011 18:14
    Che dire... gran bella storia, anche se io non amo il fantastico più di tanto devo farti i miei complimenti.
    Qui sul sito c'è un altro scrittore molto bravo con la passione per il surreale... devi leggerlo. È Massimo Bianco.
    Una cosa mi lascia perplesso... l'uso delle virgole. Un bravo scrittore come te commette a volte certi errori di punteggiatura che non mi spiego.
    Esempio nell'ultima pagina... Questa volta fu la voce di Mater a tacere, stranamente non dispensò consigli come al solito ne caustiche considerazioni ma, disse qualcosa di davvero inaspettato... la virgola, se propio la vuoi mettere, va prima del ma, e non dopo.
    pensavo fosse una svista, ma lo ripeti subito dopo..."Ariel stavo tentando di capire ma, non so cosa possa essere"... qui ci sono addirittura due errori... la punteggiatura corretta è: Ariel, stavo tentando di capire, ma non so cosa possa essere.
    Ecco finito il mio antipatico commento che però, a parte quelle sfumature, è positivissimo. ciaociao
  • Anonimo il 05/12/2011 09:38
    Ho iniziato a leggerlo... mi sembra molto bello ma non ho il tempo per finirlo... comunque il mio giudizio per come è scritto è positivo, in particolare mi piacciono i dialoghi, che io trascuro un po' nei miei racconti... ciaociao

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0