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Calici di dolci ricordi

Non riesco a ricordare molte cose della mia infanzia, alcuni episodi mi ballano dentro
solleticandomi l'umore.
Unica femmina, la terza di quattro fratelli; non potevo che essere un altro maschiaccio mancato.
Avevo un visetto che era tutto un programma, i miei occhi sprizzavano argento vivo...
Beh mio padre lo sapeva che avevo la lingua lunga e le gambe veloci.
Una sera d'estate, avevo circa 10 -11 anni i miei organizzarono una cena in giardino con amici loro, che io in quel tempo vedevo stravecchi. La serata si prospettava carina, aiutai mia mamma ad apparecchiare la tavola... in casa mia i piatti erano sempre scompagnati;quella sera la mamma tiro' fuori il servizio buono, sembrava tutto quasi perfetto.
Arrivarono gli ospiti e la serata scivolo' via in allegria, il vino veniva bevuto specie da mio papa' a fiumi, l'allegria mi aveva contagiata...
Ad un certo punto mio papa' mi chiese di andare a prendere i calici buoni per lo spumante;"Karen vai a prendere i bicchieri buoni, quelli di cristallo per lo spumante!"... io con un sorriso smagliante a tutti denti, risposi "si papà, quelli della nutella?"... i miei si guardarono increduli, ormai avevo dato fiato alla bocca e la gaffe era partita.
Si miseri tutti a ridere. Gli unici bicchieri fatti a calice in casa mia li aveva conservati mia mamma, ed erano quelli appunto della Nutella.
Ero famosa da piccola, l'ingenuita' e la naturalezza erano il mio pregio ed il mio difetto più grande. Ancora adesso ogni tanto straparlo. Sono fatta così !!!

 

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9 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Glauco Ballantini il 15/09/2013 17:17
    Come si dice: voce dal sen fuggita, più trattener non vale! Meno male che si è risolto in un sorriso.
  • Antonio Garganese il 16/08/2012 16:41
    Racconto molto carino che evoca l'infanzia, periodo in cui non si è molto attenti alle etichette e succedono insignificanti quanto gradevolissimi equivoci. La spontaneità, anche quando crea lievi imbarazzi, è una qualità da mantenere per tutta la vita.

9 commenti:

  • karen tognini il 18/02/2012 13:06
    Grazie a Tutti... scrivo con il cuore... semplicemente!!!!
  • Virgi Garcia Mundòz il 18/02/2012 10:18
    Davvero simpatico questo episodio! Mi aggrego a quanto a già detto dagli altri (esclusa mariateresa morry... secondo me in un racconto così le forme come "mia mamma", "mio papà" contribuiscono alla spontaneità del racconto); carino, vero, sincero
  • simona bertocchi il 22/12/2011 17:10
    può essere tanta semplicità così profonda? può una scena senza colpi di scena darti forti strattoni alle emozioni? Sì ... può. Tu ci sei riuscita
  • Gianni Spadavecchia il 12/12/2011 10:30
    Nello straparlare non c'è nulla di sbagliato Molto bella. Apprezzata tanto.
  • mariateresa morry il 10/12/2011 20:45
    Il racconto è un piccolo quadro di vita famigliare, gradevole, ma potrebbe essere migliorato... ad es. l'allitterazione " mio papà mi chiese", meglio se : il papà mi chiese... anche la forma :mia mamma, mio papà, senza l'articolo non è propriamente corretta. Insomma suggerisco una ripulitina, poi è ok.
  • gina il 10/12/2011 20:36
    Ricordi di momenti di vita fermati nel tempo da questo gradevole racconto che fa rivivere attimi di gioia familiare semplice e sincera. Che invidia Karen, ben tre fratelli con cui giocare, io solo una sorella che di maschiaccio non aveva nulla e mi guardava come un marziano malefico ad ogni nuovo mostriciattolo che portavo a casa, girini, insetti... uff, aveva paura di tutto!
    Non parliamo di sport poi...
  • Anonimo il 10/12/2011 17:47
    Molto molto carino... simpatia, naturalezza, ingenuità positiva... mi piace leggerti quando racconti... dell'infanzia, poi. ciaociao
  • Vincenzo Capitanucci il 10/12/2011 15:05
    Un simpaticissimo ricordo... Karen.. dove già si delineava la Karen di oggi... Brava... Calici di ilarità.. sono una rarità...
  • senzamaninbicicletta il 10/12/2011 14:42
    molto molto carina questa situazione, divertente

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