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Il Sangue Malvagio di Praga

Non appena il Rabbi Josef cominciò ad attraversare il maestoso ponte Carlo, il sole, una grande sfera arancione bassa nel cielo, s'infranse contro l'imponente sagoma del castello. Josef non poteva vederlo perché in quel momento procedeva con il tramonto alle spalle, ma gettò lo sguardo alla sua sinistra e mantenendo un'andatura costante osservò lo strabiliante gioco di colori riflettersi nel letto placido della Moldava.
Non c'erano molte persone in giro a quell'ora, ma le poche che incrociava chinavano la testa in segno di saluto e rispetto. Josef rispondeva distrattamente, concentrato sul rito che avrebbe avuto luogo quella sera stessa. Quella notte la città di Praga era nelle sue mani, sebbene poche persone se ne rendessero conto. Il rito del sangue malvagio avrebbe placato la sete di vendetta del loro protettore.
Quel giorno ricorreva la morte del famoso Rabbi Löw, colui che per una vita si era battuto per il benessere e la sopravvivenza degli ebrei di quella città. Colui che per il bene di tutti aveva creato la vita dal nulla, dominando i quattro elementi e modellandoli in un uomo d'argilla.
Josef sorrise al pensiero che quell'essere conosciuto come il Golem un tempo si muoveva per il ghetto con il suo stesso nome: Golem Josef. E lui quella notte avrebbe saziato la sua sete.
Una volta superato il ponte svoltò a sinistra e seguendo il corso del grande fiume procedette verso il ghetto. Di solito non prendeva quelle strade, piuttosto avanzava fino alla torre dell'orologio per poi proseguire verso la sinagoga, ma quel giorno aveva bisogno di concentrarsi e scelse delle stradine secondarie, poco trafficate e buie.
Passò dietro il Bethchajim, il vecchio e sacro cimitero ebraico, e quando arrivò alla sinagoga Vecchia Nuova il cielo si era fatto scuro.
All'ingresso non c'era nessuno. Scese i gradini che portavano alla sala principale ed entrò nel luogo sacro più antico della città.
La sinagoga Vecchia Nuova aveva quasi mille anni di vita. La sua costruzione venne iniziata nell'anno 929 e portata a termine appena due anni dopo. A quel tempo al centro del ghetto si ergeva una piccola collina ricoperta da cumuli di pietra, sterpaglie e alberi marci. Quel luogo venne scelto costruire il nuovo edificio sacro. Quando iniziarono gli scavi però la sorpresa fu immensa: sotto la collina c'erano i resti di un antica e dimenticata sinagoga. Il popolo ebraico era già vissuto su quelle terre.
Con i resti della vecchia sinagoga venne eretta quella nuova, la più antica del mondo moderno, fatta eccezione per quella di Wörms.
La sinagoga era stata costruita in stile gotico germanico e sebbene fosse la più importante del ghetto, non era di certo né la più grande, né la più bella. L'interno era molto semplice e tutto intorno le pareti erano ricoperte da numerosi sgabelli di legno scuro. Rabbi Josef quando poteva scegliere preferiva pregare nella meravigliosa sinagoga spagnola, ma quello che cercava quel giorno poteva trovarlo solo in quell'antica e sacra costruzione.
Arrivò in fondo alla sala principale e aprì una piccola porticina di legno che si trovava sulla sinistra. Oltre la porta una stretta scala a chiocciola portava alla soffitta.

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