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I miei primi anni d'adulto

Adesso sei adulto, le parole gridatemi che ricordo con nostalgia. Chi mi gratificava di questo grande privilegio era Filippo, il fratello più grande di 16 anni. Dopo il decesso del babbo, a lui era stato affidato l'onore e l'onere, di accudire la numerosa famiglia.
Cinque sorelle e due fratelli di cui uno in tenera età. I miei dodici anni erano sufficienti per operare da adulto in aiuto per la condotta seppur modestissima ma dignitosa per la sopravvivenza. Al mattino nelle giornate feriali, alle sei dopo una frugale colazione, con un carico di libri e una frittata stretta fra due mezzi panini, in sella ad una vecchia bicicletta mi accingevo, con poca voglia, e con la convinzione di essere adulto, a recarmi nel vicino paese 13 km, per frequentare il terzo anno di avviamento professionale presso l'istituto Luigi Pirandello, per la concessione benevola della allora direttrice Professoressa Lucentini donna magnanima di grande amore per i giovani bisognosi. Al pomeriggio era necessario operare per ottenere anche se misero, un guadagno. Allora aiutavo un fabbro ferraio a calzare i muli e gli asini del paese. questa vita si è prolungata fino al diploma. come era faticoso superare di anno in anno tutti i problemi, quanta nostalgia e che felicità sentirsi adulti e capaci.

 

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4 commenti:

  • eurofederico il 13/08/2014 21:44
    e' proprio quando soffri e ti guadagni le cose che le apprezzi maggiormente... nulla e' scontato
  • Anonimo il 23/07/2012 23:06
    Spero ci sia un seguito!
  • AGOSTINO il 20/01/2012 03:17
    grazie Giacomo del consiglio, l'idea non mi dispiace, ci farò un pensierino chissà .
  • Anonimo il 21/12/2011 17:33
    Bello... i racconti nostalgici mi fanno impazzire. In quinta elementare ho scritto un tema che fece il giro della scuola, letto da me che mi vergognavo pure. In quel tema parlavo del maniscalco che incontravo nel fare la strada da casa mia verso la scuola. E quell'odore degli zoccoli del cavallo, l'abilità nel tenergli la zampa, il martellare sull'incudine... li ho ancora in me. Potrei quasi descriverli. Perchè non lo fai tu? grazie del bel quadretto, agostino. ciaociao

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