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Carlo

Le piaceva proprio, avrebbe fatto carte false per stare con lui, e ora che se ne presentava l'occasione lei fuggiva, lo desiderava ardentemente ma non poteva, troppo onesta per sbagliare? No, troppo rovinata per sbagliare. O sapeva che non gli sarebbe piaciuta? Troppo mal messa, un fisico rovinato, a quale uomo ormai poteva piacere? Ma lei non voleva piacere a un altro uomo, lei voleva piacere a lui o meglio voleva essere sua. E intanto sognava, sognava i suoi occhi che la guardavano, che scrutavano la sua anima, sognava le sue mani che la sfioravano con dolcezza in mille carezze, e lei ora scappava, stava già pensando alla scusa da dirgli per non incontrarlo, ma lo desiderava maledettamente.
E si guardava allo specchio, fece scivolare la veste e si guardava, le cicatrici le attraversavano tutto il corpo, solo la faccia miracolosamente non le fu ricucita, ma il suo corpo era sezionato da tante cicatrici, le dissero che era stata già fortunata a non perdere la vita, si ma lei ora che cosa se ne faceva della vita se si sentiva un essere umano solo per metà, tante volte aveva pensato di farla finita, di distruggere per sempre quel corpo che la tormentava, ma poi allo stadio aveva conosciuto Carlo, e subito si era sentita attratta da quell'uomo. O meglio, la sua amica aveva conosciuto Carlo e si erano scambiate le e-mail, e Flavia se ne era impadronita , aveva rubato l'e-mail alla sua amica, un furto? no pensò lei, un prestito, tanto la sua amica non avrebbe mai chattato. non era tipo da stare al computer.
Lui non conosceva la sua passione e lei ci pensava bene a fargliela capire, non gli avrebbe mandato nessuna segnale, era convinta che lui sarebbe scappato ; lui, Carlo era veramente un bel uomo, alto possente, disinvolto, sempre con un sorriso a 32 denti, sempre allegro, lei avrebbe tirato per le lunghe finché poteva e poi, se fosse stato necessario avrebbe trovato una soluzione.
Già ora quando giaceva con il marito pensava a lui,( dall'incidente pareva che il marito avesse rapporti con lei solo per dovere coniugale, erano sempre cose frettolose come se il marito soffrisse di giacere con lei, lei non gli faceva una colpa, sapeva che ormai era difficile accettare di stare con un essere tutto ricucito, le sue cicatrici erano ancora troppo evidenti, chissà forse col tempo si sarebbero assorbite un po' le fu detto in ospedale,) quelle non erano più le braccia del marito ma del suo Carlo, si sentiva amata e in paradiso, finalmente aveva capito quando fosse appagante fare sesso con la persona giusta, e da un po' di tempo c'era sempre Carlo a letto con lei, bastava usare un po' di fantasia e il gioco era fatto e finalmente si sentiva felice.
La prima volta che chattò con Carlo gli disse del piccolo furto, gli aveva descritto com'era ma non accennò alle cicatrici, lei non poteva dirgli che era pronta per il tritacarne, lei voleva solo sognare di essere felice, perché ora le rimaneva solo il sogno e nei suoi sogni c'era spazio solo per lui, si ritrovava spesso a fantasticare su di lui, avrebbe dato tutto il resto della sua vita per un attimo di felicità, ma non era solo sesso, era avere gli stessi pensieri, spesso lei diceva cose che non pensava solo perché le piaceva sentirlo contrariato, lo immaginava con il sopraciglio corrugato e quando lui le parlava di meravigliosi posti esotici, sognava di stare con lui in quei posti; sognava che lui le faceva da Cicerone, mano nella mano, le mostrava tutte le meraviglie di quei luoghi perché loro due erano simili. Amavano le stesse cose. tutte e due rimanevano estasiati davanti alle bellezze della natura. Carlo le chiese di incontrarla. lei si tirò indietro, e gli

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1 commenti:

  • Vito Bologna il 23/12/2011 00:19
    Bel Racconto. piaciuta la finale Brava