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Paesotto Globale

Paesotto Globale:

C'era, tanto tempo fa, un pianeta grande come un villaggio, o forse un villaggio grande come un pianeta.
In questo villaggio tutti gli abitanti erano immortali. Gli anni passavano e loro rimanevano sempre gli stessi. Ecco perché ormai, gli abitanti del pianeta si conoscevano alla perfezione. Conoscevano le proprie manie, le proprie abitudini, i propri problemi di salute.
E così tutti i concittadini sapevano che alle ore tre e un quarto del pomeriggio la signora Jones sarebbe uscita sul balcone per starnutire sonoramente.
Così come sapevano del signor Chang, che ogni settimana, il lunedì sera portava a spasso la moglie, la signora Chang, lasciando a casa i due bambini Kim e Lin con la signora Bouvier, la nutrice.
Tutti si conoscevano alla perfezione, insomma, ed avevano imparato a rispettare l'uno gli spazi dell'altro. Ad andare d'accordo fra di loro. A sopportarsi a vicenda.

Quand'ecco un giorno accadde un fatto strano.
La signora Risoni, della palazzina dell'emisfero nord zona sinistra, diede alla luce un figlio.
Fatto sconosciuto su quel pianeta, la cosa venne vista con garbato sospetto dal resto degli abitanti, che si mostrarono sconcertati sì dall'avvenimento, ma anche sufficientemente socievoli e bendisposti da acconsentire che il nuovo venuto si insediasse sul pianeta, prendendo possesso degli spazi che meritava. Il signor Grisoni fu felicissimo del fatto, ma fu anche l'unico ad esprimere un pensiero di cui anche gli altri abitanti erano portatori ma non osavano confessare.
Disse:
"Ma se arriveranno altri bambini. Se nasceranno altri figli, non ci sarà più spazio. Noi dove andremo?"
La platea - ma sarebbe più corretto parlare di stanzetta - rumoreggiò. Un brusio di approvazione.
E presto iniziarono a dibattere, i complanetari.

Di lì a pochi giorni il piccolo Grisoni era cresciuto e diventato un giovane Grisoni. Nessuno se ne stupì, giacché quello era il primo figlio di tutto il pianeta, e che crescesse in fretta non pareva affatto strano. Tutt'al più preoccupante: più grande era più grande era lo spazio di cui necessitava.
Di conseguenza i genitori si recarono in Comune ed acquistarono un lotto di terreno ove edificare la casa dell'ormai ex marmocchietto.
La casa fu costruita in breve tempo ed egli, ormai adulto, vi si insediò ben presto ed iniziò ad esercitare il mestiere di scrittore professionista.
Assunse il nome di Guglielmo e si trovò un hobby: la musica. Divenne batterista nell'orchestra del paese, in seguito all'acquisto del debito strumento, comprato nella musicheria di mister Parker, suo zio adottivo perché grande amico del Signor Grisoni Senior.
Nel vicinato molti iniziarono a protestare. Altro che spazio! Questo nuovo arrivato si prendeva tutto, anche i decibel!

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 16/05/2014 17:03
    apprezzato.. complimenti.

1 commenti:

  • Giulio il 30/05/2014 11:42
    il nuovo da sempre fastidio, anche se meriterebbe. molto assonante con la politicasecondo me almeno. un racconto simpatico bravo/a