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Sufficit diei malitia sua

Solo un lento accavallarsi di momenti consequenziali, di appunti scarabocchiati e mai trascritti all'ombra delle lancette di un orologio fermo da troppo, troppo tempo. Come per un bizzarro scherzo stampato su FR-4 (a prova di ricordi incandescenti) non siamo che in corsa per una firma con tratto più pesante delle altre, un lascito per la polvere e l'oblio. Per una fotocellula più sensibile, per un lampione in mezzo ai fumi di scarico di bollette e uffici.
Persi in cimiteri di catodi, a sviscerare la semantica di un'oppressione insostenibile. Intanto il Sole perfora le retine, rende ciechi e richiude i lucchetti.
Ma adesso è notte e piove, è tempo di accendere il televisore ed andare al lavoro.

 

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2 commenti:

  • Phlebas Il Fenicio il 31/12/2011 13:54
    Mi fa molto piacere, grazie per il tuo tempo
  • senzamaninbicicletta il 31/12/2011 13:49
    hai espresso un concetto che condivido perfettamente, molto ben delineato e con un pizzico di ironia che non guasta.

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